Autostima

Cosa manca alla maggior parte dei bambini e sopratutto dei ragazzi che vedo nelle nostre scuole? L'autostima.

L'autostima è quella scintilla che fa brillare i nostri occhi carichi di consapevolezza e amor proprio. Purtroppo oggigiorno a causa dei metodi educativi che impartiamo sia tra le mura domestiche che a scuola essa viene meno. A volte i genitori se ne accorgono solo quando i loro figli raggiungono l'età adolescenziale, quando in molti casi è troppo tardi per restaurarla. Molto viene detto e scritto sull'essere disinvolti, come caratteristica personale è molto gettonata, ma ciò che non vediamo è che essa è innata, l'autostima non è qualcosa che dobbiamo instillare nei nostri figli. Piuttosto dovremmo fare più attenzione a non portargliela via nel corso degli anni in cui ci occupiamo di loro.

Il metodo educativo odierno crea una grave mancanza di autostima nei nostri figli, paradossalmente, in seguito, le stesse persone che hanno dato origine al problema cercano di “aggiustarlo”, ma con scarsi risultati. Questo accade perché i bambini sono defraudati del loro amor proprio vivendo in un ambiente dove l'obbedienza e il conformismo valgono più dei propri desideri e delle proprie necessità.

Questo pomeriggio ho lasciato i miei due figli più grandi (5 e 6 anni) presso un centro giochi per una mezz'oretta. Al rientro mi hanno raccontato, con gran calma e voglia di condivisione, che altri due bambini avevano insistentemente deriso i loro disegni. Il maggiore ha risposto alla provocazione dicendo: “Non è importante ciò che tu dici del mio disegno, per me va bene così”.

Io trovo meraviglioso che essi non debbano dipendere dalle opinioni altrui, che a loro non importi ciò che dicono gli altri. Come famiglia nutriamo la loro naturale autostima ogni giorno, decidendo di non applicare un metodo educativo autoritario, ma lavorando insieme come una squadra. Noi non pretendiamo obbedienza scambiandola con premi o punendoli quando essa viene a mancare. Questo modello, perpetrato ad esempio nelle scuole (persino nelle scuole d'infanzia), è fortemente dannoso per il benessere dell'individuo. Essendo educati a casa, i nostri figli, non perdono mai il contatto con loro stessi, con la loro vera essenza e crescono con una grande fiducia in loro stessi. Questo non significa che ad essi non importino i sentimenti degli altri o le loro necessità, anzi maturano con una forte empatia verso il prossimo. Semplicemente non basano la loro autostima su ciò che gli altri dicono o pensano di loro.  Essi si amano in maniera incondizionata, perché noi li amiamo in maniera incondizionata. Possiamo dire lo stesso di molti adulti che conosciamo? Io personalmente devo rispondere di no.

 

 

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  • Elenascrocca

    E’ prorpio così che accade, anche alla scuola materna.
    I miei bimbi la frequentano entrambi e verifico continuamente quanto il meccanismo del conformismo e dell’approvazione da parte degli altri sia pressante.
    Le maestre innescano un processo di dipendenza nei bambini che continuamente chiedono conferma del loro operato (maestra che devo fare?, maestra va bene fatto così?) e usano premi/punizioni per creare un clima “tranquillo’.
    Noi in casa da sempre abbiamo agito in altro modo e infatti i miei bimbi questo meccanismo lo riconoscono e non lo vivono passivamente ma il tarlo si insinua comunque ed e’ un vero peccato.

  • http://www.curvedicrescita.com/ Tamara

    Considero l’autostima un elemento importante (se non fondamentale) per garantire ai nostri figli una vita felice e soprattutto uno sano sviluppo della personalità.

    Nel periodo che va dalla fine del primo anno ma che si manifesta più apertamente nei 2 e 3 anni, il bambino si trova nella necessità di rafforzare la propria autonomia e indipendenza. È un momento difficile per i genitori, ma si tratta di una fase fondamentale dello sviluppo del bambino e dovremmo affrontarla con sensibilità e rispetto nei suoi confronti. In questa fase il compito del genitore è quello di far si che il senso di autonomia sia forte abbastanza e prevalga sul senso di incertezza, sulla paura di sbagliare, sulla timidezza e sul senso di dipendenza. Troppo spesso i bambini di questa età e oltre, “dipendono” dal genitore: “attento a non sporcarti; fai così; questo non si usa così”; ecc… Quindi dovremmo accettare il fatto che il bambino abbia bisogno della sua auto-affermazione e lo dovremmo aiutare dandogli scelte anzichè ordini, introducendo elementi nuovi nelle sue esperienze di gioco. Il bambino si sentirà così in grado di prendere delle decisioni, si sentirà autonomo ed indipendente e sarà pronto ad affrontare la vita.

    Il bambino ha fiducia in sè quando è in grado di eseguire bene qualche cosa, per esempio: andare in bicicletta, giocare a calcio o disegnare. I genitori possono quindi rafforzare l’autostima del bambino lodando in modo costruttivo sugli sforzi del bambino. Ogni abilità coltivata aumenta l’autostima e rinforza l’identità positiva. La fase adolescenziale sarà poi un altro scoglio.

    La prima prevenzione è: non fare prediche. Il ruolo della famiglia è importante e sono convinta (anche se nessuno ne parla) che quegli adolescenti che rimangono a casa da soli tutto il pomeriggio perchè entrambi i genitori lavorano fino a sera saranno quelli che avranno maggiori difficoltà.

    Non so come funziona ora la scuola in Italia perchè i noi siamo all’estero, ma, anche se la scuola non ci aiuta, siamo noi genitori a dover preparare nostro figlio ad affrontare la vita che gli si presenterà. La vita sa essere dura.

    Vi propongo una lettura che forse può aiutare alcuni genitori:
    http://www.curvedicrescita.com/exec/article/2011/01/05/autostima-cosa-possono-fare-genitori

  • Graziella Degiorgi

    Complimenti Erika! 

    Sono proprio d’accordo con questo che hai scritto!

    Purtroppo in tutte le scuole, persino nella scuola libertaria. sono previste sanzioni e punizioni! Anche se nel caso della scuola libertaria sono decise da un “collegio” di allievi, sempre punizioni rimangono!