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Sono Muji, sono italo-olandese e ho 15 anni. I miei genitori sono divorziati e io vivo con mia mamma e mia sorella, Noa di 18 anni.

Noa frequenta la scuola e va al quinto anno del liceo linguistico, mentre mia mamma è giudice arbitro di tennis ed ha 44 anni. Mio padre vive in Brasile e lavora come organizzatore di eventi sportivi mondiali collaborando con gli hotels di tutto il mondo. Lui ha 52 anni ed ha una nuova moglie.

Cosa ti ha portato a scegliere per l’HS?

Ero stufo del sistema della scuola, dei professori, dei compagni. Il fatto di dover lasciare le medie e andare al liceo mi distruggeva cosi ho cercato e trovato l’HS attraverso una ricerca sulla rete e con infinita gioia l’ho proposto ai miei genitori.

Hai avuto dei timori quando hai deciso di lasciare la scuola?

Sinceramente ho avuto più timore di non poter lasciare la scuola facilmente, dato che la legge Italiana prevede l’obbligatorietà dell’istruzione fino ai 16 anni compiuti. Quando ho scoperto l’ HS, mia mamma ha detto che doveva prima vedere se avesse avuto bisogno di una licenza o qualcosa di simile, quindi in quel frangente ho avuto il timore che ce ne fosse davvero bisogno e che dovessi continuare ad andare a scuola. Oh! Mamma!

Mia madre mi ha sostenuto e si è informata subito sull’HS, sotto ogni punto di vista anche quello legale. Anche a lei non piace tanto il sistema scolastico e quindi le è sembrata una buona idea. Mio papà era meno convinto, non per le mie capacità di apprendimento o per il fatto di studiare da solo o con altri metodi, ma dal punto di vista sociale. Lui era anche impaurito dal fatto di essere “diverso”, ma io sono riuscito a convincerlo.

I tuoi ex-compagni di classe come hanno reagito alla notizia?

Sono rimasti stupiti, non ne erano neanche a conoscenza dell’esistenza dell’HS. A loro è piaciuta l’idea, ma sinceramente non li vedo a fare HS, perché non combinerebbero niente. Al contrario, io sono determinato nelle mie scelte e soprattutto ho una mamma a cui piace molto studiare e approfondire la cultura. Abbiamo insieme consultando il sito ministeriale, letto il programma della scuola, senza avvalerci di tutor. Siamo organizzati con un programma mensile e con tabelle di ripasso e strumenti e mezzi di ogni tipo.

Senti nostalgia della scuola?

Niente affatto. Più passano i giorni e più mi convinco di questa scelta. Non invidio per niente mia sorella che si alza la mattina prestissimo ed è costantemente stressata dalla mole dei compiti a casa e dall’agitazione per i compiti in classe. Il suo stile di vita per me non ha molto senso, mai un po’ di libertà.

Per il momento,non abbiamo incontrato altri homeschoolers. Ci piacerebbe conoscere persone che abbiano la mente sulla nostra lunghezza d’onda. Presto faremo delle nuove e splendide amicizie, spero.

Quale è la tua impressione della società odierna?

A mio parere la società odierna è una società di massa nel senso che tutti fanno e credono quello che fanno e dicono gli altri, proprio come un gregge di pecore. Non si riesce ad accettare il “diverso”, se non quando è diffuso dai più potenti, o dallo Stato. Io sono contrariato a questa mentalità e spero che ci sia sempre più gente che la pensi come me e che abbia il coraggio di uscire dalla massa, dagli standard.

Ogni persona ha una propria mentalità, ma ho riscontrato che la maggior parte della gente, in specifico la più anziana è stupita negativamente e spesso contrariata della mia scelta di non andare a scuola. I primi mesi mi disturbavano i commenti e le domande della gente e non volevo parlare dell’homeschooling, mi limitavo a confidarlo solo ad amici e familiari. Col tempo sto cambiando e non m’interessa più il giudizio della gente. A chiunque mi chieda che scuola frequento io rispondo senza timori – e con orgoglio – che faccio HS.

Hai scelto di fare gli esami di idoneità annuali?

Si,  li faccio ogni anno. L’idea degli esami mi turbava, fin dall’inizio. Avevo paura che i professori potessero essere severi dato che non frequentavo i corsi. Per fortuna non è stato così. I professori erano curiosi e gentili, gli esami sono filati lisci senza troppe difficoltà. Due giorni dedicati agli scritti (3 scritti il primo giorno e altri 3 scritti il secondo giorno), il terzo giorno alle interrogazioni di tutte le materie (erano 12).  Tre giorni pesanti, ma a mio parere sicuramente meglio di tutti i compiti o interrogazioni che si fanno durante un anno scolastico.

Cosa diresti a un ragazzo che non vuole andare a scuola?

Sicuramente gli direi di lasciare la scuola per studiare a casa, ma non è sempre così facile.  Un genitore che vede il sistema scolastico come unica via d’educazione è difficile da convincere. Gli consiglierei di parlare con i propri genitori e mostrare attraverso il sito di educazioneparentale.org che esiste un mondo parallelo alla scuola e che i ragazzi dell’HS sono più felici, meno stressati e soprattutto LIBERI e padroni della propria vita. Questo stato giova anche ai genitori e a tutta la famiglia. Infine lo spronerei a non mollare mai, e ovviamente, gli augurerei di diventare un Homeschooler!

Ti senti privilegiato per questa scelta educativa?

Infinitamente. Mi sento fortunatissimo e sono sicuro di poter dire che questa scelta, fatta in questo preciso momento della mia vita, mi porterà molto lontano.

Cosa mi racconti delle tue amicizie?

Nei cinque giorni passati a scuola durante la settimana, vedevo sempre i miei amici, ma in un ambiente che non mi piaceva. C’era poco tempo per comunicare, era possibile giocare solo durante la ricreazione che alcuni giorni ci facevano saltare, per continuare a spiegare o per darci i compiti. Poi, durante i pomeriggi,  si doveva studiare e quindi non c’era molto tempo per vedere i miei amici.
Con il liceo si è complicata la situazione. Nel liceo scelto da me non sarebbe venuto nessun dei miei amici.

Adesso facendo HS ho molto più tempo libero. Comunque, i miei amici che continuano aa frequentare la scuola, sono sempre più impegnati di me. Questo mi dispiace molto, ma il fine settimana facciamo una partita a calcio o usciamo tutti insieme. A parte il fatto che loro non hanno molto tempo libero rispetto a me, l’amicizia non è cambiata, ci vogliamo bene e ci raduniamo appena possiamo.

Magari tutti i miei amici facessero Homeschooling! Avremmo più tempo per l’amicizia, che a mio avviso è fondamentale per crescere, mentre la scuola se ne dimentica spesso.

Una nota di Mamma Elenia:

Vorrei ringraziare mio figlio per avermi dato la possibilità di conoscere questo aspetto di lui. Il suo coraggio di affrontare la vita sotto il suo punto di vista,  rincorrendo la sua libertà (cosa preziosa).
Grazie a lui, io ho ritrovato il senso della mia vita e ritrovato la mia libertà.

Fare una scelta così radicale come l’HS ha portato tanti cambiamenti, in positivo. Il ritmo di vita, della mia famiglia, è migliorato. Lo stress della sveglia mattutina non c’è più, lo stress del vestiario adeguato alla scuola non c’è più, lo stress del traffico e dell’orario non c’è più, lo stress del conformarsi alle regole sciocche e superficiali non c’è più…
Sono aumentati smisuratamente l’amore per la conoscenza e la curiosità,  è ritornata la passione per i libri e la lettura e ormai è inarrestabile la gioia di vivere ogni giorno nuovo. Tutti abbiamo più tempo e ci dedichiamo anche a fare dei piccoli viaggi culturali e di relax.

Mia figlia Noa non ha voluto intraprendere questo cammino. Un po’ mi dispiace perché la vedo molte volte arrabbiata e stressata, ma anche questa è libertà! Accettare le scelte degli altri anche se non totalmente comprese.

Vorrei comunicare a tutti quanto sia importante rispettare ogni essere umano nel suo valore più totale! Proprio questa comprensione farà si che il prossimo, sia esso un professore, un Dirigente Scolastico,  un parente o un amico, accetti la tua scelta e la tua libertà d’essere ciò che  ti senti di essere.

Questa nostra avventura è stata sicuramente aiutata da tutti gli Homeschoolers che prima di noi hanno percorso questa strada e che ci hanno trasmesso il coraggio e indirizzati verso il modo migliore per incominciare.
Essi ci hanno dato preziosi consigli tecnici, legali e pratici.

C’è un vero modo parallelo che non ti fa e non ti farà mai sentire solo.

Auguro una buona vita a tutti i lettori!

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