Informativa ai dirigenti scolastici

 

Gentile Dirigente Scolastico,

In Italia, come in molti altri Paesi, l’assolvimento dell’obbligo di istruzione può avvenire tramite l’educazione parentale o scuola familiare.

Le famiglie che decidono di istruire i propri figli personalmente, senza mandarli a scuola, lo fanno in totale legalità grazie agli articoli 30 e 34 della Costituzione Italiana che recitano: “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”  e  “l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”, da questo si evince che è l’istruzione a essere obbligatoria, ma non la scuola. 

Inoltre, l’educazione parentale può coprire tutto il percorso di studi, dalle scuole primarie fino al termine dell’obbligo scolastico.

I genitori che desiderano educare a casa i propri figli notificano il Dirigente Scolastico, che deve semplicemente accogliere la loro dichiarazione e accertarsi che sussistano i requisiti tecnici e economici, infatti: “…la scuola non esercita un potere di autorizzazione in senso stretto, ma un semplice accertamento della sussistenza dei requisiti tecnici ed economici.” Ministero Nota Prot. n. 253 18 gennaio 2013

I bambini e i ragazzi educati a casa non devono essere iscritti ad una scuola e possono inizire il loro percorso di istruzione parentale anche ad anno scolastico già iniziato. In questo caso I genitori dovranno ritirare il figlio e contemporaneamente presentare la dichiarazione di responsabilità.
Ogni anno tale dichiarazione va rinnovata da parte della famiglia.

L’esame di idoneità serve per formalizzare la carriera scolastica dello studente o per stabilire il livello dell’apprendimento dello stesso nel caso in cui la famiglia intenda farlo rientrare nel circuito scolastico tradizionale. Legislativamente, la garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione avviene attraverso l’autocertificazione dei genitori di avere le capacità tecniche e economiche per provvedere all’educazione dei propri figli. Esistono circolari ministeriali che invitano i DS a sottoporre i bambini e i ragazzi educati a casa a un esame annuale, ma ricordiamo che le CM, così come le note, non sono leggi o fonti del diritto, e che quindi non possono essere vincolanti (sentenza Corte di Cassazione n.35 del 5 gennaio 2010). Infatti, la decisone di far svolgere o meno l’esame annuale ai propri figli spetta esclusivamente ai genitori.

Le famiglie che desiderano sottoporre il proprio figlio a esame annuale presenteranno una richiesta corredata di programma direttamente alla scuola di riferimento. Specifichiamo che l’alunno dovrà essere valutato sul programma personalizzato che la famiglia avrà presentato, questo programma dovrà essere preventivamente vagliato e approvato dalla commissione d’esame. Ricordiamo che l’esame rimane pubblico e che i genitori hanno il diritto di assistere. Ci auguriamo che l’alunno venga accolto positivamente dalla commissione d’esame che dovrebbe fare in modo di mettere il bambino o il ragazzo a proprio agio al fine di poter dare il meglio di sé.

Le famiglie che scelgono l’educazione parentale istruiscono i propri figli con amore e dedizione, il loro lavoro è da considerarsi alla pari con quello svolto dagli insegnanti nelle scuole, e proprio per questo vanno accolte con rispetto e apprezzamento. Sia queste famiglie che le istituzioni stanno lavorando al nobile compito di aiutare le nuove generazioni a ottenere un successo formativo, promuovendo lo sviluppo della personalità nelle sua integralità.

Con la speranza che questa nota informativa abbia risolto eventuali dubbi, lasciamo a disposizione un contatto per eventuali chiarimenti.

Cordialmente,

Educazioneparentale.org

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