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    <title>Controscuola</title>
    <link>https://www.controscuola.it</link>
    <description>I racconti di una famiglia con 5 figli in istruzione parentale dal 2010. Esperienze di homeschooling, unschooling, disintossicazione dal sistema e proposte di riforma dell'istruzione, in una società che richiede a gran voce il cambiamento dei paradigmi dell'educazione.</description>
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      <title>Controscuola</title>
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      <link>https://www.controscuola.it</link>
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    <item>
      <title>La vera “perdita” non è restare indietro, ma smettere di fidarsi di come si apprende</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-vera-perdita-non-e-restare-indietro-ma-smettere-di-fidarsi-di-come-si-apprende</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La vera “perdita” non è restare indietro, ma smettere di fidarsi di come si apprende
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . È di nuovo tempo di INVALSI, per gli studenti a scuola e per gli homeschooler che si preparano agli esami di Stato. Tra test, allarmismi e continui tentativi di recupero, il dibattito sulla cosiddetta learning loss ha messo in luce soprattutto una cosa: non tutto ciò che conta nell’apprendimento passa dalla scuola, e non tutto ciò che passa dalla scuola lascia davvero traccia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è una scena che moltissimi genitori conoscono bene. Un bambino prende un brutto voto in matematica, oppure sembra “indietro” in grammatica, e improvvisamente intorno a lui si attiva una macchina fatta di preoccupazioni, etichette, recuperi, ripetizioni, diagnosi implicite. Come se imparare fosse una linea retta. Come se ogni deviazione fosse una perdita. Come se crescere significasse semplicemente non uscire mai dal binario.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante gli anni della pandemia questa paura è esplosa, e ancora oggi continua a essere presente. La cosiddetta learning loss è diventata un’espressione ricorrente: mesi persi, competenze mancanti, generazioni in ritardo. Ma dietro questa formula apparentemente neutra si nasconde una domanda molto più profonda: che cosa intendiamo davvero per “apprendimento”? E soprattutto, chi stabilisce quando qualcosa è stato perso?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come homeschooler, educatori e genitori lo osserviamo da tempo: gran parte di ciò che viene definito perdita di apprendimento è in realtà perdita di allineamento al programma. E non è la stessa cosa. Un bambino può allontanarsi per mesi dal curriculum scolastico standard e continuare a sviluppare linguaggio, pensiero, capacità relazionali, curiosità, autonomia, immaginazione, senso critico. Può persino imparare meglio, perché lo fa dentro un contesto vivo, significativo, legato alla realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           John Holt lo aveva intuito già decenni fa. In How Children Fail descriveva il fallimento scolastico non come incapacità dei bambini, ma come effetto di paura, noia e confusione generate dall’ambiente stesso. I bambini non smettono di imparare perché non sono capaci: spesso smettono di mostrarsi capaci perché si adattano a un sistema che li rende guardinghi, performativi, difensivi. In How Children Learn andava ancora più in profondità: il punto non è riempire i bambini di istruzioni, ma fidarsi del fatto che l’essere umano apprende in modo naturale quando ciò che incontra ha senso per lui. “Trust children” non è uno slogan romantico: è una sfida educativa concreta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo cambia completamente la prospettiva sulla presunta perdita. Perché se l’apprendimento non coincide con la sola istruzione formale, allora non tutto ciò che non viene insegnato in classe è davvero perso. E, al contrario, non tutto ciò che viene “coperto” dal programma è davvero acquisito.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scuola contemporanea continua però a misurare l’apprendimento soprattutto attraverso test, verifiche, standard, confronti. È una logica che rassicura l’istituzione, ma spesso tradisce l’esperienza reale dei bambini. Da anni sappiamo che moltissimi studenti imparano in funzione della prova e dimenticano subito dopo. Holt lo osservava già negli anni Sessanta, e questo meccanismo non è affatto scomparso: semmai si è irrigidito. Così si finisce per confondere la prestazione con la comprensione, la conformità con la competenza, la velocità con la maturazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A questo si aggiunge un’altra distorsione: l’idea che ogni lacuna debba essere colmata subito, nello stesso modo e per tutti. Ma tutti abbiamo lacune. Le hanno gli studenti brillanti e quelli in difficoltà. Le hanno gli adulti, i professionisti, i genitori. Nessuno impara tutto nello stesso tempo, né nello stesso ordine, né con la stessa intensità. L’apprendimento reale è irregolare, incarnato, spesso discontinuo. Procede per immersioni, ritorni, salti, soste, intuizioni. È molto più simile alla vita che a un registro di classe.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Facendo homeschooling con i miei figli, ho capito che uno degli ostacoli più profondi non è la didattica, ma l’idea interiorizzata che si impari solo quando qualcuno certifica che lo stai facendo. È qui che il deschooling diventa fondamentale, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti. Nel mio libro Homeschooling. L’educazione parentale in Italia emerge con chiarezza quanto il problema della socialità, del tempo, dei costi e perfino della “normalità” pesi sulle famiglie, ma emerge anche un altro dato essenziale: l’educazione parentale apre uno spazio in cui l’apprendimento può tornare a intrecciarsi con la vita reale, con i ritmi personali, con il mondo e con le relazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo non significa negare le difficoltà. Significa smettere di interpretarle automaticamente come difetti del bambino. Troppo spesso il sistema attribuisce allo studente il fallimento di un impianto che resta rigido nei tempi, nelle modalità e nei criteri di valutazione. Se un ragazzo non regge il ritmo, viene considerato fragile. Se non apprende nel modo previsto, viene considerato carente. Se eccelle fuori dai parametri, spesso non viene nemmeno visto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure basta osservare la vita per rendersi conto di quanto questa lettura sia limitante. Ci sono adolescenti che faticano in algebra e mostrano una sensibilità artistica straordinaria. Ragazzi che non brillano nei compiti scritti ma sanno costruire, mediare, progettare, orientarsi nelle relazioni. Giovani che scoprono tardi una materia decisiva e, proprio perché la incontrano nel momento giusto, la apprendono con una rapidità sorprendente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il punto, allora, non è chiedersi come far recuperare ai bambini ciò che hanno perso rispetto al programma. Il punto è chiedersi quante energie sottraiamo al loro sviluppo quando li costringiamo a misurarsi sempre a partire dalle loro debolezze. Perché continuiamo a organizzare l’educazione come una correzione permanente delle mancanze, invece che come un’espansione dei talenti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa impostazione ha conseguenze profonde. Produce ansia, dipendenza dal giudizio, sfiducia nelle proprie intuizioni. E produce anche un impoverimento collettivo, perché una comunità che educa solo alla conformità perde creatività, intraprendenza, pluralità di sguardi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo è importante guardare con attenzione alle alternative che già esistono. L’apprendimento all’aperto, le comunità educanti, le esperienze condivise tra famiglie, i progetti sul territorio, gli spazi vissuti nella natura: non sono attività “extra”. Sono contesti educativi reali, in cui i bambini esercitano osservazione, linguaggio, autonomia, cooperazione. Luoghi in cui il sapere prende forma dentro esperienze che hanno senso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La vera occasione che ci ha lasciato la pandemia non è stata scoprire che i bambini rischiano di “perdere” qualcosa se escono dal percorso standard. È stata vedere, spesso per la prima volta, quanto imparano anche fuori da esso. Molti genitori hanno osservato i propri figli nel mondo reale: cucinare, costruire, leggere per interesse, fare domande autentiche, creare, annoiarsi, inventare. Hanno visto che l’apprendimento non si accende solo davanti a una lezione, ma dentro una relazione viva con la realtà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Forse, allora, la domanda giusta non è: “Come recuperiamo ciò che la scuola dice che è stato perso?”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La domanda giusta è un’altra: quanta parte dell’apprendimento più vivo, più profondo, più trasformativo abbiamo smesso di vedere solo perché non entra in un test?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se abbiamo il coraggio di porci davvero questa domanda, non stiamo uscendo dall’educazione. Ci stiamo finalmente entrando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 16 Apr 2026 01:30:35 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un giovane ingegnere senza scuola: la storia che sta cambiando il modo di vedere l’educazione</title>
      <link>https://www.controscuola.it/un-giovane-ingegnere-senza-scuola-la-storia-che-sta-cambiando-il-modo-di-vedere-leducazione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un giovane ingegnere senza scuola: la storia che cambia l’educazione
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Durante il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.tedxgiarre.com/thomas-curto-tedxgiarre-2026/" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            TEDxGiarre 2026
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Thomas Curto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha condiviso una visione provocatoria sull’educazione, mettendo in discussione l’idea che la scuola tradizionale sia indispensabile per avere successo. La sua storia non è solo quella di uno studente arrivato al Politecnico di Milano, ma il racconto di un percorso costruito interamente attraverso l’educazione parentale (homeschooling).
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A 21 anni, Thomas dimostra che è possibile eccellere accademicamente senza aver mai frequentato una scuola. Cresciuto in un ambiente educativo flessibile, lontano da orari rigidi e programmi standardizzati, ha sviluppato autonomia, curiosità e pensiero critico, trasformando quello che molti vedrebbero come un limite in un grande vantaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tra ingegneria e creatività
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il suo percorso unisce discipline diverse: oltre alla matematica e all’ingegneria, coltiva passioni come la danza e gli scacchi. Questo approccio multidisciplinare dimostra che anche nei contesti più rigorosi è possibile mantenere una forte componente creativa. L’integrazione tra arte e logica diventa così un punto di forza, permettendogli di sviluppare competenze in modo originale e personale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa visione riflette un’idea di educazione più moderna: non una semplice trasmissione di nozioni, ma un processo attivo di scoperta, guidato dalla curiosità e dall’interesse individuale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Educazione personalizzata e futuro dell’apprendimento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Thomas non è solo un caso di successo, ma anche un promotore dell’educazione alternativa. Attraverso EDUlearn Academy, supporta famiglie che scelgono l’homeschooling, proponendo un modello educativo che supera la standardizzazione e valorizza l’unicità di ogni studente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un mondo sempre più orientato alla personalizzazione, l’educazione parentale emerge come un’alternativa concreta alla scuola tradizionale. Un sistema più flessibile, capace di adattarsi ai tempi e alle inclinazioni di ciascun individuo, rispondendo meglio alle sfide contemporanee.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Homeschooling e socializzazione: oltre i pregiudizi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una delle principali critiche all’homeschooling riguarda la socializzazione, ma l’esperienza di Thomas dimostra il contrario. L’apprendimento avviene ovunque: nei viaggi, nelle esperienze quotidiane, nel confronto con contesti diversi. La socializzazione non è limitata alla classe, ma si amplia in modo più autentico e significativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ripensare la scuola
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il messaggio non è un attacco alla scuola, ma un invito a migliorarla. Il sistema tradizionale spesso tende a uniformare, trascurando le differenze individuali. Questa riflessione si collega alle idee di John Holt e Maria Montessori, che promuovono un’educazione centrata sulla persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Una nuova direzione per l’educazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La storia di Thomas Curto rappresenta un segnale di cambiamento: l’educazione può essere più libera, personalizzata e orientata allo sviluppo del pensiero critico. Per molte famiglie, l’homeschooling non è solo un’alternativa, ma una reale opportunità per costruire percorsi educativi più efficaci e significativi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/big-tedxsetupweb974+%281%29.webp" length="33052" type="image/webp" />
      <pubDate>Fri, 03 Apr 2026 22:46:47 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I tempi invisibili dell’apprendimento: cosa ci insegna la Sicilia</title>
      <link>https://www.controscuola.it/i-tempi-invisibili-dellapprendimento-cosa-ci-insegna-la-sicilia</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tappa del Giro d’Italia – Sicilia.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sabato 21 marzo, ai piedi dell’Etna, in provincia di 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="chatgpt://generic-entity?number=0" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Catania
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , si è vissuta un’esperienza tanto semplice quanto profondamente significativa. Famiglie provenienti anche da oltre due ore di viaggio si sono incontrate, portando con sé bambini di ogni età: dai più piccoli, di appena un anno, fino agli adolescenti. Per qualche ora si è creata una comunità spontanea, varia, autentica. Un piccolo ecosistema educativo vivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La giornata è iniziata alla Casa delle Farfalle, un luogo in cui il ritmo cambia naturalmente. Qui il tempo non corre: si dilata. I bambini sono entrati ognuno a modo proprio. Alcuni pieni di energia, altri più cauti. Qualcuno si è fermato subito, qualcuno ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi. Poi, gradualmente, è successo qualcosa. Hanno iniziato a osservare davvero. Una farfalla che si posa, un movimento leggero, un dettaglio quasi invisibile. Alcuni si sono lasciati incantare, altri si allontanavano per poi tornare. Nessuno seguiva lo stesso percorso — e soprattutto, nessuno ne aveva bisogno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La metamorfosi della farfalla non è solo un concetto scientifico da memorizzare. È una potente metafora educativa. Ci ricorda che i cambiamenti più profondi avvengono lentamente, spesso senza essere visibili. E che forzare questi processi non li accelera — li compromette. Eppure, nell’educazione, spesso accade il contrario. Si cercano risultati immediati, progressi lineari, conferme visibili. Ma ciò che emergeva chiaramente in quel contesto era un’altra verità: ogni bambino entra nell’apprendimento quando è pronto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_9943.jpeg"/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ti sei mai fermato a osservare davvero i tempi di tuo figlio? Non quelli che “dovrebbe” avere, ma quelli reali. Quando qualcosa tarda ad arrivare — una lettura più fluida, un concetto matematico, una competenza — ti chiedi cosa manca? Oppure ti domandi cosa sta maturando, anche se ancora non si vede?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda tappa, il Museo dell’Etna, ha cambiato scenario ma non il messaggio. Di fronte alla potenza dei vulcani, alle eruzioni e all’energia che si accumula sotto la superficie per anni — a volte decenni — emerge un parallelo sorprendente con l’apprendimento. Anche qui i bambini esploravano, facevano domande, costruivano significato. Un vulcano non erutta perché qualcuno stabilisce che “è il momento giusto”. Accumula lentamente, in silenzio, fino a quando l’energia trova una via.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quante volte ciò che oggi sembra incomprensibile diventa chiaro settimane dopo? Quante volte un interesse apparentemente assente sta semplicemente crescendo sotto la superficie? Quante volte abbiamo confuso un “non ancora” con un “non è capace”?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se l’apprendimento fosse più simile a un vulcano che a una tabella da seguire… cambierebbe il nostro modo di educare? La domanda, per noi genitori, diventa inevitabile: siamo in grado di riconoscere questi tempi, oppure siamo così abituati a misurare solo ciò che è visibile da perdere fiducia in ciò che sta maturando in silenzio?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La giornata si è conclusa a
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="chatgpt://generic-entity?number=1" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Zafferana Etnea
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , tra degustazioni di oli aromatizzati, olive e miele. E lì è successo qualcosa che nessuno aveva pianificato: la relazione. I bambini hanno iniziato a parlarsi, a condividere esperienze, a scambiarsi contatti. In poche ore si è creata una connessione autentica, naturale, che ha coinvolto anche i genitori. Anche questo è apprendimento. E anche questo segue tempi propri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_9928.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Parlando di miele e api, è emersa un’altra immagine potente. Un alveare funziona senza uniformità. Non tutte le api fanno la stessa cosa nello stesso momento. Ognuna contribuisce secondo il proprio ruolo e il proprio ritmo. È un sistema armonico proprio perché è diverso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Stai educando tuo figlio… o lo stai confrontando? Quando osservi il suo percorso, il riferimento è ciò che lui è oggi — oppure ciò che fanno gli altri bambini della sua età? E se la vera crescita non fosse “raggiungere gli altri”, ma diventare pienamente se stessi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché, nell’educazione, facciamo così fatica ad accettare tempi diversi? Perché sentiamo il bisogno di uniformare, confrontare, stabilire quando qualcosa “dovrebbe” accadere? L’homeschooling ci mette davanti a questa responsabilità in modo diretto. Non possiamo delegare i tempi a un sistema. Dobbiamo osservare, ascoltare, rispettare. E questo richiede fiducia. Una fiducia che non si basa su risultati immediati, ma sulla consapevolezza che l’apprendimento è un processo vivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quella giornata in Sicilia non è stata solo una gita. È stata una dimostrazione concreta di ciò che spesso dimentichiamo: ogni bambino ha il proprio ritmo, e questo ritmo non è un problema da correggere, ma una realtà da accogliere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Forse la domanda più importante da portare a casa è questa: siamo davvero disposti a fidarci del processo di crescita dei nostri figli, anche quando non è visibile?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché la natura continua a suggerirci la stessa verità: non esiste un tempo giusto per tutti. Esiste il tempo giusto per ciascuno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_9959.jpeg" length="208165" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 28 Mar 2026 23:25:38 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Triade dell’Energia nell’Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-triade-dellenergia-nellhomeschooling</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come lavorare su se stessi per educare meglio
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare homeschooling non è soltanto una scelta educativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È anche una scelta energetica. Nella scuola tradizionale l’ambiente di apprendimento è condiviso: insegnanti, compagni di classe, strutture, ritmi istituzionali. Nel homeschooling, invece, l’ambiente educativo coincide in gran parte con il genitore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tuo stato emotivo diventa il clima della giornata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il tuo livello di regolazione determina il senso di sicurezza dei tuoi figli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La tua energia influisce direttamente sulla qualità dell’apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Per questo motivo la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Triade dell’Energia — Fisiologia, Focus e Linguaggio — non è una semplice tecnica motivazionale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma un vero e proprio sistema di autoregolazione che ogni genitore homeschooler dovrebbe conoscere e sviluppare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1️⃣ FISIOLOGIA
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il corpo come base dell’autorevolezza educativa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La fisiologia riguarda il modo in cui utilizzi il tuo corpo: postura, respirazione, movimento, qualità del sonno, alimentazione e livello di tensione muscolare. Molti genitori immaginano che educare sia principalmente un processo mentale: spiegare bene, organizzare bene il programma, pianificare le attività.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In realtà il cervello funziona sempre
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           all’interno di un corpo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando il corpo è in tensione, anche il cervello tende a percepire la realtà come più stressante o minacciosa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando invece il corpo è regolato e rilassato, la mente diventa più flessibile, creativa e paziente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo principio è particolarmente importante nel homeschooling, dove la relazione educativa è continua e quotidiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Con bambini tra i 5 e i 10 anni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I bambini piccoli si regolano attraverso il sistema nervoso dell’adulto di riferimento. Prima ancora di imparare regole o contenuti, imparano
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           lo stato emotivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dell’ambiente. Se inizi la giornata stanco, nervoso, con il respiro corto e il corpo contratto, il bambino percepisce instabilità. Questo può tradursi in agitazione, opposizione o difficoltà di concentrazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può essere utile introdurre piccoli rituali di regolazione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             dedicare
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            3 minuti alla respirazione lenta
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             prima che i bambini si sveglino
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            raddrizzare la postura
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             e sciogliere la tensione del corpo
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             muoversi almeno
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            5 minuti
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            iniziare la giornata con un breve rituale condiviso: stretching, piccoli salti, una breve passeggiata
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Spesso quelli che definiamo “problemi di concentrazione” sono semplicemente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           energia non regolata
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Un bambino che fatica a stare seduto potrebbe avere bisogno di movimento, non di rimproveri.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Con gli adolescenti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con i ragazzi più grandi la fisiologia è meno evidente, ma rimane fondamentale.Quando un figlio di 14 o 16 anni rimanda un compito o procrastina, è facile che il genitore reagisca con tensione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se la risposta nasce da uno stato fisico contratto, la conversazione tende a trasformarsi in scontro. Se invece l’adulto si concede un piccolo reset —alzarsi, respirare lentamente, abbassare il tono della voce — si crea uno spazio di maggiore sicurezza. Gli adolescenti hanno bisogno di adulti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           stabili
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , non di adulti reattivi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il lavoro su di sé
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Può essere utile porsi alcune domande:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dormo abbastanza?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Mi muovo ogni giorno?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Inserisco pause tra una materia e l’altra?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando mi irrito, mi accorgo del mio respiro?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non serve cambiare radicalmente la propria vita. Spesso bastano
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           piccoli reset quotidiani
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . La tua fisiologia rappresenta la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           prima lezione invisibile
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che trasmetti ai tuoi figli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2️⃣ FOCUS
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dove va l’attenzione, cresce l’esperienza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il focus riguarda la direzione della nostra attenzione mentale. Nel homeschooling è molto facile concentrarsi su ciò che non funziona:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ciò che manca
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il confronto con altri bambini
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            gli esami
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i ritardi nel programma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le difficoltà quotidiane
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ma l’attenzione non è neutra:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           genera emozioni
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ci concentriamo continuamente su ciò che non va, il cervello entra in modalità allarme. Se invece osserviamo progressi e possibilità, attiviamo una mentalità di crescita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con bambini tra i 5 e i 10 anni
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un bambino di sette anni che sbaglia cinque parole su dieci può essere visto in due modi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Focus sulla mancanza:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Guarda quante parole hai sbagliato.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Focus sulla crescita:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Cinque parole sono corrette. Lavoriamo sulle altre.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La seconda formulazione stimola motivazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La prima può generare insicurezza. Un esercizio utile è notare ogni sera
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           tre piccoli progressi del bambino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : concreti, specifici, osservabili. Il focus contribuisce a costruire l’identità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con gli adolescenti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con i ragazzi più grandi il focus diventa ancora più strategico. Se l’attenzione del genitore è centrata su frasi come:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Non si impegna.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Sta sempre al telefono.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “È sempre in ritardo.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il dialogo tende a irrigidirsi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se invece il focus cambia verso domande come:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Cosa lo motiva davvero?”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Quali competenze stanno emergendo?”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Qual è il prossimo passo possibile, anche piccolo?”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           la comunicazione diventa più aperta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Molti adolescenti hanno bisogno di sentirsi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           riconosciuti nelle loro potenzialità
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , non solo corretti nelle loro mancanze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il lavoro su di sé
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando emergono ansia o frustrazione, può essere utile fermarsi e chiedersi: 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Su cosa sto concentrando la mia attenzione in questo momento?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Poi aggiungere una seconda domanda:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Qual è la prossima azione utile che posso fare?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo semplice passaggio trasforma il rimuginio in direzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3️⃣ LINGUAGGIO
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le parole costruiscono il clima emotivo
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il linguaggio è il ponte tra pensiero ed emozione. Non riguarda soltanto il modo in cui parliamo ai nostri figli, ma anche il dialogo interno che abbiamo con noi stessi mentre insegniamo. Molti genitori homeschooler convivono con pensieri molto severi:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Non sono capace.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Sto facendo tutto male.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Non so abbastanza.”
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Queste frasi non rimangono solo nella mente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si riflettono nel tono della voce, nello sguardo e nella postura.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con bambini tra i 5 e i 10 anni
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È importante evitare etichette.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Invece di dire:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Sei pigro.”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si può dire:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “In questo momento fai fatica a iniziare.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La prima frase diventa un’identità. La seconda descrive una situazione modificabile. Le parole contribuiscono a costruire la percezione che il bambino ha di sé.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con gli adolescenti
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli adolescenti sono particolarmente sensibili al linguaggio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dire: “Non ti impegni mai.” Tende a chiudere il dialogo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Dire invece: “Oggi non hai iniziato. Cosa ti sta bloccando?” Apre uno spazio di responsabilità.Separare
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la persona dal comportamento
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           è fondamentale.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il linguaggio interiore del genitore
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alcuni esempi di trasformazione del dialogo interno:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Non ce la faccio”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           → “Ho bisogno di una pausa e di riorganizzare il piano.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Sto sbagliando tutto”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           → “Sto imparando un ruolo complesso.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Non si tratta di autoinganno, ma di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           autoregolazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Il modo in cui parli a te stesso influenza direttamente la tua energia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La trasformazione reciproca
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’homeschooling non trasforma soltanto i figli. Trasforma anche il genitore. Questa esperienza spesso mette in luce:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’impazienza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il perfezionismo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la paura del giudizio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la difficoltà di accettare l’errore
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La Triade dell’Energia diventa quindi uno strumento per
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           crescere insieme
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un piccolo rituale quotidiano
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni giorno puoi praticare tre semplici azioni:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fisiologia:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cinque minuti di reset corporeo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Focus:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            osserva un progresso tuo e uno di tuo figlio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Linguaggio:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            sostituisci almeno una frase limitante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Piccoli cambiamenti, ripetuti nel tempo, creano un ambiente educativo più stabile.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’energia è contagiosa
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I tuoi figli non ricorderanno soltanto ciò che hanno studiato. Ricorderanno soprattutto:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se ti vedevano calmo nei momenti difficili
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se ti vedevano crescere come persona
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            se affrontavi gli errori con maturità
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando fisiologia, focus e linguaggio sono allineati:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            diminuiscono i conflitti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aumenta la collaborazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            cresce l’autonomia
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            si rafforza la sicurezza emotiva
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E nel homeschooling questo vale tanto quanto qualsiasi programma ministeriale. Perché, alla fine, l’educazione non è soltanto trasmissione di contenuti. È
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           trasmissione di stato
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . E quello stato inizia da te.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 12 Mar 2026 02:55:18 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Famiglie in istruzione parentale incontrano il Ministro Valditara</title>
      <link>https://www.controscuola.it/famiglie-in-istruzione-parentale-incontrano-il-ministro-valditara</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il 2 marzo 2026, presso la Prefettura di Milano, si è verificato un momento che fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginare: una delegazione di famiglie in istruzione parentale ha incontrato il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            A rappresentare la comunità degli homeschooler italiani era presente la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fondazione Libera Schola
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che negli ultimi anni ha lavorato con continuità per costruire un ponte tra famiglie, istituzioni e società civile. Non si è trattato di un incontro isolato, né tantomeno del primo confronto di questo tipo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo appuntamento rappresenta infatti il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           quarto momento di dialogo istituzionale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            promosso dalla Fondazione per favorire un confronto diretto tra il mondo dell’istruzione parentale e il Ministero. Già questo elemento racconta molto del periodo che stiamo vivendo. L’educazione parentale in Italia non è più una realtà marginale o invisibile. Nel tempo è diventata un fenomeno culturale sempre più rilevante, capace di coinvolgere famiglie, educatori, comunità locali e studenti di tutte le età.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando un movimento educativo cresce, è naturale che si sviluppi anche un dialogo con le istituzioni. Non per ottenere privilegi o eccezioni, ma per contribuire alla costruzione di un sistema educativo più ricco, plurale e capace di rispondere ai bisogni reali di bambini e ragazzi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_0622.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni molte famiglie hanno iniziato a interrogarsi profondamente sul significato dell’educazione. Domande che per molto tempo erano rimaste implicite sono tornate al centro delle conversazioni tra genitori, insegnanti ed educatori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come apprendono davvero i bambini? Qual è il ruolo della scuola nella crescita di una persona? Esiste un unico modo per costruire un percorso educativo?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcune famiglie queste riflessioni sono diventate il punto di partenza di un percorso diverso. Alcune hanno scelto l’homeschooling. Altre hanno dato vita a comunità educanti o a progetti educativi alternativi. Altre ancora hanno iniziato semplicemente a guardare l’educazione con uno sguardo più critico e consapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La scelta dell’istruzione parentale raramente nasce da un rifiuto ideologico della scuola. Più spesso è il risultato del desiderio di offrire ai propri figli un ambiente di apprendimento che rispetti davvero i loro tempi, i loro interessi e la loro unicità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi vive l’esperienza dell’homeschooling lo sa bene. Da una parte c’è la quotidianità dell’apprendimento libero: giornate fatte di letture, esperimenti, progetti, conversazioni, incontri con persone diverse, viaggi e attività sul campo. Dall’altra parte esiste il rapporto con le istituzioni, che richiede dialogo, chiarezza e confronto. Proprio per questo momenti come l’incontro del 2 marzo assumono un valore particolare. Permettono infatti di trasformare un rapporto spesso puramente amministrativo in un dialogo autentico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante l’incontro con il Ministro Valditara, la delegazione ha avuto l’opportunità di presentare un quadro concreto della realtà dell’istruzione parentale in Italia. Non un manifesto ideologico, ma un racconto fatto di esperienze reali: famiglie che educano i propri figli, studenti che costruiscono percorsi di apprendimento personalizzati, comunità che si organizzano per creare nuove opportunità educative.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno degli aspetti più importanti dell’incontro è stato proprio l’approccio adottato. Non si è trattato di portare soltanto problemi o rivendicazioni, ma anche proposte e soluzioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando si dialoga con le istituzioni è facile concentrarsi esclusivamente sulle difficoltà: questioni normative, incomprensioni burocratiche, mancanza di informazioni. Tutti elementi reali e spesso complessi. Tuttavia, per costruire un dialogo costruttivo è fondamentale mostrare anche ciò che funziona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi anni la comunità dell’istruzione parentale in Italia ha dato vita a una sorprendente varietà di iniziative: reti di famiglie, progetti educativi locali, accademie online, laboratori esperienziali e comunità di apprendimento. Queste esperienze rappresentano un patrimonio educativo prezioso perché dimostrano concretamente come l’apprendimento possa assumere forme diverse, creative e personalizzate.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uno dei momenti più emozionanti dell’incontro è stato quando
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Erika Di Martino
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ha consegnato al Ministro una raccolta di lettere scritte da bambini e ragazzi. Molte di queste provenivano dagli studenti di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           EDUlearn Academy
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , ma erano presenti anche testimonianze di studenti di altre famiglie in istruzione parentale, insieme ai racconti di genitori ed educatori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non erano testi costruiti per convincere qualcuno. Erano racconti autentici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_0611.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ragazzi che spiegavano cosa significa imparare seguendo le proprie passioni. Studenti che descrivevano i loro progetti, le loro scoperte, le difficoltà e le conquiste vissute durante il percorso educativo. Alcuni raccontavano di aver ritrovato il piacere di studiare dopo anni di frustrazione. Altri parlavano delle competenze sviluppate attraverso progetti concreti: programmazione informatica, musica, arte, lingue, scienze e scrittura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In quelle pagine emergeva qualcosa che spesso manca nei grandi dibattiti sull’educazione:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la voce diretta degli studenti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno degli obiettivi principali dell’incontro era anche contribuire a normalizzare l’istruzione parentale nel dibattito educativo italiano. Per molte persone questo termine è ancora poco conosciuto. Per altri suscita curiosità, talvolta anche qualche perplessità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In realtà l’homeschooling non è una teoria radicale né un esperimento sociale. È un approccio educativo basato su un’idea semplice: i bambini possiedono una naturale curiosità verso il mondo e, se crescono in ambienti ricchi di stimoli e relazioni significative, questa curiosità diventa il motore dell’apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molte famiglie che praticano l’educazione parentale raccontano esperienze simili: quando la pressione esterna diminuisce e i bambini hanno la possibilità di esplorare il mondo con libertà e responsabilità, l’apprendimento diventa più profondo, autentico e significativo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Normalizzare l’homeschooling non significa sostenere che sia la scelta giusta per tutti. Significa semplicemente riconoscere che l’educazione non è un modello unico e che esistono diversi modi per imparare e crescere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un altro punto importante emerso durante l’incontro riguarda il rapporto tra istruzione parentale e scuola statale. Spesso questi due mondi vengono raccontati come opposti o incompatibili. In realtà la relazione può essere molto più ricca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’istruzione parentale può diventare un laboratorio di innovazione educativa. Molte pratiche sviluppate dalle famiglie – come l’apprendimento esperienziale, la personalizzazione dei percorsi, l’uso creativo della tecnologia e i progetti interdisciplinari – rappresentano spunti interessanti anche per ripensare l’educazione scolastica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante l’incontro sono stati presentati anche due progetti concreti sviluppati negli ultimi mesi dalla comunità degli unschooler.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il primo è
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           PRIMA
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , un manuale delle emergenze realizzato da un gruppo di giovani homeschooler. Si tratta di una guida pratica pensata per bambini e adolescenti che spiega come affrontare situazioni di emergenza come incendi, evacuazioni o incidenti domestici. L’obiettivo è semplice ma potente: aiutare i ragazzi a sviluppare competenze reali per affrontare il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il secondo progetto riguarda il cortometraggio
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           My Way
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , realizzato da
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Olivia Curto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , una ragazza in istruzione parentale. Il film racconta cosa significa vivere con difficoltà di apprendimento all’interno di un sistema scolastico che spesso fatica a riconoscere e valorizzare le diverse modalità di apprendere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attraverso il linguaggio del cinema, My Way riesce a trasmettere con grande intensità le emozioni, le frustrazioni e le possibilità di trasformazione che molti studenti vivono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Durante l’incontro è stato proposto al Ministro di portare questi progetti anche nelle scuole, proprio per creare un dialogo sempre più aperto tra studenti della scuola statale e ragazzi in istruzione parentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il Ministro ha mostrato grande apertura verso queste iniziative, riconoscendo il valore dell’educazione parentale e l’importanza di ascoltare le esperienze che nascono nella società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo atteggiamento rappresenta un segnale incoraggiante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il futuro dell’educazione probabilmente non sarà costruito da un unico modello dominante. Sempre più assisteremo alla nascita di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ecosistemi educativi complessi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , in cui scuole, famiglie, comunità e piattaforme di apprendimento collaborano tra loro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo scenario l’istruzione parentale non rappresenta un’alternativa marginale, ma una delle tante strade possibili attraverso cui le persone possono imparare e crescere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’incontro del 2 marzo non risolve tutte le questioni aperte, ma rappresenta comunque un passo importante. Perché quando famiglie e istituzioni si incontrano davvero, qualcosa cambia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il dialogo sostituisce il sospetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La collaborazione prende il posto della distanza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le esperienze reali entrano finalmente nelle conversazioni politiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Forse proprio da incontri come questo può nascere una nuova stagione dell’educazione, in cui la libertà educativa non venga vista come un problema da gestire, ma come una risorsa per tutta la società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché alla fine la domanda più importante rimane sempre la stessa:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           come possiamo aiutare i bambini e i ragazzi a diventare persone curiose, responsabili e capaci di costruire il proprio futuro?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le famiglie che praticano l’istruzione parentale cercano di rispondere ogni giorno a questa domanda. Il fatto che oggi possano portare la loro esperienza anche nelle istituzioni è già, di per sé, il segno che qualcosa sta cambiando.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_9258.jpeg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_9256.png" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 09 Mar 2026 23:09:04 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Leggere insieme: il cuore silenzioso dell’homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/leggere-insieme-il-cuore-silenzioso-dellhomeschooling</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Facendo homeschooling con i miei figli ho compreso una verità semplice e profonda:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           leggere insieme non è solo un’attività educativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È un gesto d’amore.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È tempo che rallenta, un rituale che unisce, una soglia aperta verso il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni volta che apriamo un libro, quello che accade non resta confinato alle parole stampate. Non è solo apprendimento. È relazione. È scoperta. È trasformazione reciproca.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando si parla di lettura ad alta voce, spesso ci si concentra sui benefici più evidenti: l’arricchimento del linguaggio, la comprensione del testo, la memoria. Tutto vero. Ma fermarsi qui significa perdere di vista la funzione più antica e potente delle storie: aiutarci a orientarci nella complessità della vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le storie come bussola interiore
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella nostra famiglia, ogni libro condiviso diventa allo stesso tempo uno specchio e una finestra.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno specchio, perché ci riconosciamo nelle paure, nei dubbi, negli errori dei personaggi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una finestra, perché ci permette di affacciarci su mondi diversi, su prospettive nuove, sull’inaspettato.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bambini hanno bisogno di strumenti per interpretare ciò che vivono: per capire cosa ferisce e cosa cura, come affrontare l’esclusione, la paura, il tradimento. Ma questi strumenti non nascono da prediche o spiegazioni astratte. Nascono dall’esperienza emotiva, vissuta in un contesto sicuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Le storie fanno esattamente questo:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           allenano all’empatia, al riconoscimento delle emozioni, alla comprensione dei legami umani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non è solo una sensazione da genitore. Anche la ricerca lo conferma: l’ascolto regolare di storie ben narrate favorisce la capacità di mettersi nei panni degli altri. La narrativa funziona come una simulazione della realtà: un luogo protetto in cui sperimentare conflitti, scelte, gioie e paure senza subirne le conseguenze dirette.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una vera palestra emotiva e sociale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le storie ci rendono più umani
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un mondo rapido, individualista e iperstimolato, fermarsi a leggere insieme racconti che parlano di legami, ingiustizie, coraggio, amicizia è un atto profondamente controcorrente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           È educare alla lentezza.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Alla cura.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           All’ascolto.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando leggo storie ai miei figli – anche a quelli più grandi –
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           mi colpisce quanto la narrativa continui a insegnare, a qualsiasi età.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I più piccoli entrano nei personaggi fiabeschi, diventano il lupo o il coniglietto timido.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I più grandi colgono le sfumature psicologiche, riflettono sulle scelte morali, si interrogano sulle motivazioni profonde.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Una storia diventa così uno spazio di allenamento per il pensiero critico. Non serve spiegare tutto. Spesso è più potente fare domande:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Tu cosa avresti fatto?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Perché pensi che abbia mentito?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Che alternative aveva?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo modo non insegniamo cosa pensare, ma come pensare. Insegniamo a stare nell’ambiguità, a tollerare l’incertezza, a restare in contatto con le emozioni senza la fretta di risolverle.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La lettura condivisa come spazio di relazione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è un aspetto della lettura che viene raramente nominato: il legame che si crea tra chi legge e chi ascolta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Leggere ad alta voce è presenza pura. È dire: “Sono qui. Ti vedo. Possiamo attraversare questa storia insieme.”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Questo vale a tutte le età.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ricordo ancora quando mio figlio adolescente, dopo un racconto particolarmente intenso, mi disse:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Mi ha fatto pensare a una cosa che non ho mai raccontato a nessuno.”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quel momento, il libro non era solo un testo. Era diventato una chiave. Aveva aperto uno spazio di fiducia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nella nostra quotidianità, la lettura non ha un solo momento fisso. A volte avviene la sera, altre dopo pranzo sotto una coperta sul divano, altre ancora in macchina, mentre aspettiamo qualcuno. Ogni momento può essere quello giusto.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non servono grandi classici o libri “importanti”. Anche una storia semplice può toccare corde profonde. Ciò che conta è che sia significativa per chi l’ascolta, in quel preciso momento della sua vita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Perché tutto questo è centrale nell’homeschooling
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell’educazione parentale, la lettura condivisa è un pilastro sia pedagogico che relazionale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non c’è un programma imposto. Non c’è una lista obbligatoria di libri. Siamo noi a scegliere cosa leggere, quando e come.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo è un grande privilegio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ed è anche una grande responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Possiamo scegliere storie che
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            aprano domande invece di chiuderle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            mostrino la complessità, senza ridurre tutto a bianco o nero
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            includano voci diverse, prospettive non eurocentriche, personaggi con vissuti profondi
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Possiamo fermarci, tornare indietro, rileggere una frase. Possiamo parlare senza l’ansia di “verificare la comprensione”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un’epoca in cui i bambini vengono spinti sempre più precocemente verso schermi, social e gratificazione immediata, ritagliarsi uno spazio per leggere insieme è una scelta intenzionale. Una scelta educativa. Una scelta di cura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non importa se tuo figlio ha 3, 10 o 16 anni. Esiste sempre una storia capace di toccarlo. Forse non lo dirà subito. Ma resterà lì, come un seme che lavora in silenzio. Perché non si tratta solo di “far amare i libri”.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si tratta di vivere le storie come strumenti per comprendere il mondo, gli altri e sé stessi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           E ora tocca a te
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quali storie hanno lasciato un segno nella vostra famiglia?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è un libro che ha aperto una conversazione profonda con tuo figlio?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hai mai visto una storia cambiare uno sguardo o un atteggiamento?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che tipo di protagonisti cercano i tuoi figli nei libri?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quanto spazio ha oggi la lettura condivisa nella vostra routine?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ti va, raccontami la vostra esperienza. I tuoi spunti possono aiutare altri genitori a riscoprire il potere silenzioso delle storie. Non servono formule. Serve presenza. E un libro tra le mani.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 08 Feb 2026 14:51:09 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Oltre il Libro: Coltivare una vita di apprendimento</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Facendo homeschooling con i miei figli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ho capito una cosa: spesso i genitori, con tutta l’amore, la buona volontà e la volontà di dare il meglio si aggrappano al libro come se fosse la risposta, il certificato di successo. “Se ha il libro, allora studia, allora va bene”, ma ho visto anche quanto questo atteggiamento possa diventare una costrizione, un limite, una freccia puntata verso l’obiettivo sbagliato.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sempre più genitori si stanno accorgendo che qualcosa non torna: il figlio ha il libro, magari anche le ottime pagine segnate, ma manca l’esplorazione, l’emozione, l’applicazione, la relazione. Questo articolo non vuole demonizzare il libro, nemmeno per un attimo, ma ricordare che la scuola tradizionale lo ha elevato a protagonista, mentre l’apprendimento è molto più ampio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I libri saranno sempre importanti. Non scompariranno a breve e la capacità di leggere e ragionare attraverso un libro è una competenza altamente valorizzata per una ragione, ma forse l'incapacità di digerire i libri “correttamente” non è proprio il segnale di morte della civiltà che alcuni accademici stanno proclamando. Potrebbe invece essere l’indicatore di un mondo nuovo, più coraggioso, in cui la scrittura e i libri mantengono il loro spazio, ma in cui la narrazione orale, visiva e relazionale riceve finalmente il suo giusto riconoscimento. A volte dobbiamo fallire per scoprire cosa ci appassiona davvero. Forse non tutto è perduto per questi studenti. Forse è l'inizio di una nuova storia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Le storie cambiano la vita
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le storie, però, possono cambiare la vita. È vero che i libri, soprattutto i classici, hanno avuto un ruolo cruciale nel percorso di singole vite, nello sviluppo delle civiltà e nella trasmissione della storia. Tuttavia, per la maggior parte della storia dell’umanità, le persone hanno vissuto vite altamente produttive, piene e spesso profondamente significative senza mai prendere in mano un libro. Questo semplice fatto dovrebbe ricordarci (e a chiunque lotti con un certo "biblio-elitismo") che i libri hanno il loro posto, che non è il centro dell’universo. Possono anche essere ai margini, o addirittura inesistenti per alcune persone e va bene così.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Sapete, ci sono momenti che rispondono a domande profonde senza che ce ne rendiamo conto subito. Avevo in mente da giorni questa riflessione:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Cos’è davvero l’apprendimento autentico?”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Così ho deciso di organizzare un’uscita con i miei figli. Non una lezione, non un laboratorio didattico, solo un’esperienza. Siamo andati a visitare un borgo con una vecchia ferrovia e rievocazioni storiche, pensavo potesse essere interessante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Durante il giro sul trenino, la guida raccontava storie della Resistenza, della vita quotidiana durante la guerra, di scelte coraggiose fatte da persone comuni. Io ero affascinata, ma i bambini erano silenziosi. Per un attimo ho pensato: “Forse non stanno capendo, forse si stanno annoiando”, ma poi, durante una pausa, hanno cominciato a parlare. Hanno ricordato ogni dettaglio, discusso, fatto domande profonde. Hanno immaginato cosa avrebbero fatto loro in certe situazioni, riflettuto su libertà, paura, coraggio. Questo è apprendimento vero.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Non era la lezione frontale, non era un libro di testo. Era la vita.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Era la connessione emotiva, la curiosità accesa. Era il contesto che dava senso alle informazioni.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           E allora mi sono detta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           : dobbiamo smettere di pensare che imparare significhi solo leggere un libro o seguire un programma. L’apprendimento è ovunque, quando le esperienze parlano, quando le emozioni si attivano, quando i bambini vivono davvero ciò che imparano. Questo non vuol dire che i libri non siano importanti, ma non bastano. Serve molto di più. Serve realtà, serve coinvolgimento. Serve vita.Come coltivare uno stile di vita basato sull’apprendimento
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ci sono azioni concrete da fare:
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Ridefinisci l’idea di scuola –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scuola non è un edificio, una scrivania con un libro, un esercizio di matematica. È un atteggiamento mentale. I veri pensatori vivono nella domanda, non nella risposta.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Mantieni semplice il ritmo quotidiano –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Meno è meglio. Devi fare spazio all’apprendimento spontaneo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Concentrati sulle basi –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lettura e matematica. Tutto il resto può essere guidato dall’interesse.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Impara in modo autentico –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Libri sì, ma anche vita vissuta. Come mai ancora poche famiglie partecipano agli eventi in presenza?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Dai libertà di scelta –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La passione è il motore più potente.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Imparate cose che contano –
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La vita reale è la vera scuola.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un ragazzo appassionato di cavalli non ha bisogno di essere forzato a leggere enciclopedie su dinosauri. Lasciagli scegliere. Accompagna la sua passione con risorse, incontri, libri se vuole, esperienze vere. Il desiderio di sapere crescerà in modo naturale. Un genitore libero da schemi scolastici imposti può coltivare una scuola di vita: dove si legge, sì, ma si costruisce, si cucina, si parla, si esplora, si crea. Come scrive Peter Gray in Free to Learn: “I bambini sono progettati dalla natura per imparare. E imparano meglio quando lo fanno liberamente.” Una vita fatta di domande, di esperienze autentiche, di relazioni vere, vale più di mille pagine sottolineate a memoria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pexels-photo-33118394.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Socialità, apprendimento e lezioni online.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho notato una tendenza crescente tra le famiglie homeschooler: pensano che stare un’ora e trenta davanti al computer (o, in alcuni casi, anche sei ore al computer, assurdo!!) con una lezione online equivalga a fare homeschooling. Vi dico la verità: no, non equivale, e può diventare un grave disservizio per i vostri figli.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Molti genitori, con buona intenzione, pensano che basti “accedere alla piattaforma” e “vista la lezione” per aver fatto scuola, ma educare non è “mettere un video e stare immobili”. Imparare non è “fare una schermata dopo l’altra”. Se l’interazione, la relazione, il movimento, lo sguardo, il corpo, la socialità restano esclusivamente digitali, perdiamo una dimensione fondamentale dell’apprendimento: l’essere con gli altri, la partecipazione attiva, il confronto vivo. La socialità non è “fare ricreazione in gruppo” soltanto. È entrare in contatto con altri corpi, voci, idee; è mettere in moto l’empatia, la cooperazione, la negoziazione, il conflitto sano. Ciò accade solo se la scelta educativa include momenti di incontro reale, non esclusivamente virtuali o individualizzati davanti a uno schermo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se noi mettiamo nostro figlio davanti al pc per “fare lezione” e poi lo lasciamo in solitudine, senza relazioni reali, stiamo rischiando di renderlo un osservatore passivo. E questo mina due cose fondamentali: l’apprendimento profondo e la socialità autentica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lezione online sì — ma integrata
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sto dicendo che non servano lezioni online, o strumenti digitali: al contrario, possono essere preziosi, ma mettiamoli come strumenti, non come fine. La lezione online deve essere accompagnata da:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tempi di confronto: mamma/papà o un compagno di studio che dialoga insieme dopo la lezione;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            momenti in presenza: uscite, gruppi di gioco, scambi con altre famiglie;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            attività pratiche che seguono la lezione, magari costruire, sperimentare, discutere;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            riflessione condivisa: “oggi cosa ho capito?”, “che domanda mi è rimasta?”, “posso spiegare ad un amico?”, “posso applicare questo nella vita reale?”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se manca questa integrazione, rischiamo di dare l’impressione che l’homeschooling sia “meno impegnativo” o “facile”: accendo un pc, ascolto, spunto un quiz, fine. È una modalità scolastica mimata, ma senza vita e la vita è ciò che vogliamo mettere al centro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Community: il valore della rete
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molti genitori hanno timore che l’homeschooling significhi isolamento: “Oh, il mio figlio non socializza, non frequenta la classe”. Ma la vera questione non è se socializza, bensì come e con chi socializza. La ricerca ci ricorda che i bambini istruiti in casa possono avere rapporti di amicizia più profondi, interazioni con adulti diverse e opportunità di scambio che in contesti scolastici tradizionali potrebbero essere limitate. Eppure è indispensabile che queste interazioni siano concrete, pianificate, varie: gruppi di gioco, associazioni, attività sportive, laboratori, viaggi in famiglia con altre famiglie, volontariato. Una scuola di vita non si costruisce solo alla scrivania.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel contesto della rete EDUpar, possiamo mettere in contatto famiglie, organizzare giornate outdoor, workshop, uscite in natura, giochi cooperativi, laboratori emotivi. È possibile costruire una comunità educativa viva — e questi momenti danno senso all’apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I pericoli del “solo schermo + solo libro”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Voglio essere molto chiara: se la vostra modalità prevalente è “pc + lezione online + libro da completare”, state correndo due rischi:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ol&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Apprendimento disgiunto dalla vita
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Senza relazione con la realtà, l’apprendimento resta astratto. I bambini e ragazzi possono diventare bravi a “fare la lezione”, ma incapaci di trasferire ciò che sanno nel mondo, incapaci di chiedersi “ma questo perché serve?”, “come lo applico?”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riduzione della socialità a forum e chat
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Le relazioni digitali contano, ma non sostituiscono completamente il “guardarsi in faccia”, il “chiedersi aiuto”, il “giocare insieme”, il “confliggere”, il “sistemare un errore insieme”. La socialità va esercitata nel mondo, con corpi e emozioni, non solo con avatar o microfoni.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ol&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se vogliamo un’omissione grave, è proprio questa: credere che educare significhi solo “insegnare online” o “far completare libri digitali”. Non è così. È un servizio complementare, qualcosa di più grande e vivo deve accadere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Suggerimenti pratici: integrare vita, socialità, realtà
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ecco alcuni spunti che puoi mettere in atto subito:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Momenti di gruppo: organizza con altre famiglie una uscita ogni 2‑3 settimane: natura, musei, laboratorio, festa creativa.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Screen‑time con uno scopo: dopo una lezione online, fai un “check‑in” con tuo figlio: “cosa ti ha colpito?”, “facciamo insieme una mappa di ciò che hai capito?”, “possiamo raccontarlo a qualcun altro?”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Esperienze pratiche: se la lezione parla di geometria, usate scaffali di casa, piastrelle, disegni di pavimenti. Se l’argomento è storia, cercate un sito locale con reperti, oppure una storia di famiglia che coinvolge la memoria.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Relazioni reali: pianifica momenti di svolta: pranzo con un’amica homeschooler, gioco in parco, laboratorio spontaneo in cooperazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Limita la “sedentarietà educativa”: stabilisci un tempo massimo per lavoro allo schermo quotidiano (ad esempio 90 min) e poi passa a fare, muovere, conversare, esplorare.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raccontare insieme: chiedi ai tuoi figli di spiegare ciò che hanno imparato come se raccontassero a un fratellino, un nonno, un vicino. Questo attiva la riflessione e la relazione.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quando coltiviamo un apprendimento oltre il libro, integro con vita, corpo, relazioni, stiamo facendo molto più che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “insegnare una materia”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Stiamo aiutando i nostri figli a diventare:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Persone curiose e autonome
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Persone che sanno chiedere e scegliere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Persone che sanno relazionarsi con gli altri, cooperare, discutere, comprendere diversità
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Persone che non vedono la conoscenza come un peso da portare, ma come un’avventura da vivere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E questo ha un impatto sociale: la società di domani ha bisogno di cittadini consapevoli, non solo di “riempitori di schede”. Le famiglie che scelgono l’homeschooling con responsabilità stanno aiutando a costruire quel mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È tempo di guardare oltre il libro, oltre lo schermo, oltre la “letta‑lezione‑fatta”. È tempo di abbracciare un’educazione che sia viva, relazionale, significativa, sociale. I libri rimangono importanti, ma da soli non bastano. Le lezioni online possono essere utili, ma se restano isolate rischiano di rinchiudere il bambino in un’esperienza appiattita.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Tu, genitore, hai il privilegio e la responsabilità di aprire finestre: finestre sul mondo, sulla comunità, sulla curiosità, sul dialogo. Non serve essere perfetti. Serve essere presenti, disponibili, creativi. Il nostro messaggio – attraverso EDUpar e EDUlearn – è chiaro: facciamo spazio. Non ti dico cosa fare, ma ti mostro che puoi farlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7qjz8bhhkkbnb3aarozmpdp7r7gb.jpeg" length="115471" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 06 Feb 2026 11:20:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>«Io non leggo… ma tutti gli altri sì»</title>
      <link>https://www.controscuola.it/io-non-leggo-ma-tutti-gli-altri-si</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Lettura, sviluppo, identità e fiducia nel percorso di homeschooling
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci sono frasi che i bambini pronunciano quasi distrattamente e che, invece, negli adulti aprono un vuoto. Non perché siano allarmanti in sé, ma perché toccano una paura profonda, spesso già presente ma mai nominata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           «Io non leggo… ma tutti gli altri sì.»
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa frase viene spesso interpretata come un problema di apprendimento.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           In realtà, è prima di tutto una frase identitaria.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non parla solo di lettura. Parla di confronto, di appartenenza, di percezione di sé dentro un mondo che misura, classifica, anticipa e per questo non può essere affrontato come si affronta una difficoltà didattica. Va ascoltata come si ascolta una domanda esistenziale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La lettura come simbolo, non come causa
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando un bambino dice di non leggere “come gli altri”, non sta chiedendo un metodo migliore. Sta cercando di capire se il suo modo di crescere è legittimo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel nostro immaginario collettivo la lettura è diventata una sorta di spartiacque: chi legge “in tempo” è competente, chi non lo fa rischia di essere etichettato come indietro, fragile, problematico. Questo carico simbolico non nasce dai bambini, ma dagli adulti e dal sistema che li circonda.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bambino lo assorbe e inizia a guardarsi con gli occhi del confronto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo, quando rispondiamo immediatamente con esercizi, rassicurazioni affrettate o spiegazioni tecniche, rischiamo di mancare il punto. In quel momento il bisogno primario non è cognitivo, ma relazionale: sapere se il legame con l’adulto è salvo, indipendentemente dalla prestazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Tempi scolastici e tempi di sviluppo: due logiche diverse
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno dei nodi centrali di questo tema è la confusione tra tempi organizzativi e tempi biologici. I tempi scolastici servono a gestire gruppi, programmi, verifiche. Sono necessari a un’istituzione, ma non descrivono il funzionamento reale del cervello umano. Il neurosviluppo non procede per scadenze lineari: procede per maturazioni, accelerazioni improvvise, fasi silenziose, salti qualitativi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In homeschooling questa discrepanza emerge con forza, soprattutto in presenza di bambini dislessici, neurodivergenti, bilingui, altamente sensibili o molto creativi. In questi casi la lettura può arrivare più tardi, ma spesso arriva con basi più solide, perché non è stata associata alla pressione o al fallimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La domanda educativa corretta non è “quando leggerà”, ma che tipo di lettore diventerà.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Un lettore precoce ma ansioso, o un lettore più tardivo ma libero?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Apprendere non coincide con decodificare
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un altro errore diffuso è sovrapporre la lettura all’apprendimento in senso ampio.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Ma leggere è una tecnica complessa che coinvolge specifiche funzioni cognitive; imparare, invece, è un processo molto più vasto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un bambino che non legge in autonomia può comunque comprendere storie articolate ascoltandole, usare un linguaggio ricco, fare collegamenti profondi, costruire ragionamenti complessi, sviluppare pensiero critico e immaginazione. In molti bambini che leggono più tardi, la comprensione precede la decodifica: il significato arriva prima del codice. Questo non è un deficit, è una traiettoria diversa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando proteggiamo il pensiero, la tecnica ha spazio per emergere.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Quando sacrifichiamo il pensiero alla tecnica, impoveriamo entrambi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pexels-photo-30437094-8f610249.png"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il vero rischio: interiorizzare l’idea di essere “sbagliati”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il danno più profondo non nasce dal non leggere a una certa età, ma dal sentirsi fuori posto. Quando un bambino interiorizza l’idea di essere “meno”, anche senza che nessuno lo dica apertamente, il suo rapporto con l’apprendimento cambia radicalmente. Imparare diventa una prestazione, l’errore una minaccia, la curiosità qualcosa da controllare. Il sistema nervoso entra in difesa e la resistenza aumenta. In questo contesto, la lettura può essere rifiutata non perché impossibile, ma perché caricata di significati emotivi troppo pesanti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La sicurezza emotiva non è un contorno dell’apprendimento: è la sua condizione di base.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Come stare nella frase, prima di risolverla
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando un bambino dice «io non leggo», la tentazione adulta è intervenire, ma il primo gesto educativo è restare. Restare nell’ascolto, riconoscere la fatica del confronto, normalizzare la diversità dei tempi, trasmettere che il valore personale non dipende da una singola abilità. Solo dopo questo passaggio ha senso parlare di lettura in senso tecnico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non si tratta di minimizzare la difficoltà, ma di evitare che quella difficoltà diventi identitaria. Un bambino che sente di non rischiare il legame con l’adulto può permettersi di imparare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Preparare il terreno: come la lettura nasce davvero
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In homeschooling la lettura non si impone, si prepara. Nasce in un ambiente ricco di linguaggio, significato e relazione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La lettura ad alta voce, anche con bambini grandi, costruisce linguaggio interno e amore per le storie. Gli audiolibri permettono l’accesso ai contenuti senza passare dalla fatica della decodifica e non sono una scorciatoia, ma un ponte culturale. La lettura nella vita quotidiana — istruzioni, giochi, ricette, messaggi — restituisce alla lettura una funzione reale, non simbolica.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando la lettura si lega agli interessi autentici del bambino, smette di essere una prova e diventa uno strumento, e se serve un lavoro più mirato sulla decodifica, è fondamentale che sia breve, prevedibile, neutro, privo di carica emotiva e di giudizio. La lettura non deve diventare il luogo in cui si misura il valore di una persona.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Quando la lettura è diversa: dislessia e neurodivergenza
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcuni bambini la lettura non è solo “più lenta”, ma strutturalmente diversa.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           La dislessia non è un limite cognitivo, ma una diversa organizzazione del linguaggio scritto. In questi casi la comprensione può essere molto alta, mentre la decodifica resta faticosa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La pressione peggiora la situazione. Gli strumenti compensativi, invece, restituiscono accesso. Audiolibri, sintesi vocale, font adatti, tempi diversi non sono concessioni: sono diritti educativi. Il sapere non passa da una sola porta, e l’intelligenza non si misura dalla velocità con cui si leggono le parole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           La fiducia come scelta educativa radicale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare homeschooling significa accettare una cosa difficile per gli adulti: non vedere tutto subito. Significa fidarsi di processi che hanno fasi invisibili, tempi non lineari, maturazioni silenziose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando un bambino sente di non essere osservato, confrontato o misurato continuamente, molte competenze emergono con naturalezza. A volte più tardi, ma spesso in modo più stabile e duraturo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La fiducia non è ingenuità.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           È una scelta pedagogica consapevole.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se questa frase vi tocca, fermatevi un momento anche voi.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non per giudicarvi, ma per riconoscere la fatica di stare fuori dal modello dominante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non state sbagliando.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non state rovinando vostro figlio.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           State facendo una scelta complessa e controcorrente: mettere la persona prima del programma.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E il messaggio più potente che state trasmettendo ogni giorno è questo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;blockquote&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Puoi crescere al tuo ritmo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non sei rotto.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Non devi dimostrare niente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/blockquote&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa è un’eredità educativa che dura molto più a lungo di qualsiasi lettura anticipata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 05 Feb 2026 12:32:39 GMT</pubDate>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’educazione ha bisogno di continuità, non di perfezione</title>
      <link>https://www.controscuola.it/l’educazione ha bisogno di continuità, non di perfezione</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Con l’inizio di un nuovo anno
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , in molte famiglie e in molti ragazzi riaffiora una sensazione familiare: la spinta a migliorare, a diventare più regolari, a “rimettere a posto le cose”. Questo bisogno attraversa lo studio, l’organizzazione delle giornate, le scelte educative, ma anche il modo in cui adulti e giovani si percepiscono e si giudicano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La partenza è spesso carica di slancio. Buoni propositi, programmi chiari, aspettative alte. Poi, dopo qualche settimana, l’energia iniziale si affievolisce. Non per mancanza di volontà, ma perché il cambiamento viene costruito su un presupposto fragile: l’idea che la vita proceda in modo ordinato, lineare, sempre sostenuta dalla motivazione. In realtà, le giornate sono fatte di discontinuità, stanchezza, imprevisti, oscillazioni emotive. E ogni percorso che ignora questo dato prima o poi si incrina.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In ambito educativo, uno degli errori più frequenti è progettare tutto sui giorni “buoni”: quelli in cui la concentrazione è alta, l’umore stabile, l’energia disponibile. Ma l’apprendimento non si consolida nei momenti eccezionali. Si costruisce nei giorni normali. È lì che un percorso dimostra se può davvero durare nel tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per questo diventa essenziale distinguere tra ciò che sarebbe ideale fare e ciò che è concretamente sostenibile. Ogni progetto educativo ha bisogno di un punto di base, un livello minimo chiaro e non negoziabile: non il massimo sforzo possibile, ma il minimo che consente di andare avanti senza interrompersi. Quando questo livello è definito, non si vive più ogni difficoltà come una caduta. Si resta nel processo. E ciò che non si interrompe, nel tempo, produce risultati.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ridurre il minimo non significa rinunciare all’ambizione. Significa aumentare la possibilità di continuità. Ed è la continuità, molto più dell’intensità, a rendere l’apprendimento reale e duraturo.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/1_wu6qXp4UKhG4yURYIll61g.jpg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Crescere significa orientarsi, non eliminare gli errori
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un altro punto cruciale riguarda il rapporto tra chiarezza e azione. La nostra cultura spinge a voler capire tutto prima di partire: scegliere il percorso migliore, la strategia perfetta, la decisione giusta. Come se fosse possibile avere una visione completa prima di muoversi. Questo atteggiamento, soprattutto nei ragazzi più sensibili e riflessivi, spesso genera immobilità. Si resta fermi in attesa della certezza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ma la chiarezza non nasce dall’analisi teorica. Nasce dall’esperienza. È attraverso il movimento che si raccolgono informazioni utili. In educazione non serve vedere l’intero tragitto per iniziare: è sufficiente vedere il prossimo passo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È come viaggiare di notte: i fari illuminano solo un breve tratto di strada, ma quel tratto basta per continuare. Avanzando, il percorso si svela. Pretendere di avere tutto chiaro prima significa, di fatto, non partire mai.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando una famiglia o un ragazzo percepisce di muoversi in una direzione sensata, anche se non perfettamente definita, il sistema emotivo si rilassa. L’ansia si riduce, il corpo esce dallo stato di allerta, l’apprendimento diventa accessibile. La ricerca della perfezione irrigidisce. Una direzione sufficientemente chiara, invece, orienta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’è poi un elemento spesso trascurato ma decisivo: il significato attribuito all’errore. In molti contesti educativi, sbagliare è ancora vissuto come una valutazione personale: non sono capace, non sono costante, non fa per me. Questo schema riguarda i ragazzi, ma anche gli adulti che li accompagnano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure, ogni processo di crescita reale include deviazioni, rallentamenti, cambi di rotta. La differenza non sta nell’evitare gli errori, ma nel modo in cui si rientra nel percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Correggere significa osservare cosa non ha funzionato, raccogliere dati, adattare la direzione e proseguire. È un’operazione neutra, quasi tecnica. Il giudizio, invece, è emotivo e definitivo: trasforma un’informazione utile in un’etichetta. Quando l’apprendimento viene associato al dolore del giudizio, la reazione naturale diventa l’evitamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La vera competenza non è non sbagliare mai, ma saper rientrare senza vergogna, senza drammatizzare, senza azzerare tutto. La costanza non è un atto eroico. È un meccanismo fatto di piccoli aggiustamenti ripetuti nel tempo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando cambiano questi tre elementi – l’idea di costanza, il rapporto con la direzione, il significato dell’errore – cambia radicalmente l’esperienza educativa. Non perché diventi più semplice, ma perché diventa più aderente al funzionamento umano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molte delle difficoltà che oggi emergono nello studio non nascono da mancanza di capacità o di impegno, ma da modelli troppo rigidi, che non lasciano spazio alla vita reale. Rivedere questi modelli significa creare contesti in cui crescere non sia una prova continua, ma un processo possibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’educazione non ha bisogno di perfezione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ha bisogno di basi sostenibili, di direzioni sensate e di correzioni rapide e rispettose.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È da qui che nasce una crescita autentica, condivisa e duratura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Uno spazio di riflessione
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Qual è oggi il livello minimo che potrebbe rendere un percorso educativo più sostenibile?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In quale ambito sarebbe sufficiente vedere solo il prossimo passo per poter andare avanti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come cambia l’apprendimento quando l’errore diventa informazione invece che giudizio?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con l’augurio che questo nuovo inizio d’anno possa essere vissuto con maggiore lucidità, fiducia e rispetto dei propri tempi, auguriamo a tutte le famiglie un anno orientato alla continuità, non alla perfezione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/B02-gwxDniU.jpg" length="76233" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 02 Jan 2026 17:11:57 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/B02-gwxDniU.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Dove l’apprendimento prende forma</title>
      <link>https://www.controscuola.it/dove-lapprendimento-prende-forma</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dieci scelte intenzionali per un apprendimento vivo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Facendo homeschooling con i miei figli, ho compreso che l’inizio di un nuovo anno non è semplicemente il momento in cui si scelgono programmi o si ordinano materiali. È, prima di tutto, uno spazio di ascolto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un tempo per chiedersi:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           chi stanno diventando i nostri figli?
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In che direzione si muovono le loro curiosità, le loro domande, le loro aspirazioni?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quando uno dei miei figli ha espresso il bisogno di una maggiore struttura, ho deciso di seguirlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non perché l’apprendimento libero non funzioni — nella nostra famiglia ne è una componente essenziale — ma perché in quel momento servivano confini chiari: ritmo, sequenze, punti di riferimento. Accompagnarlo in questa richiesta è stato utile anche per me.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Progettare un anno di homeschooling non significa compilare griglie o rincorrere obiettivi astratti. Significa
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           creare un ecosistema vivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , in cui mente, emozioni e corpo possano svilupparsi in modo armonico.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Significa costruire una quotidianità intenzionale: non perfetta, ma coerente e significativa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57234; Ecco i 10 passi che ci hanno guidati, insieme a molte scoperte inattese
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           10 passi (e alcune cose che non avevamo previsto)
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           1. Scegliere con attenzione ciò che nutre davvero.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo selezionato materiali e percorsi capaci di sostenere la curiosità senza soffocarla. Niente accumuli, niente eccessi. Solo ciò che aveva senso per noi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La domanda di riferimento era semplice: ci parla davvero?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57263; Ogni mattina iniziavamo con una breve lettura condivisa — una poesia, un racconto, una pagina ispirante. Bastavano pochi minuti per orientare l’intera giornata.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           2. Dare spazio a storie autentiche e parole vive.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo privilegiato biografie, lettere, racconti di esperienze reali. Poche schede, nessun esercizio ripetitivo. Le storie vere aprono domande vere.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56538; La lettura del viaggio di un ragazzo che ha attraversato l’Atlantico ha acceso conversazioni su coraggio, paura, autonomia. Un apprendimento profondo, senza forzature.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           3. Organizzare gli spazi per alleggerire la mente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Materiali visibili, strumenti accessibili, ordine semplice. Quando l’ambiente è chiaro, anche il clima emotivo cambia.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57256; Un figlio che non disegnava mai ha iniziato a farlo spontaneamente. Non per richiesta, ma perché lo spazio lo invitava.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           4. Prepararsi in anticipo per essere davvero presenti.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ho letto quasi tutto ciò che avremmo affrontato insieme. Non per spiegare, ma per poter accompagnare senza distrazioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56541; Durante una lettura storica, un collegamento con un’esperienza vissuta ha aperto un dialogo che nessun esercizio avrebbe potuto generare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           5. Continuare a imparare anche da adulti.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mi sono rimessa in gioco: danze popolari, astronomia, cucina, sperimentazioni. Imparare insieme ha cambiato il nostro sguardo reciproco.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57270; Ora riconosciamo alcuni uccelli dal canto. Le passeggiate sono diventate momenti di scoperta, e io ho imparato a rallentare davvero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           6. Annotare ciò che conta davvero.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mio quaderno non segnavo solo le attività, ma i passaggi chiave: domande, gesti, cambiamenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56524; Ogni settimana scrivevo tre cose che avevano funzionato e una da lasciare andare. Un esercizio di chiarezza potente.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           7. Costruire un ritmo che possa respirare.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo scelto un’organizzazione a blocchi tematici, senza rigidità. Alcuni giorni più teorici, altri più esperienziali.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ⏰ Quando c’era bel tempo, tutto si fermava. La natura aveva la precedenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           8. Curare gli spazi come se fossero presenze vive.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Angoli che parlano: libri scelti da loro, una bacheca di idee, oggetti che raccontano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57137; Mia figlia ha creato una “scatola delle scoperte”, dove conserva foglie, sassi, biglietti. È diventata la memoria emotiva del suo percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           9. Pianificare bene solo l’inizio.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo preparato con cura la prima settimana. Il resto si è costruito strada facendo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57088; Il nostro principio era: iniziamo, poi ascoltiamo. Le direzioni più interessanti sono nate così.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           10. Lasciare spazio alla noia. Sì, intenzionalmente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo smesso di riempire ogni momento. Abbiamo fatto spazio al vuoto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56481; Da un pomeriggio senza proposte è nato un gioco da tavolo inventato da mio figlio: regole, logica, narrazione. Un apprendimento completo, spontaneo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Guardando indietro, non è stato un anno perfetto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È stato però l’anno in cui ci siamo ascoltati di più.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In cui ho imparato a fidarmi, a semplificare, a scegliere con maggiore intenzione.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se c’è una cosa che porto con me è questa:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           l’homeschooling non è un metodo. È una relazione viva.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E tu, come stai iniziando il tuo anno?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che tipo di ritmo serve oggi alla tua famiglia?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cosa senti di poter lasciare andare rispetto al passato?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dove potresti togliere, invece che aggiungere?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che spazio ha la noia nelle vostre giornate?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ti va, raccontami da dove stai partendo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 17 Dec 2025 08:54:18 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Tre Giorni a Nepi: Un’Esperienza che Trasforma</title>
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Siamo rientrati da poco da tre giornate intense trascorse a Nepi, un luogo che ogni volta ci sorprende per la sua capacità di accogliere e trasformare. Immersi nel paesaggio silenzioso e verde della provincia di Viterbo, abbiamo vissuto un’esperienza che va ben oltre quella che solitamente si immagina quando si parla di una semplice gita. L’ampiezza degli spazi, la quiete del paesaggio e la presenza discreta della natura hanno fatto da sfondo a un percorso educativo profondo, vissuto da un gruppo di bambini e ragazzi dai sette ai diciassette anni. In questo ambiente, reso ancora più speciale dal lavoro attento del team EDUpar e della Fondazione Libera Schola, ciascun partecipante ha trovato un ritmo più lento, un ascolto diverso, un modo nuovo di stare con gli altri e con se stesso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Uno degli elementi che ha contribuito maggiormente al successo di questi giorni è stata la natura, che a Nepi si presenta nella sua forma più autentica. Non c’è bisogno di spiegare troppo quando il contesto parla da solo: gli animali che si muovono liberamente, i suoni del bosco, la luce che cambia durante la giornata. I pony che si avvicinavano senza fretta, gli alpaca curiosi, gli asini tranquilli e persino l’imponente struzzo hanno offerto ai ragazzi un tipo di incontro che non si può riprodurre in un ambiente più artificiale. La natura invita all’osservazione senza giudizio, all’ascolto, a un contatto immediato che molti partecipanti hanno descritto come rilassante e “vero”. In un’epoca in cui è difficile trovare momenti privi di stimoli digitali o pressioni esterne, queste sensazioni hanno rappresentato una forma di respiro profondo, un ritorno a qualcosa di semplice ma essenziale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dentro questa cornice abbiamo costruito un percorso educativo che non si limitava a proporre attività, ma cercava di intrecciarle alle emozioni, al corpo, alla comunicazione e alla dimensione relazionale. Il nostro metodo parte dall’idea che ogni persona abbia tempi, sensibilità e modalità di apprendimento differenti; per questo la nostra attenzione è sempre quella di offrire uno spazio dove essere se stessi diventi possibile, senza dover aderire a modelli prestabiliti. Molti ragazzi sono arrivati con un po’ di timidezza, qualcun altro con un’energia incontenibile, altri ancora portando con sé fragilità che spesso, nella quotidianità, non trovano luoghi in cui essere accolte. In questi tre giorni, invece, l’obiettivo non era “fare bene”, ma esserci davvero, lasciarsi coinvolgere senza timore del giudizio.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un aspetto molto significativo è stato il lavoro sulla comunicazione, intesa non solo come parlare davanti a un gruppo, ma come modo complessivo di abitare il proprio corpo. Nei laboratori di public speaking, i ragazzi hanno sperimentato l’uso della voce, della postura, dello sguardo e del movimento nello spazio. Osservare i cambiamenti è stato sorprendente: chi era timido ha trovato il coraggio di esporsi, chi tendeva a parlare troppo velocemente ha scoperto la potenza della pausa, chi credeva di non essere capace ha vissuto momenti di inaspettata sicurezza. Quando il gruppo diventa un luogo sicuro, privo di pressione e giudizio, si aprono possibilità che altrove restano nascoste. Abbiamo visto corpi che si rilassavano, voci che si rafforzavano, sguardi che finalmente si alzavano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In parallelo, abbiamo dedicato tempo alla scoperta di sé. Attraverso attività semplici ma profonde, i ragazzi hanno esplorato i propri valori, le emozioni che spesso restano in secondo piano, le paure ricorrenti e le forze interiori che li sostengono nei momenti difficili. Le conversazioni nate spontaneamente hanno mostrato una maturità sorprendente, sia nei più piccoli, capaci di esprimere pensieri complessi con parole disarmanti, sia negli adolescenti, che hanno portato sfumature, dubbi e riflessioni molto sincere. A quell’età, conoscersi è un cammino confuso e in continua evoluzione, e avere uno spazio protetto in cui fermarsi a guardarsi dentro è un regalo raro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’arte ha accompagnato questo processo come un linguaggio parallelo. Tra mosaici, pittura e materiali naturali, i partecipanti hanno potuto esprimersi senza dover trovare la parola giusta. Non abbiamo mai chiesto “bellezza”, ma autenticità, e la creatività non ha tardato a mostrarsi. Molti lavori raccontavano qualcosa che difficilmente sarebbe emerso in una conversazione diretta: desideri, emozioni trattenute, intuizioni improvvise. I più introversi hanno trovato una via per comunicare senza parlare, mentre chi solitamente è impulsivo ha scoperto la calma del creare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_7099.jpeg"/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Un aspetto prezioso dell’esperienza è stato il fatto di vivere insieme in un gruppo eterogeneo per età. Quando bambini e ragazzi di generazioni diverse condividono gli stessi spazi, si creano dinamiche educative spontanee: i più grandi diventano modelli e punti di riferimento, i più piccoli imparano osservando e imitando, e chi sta nel mezzo sperimenta sia il ruolo di guida sia quello di apprendista. Questo tipo di interazione, raro nei contesti tradizionali, costruisce senso di comunità, empatia e responsabilità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il gioco libero, spesso sottovalutato, ha rappresentato uno dei momenti più importanti. Senza interventi strutturati da parte degli adulti, i ragazzi hanno dato vita a giochi, sfide, storie e alleanze spontanee. Hanno negoziato, litigato, trovato soluzioni, creato equilibri. È in questi momenti non programmati che emergono autonomia, creatività e capacità sociali autentiche. Il fatto che ciò avvenisse lontano dai genitori ma in un ambiente protetto ha permesso loro di sperimentare una forma sana di indipendenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il falò serale è stato forse il momento più simbolico. Il fuoco ha creato un cerchio di ascolto e condivisione difficile da descrivere a chi non era presente. Le parole dette con sincerità, i silenzi intensi e la consapevolezza di essere parte di un gruppo hanno creato un’atmosfera che molti ricorderanno a lungo. Non era solo un’attività: era un piccolo rito collettivo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per alcuni, questi tre giorni hanno rappresentato anche una prima vera esperienza di autonomia fuori casa. Gestire emozioni nuove, adattarsi alle dinamiche del gruppo, trovare un equilibrio senza l’appoggio diretto dei genitori: tutto questo ha contribuito a costruire fiducia in sé stessi. Lo staff EDUpar e Fondazione Libera Schola ha accompagnato ogni passo con discrezione, rendendo l’autonomia un processo graduale e sicuro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il luogo che ci ha accolti ospiterà anche la prossima sessione d’esame della Fondazione Libera Schola ed EDUpar, prevista per il 13 maggio. È difficile immaginare un contesto più sereno in cui affrontare una tappa così significativa del percorso educativo. Le iscrizioni per gli esami di idoneità primaria e 1-2 media sono ancora aperte e siamo pronti ad accogliere nuove famiglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chiudiamo questa esperienza con il desiderio di tornare presto. Molti ragazzi sono rientrati a casa con un nuovo senso di sicurezza, con un’amicizia nata inaspettatamente, con una frase ascoltata nel momento giusto o con un ricordo luminoso da custodire. Per questo stiamo già pensando a una possibile Spring Edition, un nuovo incontro in cui continuare a coltivare un modo di educare che dà valore alla persona nella sua interezza, all’esperienza diretta e alla forza della comunità. Nepi, ancora una volta, non è solo un luogo: è un terreno fertile di crescita condivisa che speriamo di vivere di nuovo, insieme.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_7151.jpeg" length="528049" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 10 Dec 2025 12:44:40 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.controscuola.it/tre-giorni-a-nepi-unesperienza-che-trasforma</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando la libertà fa paura: cosa ci insegna il caso Palmoli</title>
      <link>https://www.controscuola.it/quando-la-liberta-fa-paura-cosa-ci-insegna-il-caso-palmoli</link>
      <description />
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Negli ultimi giorni, una vicenda silenziosa e apparentemente marginale ha riacceso il dibattito sulla 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           libertà educativa e sull’homeschooling in Italia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Una famiglia straniera, residente nei boschi abruzzesi vicino a Palmoli, vive in modo semplice e autosufficiente, immersa nella natura, con tre figli che ricevono un’educazione familiare invece che scolastica. Nessun reato, nessuna violenza, nessuna trascuratezza. Eppure, la 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Procura dei Minori
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ha aperto un’indagine. Perché? Perché quella famiglia non rientra nei parametri della “normalità” che la società ha costruito intorno a sé. E questo, oggi, basta per destare sospetto. Ma cosa significa davvero “normalità”? E chi stabilisce cosa sia giusto o sbagliato per una famiglia che sceglie di vivere in modo diverso?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni volta che qualcuno sceglie un percorso fuori dagli schemi — più lento, più sobrio, più autentico — la reazione collettiva è quasi sempre la stessa: diffidenza, giudizio, inquietudine. I giornali parlano di “bambini senza scuola”, “famiglie isolate”, “case senza elettricità”, ma raramente raccontano la sostanza. Perché la verità è semplice e scomoda: 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non è la precarietà a spaventare, è la libertà
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           La libertà di non delegare, di educare senza intermediazioni, di vivere secondo principi diversi da quelli del consumo e della produttività. È questa libertà che disturba, perché sfugge al controllo. E allora lo Stato, invece di accompagnare, indaga. Invece di ascoltare, diffida. Non si chiede “come posso comprendere?”, ma “come posso fermarli?”. È il riflesso di una cultura che ha smesso di fidarsi dei cittadini e che fatica a concepire che il bene dei figli possa nascere anche al di fuori delle istituzioni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           istruzione parentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            non significa abbandonare i propri figli, ma esserci in modo profondo, quotidiano, costante. Significa trasformare la vita in un percorso educativo continuo, dove ogni gesto diventa apprendimento e ogni relazione occasione di crescita. Educare in casa non è un rifiuto del sapere, ma un modo diverso di coltivarlo. Tuttavia, basta un singolo caso anomalo, un articolo impreciso o una scelta fuori dal comune per gettare ombra su migliaia di famiglie che praticano 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           homeschooling in modo serio, trasparente e responsabile
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Come se la libertà educativa fosse accettabile solo quando non disturba. Ma se una libertà non può disturbare, è davvero libertà?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Costituzione italiana
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , all’articolo 30, è inequivocabile: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”. Lo Stato ha il compito di garantire questo diritto, non di sostituirsi ai genitori. Eppure, sempre più spesso, accade il contrario: famiglie costrette a giustificare ogni scelta, genitori convocati e valutati, stili di vita giudicati più che compresi. La scuola, da strumento, è diventata metro di misura. E quando l’uniformità viene scambiata per sicurezza, ogni forma di diversità educativa diventa sospetta. Ma la diversità non è pericolosa: è vitale. È ciò che tiene viva una società.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Proprio per questo oggi, più che mai, serve consapevolezza. Serve conoscenza reale. Troppe famiglie, italiane e straniere, si avvicinano all’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           educazione parentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            spinte da un desiderio sincero di libertà, ma senza conoscere fino in fondo i propri 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           diritti e doveri
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E questo può trasformarsi in fragilità. La libertà educativa è un diritto costituzionale, ma richiede preparazione, attenzione e capacità di muoversi con lucidità dentro un sistema che — inutile negarlo — non è ancora pronto a comprenderla pienamente. Ci sono famiglie che affrontano questo percorso con grande rigore, come quella di Palmoli, che segue le procedure, comunica con le istituzioni e dimostra attenzione in ogni aspetto, ma non tutti lo fanno. E in un contesto in cui il pregiudizio è sempre dietro l’angolo, serve 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           prudenza comunicativa e intelligenza strategica
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Non si tratta di nascondersi, ma di scegliere con cura i contesti, le parole, i toni. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Parlare di homeschooling o di autosufficienza con leggerezza, in un ambiente che non conosce o non comprende, può generare fraintendimenti pericolosi.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            Raccontare la propria libertà educativa richiede competenza, sensibilità e capacità di tradurre ciò che per noi è naturale in un linguaggio che gli altri possano capire.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo non è conformismo: è lucidità. È la consapevolezza che la libertà, per essere rispettata, deve anche essere compresa. Ed è per questo che diventa fondamentale costruire 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           reti di sostegno, dialogo e tutela
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , come quelle promosse da 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           EDUpar
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            e 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Fondazione Libera Schola
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , che accompagnano le famiglie nella conoscenza delle norme, nella gestione del rapporto con i Comuni e le scuole, e nella narrazione della propria scelta. Perché in Italia non basta sapere di essere nel giusto: bisogna anche saperlo dimostrare, con documenti, parole e comportamenti coerenti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           I veri pericoli, del resto, non vivono nei boschi. Sono nelle città, nelle scuole sovraffollate, nei ragazzi soli davanti agli schermi, negli adulti distratti che non ascoltano
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Lì si nasconde la vera trascuratezza. Non in chi sceglie la lentezza, la relazione, la coerenza. Il problema non è chi vive in modo alternativo, ma un sistema che ha smesso di fidarsi dei genitori, che preferisce controllare invece di comprendere, che teme ciò che non sa classificare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Se la libertà educativa è reale, deve poter esistere anche fuori dal consenso.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            La famiglia non è un’appendice dello Stato, ma il suo fondamento. Le famiglie homeschooler non chiedono privilegi: chiedono rispetto. Non vogliono sottrarsi, vogliono partecipare. Vogliono che la diversità non sia più percepita come minaccia, ma riconosciuta come ricchezza. Perché educare in libertà — anche con errori, tentativi e imperfezioni — significa costruire un futuro più umano, più consapevole e più vero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E allora, forse, il vero passo avanti sarà quando smetteremo di chiederci come fermare chi è diverso e inizieremo a chiederci cosa possiamo imparare da chi ha avuto il coraggio di esserlo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E tu? Hai mai sentito il peso di doverti giustificare per una scelta che nasce dall’amore e non dalla ribellione? Ti sei mai chiesto dove finisce la libertà e dove comincia il controllo? Forse la risposta non sta nei tribunali né nei giornali, ma nella fiducia reciproca, nella capacità di vedere oltre gli schemi e nel coraggio di educare con il cuore.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/9162504_31215305_famiglia_foresta.jpg" length="201124" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 04 Nov 2025 11:26:15 GMT</pubDate>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L'Educazione Parentale in Italia: Una Guida all'Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/l-educazione-parentale-in-italia-una-guida-all-homeschooling</link>
      <description>Scopri tutto sull'homeschooling in Italia con la nostra guida completa. Approfondisci le leggi, le pratiche e i benefici dell'educazione parentale. A cura di Erika Di Martino.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            In un'epoca in cui l'istruzione sta evolvendo rapidamente, l'educazione parentale, meglio conosciuta come homeschooling, sta guadagnando sempre più interesse in Italia. Il video di Erika Di Martino, "Che cos'è l'Homeschooling?", offre un'approfondita analisi di questa scelta educativa, delineandone i contorni legali, le modalità e le sfide.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In questo post, esploriamo i punti salienti del video per fornire una panoramica comprensiva sull'homeschooling nel contesto italiano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           1. Cos'è l'Educazione Parentale?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           L'homeschooling, o educazione parentale, in Italia è un'opzione legittima per assolvere all'obbligo di istruzione. È importante distinguere tra l'obbligo di scolarizzazione e quello di istruzione: in Italia non è obbligatorio frequentare una scuola, ma è necessario garantire un'educazione adeguata ai bambini.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           2. Modalità dell'Homeschooling
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Le famiglie possono scegliere di educare i propri figli in diversi modi: direttamente dai genitori, attraverso tutor privati, con
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edulearn.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           corsi online
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            o una combinazione di questi. L'approccio può variare da un programma di studio strutturato, simile a quello scolastico, fino a metodi più flessibili e naturali.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           3. Un Diritto Costituzionale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           In Italia, l'educazione parentale è un diritto costituzionale. Le famiglie non hanno bisogno di chiedere un'autorizzazione specifica, ma esercitano questo diritto attraverso una dichiarazione di educazione parentale, in linea con l'articolo 30 della Costituzione Italiana.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           4. Procedure e Regolamentazioni
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Per iniziare l'educazione parentale, è sufficiente inviare una dichiarazione annuale alla direzione scolastica della zona. È importante ricordare che, se i bambini hanno già iniziato un percorso di studi tradizionale, è necessario ritirare formalmente il bambino dalla scuola e rinnovare la dichiarazione ogni anno.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           5. Esami e Valutazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Gli studenti homeschooling devono sostenere esami annuali. Questi esami seguono i programmi personalizzati in linea con le indicazioni nazionali del MIUR. È possibile richiedere di sostenere esami in scuole diverse da quella di riferimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Conclusione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           L'homeschooling rappresenta un'alternativa educativa flessibile e personalizzabile, che permette alle famiglie di adattare l'istruzione alle esigenze e agli stili di apprendimento dei propri figli. Sebbene richieda impegno e organizzazione, offre un'opportunità unica per un percorso educativo su misura.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling_italia.webp" length="420954" type="image/webp" />
      <pubDate>Wed, 10 Jan 2024 11:58:41 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Riscopri l'Educazione Libera da stress, ansia e compiti</title>
      <link>https://www.controscuola.it/riscopri-l-educazione-libera-da-stress-ansia-e-compiti</link>
      <description>Riscopri l'Educazione Libera da stress, ansia e compiti con Erika Di Martino</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In un mondo in rapido cambiamento, l'educazione dei nostri figli non può rimanere indietro. Sei stanco di vedere tuo figlio frustrato dalla rigidità del sistema scolastico tradizionale? Hai il desiderio di offrirgli un'esperienza educativa che nutra realmente le sue passioni e i suoi talenti?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           "Riscopri l'Educazione Libera" è la nostra sessione gratuita che ti introduce nel mondo dell'Homeschooling. Scoprirai come questa forma di educazione può essere adattata per soddisfare le esigenze uniche di ogni bambino, permettendo loro di esplorare e crescere in un ambiente che valorizza la loro individualità.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa sessione introduttiva gratuita mira a presentare ai genitori le potenzialità e i benefici dell'Homeschooling. Si discuterà di come l'Homeschooling possa rispondere alle esigenze individuali dei bambini, fornendo un ambiente di apprendimento più flessibile e personalizzato. 
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A cura di Erika Di Martino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           IL WEBINAR LO TROVI SU EDUPAR.IT
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 05 Dec 2023 19:52:10 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/riscopri-l-educazione-libera-da-stress-ansia-e-compiti</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Abbracciare la Flessibilità: Maestria nell'Arte della Gestione del Tempo nell'Istruzione Parentale</title>
      <link>https://www.controscuola.it/abbracciare-la-flessibilita-maestria-nell-arte-della-gestione-del-tempo-nell-istruzione-parentale</link>
      <description>Scopri come creare un ritmo quotidiano, un piano settimanale diversificato e una tela mensile di apprendimento nell'istruzione parentale. Favorisci l'autonomia e nutri l'amore per l'apprendimento dei tuoi figli. Scarica la guida gratuita sulla gestione del tempo nell'homeschoolilng per un viaggio educativo gratificante e ben organizzato."</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nel mondo dell'istruzione parentale, il tempo assume una dimensione completamente nuova. A differenza dei rigidi orari del sistema scolastico convenzionale, l'istruzione parentale apre le porte a una sfera di flessibilità e programmazione creativa. Mentre intraprendiamo questo viaggio per potenziare l'educazione dei nostri figli, esploriamo come organizzare efficacemente il tempo dedicato all'istruzione parentale: dal ritmo della giornata al flusso del mese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Creare il Tuo Ritmo Quotidiano:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'istruzione parentale offre un'incomparabile libertà nel creare una routine giornaliera che si adatta alle dinamiche uniche della tua famiglia. Proprio come i bambini sono naturali apprendisti, il nostro ruolo come genitori è quello di alimentare la loro curiosità. Inizia sintonizzandoti sul ritmo naturale del tuo bambino. Sono mattinieri o nottambuli? Utilizza i loro momenti di picco energetico per attività di apprendimento concentrate come matematica, lettura e risoluzione dei problemi. Questo approccio non solo aumenta l'interesse, ma ottimizza anche il loro potenziale di apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Creare un Piano Settimanale Diversificato:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A differenza dell'ambiente strutturato delle aule, l'istruzione parentale ti permette di tessere una trama di esperienze durante la settimana. Mentre le materie fondamentali hanno un ruolo importante, ricorda che l'apprendimento va ben oltre i libri di testo. Assegna giorni specifici a diverse materie, garantendo un'esperienza di apprendimento completa. Ad esempio, riserva i lunedì per gli esperimenti scientifici, i mercoledì per l'espressione artistica e i venerdì per l'esplorazione all'aperto. La flessibilità rimane la tua alleata mentre ti adatti e perfezioni il piano settimanale in base agli interessi in evoluzione del tuo bambino.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Modellare la Tela di un Mese:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Coinvolgere tuo figlio nella creazione della tela mensile dell'apprendimento incarna il cuore dell'istruzione parentale. Siediti insieme per discutere in collaborazione le loro passioni, obiettivi e progetti che desiderano intraprendere. Incentiva il loro contributo ed autorizzali a prendere in mano la propria educazione. Questo approccio non solo alimenta la creatività, ma favorisce anche un senso di responsabilità verso il loro percorso di apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           La Sinfonia della Flessibilità:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sebbene la struttura abbia i suoi meriti, l'istruzione parentale celebra l'arte della flessibilità. Abbraccia i momenti imprevisti della vita e lascia spazio alla spontaneità. Se il tuo bambino si appassiona a un argomento specifico, concedigli di esplorarlo a fondo. Al contrario, se un giorno non segue il piano, sii pronto ad adattarti con grazia. La bellezza dell'istruzione parentale risiede nella sua capacità di rispondere alle esigenze del tuo bambino, permettendoti di cogliere i momenti di insegnamento man mano che si presentano.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Favorire l'Autonomia:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Alla sua base, l'educazione mira ad abilitare i bambini a diventare apprendisti e pensatori critici per tutta la vita. All'interno del quadro dell'organizzazione del tuo tempo di istruzione parentale, ricorda questa essenza. Cerca opportunità per far applicare al tuo bambino ciò che ha appreso in contesti del mondo reale. Che si tratti di trasformare la cucina in una lezione di matematica o di trasformare una passeggiata nella natura in una spedizione scientifica, queste esperienze ancorano le conoscenze in applicazioni pratiche.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Conclusione:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nell'affrontare il complesso panorama dell'istruzione parentale, il tempo diventa la tua tela e il tuo approccio funge da pennello. Comprendendo il ritmo giornaliero del tuo bambino, creando un piano settimanale diversificato e coinvolgendoli nella pianificazione mensile, coltiverai un ambiente di apprendimento dinamico. La flessibilità rimarrà il tuo principio guida, assicurando che l'educazione del tuo bambino si sviluppi organicamente in base ai suoi interessi e alle sue esigenze.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L'aspirazione a "una vita degna di essere vissuta e un lavoro degno di essere fatto" incarna l'essenza dell'istruzione parentale. Attraverso un'organizzazione ponderata, stai creando un'atmosfera in cui i bambini possono prosperare sia a livello intellettuale che emotivo. Mentre intraprendi questo viaggio, abbraccia la libertà di plasmare il tempo stesso come strumento di potenziamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Quindi, cari avventurieri dell'istruzione parentale, procedete e create un ritmo che balla insieme alla curiosità del vostro bambino, un arazzo settimanale di esplorazione e una tela mensile di apprendimento collaborativo. In questi momenti, state nutrendo non solo la loro educazione, ma anche un amore duraturo per l'apprendimento.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Desiderate un supporto in più?
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Se la risposta è “si!” allora abbiamo ciò che fa per voi: la guida gratuita sulla gestione del tempo nell'istruzione parentale curata da
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
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           Erika Di Martino
          &#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
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           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
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          &#xD;
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    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            è stata appositamente progettata per rispondere alle esigenze uniche dei genitori che scelgono di fare homeschooling.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
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           Abbiamo creato questa guida con l'intento di far sì che il vostro viaggio nell'istruzione parentale sia ancora più gratificante, motivante e ben organizzato. Siamo convinti che una gestione del tempo efficace sia la chiave per creare un ambiente di apprendimento stimolante e arricchente per i vostri figli. Non solo scoprirete consigli concreti su come pianificare le vostre giornate in modo efficace, ma vi guideremo anche nell'arte di trovare momenti spontanei per l'apprendimento e nell'ottimizzazione delle risorse disponibili.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questa guida è il risultato di anni di esperienza, ricerca ed esplorazione nell'ambito dell'istruzione parentale. È progettata per ispirarvi, darvi un senso di fiducia e offrire soluzioni concrete ai possibili ostacoli che potreste incontrare lungo il percorso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
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&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling+e+gestione+del+tempo.jpg" length="151951" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Aug 2023 10:46:16 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.controscuola.it/abbracciare-la-flessibilita-maestria-nell-arte-della-gestione-del-tempo-nell-istruzione-parentale</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling+e+gestione+del+tempo.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Risultati Sondaggio Esami Idoneità</title>
      <link>https://www.controscuola.it/risultati-sondaggio-esami-idoneita</link>
      <description>Come ogni anno, da quando la riforma della “Buona Scuola” ha introdotto gli esami annuali per Homeschoolers, abbiamo realizzato il Sondaggio Esami. In questi ultimi mesi, abbiamo ricevuto più di 400 adesioni al questionario, e nell’infografica potrete leggere l’informativa relativa alle risposte. Gli Homeschoolers che hanno sostenuto la Licenza Media, hanno nella maggior parte dei […]
L'articolo Risultati Sondaggio Esami Idoneità sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Come ogni anno, da quando la riforma della “Buona Scuola” ha introdotto gli esami annuali per Homeschoolers, abbiamo realizzato il Sondaggio Esami. In questi ultimi mesi, abbiamo ricevuto più di 400 adesioni al questionario, e nell’infografica potrete leggere l’informativa relativa alle risposte. Gli Homeschoolers che hanno sostenuto la Licenza Media, hanno nella maggior parte dei casi presentato esclusivamente la propria tesina interdisciplinare al colloquio orale, come gli studenti scolarizzati a causa della situazione sanitaria Covid19.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Da notare il gran numero di studenti al primo anno di istruzione parentale. Ci auguriamo di avervi ancora con noi per l’anno NON scolastico 2021/22. Buona lettura!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/bab35337/files/uploaded/INFO2021.pdf" target="_blank"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/INFO2021-ok-scaled.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/bab35337/files/uploaded/INFO2021.pdf" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           SCARICA INFOGRAFICA
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/INFO2021-ok-scaled.jpg" length="119045" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 20 Aug 2021 13:44:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/risultati-sondaggio-esami-idoneita</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/INFO2021-ok-scaled.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/769e41aa/dms3rep/multi/question-g06aa6f0d0_640.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Preparati NON Spaventati</title>
      <link>https://www.controscuola.it/preparati-non-spaventati</link>
      <description>EDUpar aumenta i propri canali di sostegno alle famiglie, mentre EDUlearn conferma e arricchisce il proprio supporto online dal vivo per Homeschoolers e scolarizzati, sia al mattino che al pomeriggio. Lontane anni luce dalla DAD e tutto ciò che è lezione frontale noiosa, queste sessioni saranno ricche di divertimento, collaborazione e utilizzo della lingua inglese.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           EDUpar aumenta i propri canali di sostegno alle famiglie, mentre EDUlearn conferma e arricchisce
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il proprio supporto online dal vivo per Homeschoolers e scolarizzati, sia al mattino che al pomeriggio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Lontane anni luce dalla DAD e tutto ciò che è lezione frontale noiosa, queste sessioni saranno ricche di divertimento, collaborazione e utilizzo della lingua inglese. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni proposta sarà in linea con le indicazioni nazionali del MIUR per la classe di appartenenza.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le nostre proposte rispondono alle vostre necessità di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           supporto didattico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , così da poter godere al meglio della vostra scelta di istruzione parentale. Abbiamo svariati progetti per bambini e ragazzi
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           da 5 a 18 anni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          : il supporto individuale è sempre attivo, mentre i gruppi di studio ripartiranno da metà settembre.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            Academy
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Gruppi di Studio ludico-didattici online per bambini che stanno preparando le idoneità delle elementari, medie e biennio superiori. Si tratta di progetti interdisciplinari annuali di gruppo dal lunedì al giovedì/venerdì per prepararsi agli esami, utilizzare quotidianamente l’inglese, condividere esperienze e fare amicizia.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tutoring individuale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          recupero materie, preparazione esami one-to-one, progetti didattici personalizzati, sempre con insegnanti appassionati e preparati ad accendere la voglia di apprendere, nel rispetto dei bisogni del bambino/ragazzo. Disponibilità insegnanti madrelingua per l’apprendimento delle lingue straniere.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Corsi di Lingue Straniere, Italiano e Matematica:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          supporto e rafforzamento delle conoscenze specifiche, con sessioni di gruppo carismatiche e interessanti.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Mini-Corsi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           :
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          pacchetti di sessioni stimolanti e alternativi basati su argomenti originali, offerti in lingua italiana o straniera, dove al centro dell’apprendimento c’è il bambino e il suo entusiasmo per la conoscenza.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il sistema educativo EDUlearn è centrato sull’individuo e le sue necessità.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Puntiamo allo sviluppo globale dei ragazzi nella loro interezza, coinvolgendo le emozioni, lo sviluppo fisico, l’educazione morale, la creatività, l’immaginazione, l’espressione delle proprie capacità e personalità naturali.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Verranno utilizzate diverse metodologie didattiche, tra queste:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il metodo espositivo, il laboratorio, la ricerca sperimentale e l’insegnamento reciproco.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il nostro obiettivo è di formare individui consapevoli, sensibili, attenti, curiosi e preparati, in grado di esprimersi in inglese e italiano e con un rapporto consapevole con le tecnologie.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il nostro team darà ritmo alla vostra programmazione homeschooling/scolastica, in modo che voi genitori possiate godervi il tempo libero senza stress. Verrete accompagnati nel processo di crescita da insegnanti qualificati, che daranno ampio spazio all’apprendimento permanente e diffuso. Alla fine del percorso
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           Academy
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          avrete coperto 2/3 del programma scolastico tradizionale (…e molto di più riguardo alla tecnologia informatica, inglese e alle soft skills!), senza lacrime e fatica, ma con gioia entusiasmo e socialità. I corsi di lingue straniere, italiano e matematica, copriranno invece tutto il programma di studi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le sessioni si terranno on line usando la piattaforma gratuita Zoom. Servirà connessione a internet veloce, un pc o un tablet dotati di videocamera e microfono (lo smartphone non è ideale).
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ad ogni famiglia iscritta al percorso
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           Academy
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           , verrà dato accesso annuale al Network EDUpar.it,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dove potrà ottenere supporto e direzione nella crescita serena dei propri figli e dritte per chi intraprende il percorso di Homeschooling.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edulearn.it/academy"&gt;&#xD;
      
           –&amp;gt; Clicca qui per scoprire la programmazione
           &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            Academy
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
           , settimana, per settimana.
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.it/soshomeschooling2122"&gt;&#xD;
      
           –&amp;gt; Clicca qui se desideri le info base sull’Homeschooling.
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Blue-Phone-UI-Know-Your-Limits-Landscape-Optional-Meme.jpg" length="170524" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 11 Jul 2021 07:43:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/preparati-non-spaventati</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Gazzetta dell’Homeschooler #7</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-gazzetta-dellhomeschooler-7</link>
      <description>Il progetto editoriale dei ragazzi Homeschoolers attivi sul Network di Edupar.it è in continua evoluzione! Ecco sfornato il Settimo numero della Gazzetta dell’Homeschooler, pronto per essere letto e apprezzato. Iragazzi hanno mostrato grande impegno e puntualità, ed hanno saputo rispettare le scadenze che si sono posti. Questo significa conoscere le proprie priorità e saper organizzare […]
L'articolo La Gazzetta dell’Homeschooler #7 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il progetto editoriale dei ragazzi Homeschoolers attivi sul Network di
          &#xD;
    &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      
           Edupar.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          è in continua evoluzione!
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ecco sfornato il
          &#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/7"&gt;&#xD;
      
           Settimo numero della
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Gazzetta dell’Homeschooler
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          , pronto per essere letto e apprezzato. Iragazzi hanno mostrato grande impegno e puntualità, ed hanno saputo rispettare le scadenze che si sono posti. Questo significa conoscere le proprie priorità e saper organizzare il proprio tempo, due skill importantissime nel mondo del lavoro.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/7" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7-24474741.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ecco l’archivio completo con i numero da sfogliare!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/numero1"&gt;&#xD;
      
           Numero 1
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/numero2"&gt;&#xD;
      
           Numero 2
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/numero3"&gt;&#xD;
      
           Numero 3
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/4"&gt;&#xD;
      
           Numero 4
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/numero-5"&gt;&#xD;
      
           Numero 5
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/numero6"&gt;&#xD;
      
           Numero 6
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://issuu.com/nicetomatthew/docs/7"&gt;&#xD;
      
           Numero 7
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7-24474741.jpg" length="123521" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 27 Dec 2020 15:55:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-gazzetta-dellhomeschooler-7</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7-24474741.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7-24474741.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling: On Top of The Virus</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-on-top-of-the-virus</link>
      <description>Molte persone si chiedono cosa significhi fare homeschooling, come organizzarsi, quali materiali utilizzare e quanto tempo dedicarvi. E’ molto difficile dare una risposta sotto forma di “ricetta” che possa funzionare per tutti allo stesso modo. Questo accade perché siamo esseri unici e ciascuno di noi ha le proprie peculiarità. Inoltre, le dinamiche tra familiari e […]
L'articolo Homeschooling: On Top of The Virus sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Molte persone si chiedono cosa significhi fare
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            homeschooling
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , come organizzarsi, quali materiali utilizzare e quanto tempo dedicarvi. E’ molto difficile dare una risposta sotto forma di
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            “ricetta”
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           che possa funzionare per tutti allo stesso modo. Questo accade perché siamo esseri unici e ciascuno di noi ha le proprie peculiarità. Inoltre, le dinamiche tra familiari e le routine cambiano spesso a seconda delle stagioni, della propria salute, delle necessità lavorative, delle età dei bambini…
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Fare Homeschooling è un poco come preparare una torta senza misurare gli ingredienti, magari usando ciò che si ha in casa. Ogni volta verrà diversa e non sarà sempre la migliore, però la mangerete con gratitudine. O meglio, fare Homeschooling è come
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           una danza tra genitori e figli:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          è necessario essere attenti e guardare cosa fa il nostro partner (…o i nostri partner!), ascoltare il ritmo e saper seguire la musica. Inoltre, bisogna anche saper
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           anticipare i passi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , valutare,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           immaginare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e cercare di evitare gli ostacoli visibili, così come quelli nascosti,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           non scoraggiandosi troppo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          quando qualcosa va storto. Talvolta la musica vi piacerà e il vostro partner sarà
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           in forma
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , quindi tutto andrà bene, mentre altre volte sarete voi
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           stanchi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , oppure loro avranno
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           un paio di scarpe strette
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          , che non permetteranno di esprimersi liberamente. Ciò che conta in questi casi è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la nostra intenzione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la nostra determinazione e l’affetto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che proviamo per noi stessi e i nostri compagni di cammino…
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il dono di poter manifestare empatia!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il Progetto “On Top of the Virus” by Edupar.it
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Abbiamo creato questa coreografia per voi, per farvi ridere e darvi ispirazione e nel preparala abbiamo dovuto affrontare un lavoro di squadra non indifferente. E’ la nostra rappresentazione di cosa significhi fare una scelta educativa controcorrente, una strada in salita e in discesa allo stesso tempo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Come vedrete, non sempre andiamo tutti a tempo, e non sempre riusciamo ad eccellere, ma
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           ci siamo divertiti un sacco
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e questo è ciò che conta. Di certo, non tutti siamo provetti ballerini, non tutti abbiamo dimestichezza con le riprese, il video editing, e le età diverse hanno evidenziato i pro e i contro di ciascuno, ma
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           abbiamo tutti dato il meglio che potevamo con le risorse a disposizione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Vi assicuro che non è sempre andato tutto bene e che creare una coreografia abbastanza bella, ma anche abbastanza facile, ci ha portato a momenti di frustrazione che abbiamo sormontato insieme. Abbiamo sperimentato empatia, collaborazione, problem solving, ascolto e comunicazione positiva. Abbiamo tutti imparato qualcosa in più di noi stessi e degli altri attorno a noi.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Abbiamo giocato, e il gioco è la prima forma di apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Credo che attivarsi per un progetto di questo tipo ci permetta di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sperimentare veramente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          cosa significhi fare
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Homeschooling
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ovvero stare insieme imparando, per creare qualcosa di bello che segua gli interessi di ciascuno e che possa essere fonte di ispirazione per altri, nonostante le difficoltà.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Vi lanciamo quindi la proposta di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           partecipare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           all’iniziativa “On top of the Virus”
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , creando un breve video danzato, sulla musica di “I am on top of the World”, e di inviarcelo a info@educazioneparentale.org o di pubblicarlo sui social media con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l’hashtag #ontopofthevirus
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dato che l’energia che sprigionerete ci permetterà di vincere in questo momento di incertezza generale. Nella peggiore delle ipotesi farete un poco di moto e riderete un sacco.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le clip più divertenti, che ci invierete, saranno
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           selezionate per creare un video unico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , che sosterrà l’apprendimento libero dei nostri ragazzi. Il video sarà diffuso sui canali mediatici di Educazione Parentale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Come fare:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           1.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Girate il video
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           2.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Se riuscite, scaricate la canzone “I am on top of the World” e inseritela come sottofondo
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           3.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Caricatelo su Facebook o Instagram con
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l’hashtag #ontopofthevirus
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          oppure in alternativa inviateci il vostro video (usando questo sito https://wetransfer.com/) a
          &#xD;
    &lt;a href="mailto:info@educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            info@educazioneparentale.org
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NB.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          L’iniziativa è dedicata a tutti, quarantenahomeschoolers inclusi!
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Buon Divertimento!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           Vi ricordiamo che potete contattarci per informazioni, materiale didattico, corsi e consulenze sull’Educazione Parentale su:
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 May 2020 07:18:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-on-top-of-the-virus</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/769e41aa/dms3rep/multi/virushs_ok.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Studiare presso la scuola della Natura, quali sono i benefici e come fare per accedervi</title>
      <link>https://www.controscuola.it/studiare-presso-la-scuola-della-natura-quali-sono-i-benefici-e-come-fare-per-accedervi</link>
      <description>Almeno una volta nella vostra vita avrete sentito parlare di homeschool… ma di cosa si tratta davvero? L’educazione parentale è l’istruzione impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia ai propri figli per motivazioni di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un’educazione personalizzata che soddisfi le […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Almeno una volta nella vostra vita avrete sentito parlare di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           homeschool
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          … ma di cosa si tratta davvero?
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L’educazione parentale è l’istruzione impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia ai propri figli per motivazioni di natura religiosa, linguistica, di salute, oppure semplicemente perché si vuole dare ai propri figli un’educazione personalizzata che soddisfi le necessità e le passioni.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Infatti, le famiglie che scelgono l’Educazione Parentale istruiscono i propri figli con amore e dedizione: l’idea è quella di aiutare le nuove generazioni ad ottenere un successo formativo, promuovendo lo sviluppo della personalità.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/1-4c418150.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Un aereo ci ha portati in
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Bosnia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          dove Nepu e Jasmin, una coppia bosniaco-finlandese, ci ha spiegato il loro modo di fare homeschool.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Originariamente di Helsinki e Sarajevo (allora Yugoslavia), il loro destino li fa incontrare in Slovenia dove la passione nel creare film ed eventi culturali, ha fatto da perfetto incipit alla loro storia che pian piano si stava formando…
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Pochi anni dopo nasce l’idea di trasformare l’allora rurale locanda della madre di Jasmin (situata tra le montagne bosniache), alla guesthouse che tutt’oggi prende il nome di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Vukov Konak
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , loro casa per 6 mesi l’anno (alternando altri 6 mesi invernali in Finlandia) ed accettando volontari da tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="/"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/2-5ed693c7.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Sono proprio questi due Paesi, la Bosnia e la Finlandia, quelli che faranno da classe ad Iita ed Aimi, 7 e 5 anni, considerate le figlie e studentesse della Natura.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Nepu insegna loro il rispetto per la terra e a creare arte con quello che essa offre, a comunicare con gli animali che la vivono e a sapersi divertire giocando fuori da 4 mura; oltre a fare calcoli di matematica e ripassare le 3 lingue in cui solitamente comunicano (inglese, finlandese e bosniaco).
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          È una scuola a tutti gli effetti, dove l’unica regola che vige è dare sfogo alla creatività durante l’apprendimento.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/3-ed225c1e.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Vi chiederete, questo tipo di formazione può essere considerato un problema se si intende
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           proseguire con degli studi universitari
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ?
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Non è affatto un ostacolo, poiché più di novecento università nel mondo accettano le iscrizioni degli homeschoolers (tra queste Harvard, Cornell, Princeton, Dartmouth e Yale).
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ed in Inghilterra, negli Stai Uniti ed in altre nazioni, i ragazzi homeschoolers possono accedere ai corsi universitari anche prima dei loro coetanei scolarizzati.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/4.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Allora il fattore
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           socializzazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ?
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Si potrebbe facilmente pensare che l’educazione parentale agisca da barriera con i rapporti esterni e nel relazionarsi con la gente e coetanei.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Sbagliato. Nepu e Jasmin hanno trovato il perfetto equilibrio utilizzando la loro guesthouse come ponte verso differenti culture, mentalità e stili di vita grazie all’affluenza continua dei viaggiatori che la visitano.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Permettendo anche loro di viaggiare e studiare la geografia toccandola con mano.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/10.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le parole d’ordine qui sono:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           sognare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e saperci
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           credere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Così abbiamo chiesto ad Iita: “qual è il tuo più grande sogno?”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ci ha risposto con gli occhi che luccicavano: voglio avere una fattoria tutta mia, prendermi cura degli animali ogni giorno e permettere alla gente di visitarla così provare quello che provo io ogni volta che salto in sella ad un cavallo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/6.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Come ben vedete non vi è un test per potervi entrare, l’unica prova da superare è pratica: riuscire a dare voce alla propria personalità per creare qualcosa di unico circondato da una cornice color verde Natura.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/7.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Autrice del post:
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Lucya Passiatore
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Associazione Culturale DreamTime
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Instagram – 
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.instagram.com/dreamtimeteam/"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Dreamtimeteam  – 
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          My Page – 
          &#xD;
    &lt;a href="http://www.associazionedreamtime.it/svetochka/"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            http://www.associazionedreamtime.it/svetochka/
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/10.jpg" length="23870" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 23 Oct 2019 08:51:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/studiare-presso-la-scuola-della-natura-quali-sono-i-benefici-e-come-fare-per-accedervi</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/10.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/769e41aa/dms3rep/multi/10.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Gazzetta dell’Homeschooler #2</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-gazzetta-dellhomeschooler-2</link>
      <description>Il progetto editoriale dei ragazzi Homeschoolers attivi sul Network di Edupar.it è in continua evoluzione! Ecco sfornato il secondo numero della Gazzetta dell’Homeschooler, pronto per essere letto e apprezzato. Nonostante i vari impegni estivi e le trasferte per le vacanze, i ragazzi hanno mostrato grande impegno e puntualità, ed hanno saputo rispettare le scadenze che […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Il progetto editoriale dei ragazzi Homeschoolers attivi sul Network di
          &#xD;
    &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      
           Edupar.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          è in continua evoluzione!
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ecco sfornato il secondo numero della
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gazzetta dell’Homeschooler
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , pronto per essere letto e apprezzato. Nonostante i vari impegni estivi e le trasferte per le vacanze, i ragazzi hanno mostrato grande impegno e puntualità, ed hanno saputo rispettare le scadenze che si sono posti. Questo significa conoscere le proprie priorità e saper organizzare il proprio tempo, due skill importantissime nel mondo del lavoro.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Godetevi quindi le interviste estere, un articolo sulla maturità HS, le allegre barzellette, le ricette dal mondo, un racconto horror e molto altro ancora! Potete leggere la versione digitale
          &#xD;
    &lt;a href="http://bit.ly/gazzettahs2"&gt;&#xD;
      
           QUI
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.s-cool.it"&gt;&#xD;
      
           Per visionare il programma consultate il sito www.s-cool.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/copertina-6654a0b4.jpg" length="165677" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 04 Sep 2019 08:32:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-gazzetta-dellhomeschooler-2</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/copertina-6654a0b4.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/769e41aa/dms3rep/multi/copertina-6654a0b4.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sette Modi per Stimolare la Crescita</title>
      <link>https://www.controscuola.it/sette-modi-per-stimolare-la-crescita</link>
      <description>Spesso noi genitori Homeschooler dichiariamo che la flessibilità di questa scelta educativa sia uno dei benefici più grandi. Dovremmo quindi essere disposti a trasmettere questa beneamata flessibilità ai nostri figli, nel quotidiano. Ovviamente ogni famiglia ha degli impegni imprescindibili, ma, solitamente, si può trovare lo spazio per dare ai bambini la libertà di prendere alcune […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Spesso noi genitori Homeschooler dichiariamo che la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           flessibilità
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          di questa scelta educativa sia uno dei benefici più grandi. Dovremmo quindi essere disposti a trasmettere questa beneamata flessibilità ai nostri figli, nel quotidiano.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ovviamente ogni famiglia ha degli impegni imprescindibili, ma, solitamente,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           si può trovare lo spazio per dare ai bambini la libertà di prendere alcune delle proprie decisioni in autonomia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , anche da piccolissimi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Concedere ai nostri figli la libertà di decidere, fa si che loro si sentano
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           responsabili della propria istruzione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , un altro dei grandi benefici dell’Homeschooling, e li aiuta anche a sviluppare l’importante
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           skill
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           gestione del tempo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ecco dei punti da sviluppare nel proprio quotidiano:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Quando completare i compiti.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A seconda dell’età e del livello di maturità, e della flessibilità della vostra giornata, date ai vostri Homeschoolers la libertà di scegliere quando studiare e fare i compiti. Questo vale sia per lo studio che per le faccende domestiche. Alcuni bambini preferiscono alzarsi presto e completare il proprio lavoro nel corso della mattinata, altri sono più vigili e attenti nel tardo pomeriggio o alla sera. Mio figlio adolescente è decisamente più attivo dopo le 18, mentre i più piccoli per quell’ora sono pronti per cenare ed andare a letto, o, anche se svegli, non hanno l’attenzione di cui disponevano al mattino. Scelgo quindi di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           differenziare i percorsi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , in modo da lasciare la scelta a loro sul come e quando lavorare. Queste decisioni ci danno ottimi spunti di conversazione su come ognuno di noi è un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           essere unico
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , con i propri bisogni e particolarità e soprattutto sul fatto che ognuno può
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           esercitare la propria libertà, ma nel rispetto degli altri
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Per esempio: tenere la luce accesa fino a tardi per leggere quando si condivide la stanza da letto non è corretto, così come ascoltare la musica, ed è quindi necessario arrivare a un accordo sugli orari o sui luoghi, insieme.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Dove studiare.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Un altro modo per esercitare la propria indipendenza è di lasciare che i bambini scelgano
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           dove lavorare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , e anche in quale
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           posizione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ! Il mio terzo figlio preferisce stare seduto su una palla da fitness, piuttosto che su di una sedia, quando fa i compiti, mia figlia ama stare all’aria aperta anche se il tempo non è dei migliori. Un altro figlio desidera stare in gruppo, un altro deve avere una scrivania per se e molta quiete (così ruba sempre il mio posto nell’ufficio!). 
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Fintanto che il completamento e la comprensione non sono un problema, non mi curo di dove essi scelgano di fare i compiti.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Come svolgere i compiti richiesti.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Talvolta i compiti che troviamo nei libri di testo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           non si adattano alla personalità e agli interessi dei miei figli,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          magari non sono in sintonia con il loro modo di imparare. Quando ciò accade, siamo sempre aperti a delle alternative. Ad esempio: se il testo di storia che abbiamo sottomano al momento non approfondisce bene l’argomento trattato, siamo liberi di scegliere del materiale alternativo come per esempio documentari, biografie, un’uscita a un museo o nel migliore dei casi, un’intervista a chi ha vissuto quel periodo storico! Proprio la scorsa settimana, ho incontrato per caso un signore distinto che aveva vissuto gli orrori della seconda guerra mondiale, lo abbiamo così invitato a casa per un caffè e abbiamo ricevuto un resoconto di prima mano di un valore inestimabile. In molte occasioni, abbiamo modificato l’attività noiosa del libro con un’attività di apprendimento pratico correlata o abbiamo scelto un libro diverso da leggere.  Quindi,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           se i vostri homeschoolers preferiscono un’attività diversa, che raggiunga lo stesso obiettivo didattico, lasciate loro lo spazio per la creatività e l’inventiva.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Come strutturare la giornata.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Una delle libertà più facili da concedere è quella dell’organizzazione delle attività da svolgere, per esempio cosa iniziare prima e come concludere. Potreste avere delle attività che svolgete insieme, in gruppo con diverse età al lavoro contemporaneamente, e queste devono per forza avere un orario prestabilito. Noi per esempio, al mattino leggiamo insieme una meditazione. Ci sono però anche 
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           momenti di studio individuali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che possono essere gestiti in autonomia dal bambino.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ad alcuni Homeschoolers piace iniziare con l’argomento più impegnativo, mentre altri si sentono più sicuri se riescono a completare prima gli esercizi più facili. Per uno dei miei figli è come avere una
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           spinta di autostima
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          che lo aiuterà anche più avanti, quando affronterà gli esercizi più difficili. Consentire ai bambini di scegliere come organizzare la propria giornata permette loro di sperimentare una sensazione di libertà e responsabilità personale essenziale per il loro futuro.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Anche fare errori, in questa fase organizzativa, è un beneficio, dato che questi possono essere discussi insieme, in un ambiente non giudicante, e utilizzati per conoscere meglio se stessi.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Quali argomenti studiare.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Se solitamente studiate facendo dei lavori a progetto o studi unitari, lasciate che i vostri figli scelgano gli argomenti da trattare. Questa è una tecnica efficace perché si permette al bambino di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           scegliere l’argomento di studio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , mentre voi potete determinare come strutturare l’attività e quali risorse utilizzare. E’ una ottima scelta per coloro che sono attratti verso
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           l’Unschooling
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          , ma non sono ancora pronti a condividere questa scelta di vita pienamente, dato che, anche in questo metodo, si mette
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           al centro dello studio la curiosità del bambino.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Coinvolgeteli nella scelta del materiale.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Mostrate loro le differenti opzioni, soprattutto quando si tratta di libri ed eserciziari. Lasciate che siano loro a scegliere i propri libri di narrativa in biblioteca e osservate il criterio che utilizzano per decidere, in modo da approfondire la vostra conoscenza di come e cosa amano studiare. Ci sono Homeschoolers che preferiscono avere dei piccoli compiti ogni giorno ed altri che amano vedere il progetto nella sua totalità, prima di iniziare. Altri che amano utilizzare il computer e che studiano meglio online (provate uno dei corsi online di
          &#xD;
    &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      
           www.edupar.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          ). Ogni testo e curriculum è strutturato in maniera diversa e vale la pena visionarlo e sceglierlo insieme a loro. Se avete necessità di coprire certi argomenti e non potete lasciare completa libertà, allora selezionate alcuni testi, facendo un pre-screening, e lasciate che siano loro ad avere l’ultima parola su cosa studiare o leggere.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Come trascorrere il tempo libero.
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Lasciate che i vostri Homeschoolers scelgano cosa fare durante il proprio tempo libero. Pensate che alcuni studi hanno persino dimostrato che giocare ai videogiochi può essere utile! Aggiungerei anche che
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           un po’ di TV o letture “leggere” possono essere utili per rilassarsi ed elaborare tutte le informazioni acquisite durante la giornata.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Certo, non sto dicendo che questo vada fatto quotidianamente, e nemmeno inconsapevolmente, ma credo che con un occhio attento e una critica costruttiva attiva si possa permettere ai bambini di sperimentare anche queste attività, spesso giudicate negative.  Ho scoperto che i miei figli tendono ad
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           autoregolarsi nell’uso della TV, tablet e PC,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          scegliendo poi di usare il proprio tempo suonando i loro strumenti, dipingendo, leggendo o facendo sport all’aria aperta. Ovviamente ci sono dei giorni in cui stanno
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           troppo davanti a uno schermo,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          ma ne approfitto per parlare delle conseguenze (spesso negative: irritabilità, nervosismo, stanchezza agli occhi).
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Le famiglie Homeschoolers tendono ad essere grandi sostenitrici della libertà personale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Assicuriamoci quindi di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           estendere queste libertà ai nostri figli
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e di insegnare loro al contempo delle preziose
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           skills
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          di vita, come la gestione del proprio tempo e imparare dai propri errori, durante questo strepitoso percorso di Homeschooling che stiamo vivendo con loro.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/liberta-homeschooling.jpg" length="172396" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 29 Jul 2019 09:02:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/sette-modi-per-stimolare-la-crescita</guid>
      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/liberta-homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/769e41aa/dms3rep/multi/liberta-homeschooling.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Giornalino degli Homeschoolers</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-giornalino-degli-homeschoolers</link>
      <description>Un gruppo di giovani Homeschoolers, in collaborazione con il Network Nazionale Edupar.it, ha prodotto il primo giornale 100% HS:  La Gazzetta dell’Homeschooler Nata da un’idea di Mariasole, Homeschooler di 12 anni residente a Matera, la Gazzetta ha visto collaborare bambini di tutte le età, con lo scopo di creare questo notevole prodotto editoriale. La Gazzetta […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un gruppo di giovani Homeschoolers, in collaborazione con il Network Nazionale 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.it
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , ha prodotto il primo giornale 100% HS: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nata da un’idea di 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Mariasole
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , Homeschooler di 12 anni residente a Matera, la Gazzetta ha visto collaborare bambini di tutte le età, con lo scopo di creare questo notevole prodotto editoriale. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        La Gazzetta dell’Homeschooler
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       è consultabile sia in formato digitale che cartaceo (potete stampare le vostre copie e regalarle ai parenti!) ed utilizza il font dyslexic per agevolare la lettura a tutti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://edupar.s3.eu-central-1.amazonaws.com/allegati/Gazzetta/numero1.pdf"&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Correte subito a leggere il primo Giornale Italiano Homeschooler 100%  e condividetelo con i vostri amici inviando loro questo PDF, scaricabile anche da chi non è membro del Network di Edupar.it 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se anche i vostri Homeschoolers desiderano fare parte della Redazione, vi ricordiamo che per ogni iscrizione alla piattaforma di 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://WWW.EDUPAR.IT"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.it
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       da parte di un genitore è possibile creare un account gratuito per i propri figli.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Il Network è al sostegno degli Homeschoolers dal 2012, con 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        approfondimenti legali, burocratici, didattici e sezione e-learning
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Scopri come funziona EDUPAR:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/il-giornalino-degli-homeschoolers/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il Giornalino degli Homeschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giornalino1.jpg" length="199512" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 09 Jul 2019 20:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/il-giornalino-degli-homeschoolers</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giornalino1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ricetta per un Anno di Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ricetta-per-un-anno-di-homeschooling</link>
      <description>Siamo tutti alle prese con il sole, il divertimento estivo, le ore passate spensierate con gli amici, ma sappiamo bene che è proprio questo il momento giusto per pianificare il nostro prossimo anno di Homeschooling, in modo da arrivare organizzati a Settembre. Ho pensato di regalarvi una ricetta, ben testata dai nostri 10 anni di […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/copertina_planner_homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Siamo tutti alle prese con il sole, il divertimento estivo, le ore passate spensierate con gli amici, ma sappiamo bene che è proprio questo il momento giusto per pianificare il nostro prossimo anno di Homeschooling, in modo da arrivare organizzati a Settembre. Ho pensato di regalarvi una ricetta, ben testata dai nostri 10 anni di educazione parentale, che possa aiutarvi a partire con il piede giusto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Ingredienti per 365 Incredibili Giorni di Homeschooling
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        1. Impegno.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Essere impegnati, non significa riprodurre la scuola a casa o essere schiavi di una routine didattica estenuante. Significa piuttosto 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      dedicare il tempo, la pazienza e gli sforzi necessari per aiutare i propri figli a realizzarsi al meglio delle proprie possibilità
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    . Potrebbe voler dire riprendere da capo alcuni argomenti già studiati per la terza volta, chiedere aiuto a qualcuno esterno alla famiglia, oppure rimanere al fianco dei nostri figli, nonostante la frustrazione del momento, con comprensione ed accettazione.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        2. Autodisciplina.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Ne servirà molta sia a voi che ai vostri bambini: 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      è importante pianificare e avere degli scopi realistici da perseguire nel corso dell’anno
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    . Seguire i propri principi non significa però essere rigidi e irremovibili: la saggezza è sempre in movimento, ed è una questione di flessibilità più che di rigore. Talvolta, è meglio per tutti, mettere da parte lo studio accademico a favore di un giorno o una anche di una settimana di viaggio, relax o semplicemente film e lettura.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        3. Resilienza.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Questo ingrediente è indispensabile e se non ne avete abbastanza ricordatevi che potete svilupparlo! Vi servirà per tenere a bada la società, che in certi momenti si potrebbe dimostrare ottusa e conformista. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Chiarite bene a voi stessi il perché avete intrapreso questo cammino
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    : sono spesso le motivazioni iniziali a farvi avanzare sicuri e sereni, proprio nel momento in cui gli agenti esterni (o quella vocina nella vostra testa) mettono in discussione il vostro operato.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        4. Descolarizzazione. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Ciò significa liberarsi dei propri preconcetti su cosa significhi imparare, su come e dove avvenga l’educazione. Provate a chiedervi perché avete scelto di apprendere una determinata abilità e cosa sia importante che imparino i vostri figli per il loro futuro. Smettete di pensare all’apprendimento su base lineare, con un “prima” e un “dopo”, con un “giusto” e uno “sbagliato”. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Ripetete come un mantra “Life Long Learning”, ovvero apprendimento permanente e significativo
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , in altre parole Apprendimento a 360°.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        5. Una Rete di Supporto.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     E’ necessario avere una o due persone sulle quali potete contare veramente, nei momenti difficili. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Cercate di partecipare regolarmente a degli eventi per Homeschoolers o createne voi stessi nella vostra zona
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    . Anche le communities online possono essere una considerabile fonte di supporto ed incoraggiamento: la rete di 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Edupar.it
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , attiva dal 2012, ne è un esempio tangibile.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Preparazione 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Ora, prendete tutti questi ingredienti e impastateli con 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      tempo e dedizione.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    In seguito, riponeteli al caldo, vicino al vostro 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      cuore
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , fino a cottura ultimata.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Consumate con i vostri cari, per 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      365 indimenticabili giorni di Educazione Parentale, annotando ogni ricordo nel vostro Elegante
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Homeschooling Planner 2019-2020.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://store.edupar.org/Homeschooling-Planner-p114695211"&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Clicca qui per acquistarlo!
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/mese_planner.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;script&gt;&#xD;



//&lt;![CDATA[

    
//]]&gt;
  
  
                    &#xD;
    &lt;/script&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ricetta-per-un-anno-di-homeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ricetta per un Anno di Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/copertina_planner_homeschooling.jpg" length="192566" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 05 Jul 2019 13:50:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/ricetta-per-un-anno-di-homeschooling</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/copertina_planner_homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sondaggio Esami 2019</title>
      <link>https://www.controscuola.it/sondaggio-esami-2019</link>
      <description>Sondaggio Esami di Idoneità e di Stato Homeschoolers 2019 Il presente sondaggio, in forma anonima, è uno strumento per comprendere meglio in quale situazione si trovino gli Homeschoolers italiani dopo l’introduzione dell’obbligo di esame annuale.  E’ il secondo sondaggio di questo tipo, l’anno scorso hanno partecipato circa 500 famiglie. A questo link potete visionare i […]
L'articolo Sondaggio Esami 2019 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Sondaggio Esami di Idoneità e di Stato Homeschoolers 2019

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://forms.gle/zdU9pyuBmRpmDEhcA" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esami.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il presente sondaggio, in forma anonima, è uno strumento per comprendere meglio in quale situazione si trovino gli Homeschoolers italiani dopo l’introduzione dell’obbligo di esame annuale.  E’ il secondo sondaggio di questo tipo, l’anno scorso hanno partecipato circa 500 famiglie. A questo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/risultato-sondaggio-esami-homeschooling-2018/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      link
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     potete visionare i dati dell’anno scolastico 2017/18, il primo anno in cui gli homeschoolers hanno dovuto sostenere gli esami annuali.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I risultati di questo sondaggio verranno pubblicati sul sito www.controscuola.it , storico blog dedicato all’Educazione Parentale dal 2010, e sul Network Nazionale HS – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.edupar.it
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
      . Se non siete ancora membri scoprite 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      QUI
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     la promozione estiva.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se desideri aiutare gli Homeschoolers a rafforzarsi e vuoi sostenere la libertà di istruzione, dedica 5 minuti del tuo tempo per condividere la tua esperienza. Il miglior carburante per alimentare il progresso dell’Educazione Parentale è la nostra scorta di conoscenze: aiutaci quindi a fare chiarezza sul presente, per realizzare un futuro migliore per tutti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://forms.gle/zdU9pyuBmRpmDEhcA"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        VAI AL SONDAGGIO
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/sondaggio-esami-2019/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sondaggio Esami 2019
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esami.jpg" length="209145" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 27 Jun 2019 07:36:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/sondaggio-esami-2019</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esami.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Giorno della Memoria 2019</title>
      <link>https://www.controscuola.it/giorno-della-memoria-2019</link>
      <description>Buongiorno Homeschoolers! Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto.  Quest’anno a Milano, verranno poste trenta nuove pietre d’inciampo sulle strade. Sono nuovi ricordi di deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti in un particolare ‘museo della memoria’ a cielo […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/giorno-della-memoria-2019/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giorno della Memoria 2019
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/450_cd449a5938f902e2ae2cc8383ed40445.jpeg" length="28759" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 23 Jan 2019 05:43:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/giorno-della-memoria-2019</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/450_cd449a5938f902e2ae2cc8383ed40445.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>E-learning &amp; Homeschooling un connubio vincente!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/e-learning-homeschooling-un-connubio-vincente</link>
      <description>Di cosa si tratta? L’espressione e-learning indica un’innovativa tecnica di apprendimento on line che sfrutta le potenzialità offerte dal web e dalle tecnologie multimediali al fine di facilitare l’apprendimento, ottimizzando al tempo stesso le risorse e i tempi necessari alla formazione. E’ una modalità ideale per chi fa Homeschooling, e il Network Nazionale Educazione Parentale si è […]
L'articolo E-learning &amp; Homeschooling un connubio vincente! sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/corsi_educazione_parentale.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Di cosa si tratta?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’espressione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e-learning
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     indica un’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      innovativa tecnica di apprendimento on line
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che sfrutta le potenzialità offerte dal web e dalle tecnologie multimediali al fine di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      facilitare l’apprendimento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ottimizzando 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    al tempo stesso le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      risorse e i tempi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     necessari alla formazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
E’ una modalità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       ideale per chi fa 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Homeschooling
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e il Network Nazionale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;a href="https://www.edupar.it"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Educazione Parentale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     si è organizzato a dovere. Questa piattaforma presenta già parecchi corsi online dedicati a bambini e genitori e sfrutta diversi canali multimediali, rispondendo ad esigenze diversificate. Offre inoltre corsi e sessioni ludico didattiche annuali, mensili o settimanali tramite il portale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.edulearn.it."&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.edulearn.it.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Come funziona?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.it"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.it,
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il Network privato delle famiglie Homeschooler e Unschooler, presenta tra i vari contenuti, una sezione di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e-learning,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che è caratterizzata da alcuni aspetti particolari che comprendono: l’utilizzo della rete e di un personale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      computer, smartphone o tablet
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     da parte dei membri; l’impiego di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      strumenti multimediali
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ; la grande 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      autonomia e indipendenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     da vincoli relativi ad orari o a luoghi fisici e geografici e la possibilità di personalizzare i vari percorsi di studio rimanendo in linea con le direttive del MIUR. Inoltre, si utilizzano anche altri canali, come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Internet, video/audio conferenze
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e la lezione è supportata da una pluralità di strumenti di comunicazione, quali chat, e-mail, riferimenti web, ecc.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alcune 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      proposte didattiche e manuali
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che potete utilizzare in autonomia, stampandoli direttamente a casa, si trovano 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://edupar.store/collections/materiali-didattici"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      QUI
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , mentre per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      le sessioni di gruppo 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        live
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       attive
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     potete fare riferimento a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.edulearn.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      questa pagina
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per conoscere il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      supporto annuale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Academy
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     5-16 anni, cliccate 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.edulearn.it."&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      QUI
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , i corsi multidisciplinari partono a settembre e terminano a maggio, ma valutiamo ingressi in corso d’anno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  A chi è rivolto?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’affermarsi del 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        life-long learning
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – vale a dire 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la formazione come processo che accompagna l’intera vita di un individuo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che è alla base dell’Homeschooling – ha visto aumentare rapidamente la domanda per contenuti di questo tipo, diretti a tutta la famiglia. Sul Network di Edupar.it si trovano gli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      strumenti per crescere insieme come famiglia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , liberamente ed autonomamente, immersi in una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      community
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     rispettosa del singolo e del suo percorso individuale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/13502857_1332562310105182_4712147741972137307_o.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Funziona?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e-learning di qualità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     richiede una progettazione adeguata e la conoscenza dei principi di ingegneria pedagogica. La formazione online proposta dal Network di Edupar.it non replica la formazione frontale in aula su una piattaforma online.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le lezioni tradizionali non sono più un modello valido
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , poiché troppo lunghe e coercitive per gli studenti: la sfida dell’e-learning consiste nel progettare un’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esperienza di apprendimento efficace e coinvolgente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il team di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.it 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
         Edulearn.it
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sta studiando le tendenze attuali per proporre dei contenuti sempre nuovi, pratici e utili. La gamma di contenuti sul Network è vario, e i membri sono liberi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esplorare diversi argomenti in tempi brevi,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     acquisendo informazioni in diversi campi. Spesso la formazione tradizionale e l’e-learning sono utilizzati in combinazione per ottenere i migliori risultati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Un esempio?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il corso pluridisciplinare 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Apprendere giocando in Inverno”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , presente in tre tipologie per bambini dai 3 agli 8 anni, a cura di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sybille Kramer
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , artista ed educatrice altoatesina, è un ottimo esempio di e-learning dedicato ai più piccoli della famiglia. Tramite questo corso, che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      segue le direttive del MIUR
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , le famiglie e gli insegnanti che hanno aderito al progetto si 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scambiano consigli ed opinioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     su come utilizzare i materiali e i giochi proposti, condividono le foto del loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      work in progress
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , arricchendo il materiale con idee proprie. Questo significa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      andare oltre il virtuale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e creare una vera e propria 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      community
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che condivide gli stessi intenti, ovvero un apprendimento gioioso e libero a misura di bambino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alcuni dei nostri corsi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stampa-e-go!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sono: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Apprendere giocando Primavera, Autunno, Estate”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Storia e Geografia in 30 lezioni”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
         “Inglese in autonomia”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Letto-Scrittura
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    alla primaria, e molto altro ancora.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ecco in anteprima il video sul corso di Sybille Kramer, sono illustrate alcune delle attività proposte:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  &amp;gt; CLICCA QUI PER SCOPRIRE EDUPAR! &amp;lt;

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;a href="/e-learning-homeschooling-un-connubio-vincente/"&gt;&#xD;
        
                      
    
    
      E-learning &amp;amp; Homeschooling un connubio vincente!
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
        
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                    
  
  
    .
                  &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/e-learning-homeschooling-un-connubio-vincente/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E-learning &amp;amp; Homeschooling un connubio vincente!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/corsi_educazione_parentale.jpg" length="45247" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Nov 2018 14:39:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/e-learning-homeschooling-un-connubio-vincente</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/corsi_educazione_parentale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Una mattina di Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/una-mattina-di-homeschooling</link>
      <description>L'articolo Una mattina di Homeschooling sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/una-mattina-di-homeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una mattina di Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_5884-deaa5ed8.jpg" length="79033" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Nov 2018 11:28:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/una-mattina-di-homeschooling</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/IMG_5884-deaa5ed8.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cosa è il pensiero critico?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/cosa-e-il-pensiero-critico</link>
      <description>“La prima finalità dell’insegnamento è stata formulata da Montaigne: è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”. Cosa significa una testa ben “piena” è chiaro; è una testa nella quale il sapere è accumulato, ammucchiato, e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso”. Una testa […]
L'articolo Cosa è il pensiero critico? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pensiero-critico.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Cosa significa una
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       testa ben “piena”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è chiaro; è una testa nella quale il sapere è accumulato, ammucchiato, e non dispone di un principio di selezione e di organizzazione che gli dia senso”. Una
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       testa ben “fatta”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     significa che invece di accumulare il sapere è molto più importante disporre allo stesso tempo di:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      – un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi;
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
– principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Queste sono le parole di 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Edgar Morin
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      ,
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
        
      
         
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    filosofo e sociologo francese, nato nel 1921 a Parigi in una famiglia ebrea sefardita con origini toscane. In queste parole apprendiamo cosa sia la base del pensiero critico, e ci rendiamo conto di quanto il sistema scolastico sia lontano da esso.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il pensiero critico è una capacità intellettuale necessaria che va potenziata, allenata, e non un’attitudine che si eredita geneticamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Al termine di ogni anno di studio i nostri ragazzi dovrebbero uscire dal sistema arricchiti, cambiati, ma in maniera positiva: da soggetti subordinati a una autorità indiscussa, a soggetti criticamente pensanti, capaci di mettere in discussione l’autorità, grazie alla conoscenza e alla dialettica guadagnata.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come si stimola il pensiero critico?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’insegnamento del pensiero critico riguarda il
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        come pensare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     piuttosto che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        cosa pensare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Entrando in una classe si dovrebbe sentire il forte vociare degli alunni mentre si scambiano idee e dibattono le proprie opinioni, non la voce monocorde del docente e nemmeno lo sterile mormorio delle interrogazioni di fine quadrimestre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Oggi ci si aspetta che gli studenti imparino 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        senza spiegare loro come si apprende,
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e soprattutto senza chiedersi in quale maniera essi apprendano al meglio. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Purtroppo, ciò non è prassi usale, dato che formiamo e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      siamo stati formati in una tradizione educativa che privilegia le risposte alle domande
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , anzi, risposte a domande mai poste!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ditemi voi quale studente arriva all’interrogazione emozionato e fiero di poter condividere le proprie opinioni ed il proprio vissuto? Nessuno, perché l’interrogazione è e rimane uno sgradevole e obbligato rito di passaggio da un quadrimestre al successivo, e raramente il docente è pronto a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “sentire”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     risposte che vanno oltre quelle date dai libri di testo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
La scuola non è pronta a stimolare il pensiero critico, impegnata com’è a inseguire i programmi tradizionali.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Grazie all’
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Homeschooling
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     e a una buona gestione del tempo, possiamo rispolverare degli 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      scenari socratici
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     e mettere al centro dell’istruzione dei nostri figli la dialettica, direttamente a casa nostra.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ogni mattina, io e i miei figli passiamo almeno un’ora, in gruppo, a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      discorrere di tematiche più diverse
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , arrivando spesso a confutare noi stessi, raramente accontentandoci delle risposte più semplici che ci vengono alla mente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Gli argomenti possono essere i più svariati: civica, sentimenti, filosofia, ma anche un film visto di recente, i libri letti o argomenti di cronaca.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       E’ diventato un 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        rituale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , ora che sono più grandi, iniziare la giornata in questo modo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Solitamente viene formulata da me, o da loro stessi, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una proposta o una domanda
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per la quale ciascuno di noi dovrà, a seconda delle proprie capacità, costruire una
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       linea argomentativa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Mio figlio ha descritto questo processo di apprendimento come simile a un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gioco di strategia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dato che oltre a pensare alla qualità dei propri argomenti, occorre anticipare le mosse offensive della controparte, preparandosi alle obiezioni più probabili.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un punto su cui ci soffermiamo a lungo è
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       il modo in cui si comunica: quanto si è chiari, efficaci, credibili? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Teniamo anche conto del 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      linguaggio non verbale,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ovvero come ci si pone con il corpo, lo sguardo e l’intonazione della voce. Il mio compito è quello di affiancare i ragazzi in questo esercizio sia come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      collaboratrice
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      antagonista
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Questo è un esempio di come si educano i propri figli a un 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      pensiero razionale e riflessivo, focalizzato a decidere a cosa e come pensare.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Questo esercizio quotidiano è fondamentale se si pensa che viviamo in un’epoca dove siamo letteralmente 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      bombardati di informazioni
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     e dove è indispensabile scegliere ciò che è apprezzabile e ciò che non lo è, nei discorsi che ascoltiamo. Talvolta mostro loro programmi televisivi o letture “spazzatura” con il 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      solo scopo di stimolare il loro pensiero critico
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , e non potete immaginare quanto rimangano stupiti ed indignati da certe affermazioni!
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Allenare il pensiero critico significa avere un’indole scettica e riflessiva nei confronti di ciò che leggiamo e ascoltiamo e di mantenere, inoltre, un certo controllo sulla nostra mente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Se non aiutiamo i nostri ragazzi a sviluppare il pensiero critico e il
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       self-control,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     richiamo di lasciare che siano facilmente manipolabili dai mass media o dalle loro frequentazioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      All’economia dominante serve proprio un pubblico di massa, diseducato al pensiero critico, che accetti tutto ciò che viene proposto, senza opposizione alcuna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    In effetti, tutto il sistema mediatico nel quale siamo immersi è autoreferenziale ed ha un solo scopo: 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      fare profitti
    
  
  
    .
    
  
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
    
      Il sapere critico impedisce l’accumulo di profitti indiscriminati,
    
  
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
  
     ed è quindi evidente il perché, da anni, stiamo assistendo a una semplificazione verso il basso della cultura e della comunicazione. I bambini devono saperlo per potersi difendere.
  

    
                    &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Coloro che sviluppano la capacità di autocontrollo e che sono abituati a riflettere fin da piccoli, sono in grado di p
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      restare più attenzione, portare a termine compiti difficili e contenere comportamenti inappropriati dei coetanei.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità,
    
  
  
     è quindi un nostro 
    
  
    
                      &#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
                        
      
    
      impegno civile
    
  
  
      
                        &#xD;
        &lt;strong&gt;&#xD;
          
                          
        
    
      educare i figli a scoprire ed esprimere il proprio punto di vista su argomenti più svariati in maniera pratica e produttiva. 
    
  
  
    Se non lo avete ancora fatto potete iniziare da oggi, non è mai troppo tardi.
  

      
                        &#xD;
        &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ci tengo a precisare che la formazione del pensiero 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non può essere promossa esclusivamente attraverso una procedura formale come quella poc’anzi descritta
    
  
  
    . Il pensiero critico è piuttosto l’esito di un processo largamente informale, che si attua nel corso di molti anni grazie all’intera formazione intellettuale dei ragazzi, quindi, l’esercizio presentato può essere uno spunto, ma non è sufficiente. E’ indispensabile per noi genitori in primis mantenere una 
    
  
    
                      &#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
                        
      
    
      mente aperta e curiosa,
    
  
  
     pronta ad investigare la realtà senza preconcetti, e creare un 
    
  
      
                        &#xD;
        &lt;strong&gt;&#xD;
          
                          
        
    
      ambiente stimolante e vario
    
  
  
     per i nostri figli dentro e fuori dalle mura domestiche. 
    
  
        
                          &#xD;
          &lt;strong&gt;&#xD;
            &lt;br/&gt;&#xD;
          &lt;/strong&gt;&#xD;
        &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/cosa-e-il-pensiero-critico/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa è il pensiero critico?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pensiero-critico.jpg" length="40751" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 01 Nov 2018 19:41:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/cosa-e-il-pensiero-critico</guid>
      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pensiero-critico.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Risultato Sondaggio Esami Homeschooling 2018</title>
      <link>https://www.controscuola.it/risultato-sondaggio-esami-homeschooling-2018</link>
      <description>Il Network di Edupar.org, attivo dal 2012 al servizio degli Homeschoolers, ha lanciato negli scorsi mesi un sondaggio relativo al primo anno di esami obbligatori, in questo articolo pubblichiamo le risposte delle 549 famiglie che hanno condiviso le loro impressioni ed esperienze. Innanzitutto, si può affermare che la maggior parte degli Homeschoolers hanno un approccio […]
L'articolo Risultato Sondaggio Esami Homeschooling 2018 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/sondaggio-esami_homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il Network di 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://bit.ly/2Oy38AH"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , attivo dal 2012 al servizio degli Homeschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ha lanciato negli scorsi mesi un
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       sondaggio relativo al primo anno di esami obbligatori,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in questo articolo pubblichiamo le risposte delle 549 famiglie che hanno condiviso le loro impressioni ed esperienze.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Innanzitutto, si può affermare che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la maggior parte degli Homeschoolers hanno un approccio eclettico all’educazione dei propri figli,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     seguendo in parte il programma scolastico ed in parte le naturali inclinazioni dei bambini.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per più della metà degli homeschoolers intervistati, gli esami dell’anno scolastico 2017/18 sono stati i primi in assoluto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le famiglie che hanno scelto di non fare gli esami sono state in gran parte “ignorate” dalle scuole, probabilmente perché non registrate presso l’ANS, l’anagrafe nazionale dello studente, mentre una minoranza ha apertamente informato le scuole della propria non adesione agli esami e tra queste la maggior parte non ha sofferto conseguenze negative. Al momento registriamo solo pochi casi in cui le famiglie si stanno confrontando con le istituzioni locali: sindaco, dirigenza scolastica e assistenti sociali.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La metà degli Homeschoolers che hanno risposto al sondaggio ha preferito
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       scegliere una scuola differente da quella di riferimento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e sono in maggioranza coloro che hanno giudicato la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      comunicazione con la scuola prescelta buona
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Questo è sicuramente un dato positivo, ma sappiamo che la situazione si può migliorare: il Network di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://bit.ly/2Oy38AH"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Edupar.org
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sta continuando a intessere un dialogo con le dirigenze scolastiche di diverse sul scuole, presenti sul territorio italiano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Essendo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la fascia d’età dei bambini più copiosa quella della primaria,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è risultato che gli esami per la maggior parti dei bambini sia durato un giorno, e nella maggior parte dei casi i genitori 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      hanno potuto essere presenti per l’orale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      che si è tenuto 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        a porte aperte
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inoltre, il 90% dei bambini ha ottenuto la licenza o l’idoneità richiesta.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La maggioranza di coloro che non hanno passato gli esami chiederà la doppia idoneità l’anno prossimo, al fine di non perdere l’anno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Infine, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la maggior parte degli intervistati ritiene che gli esami siano una forma di ingiustizia e intromissione da parte dello Stato nella propria vita privata,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dato che l’educazione parentale è parte integrante dell’ordinamento scolastico italiano e a nessun altra tipologia di istruzione viene richiesto un controllo annuale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il Network di Edupar.org continuerà la sua missione di portavoce di chi fa homeschooling in contesti pubblici e privati, perché crediamo fermamente che se le persone interdipendenti, combinano i propri sforzi individuali con quelli degli altri, potranno conseguire un successo più grande, nel rispetto dell’unicità di ognuno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Ecco l’infografica dei risultati
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/infografica_sondaggio-esami_homeschooling.jpg?ssl=1" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/infografica_sondaggio-esami_homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo autunno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="http://bit.ly/2Oy38AHv"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Edupar.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       lancerà una nuova sezione di e-learning dedicata a bambini e ragazzi di tutte le età:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     un raccoglitore di proposte ed esperienze che andrà arricchendosi ogni mese. A questo si aggiungono gli svariati 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Eventi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (controllate il calendario per le Feste di Non Rientro a Scuola), gli esempi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Programmazioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Forum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per discutere di genitorialità consapevole e il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sostegno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dal vivo con le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Risposte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alle vostre domande in 24 ore o meno a cura del nostro valente team di Homeschoolers che hanno alle spalle dieci anni di esperienza nel campo dell’Educazione Parentale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://bit.ly/2Oy38AH"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Per informazioni ed iscrizioni
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Speriamo di vedervi numerosi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      all’Incontro Nazionale Homeschoolers che si terrà a Rimini dal 31 Agosto al 2 Settembre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    presso il Camping Maximum, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="https://www.s-cool.cc/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        trovate il programma QUI
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Conferenza di Sabato pomeriggio 1 Sett. a cura di Erika Di Martino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , con la partecipazione dell’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Avv. Marco Fusari
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di Milano si terrà alle ore 15.30, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-larte-di-osare-genitorialita-consapevole-46678723318"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        per prenotare cliccate QUI
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/risultato-sondaggio-esami-homeschooling-2018/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Risultato Sondaggio Esami Homeschooling 2018
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/sondaggio-esami_homeschooling.jpg" length="31084" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 13 Aug 2018 09:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Educare senza punire</title>
      <link>https://www.controscuola.it/educare-senza-punire</link>
      <description>Al parco giochi del quartiere ascolto i genitori che raccontano le proprie vicissitudini con i figli, quasi fosse un rito di passaggio: “L’ho chiuso in camera, gli ho tolto la televisione e i dolci, non la faccio uscire per una settimana, la obbligo a studiare tutto il weekend senza vedere gli amici”. Comprendo la difficoltà […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/educare-punire.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Al parco giochi del quartiere ascolto i genitori che raccontano le proprie vicissitudini con i figli, quasi fosse un rito di passaggio: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “L’ho chiuso in camera, gli ho tolto la televisione e i dolci, non la faccio uscire per una settimana, la obbligo a studiare tutto il weekend senza vedere gli amici”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Comprendo la difficoltà che hanno molti genitori ad i
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mmaginare un’educazione che non utilizzi alcuna minaccia o punizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Soprattutto quando il loro desiderio è di avere in casa dei giovani di buone maniere, assennati e sereni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Infatti, la società, si ostina a pensare proprio l’opposto, ovvero che a non punire, si avranno dei piccoli selvaggi e irriverenti, incapaci di distinguere il bene dal male.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’azione di controllare, forzatamente, il comportamento di un altro individuo, non insegna ai bambini ad avere un comportamento più desiderabile. Al contrario, è più probabile che li porti a nascondersi, ad agire segretamente per non essere colti in flagrante, in altre parole a prendere le distanze. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sicuramente non pone le basi di una sana relazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli esseri umani, grandi e piccoli, sono spesso travolti dalle proprie emozioni e non posseggono la capacità di esprimerle con empatia e dignità. Si “scaldano” e assumono un comportamento irrazionale. Specialmente noi genitori ci sentiamo frustrati e fallimentari quando agiamo “male” in certe situazioni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Possiamo però allenarci ad avere reazioni diverse, ricche di empatia, e possiamo coinvolgere i nostri figli in questo processo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il concetto della punizione in famiglia crea una dualità in contrapposizione: genitori contro bambini.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Al contrario, quello che dovremmo comunicare, è che genitori e figli sono parte della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stessa squadra
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      insieme proseguono in un cammino di crescita e benessere psicofisico.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando si parla di “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      genitorialità ad alto contatto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” si parla di genitorialità senza punizioni, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non senza regole.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le regole, o meglio i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      principi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , sono il modo in cui i bambini comprendono come comportarsi in casa e in società, esse promuovono l’apprendimento, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sono un elemento positivo della nostra vita
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Alcuni dei principi della nostra famiglia includono: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo non significa che non ci siano discussioni per decidere chi prende l’ultima fetta di torta (
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/info/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      con cinque figli, questa scena è all’ordine del giorno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ), oppure che dialoghiamo sempre in maniera perfetta. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La vita è fatta di alti e bassi, ma manteniamo la volontà di aiutarci a migliorare, reciprocamente, per il bene di tutti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando uno di noi sbaglia, lo diciamo apertamente, e la persona in questione si ferma e riformula la propria frase, oppure chiede scusa o ancora interrompe l’azione in atto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ importante ricordare che alla base di una buona comunicazione vi è un tono tranquillo e un linguaggio corporeo inclusivo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il 60 per cento di tutte le comunicazioni umane è dato dal linguaggio del corpo (non verbale), mentre il 30 per cento è nel tono. Vale a dire che il 90 per cento di quello che si comunica non esce dalla nostra bocca.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Utilizzare questi strumenti, indipendentemente dall’età e dal ruolo, permette di avere una famiglia dove tutti possono sia educare che essere educati, in maniera collaborativa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Invece di punire possiamo fare loro da guida.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Prendete il tempo per mostrare ai vostri figli una strada migliore da percorrere insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Coinvolgeteli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , spiegate e fate loro delle domande. La disciplina si basa sull’accompagnamento. Talvolta è un processo difficile e stressante, non fatevi spaventare da questo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ più importante essere presenti con costanza e rimettersi in gioco ogni volta, piuttosto che essere sempre perfetti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Nel guidare i vostri figli con un approccio attento e rispettoso, vi renderete conto di quanto gentili, generosi, responsabili e brillanti essi siano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quindi, come agire nel momento in cui uno dei principi viene ignorato?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Nella pratica insegnate a riflettere su quelle azioni che vanno contro le regole della vostra famiglia e a chiedersi:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo tipo di approccio si può avere a partire dai tre anni, ovviamente all’inizio di dovrà accompagnare il ragionamento, ma, per esperienza, posso affermare che già dai sette anni (
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/info/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i miei hanno 2, 6, 9, 11 e 13 anni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ) i bambini sono capaci di perseguirlo indipendentemente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ci sono delle giornate in cui ci fermiamo ad analizzare questi quesiti parecchie volte. Siamo una famiglia numerosa e le dinamiche quotidiane non sono sempre impeccabili. Basta una nanna saltata, una distrazione o un atteggiamento di sufficienza per far insorgere una discussione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       La presenza attenta ed oggettiva del genitore è una necessità, in questo caso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quando osservo un figlio trattare in malo modo un fratello o un’amica cerco di chiamarlo vicino a me un momento, e gli faccio le tre domande. Talvolta inizio il discorso chiedendo: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “…se qualcuno lo facesse a te, come ti sentiresti?”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ogni qualvolta ho l’occasione di vivere questo rituale, di ascoltare le parole dei miei figli, di vedere nei loro occhi il riflesso dell’empatia e nel loro sguardo un’introspezione profonda, sento che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la genitorialità consapevole è l’unica via che potrò mai percorrere.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/educare-senza-punire/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educare senza punire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/educare-punire.jpg" length="95176" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 02 Jul 2018 08:45:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/educare-senza-punire</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quante ore al giorno per fare Homeschooling?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/quante-ore-al-giorno-per-fare-homeschooling</link>
      <description>Quando si sente di parlare di Homeschooling per la prima volta, ciò che viene in mente è una replica dell’attività di classe a casa. Una mamma nelle vesti della maestra che allinea i propri figli in cucina e, alle 8.30 del mattino, inizia a spiegare la lezione, mestolo alla mano. Italiano, storia e geografia. Dopo […]
L'articolo Quante ore al giorno per fare Homeschooling? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/ore_homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando si sente di parlare di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per la prima volta, ciò che viene in mente è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una replica dell’attività di classe a casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Una mamma nelle vesti della maestra che allinea i propri figli in cucina e, alle 8.30 del mattino, inizia a spiegare la lezione, mestolo alla mano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Italiano, storia e geografi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    a. Dopo un breve intervallo per il pranzo, le lezioni riprendono alle 14, per altre due ore e mezza di studio e compiti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Matematica, inglese e attività motoria
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Alle 16.30, la mamma suona la campanella e tutti corrono a giocare, la giornata di homeschooling è terminata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In realtà, la maggior parte delle famiglie che praticano educazione parentale sorriderebbero nel leggere questo racconto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per molti homeschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       non vi è distinzione tra vivere ed imparare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , per altri ancora le materie non sono divise rigidamente, ma ogni argomento è affrontato sotto differenti punti di vista.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’apprendimento è parte integrante della vita dei bambini: essi fino dalla nascita si sforzano ad ampliare le proprie conoscenze.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Letteralmente, cadono mille volte, eppure si rialzano e continuano a provare fino a che non riescono nel proprio intento. E’ proprio perché hanno a disposizione tanto tempo che riescono a perseguire i propri scopi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Anche le famiglie che seguono un percorso di Homeschooling più accademico e strutturato hanno parecchio tempo per giocare, stare all’aria aperta e viaggiare, molto più tempo libero rispetto alle famiglie che scelgono un percorso di educazione tradizionale. Eppure, una delle domande che ci fanno più frequentemente è: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come fate a gestire tutto?!”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , oppure 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Come fate a organizzare il tempo per studiare?”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sinceramente è la stessa domanda che mi faccio io quando vedo le famiglie alle prese con i compiti a casa, le attività sportive, i colloqui con i professori e le preparazioni per i compiti in classe.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Quanto tempo si passa a scuola in un anno?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I giorni di lezione nel calendario, tolte le vacanze di Natale e Pasqua, santo patrono e festività varie, sono circa 210. Se togliamo anche i giorni persi per disinfestazioni dell’Asl, lavori urgenti e improcrastinabili, calamità naturali, elezioni e ballottaggi, assemblee e scioperi del personale, calano di parecchio: stimiamo attorno a 190 (il minimo sarebbe 200).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sarebbe però meglio parlare di ore di lezione, e delle ore dedicate a ogni singola materia. Quando la scuola è chiusa si perdono tante ore, ma anche nei giorni in cui c’è scuola, non sempre si riesce a coprire tutte le ore di lezione. Insegnanti nominati in ritardo, supplenti non nominati, professori assenti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Essere fisicamente a scuola non significa adoperare il tempo correttamente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Il numero totale di ore di una materia si può ridurre anche della metà, nel corso dell’anno, con gravi ripercussioni sull’apprendimento degli studenti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Chi fa il tempo pieno passa ben otto ore a scuola al giorno, ma quanto di questo tempo è passato effettivamente a “imparare”?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Facciamo un rapido calcolo.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In una giornata tipo, di otto ore alla primaria, dobbiamo togliere circa 2 ore per il tempo dell’intervallo e della mensa, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quindi siamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      a 6 ore.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ora togliamo un’altra ora che viene impiegata a dare istruzioni e a (ri)portare all’ordine un gruppo di 20+ studenti, tra un cambio dell’ora e un altro.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Così scendiamo a 5 ore.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Disegno ed educazione fisica sono attività non prettamente accademiche che un homeschooler fa regolarmente a casa e in percentuali decisamente maggiori dei bambini scolarizzati (pensiamo solo al fatto che non debbano rimanere incollati a un banco per tutta la mattina), inoltre calcoliamo le pause fatte durante l’anno per celebrazioni, prima e ultima settimana di scuola, foto di gruppo, recite e gite, prove Invalsi, e quindi togliamo in totale un’altra ora, ed 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      arriviamo così a 4.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  4 x 190 = 760 ore di apprendimento all’anno.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ricapitolando gli alunni passano 190 giorni a scuola, studiano circa 4 ore al giorno per un totale di 760 ore di apprendimento scolastico all’anno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I bambini che non frequentano la scuola 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      apprendono tutto l’anno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma togliamo un mese di vacanza/malattia, e calcoliamo un anno di 335 giorni di studio. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dovete sapere che chi fa homeschooling non fa molta distinzione tra un giorno della settimana e il weekend. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Durante il fine settimana, questi bambini non hanno bisogno di dormire fino a tardi per recuperare il sonno perso, non devono interrompere le lezioni per fare delle gite fuori porta, perché queste sono attività che si fanno tranquillamente durante tutto il corso della settimana.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Proviamo ora ad inserire le 760 ore di apprendimento annuale delle scuole, nell’anno di educazione parentale:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  760 : 335 = 2.26

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo significa che per replicare le ore di studio che si tengono a scuola, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i bambini educati a casa dovrebbero apprendere per circa due ore e mezza al giorno e avrebbero ancora un intero mese di vacanza a disposizione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Essi potrebbero quindi studiare un’ora e mezza al mattino e una al pomeriggio, oppure fare tre ore e mezza di studio un giorno, quattro ore il giorno successivo e avere il terzo giorno della settimana libero.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  L’Homeschooling, non solo permette di utilizzare al meglio il proprio tempo, è anche più efficace.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pensiamo a quei bambini che sono più avanti o più indietro del “gruppo classe” e che quindi faticano ad utilizzare al meglio le ore di apprendimento, a quanti in classe sono fisicamente presenti, ma mentalmente altrove, alle spiegazioni degli insegnanti che vengono dimenticate poco dopo aver passato il compito in classe.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’educazione parentale, al contrario, permette al genitore di avere un rapporto 1:1 o, per chi ha più figli, di 1:2, 1:3, ben diverso dall’ambiente della classe che porta un insegnante a lavorare con venti o trenta alunni contemporaneamente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       I genitori possono presentare gli argomenti in modo da stimolare i propri figli nel modo in cui apprendono meglio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , possono offrire una educazione personalizzata e mirata agli interessi del singolo, con un occhio rivolto al futuro. Questo rende molto più significativa e duratura l’assimilazione delle nozioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tutto il tempo libero rimasto, gli homeschoolers, lo passano leggendo, facendo sport, giocando, suonando strumenti musicali, guardando documentari, facendo volontariato, riposando, stando con gli amici e la propria famiglia, creando legami e mutuo supporto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Con tutte le attività meravigliose che ci sono da fare ogni giorno, capite perché è, per noi homeschoolers, fondamentale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dare valore al nostro tempo, senza sprecarlo in attività che non aiutano a far emergere il nostro potenziale umano.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Personalmente non sono anti-scuola, farei frequentare ai miei figli una scuola che avesse due ore e trenta di apprendimento attivo, ma tutte quelle altre ore buttate al vento?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come famiglia preferiamo avere una gestione autonoma del tempo, la vita è troppo breve per essere sprecata.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/quante-ore-al-giorno-per-fare-homeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quante ore al giorno per fare Homeschooling?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/ore_homeschooling.jpg" length="63344" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 25 Jun 2018 08:32:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/quante-ore-al-giorno-per-fare-homeschooling</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/ore_homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sondaggio Esami 2018</title>
      <link>https://www.controscuola.it/sondaggio-esami-2018</link>
      <description>L'articolo Sondaggio Esami 2018 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/sondaggio-esami-2018/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sondaggio Esami 2018
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SONDAGGIO.jpg" length="187567" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 21 Jun 2018 19:08:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/sondaggio-esami-2018</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SONDAGGIO.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Infanzia Autentica</title>
      <link>https://www.controscuola.it/infanzia-autentica</link>
      <description>La cultura dominante composta dai media, dal gruppo dei pari, e talvolta anche dai genitori, spingono i bambini a crescere più velocemente di quello che dovrebbero. L’infanzia è caratterizzata dall’innocenza, dall’immaginazione e dal gioco. Purtroppo, queste tre connotazioni vengono emarginate da una società ossessionata dai reality TV, dalla produttività esasperata e da una sessualizzazione precoce. […]
L'articolo Infanzia Autentica sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/infanzia_autentica.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La cultura dominante composta dai media, dal gruppo dei pari, e talvolta anche dai genitori, spingono i bambini a crescere più velocemente di quello che dovrebbero.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’infanzia è caratterizzata dall’innocenza, dall’immaginazione e dal gioco
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Purtroppo, queste tre connotazioni vengono emarginate da una società ossessionata dai reality TV, dalla produttività esasperata e da una sessualizzazione precoce.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Basta accendere la televisione, girare per i centri commerciali e ascoltare le canzoni proposte in radio per comprendere che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il sistema desidera dei mini-adulti consumatori
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Il marketing rivolto alla fascia d’età preadolescenziale è intriso di messaggi di violenza, sessualità e profanità: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      si mira a creare un senso di insoddisfazione nel bambino, un “bisogno” che può essere colmato esclusivamente con una crescita repentina, una adultizzazione dei modi, ma non della coscienza.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli esperti di marketing sanno fare bene il proprio mestiere, cercando di catturare i più giovani, per avere clienti fidelizzati 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “dalla culla alla tomba”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (pensate ai pannolini con le immagini dei personaggi dei cartoni animati). Inoltre, inculcano da subito la divisione tra prodotti per maschi e femmine, e per età. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La segmentazione è, infatti, un processo utile per ridurre mercati eterogenei in unità ridotte che possono essere raggiunte più efficacemente dalle strategie aziendali.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ovviamente far crescere velocemente i bambini riduce le categorie e incrementa gli introiti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La sessualizzazione precoce danneggia psicologicamente la crescita e corrompe l’infanzia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Anche in questo caso le aziende lucrano sul desiderio dei più piccoli di essere amati e accettati, e sulla loro naturale tendenza al conformismo. Allo stesso tempo i media e videogames intrattengono i bambini con scene forti: omicidi, minacce e violenza sessuale, dando scarso rilievo alle componenti “umane”, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      spettacolarizzando l’evento e sottostimando le conseguenze.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Il messaggio che giunge ai bambini è che la violenza sia giusta, necessaria, accettabile: uno strumento di potere e di riscatto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non è solo una questione di persuasione mediatica, il problema si evidenzia anche nel vivere personale quotidiano: provate a passeggiare in un parco giochi al pomeriggio, vi troverete quasi esclusivamente bambini in età prescolare o poco più grandi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dove sono i ragazzini di 10, 11, 12 anni?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Siamo persino arrivati a dare un nome a questo fenomeno: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://youtu.be/ygHU0mQGuJU"&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Indoor Generation
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma, ahimè, alla definizione non sta seguendo una proposta di soluzione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Essi stanno facendo i compiti, sono a ripetizione, sono impegnati nelle varie attività extra curricolari pomeridiane, sono davanti a uno schermo. Tutto ciò può portare beneficio al bambino, è vero, ma può anche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       sottrarre tempo utile all’ozio creativo e al gioco libero
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . I 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vantaggi emotivi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed educativi dello stare all’aperto e di vivere con un’agenda priva di impegni pressanti, sono sconosciuti alle nuove generazioni (ed evidentemente anche ai loro genitori).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non vorrei essere fraintesa: cresco i miei figli dando loro parecchie responsabilità e impegni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per grande parte del giorno sono affaccendati nella cura della casa, la preparazione dei pasti, coinvolti nella comunità locale e nella propria preparazione accademica (
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/info/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sebbene nessuno di loro cinque vada a scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ), trovo che questa routine sia alla base del crescere bambini intellettualmente e fisicamente sani. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ciò che non approvo sono le otto ore a scuola e altre tre passate a fare compiti a casa e sport obbligato (non goduto) ogni pomeriggio, sono contro i corpetti sexy e gli 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        shorts
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       troppo 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        short
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       per le ragazzine di dodici anni, non condivido che i videogames violenti vengano messi in mano ai bambini come passatempo, e che i teenager utilizzino i social media che incitano al bullismo e alla ghettizzazione dei 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        diversi
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       (chiamati anche 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        esseri dotati di pensiero critico
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    E’ fondamentale che noi genitori ci attiviamo per proteggere i nostri figli da questa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      adultizzazione precoce
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
I media sono in agguato, ora anche nella tasca dei pantaloni e nella borsetta, visto l’utilizzo spropositato che facciamo degli smartphone, e non è un compito facile, ma la gestione delle conseguenze sarebbe ancora più difficile.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La nostra incuria porterebbe i nostri figli a credere che l’infanzia finisca verso gli otto o nove anni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ve la sentite di correre questo rischio? Io no.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non possiamo proteggere i nostri figli dalle brutture della vita, ma possiamo proteggere la loro infanzia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . A questo mondo, che crede che “buttare” i propri figli fuori dal nido familiare precocemente (pensate ai neonati che passano sei ore al nido ogni giorno) possa renderli velocemente indipendenti, proporrei di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      difendere la loro crescita psico-fisica tenendoli stretti,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sebbene possa sembrare insensato e decisamente impopolare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Paradossalmente credo che per rendere un bambino indipendente bisogna prima renderlo sicuro, e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la sicurezza è fatta di conforto e rassicurazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Diamo loro il tempo, lo spazio e una casa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      in cui rimanere bambini fino a quando ne hanno bisogno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , per esperienza posso garantire che questo li aiuterà a maturare più velocemente, quando sarà il momento giusto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Avere un’infanzia autentica è la migliore premessa per una sana vita adulta.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/infanzia-autentica/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Infanzia Autentica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/infanzia_autentica.jpg" length="117390" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 18 Jun 2018 08:22:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/infanzia-autentica</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/infanzia_autentica.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling: come rimanere a galla</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-come-rimanere-a-galla</link>
      <description>Ho letto innumerevoli articoli su come gestire casa, figli e lavoro, e mi sono sempre domandata: “Cosa consiglierebbero a chi aggiunge l’Homeschooling a questa lista di doveri?” L’Homeschooling, o Educazione Parentale, è la scelta di istruire i propri figli al di fuori dal sistema scolastico tradizionale. In Italia, come in molti altri Paesi, è una […]
L'articolo Homeschooling: come rimanere a galla sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling_famiglia.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ho letto innumerevoli articoli su come gestire casa, figli e lavoro, e mi sono sempre domandata:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Cosa consiglierebbero a chi aggiunge l’Homeschooling a questa lista di doveri?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="https://www.controscuola.it/faq/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        L’Homeschooling
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , o 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.edupar.org/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Educazione Parentale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , è la scelta di istruire i propri figli al di fuori dal sistema scolastico tradizionale. In Italia, come in molti altri Paesi, è una scelta sancita dalla Costituzione. Per farlo le famiglie possono avvalersi di aiuti esterni, ma il carico maggiore ricade sempre sui genitori che si prendono questa meravigliosa, ma non facile da gestire, responsabilità.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I genitori, molto più spesso le madri dei padri, possono sentirsi intimiditi dal compito di gestire casa, lavoro e insegnamento. Sappiamo bene quanto sia difficile mantenere l’ordine specialmente con i bambini piccoli, assicurarsi che a ogni membro della famiglia non manchi nulla, rispettare le scadenze al lavoro e affrontare quotidianamente le materie accademiche e pratiche.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come farlo senza sentirsi distrutti e incapaci a fine giornata?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  1. Siate creativi e flessibili

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Create un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      piano settimanale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che rimanga
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       flessibile
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , dato che le incognite potrebbero essere molte. Non fatevi ossessionare dai dettagli, perché questo vi porterebbe a essere frustrati e delusi quando le cose non vanno come avevate deciso. Dovete accettare il fatto che alcune attività verranno cancellate o posticipate, a prescindere dal vostro programma iniziale. Succede a tutti. I nostri progetti lavorativi e casalinghi devono allinearsi con le necessità dei nostri figli, questo presenta una difficoltà pressante, soprattutto quando sono piccoli.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Ricordatevi che non dovete ripetere “la scuola a casa”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e studiare sei o otto ore al giorno, alcuni giorni basterà un’ora di apprendimento “tradizionale” e il resto di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/prodotto/mondo-la-mia-classe/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      apprendimento naturale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , in società. Prediligete la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      serenità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , anche perché sono certa che questo è uno dei motivi per cui avete preferito l’homeschooling alla scuola tradizionale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  2. Dedicate una sera a settimana alla famiglia

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alla mattina e al pomeriggio si hanno sempre mille cose da fare e il tempo per stare insieme, tutti, è poco. Perché non iniziare un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rituale settimanale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in cui dedicate una serata allo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        stare insieme
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ? Quel periodo tra la preparazione della cena e la nanna può essere molto caotico: sia voi che i bambini siete stanchi, i piccoli di casa vanno lavati, la cucina rassettata… è quindi improbabile che riusciate a organizzare qualcosa di speciale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ogni sera
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Puntare a rendere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una serata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alla settimana speciale, è sicuramente più fattibile di sette.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In questa speciale occasione preparate la cena anticipatamente, oppure scegliete un take-away, in modo da minimizzare l’impegno in cucina. Eliminate dalla vista i cellulari e i tablet, e insegnate ai vostri figli che la famiglia viene prima di tutto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non importa ciò che fate insieme, quanto il fatto che lo facciate insieme
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Potreste scegliere tra una serata di giochi in scatola, leggere un libro ad alta voce, uscire per una passeggiata o semplicemente chiacchierare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Così, ogni sei giorni, saprete di avere un momento dedicato allo stare insieme senza distrazioni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  3. Fate ginnastica in compagnia

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Noi genitori abbiamo bisogno di fare esercizio fisico e i nostri figli stanno molto meglio dopo una corsa o un’uscita al parco. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cogliete quindi l’occasione per fare ginnastica insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Utilizzate il fine settimana o le mattine libere per uscire in bicicletta, fare una camminata fuori porta, arrampicarsi insieme ai bambini sulle attrezzature del parco giochi. Perché rimanere seduti sulla panchina a guardarli quando possiamo bruciare qualche chilo in eccesso, giocando a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “ce l’hai”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inoltre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non potete immaginare la felicità dei piccoli a vedervi “genitori attivi” e coinvolti nelle loro attività ludiche.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  4. Cucinate insieme

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando si fa homeschooling non si ha una mensa alla quale inviare i bambini, quindi si preparano 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tre pasti su tre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     a casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Il compito potrebbe sembrare immenso soprattutto per le famiglie numerose.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Poco tempo, bambini affamati e stanchi, il frigo vuoto… sembra il trailer di un film horror.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Perché allora non 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      trasformare un momento stressante in un momento di collaborazione familiare?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     A seconda dell’età, date dei compiti ai bambini come mischiare, impastare, tagliare, pelare o anche allestire la tavola con cura. Questo non solo vi aiuterà a preparare e servire il cibo più velocemente, ma vi aiuterà inoltre a trovare il tempo per chiacchierare con i vostri figli ed essere più vicini a loro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Godetevi il momento, non subitelo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Senza parlare poi dell’apprendimento che essi riceveranno dal partecipare attivamente alla preparazione di un pasto!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  5. Disfatevi del superfluo se amate avere una casa in ordine

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Regalate, rivendete ciò che non amate più, perché 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      meno cose avrete più facile sarà fare le pulizie quotidiane
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Viviamo e studiamo nelle nostre case ed è inevitabile passarci molto, moltissimo tempo. Meno giocattoli, meno vestiti, meno piatti e lenzuola: il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      minimalismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     consiste semplicemente nell’eliminare dalla propria vita tutte le cose non necessarie in modo da potersi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      concentrare su quelle veramente importanti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  6. Trasformate le pulizie di casa in un gioco a squadre

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      faccende domestiche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     comprendono una serie di occupazioni che vanno fatte 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quotidianamente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Questo però non significa che non possono essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      divertenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Per esempio, potete trasformare le pulizie in competizioni divertenti. Chiedete ai bambini di collaborare in modo giocoso: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Chi è il più veloce a raccogliere 10 cose fuori posto?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , oppure: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Chi è il più veloce a riordinare la propria stanza sceglie un fumetto all’edicola!”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (così avranno un motivo in più per leggere), o ancora create una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      catena umana
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per sparecchiare, lavare i piatti, asciugarli e metterli a posto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se tutti partecipano, il dopo pranzo non sembrerà più un compito noioso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Parecchie volte basta mettere della musica e ballare insieme mentre si passa l’aspirapolvere!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Il bucato, infine, potete lasciarlo gestire ai figli più grandi: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      se sono in grado di utilizzare un tablet, sapranno anche utilizzare una lavatrice
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e una asciugatrice, stendere e piegare i propri abiti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  7. Un’educazione che avanza (nonostante tutto)

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sicuramente come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      genitori homeschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dovete essere in 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      forte sintonia con lo sviluppo psicofisico dei vostri figli,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     incoraggiandoli a migliorarsi continuamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Attenzione però a non spingerli troppo, fino ad arrivare a un 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_burnout"&gt;&#xD;
        &lt;em&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          burnout
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       (non solo dei bambini, ma anche vostro!).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quando sentite montare un’energia negativa interrompete l’attività, dato che è impossibile imparare quando si è arrabbiati o frustrati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ogni giorno c’è qualcosa da apprendere, quindi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non fissatevi su un argomento in particolare se questo genera malessere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Se le tabelline fanno piangere, interrompetene la memorizzazione e passate alla lettura. Se non si è nel mood per fare “scuola”, riordinate una stanza, uscite per fare una passeggiata, guardate un documentario insieme. Potete sempre tornare
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    So quanto sia difficile comprendere se sono reazioni di pigrizia, ribellione, frustrazione o 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      burnout
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , quelle manifestate dai figli. In questi momenti è necessario affidarsi al proprio istinto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’importante è che alla fine della giornata abbiate fatto dei passi avanti nella loro educazione, anche se non è esattamente quello che avevate programmato. Un individuo deve 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="/perche-homeschooling-prepara-per-futuro-scuola/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        crescere a 360°
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      : emotivamente, spiritualmente, socialmente, fisicamente e accademicamente. L’educazione ha mille volti, sappiateli riconoscere.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  8. Ammettete a voi stessi che non potete fare tutto perfettamente.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Arrendersi significa avere una profonda accettazione di ciò che accade. Significa aprirsi alla vita. Ricordate che ci sono dei giorni in cui bisogna lottare e altri in cui è meglio arrendersi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La difficoltà sta nel capire quale giorno è oggi…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-come-rimanere-a-galla/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling: come rimanere a galla
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling_famiglia.jpg" length="90093" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 11 Jun 2018 08:21:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-come-rimanere-a-galla</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Educazione Senza Voti</title>
      <link>https://www.controscuola.it/educazione-senza-voti</link>
      <description>Gli Invalsi non mollano: ogni anno assistiamo a questo rituale, reso ora obbligatorio per chi affronta la licenza media, somministrato (come se fosse un vaccino) a tutti gli altri, anche nelle scuole superiori. Come ogni anno si è aperto il dibattito tra chi li ritiene indispensabili e chi invece organizza scioperi e boicottaggi. E io […]
L'articolo Educazione Senza Voti sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pagella.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/le-verifiche-standardizzate/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Invalsi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     non mollano: ogni anno assistiamo a questo rituale, reso ora obbligatorio per chi affronta la licenza media, somministrato (come se fosse un vaccino) a tutti gli altri, anche nelle scuole superiori. Come ogni anno si è aperto il dibattito tra chi li ritiene indispensabili e chi invece organizza scioperi e boicottaggi. E io mi domando come mai questi test standardizzati facciano così tanto scalpore, mentre tutti gli altri test, prove scritte, domande a crocetta, che vengono assegnati agli alunni durante tutto il corso dell’anno scolastico, non agitino gli animi allo stesso modo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perché gli animi dei bambini e ragazzini “rimangono agitati”, qualsiasi siano le tipologie di prove.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      test standardizzati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     come strumento di valutazione delle istituzioni scolastiche, e dei singoli allievi, obbligano i docenti a una revisione del proprio metodo. Una buona parte del tempo passato in classe viene speso nella preparazione di queste prove a discapito di attività più utili a livello formativo. Pochi si rendono conto che così facendo, inevitabilmente, la “libertà d’insegnamento” viene messa in discussione. Esercizi come quelli dell’Invalsi, valutano la forma mentis degli alunni, non il loro livello culturale, e perciò ci si esercita ore e ore a comprendere come passare questi esami e non ad ampliare la conoscenza del mondo che ci circonda.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pensandoci bene, l’omologazione delle menti attraverso la manipolazione della libertà di insegnamento è subdolamente più efficace di una limitazione censoria sui contenuti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Questi test sono parte di un cambiamento sufficientemente lento da sfuggire alla coscienza, un cambiamento che non suscita alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta. E’ la vecchia storia della ranocchia che viene cotta lentamente nella pentola, senza accorgersene e quindi senza ribellarsi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nel nome del progresso si effettuano continui attacchi alle libertà individuali
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , alla dignità, all’integrità della natura, alla gioia di vivere, lentamente ma inesorabilmente, con la costante complicità delle vittime, inconsapevoli o ormai incapaci di difendersi. Il risultato, in questo caso, è la perdita del senso critico e l’insinuarsi nelle menti dei nostri figli che l’equazione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      studio=competizione=lavoro=soldi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sia l’unico modo per vivere bene.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Test e interrogazioni, sia quelli programmati che quelli tanto temuti a sorpresa, fanno si che gli studenti imparino a studiare al fine di passare le prove e non per il piacere di apprendere. Su questo processo aleggia il timore di non aver fatto abbastanza, di non essere intelligenti, eloquenti o svegli abbastanza per dimostrare ciò che si è studiato, e in questo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      patos
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ci dimentichiamo tutti, insegnanti compresi, che valutare significa in realtà dare valore alle proprie conoscenze. Un’azione che avrebbe potuto far accrescere l’autostima, al contrario la mina inesorabilmente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo procedimento garantisce la distruzione di ogni forma di amore per l’apprendimento e di qualsiasi tipo di autonomia dello studente, ma non crediate che l’insegnante rimanga illeso.  Il processo educativo viene corrotto danneggiando entrambi i protagonisti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’insegnante non può gestire il proprio tempo in autonomia, non può essere creativo e sicuramente non può tenere conto delle necessità del singolo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Allo studente non viene dato il tempo di conoscere le proprie passioni,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e se anche le trovasse non avrebbe il tempo di approfondirle, visto il lungo elenco di nozioni da memorizzare per le interrogazioni dell’indomani.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il voto è un fermo immagine artificiale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , nella maggior parte dei casi non rappresenta cosa si è appreso e nemmeno l’efficacia dell’insegnamento. Il compito dell’insegnante è di aiutare i ragazzi a conoscere il proprio potenziale interiore e migliorarlo e ciò non può emergere in un test. Si sta creando un esercito di persone che dedicano la propria vita a raggiungere un titolo, piuttosto che creare valore e significato attraverso le proprie azioni. Fin da piccoli si viene etichettati (e poi ci si auto-etichetta) come intelligenti o stupidi basandosi sui voti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vi siete mai fermati a pensare a quali effetti produce questo modo di giudicare?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
I bambini credono a ciò che gli viene detto e poi vivono la propria vita di conseguenza. Quanti hanno brutti voti, ma sono bravissimi nello sport, o in materie artistiche?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Chi ha deciso che per essere intelligenti bisogna andare bene in matematica?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Che cosa ha a che fare tutto questo con l’educazione?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non sto chiedendo di andare verso il sei politico, o alla mediocrità dilagante che porta sempre e comunque a una promozione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I nostri figli hanno sicuramente necessità di conoscere i propri errori
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ad essere incitati a rivedere un’equazione che non torna o una composizione che non ha senso, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ma la segnalazione, e soprattutto la correzione, può essere fatte in diversi modi che non implicano un registro elettronico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si può correggere attraverso una conversazione individuale, con un miglioramento al quale partecipa il gruppo intero confrontandosi, con una nota costruttiva a margine del foglio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I voti aiutano a creare uomini e donne che vivono come ingranaggi in un sistema economico volto al consumismo. Per
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_oeconomicus"&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
         l’Homo oeconomicus
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , tutto ha un voto e un prezzo. Si tratta di un individuo le cui principali caratteristiche sono la razionalità e l’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi individuali. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’homo oeconomicus
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è visto come “razionale” nel senso che egli persegue come obiettivo la massimizzazione della propria ricchezza pecuniaria e del proprio benessere materiale. Ciascuno diviene il mezzo per il conseguimento dei fini di altri individui, ed è inevitabile che in questo processo ciascuno finisca per percepirsi come un oggetto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Oggi più che mai necessitiamo di soluzioni creative per i problemi che l’umanità sta affrontando
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . E’ quindi necessario portare avanti sistemi di apprendimento dove i giovani abbiano la libertà e il sostegno di cui hanno bisogno per sperimentare un apprendimento multisensoriale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Solo in questo modo aiuteremo i ragazzi ad essere abili comunicatori e collaboratori competenti, individui che stanno bene nella propria pelle e che apprezzano e conoscono l’arte. Persone che sanno leggere e comprendere ciò che hanno letto al fine di applicare la propria conoscenza alla realtà che li circonda attivamente, immaginando e costruendo, imparando dalle proprie esperienze e quelle della propria comunità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nella realtà appena descritta, chiedetevi quale ruolo o significato abbia il voto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/educazione-senza-voti/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educazione Senza Voti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pagella.jpg" length="49148" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Jun 2018 10:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/educazione-senza-voti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Apprendimento oltre l’età</title>
      <link>https://www.controscuola.it/apprendimento-oltre-eta</link>
      <description>Una delle caratteristiche della scuola tradizionale che aborro è la segregazione per età. Oggi non accade solo nelle classi di vedere bambini etichettati per anno, purtroppo, sempre più spesso le attività pomeridiane extra curricolari sono ugualmente basate su questa assurda divisione a gruppi. E’ una pratica deleteria visto che impedisce ai bambini di apprendere reciprocamente […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Una delle caratteristiche della scuola tradizionale che aborro è la
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           segregazione per età
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Oggi non accade solo nelle classi di vedere bambini etichettati per anno, purtroppo, sempre più spesso le attività pomeridiane extra curricolari sono ugualmente basate su questa assurda divisione a gruppi.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           E’ una pratica deleteria visto che impedisce ai bambini di apprendere reciprocamente gli uni dagli altri, e non intendo solo per i più piccoli che possono imparare dai grandi, ma anche per i più grandi che possono essere stimolati dai più piccoli a migliorarsi in svariati modi.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Non mandando i miei figli a scuola, e vedendoli interagire quotidianamente, posso testimoniare come il gruppo di età diverse (nel mio caso 2, 6, 9, 11 e 13 anni) sia di beneficio a tutti, genitori compresi. I risvolti positivi sono diversi, per esempio: i più grandi possono dare una mano in casa, e verranno poi emulati dai piccini che apprenderanno nuove cose, mentre questi ultimi, con la loro gioia ed entusiasmo, ci regalano sempre una risata inaspettata quando siamo tristi o affaticati.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La scuola e la segregazione per età risale al periodo della
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           rivoluzione industriale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , e la similitudine con la catena di montaggio è di immediata comprensione.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I bambini si muovono per gruppi di età uguale lungo il nastro trasportatore e a ogni stadio (classi) un operaio (insegnante) infonde in essi delle diverse caratteristiche (conoscenza per materie). Al termine di ogni stadio il bambino deve passare dei test di qualità (esami) e ricevere un marchio di approvazione (certificazione).
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Il prodotto che esce al termine di questo percorso è tristemente molto diverso dal bambino che vi era entrato, e questo percorso diventa ogni anno più lungo ed intricato, tanto che alcuni continuano a girare sul rullo fino ai trent’anni. Per questi la vita vera non inizia che nella mezza età. Inoltre, nel tempo, la garanzia di successo post percorso è andata deteriorandosi, così come la qualità del prodotto finale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Da ex-insegnante (l
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/info/"&gt;&#xD;
      
           eggi la mia bio qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          ) non posso che confermare che non c’è nulla di più sbagliato di questa visione dell’educazione.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I bambini non sono dei componenti ai quali dobbiamo infondere conoscenza dall’alto
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Credo che qualsiasi genitore, che abbia osservato un bambino a uno, due o tre anni lo possa confermare. La voglia di apprendere è palpabile. Ecco, allora ricordiamoci che a sei anni, età dove in Italia inizia l’obbligo di istruzione (la scuola non è un obbligo,
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it/faq/"&gt;&#xD;
      
           leggi qui
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          ) non cambia proprio nulla.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La maggior parte dei malesseri che dimostrano i bambini scolarizzati, chiamateli disturbi, pigrizia, disadattamento o altro, sono in realtà grida di aiuto:
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          essi vogliono riappropriarsi del proprio tempo, del proprio apprendimento, della propria vita. Vogliono scendere dal rullo trasportatore e correre e saltare all’aria aperta. Smascheriamo una grande menzogna che fa lavorare tutti gli esperti e specialisti che creano i problemi, quando la soluzione è sotto agli occhi di tutti.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Si tende a pensare ai bambini come adulti in divenire, come esseri non ancora completi ai quali dobbiamo aggiungere o togliere delle caratteristiche al fine di avere un buon risultato. Chi decide cosa sia un buon risultato?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Di certo non il consumatore (genitori/società), visti i racconti di violenza e disagio che popolano i media. Non credo che nessuno di noi sia soddisfatto di quello che stanno vivendo oggi le nuove generazioni. Dunque, è il sistema a dettare legge, ma temo che non faccia gli interessi degli individui che lo compongono. Eppure, per quanto evidente, per la maggior parte delle persone pare essere così difficile discostarsi da questo fallace modo di operare.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Sarebbe molto più semplice ascoltare i bambini e offrire loro ciò che cercano, invece di inventarci mille modi per obbligarli ad andare contro la propria natura.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Vivere il presente e andare nel senso della corrente sarebbe così semplice, non vi pare? Tuttavia, il trend è quello di infliggere pene e punizioni, dimenticando che siamo tutti parte di una cosa sola.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Se un figlio sta male, sta male tutta la famiglia. Se un insegnante lavora male, lavora male tutta la classe.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          In casa e nei gruppi di gioco/apprendimento per bambini non scolarizzati che frequentiamo si possono osservare svariate dinamiche di interazione tra età differenti. Mio figlio, quando aveva 5 anni era capace di giocare a Monopoli, Poker e altri giochi ritenuti non adatti alla sua età.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Era in grado di farlo perché giocava con ragazzi e ragazze più grandi che potevano aiutarlo a progredire e rispondere adeguatamente alle esigenze del gioco.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Allo stesso modo ho visto quindicenni imparare cosa sia la pazienza nel prendersi cura di un bambino di due anni, o altri adolescenti che coltivavano la propria autostima interagendo con un gruppo di bambini di età inferiore. L’amore per la lettura è anche una caratteristica che si tramanda di generazione in generazione e che si sviluppa in cerchi di età mista.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Organizzando spesso gite fuoriporta, o meglio esperienze di
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           outdoor education
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          , mi sono resa conto di come le età miste permettano ai più piccoli di avventurarsi in gite ideate per una fascia di età più grande.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Questa è la forza positiva della tribù, dove anche un bambino di cinque anni può passare una notte all’aperto senza i propri genitori, senza avere paura.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Essere relegati a un gruppo di età ristretto non permette questa interazione e crescita, o meglio: permette un tipo di attività relativo a quel gruppo di età specifico,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mentre quando si collabora a un progetto in un gruppo eterogeneo le possibilità sono molteplici.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/catena-di-montaggio-bimbi.jpg" length="52947" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 23 May 2018 06:46:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/apprendimento-oltre-eta</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/catena-di-montaggio-bimbi.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando insegna Madre Natura</title>
      <link>https://www.controscuola.it/quando-insegna-madre-natura</link>
      <description>L'articolo Quando insegna Madre Natura sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/quando-insegna-madre-natura/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quando insegna Madre Natura
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/outodooreducation.jpg" length="344509" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 12 Apr 2018 17:22:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/quando-insegna-madre-natura</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/outodooreducation.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling e Università: Guida per Adolescenti e Famiglie</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-universita-guida-adolescenti-famiglie</link>
      <description>Università sì o no per homeschooler? La guida pratica con consigli di Patrick Farenga e strumenti per accedere o trovare strade alternative dopo l’istruzione parentale.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sintesi e Guida Pratica per le Famiglie Italiane
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57235; Università sì o no? Il cuore della questione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Riflettere sul motivo reale per cui si desidera andare all’università è essenziale.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
             La laurea non è necessaria per il successo, ma può essere uno strumento utile
            &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            se ben motivato
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56481; Alternative all’università per homeschooler
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Apprendistati, esperienze lavorative, internati, formazione online, viaggi educativi.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Possibilità di ottenere crediti con esami (CLEP/PEP) o esperienze riconosciute.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56633; Accesso universitario per homeschooler
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Preparare un curriculum personalizzato
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Raccogliere referenze significative (non genitoriali)
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Valorizzare volontariato, esperienze pratiche, motivazione personale
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Verificare se è necessario un diploma o si può procedere con GED o scuole online accreditate
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ✨ Focus sul significato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Più della carriera conta trovare un’
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            attività con valore personale e sociale
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            L’istruzione parentale prepara a vivere consapevolmente e con autonomia.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo testo offre uno spunto prezioso per adolescenti homeschooler e genitori che riflettono sul futuro formativo e professionale dopo l’istruzione parentale.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/istruzione+parentale+universita.png" length="3768787" type="image/png" />
      <pubDate>Thu, 23 Nov 2017 05:46:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-universita-guida-adolescenti-famiglie</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/istruzione+parentale+universita.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/istruzione+parentale+universita.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Travelschooling Sicilia 2017</title>
      <link>https://www.controscuola.it/travelschooling-sicilia-2017</link>
      <description>Le gite Travelschooling Italia hanno come obiettivo quello di creare un momento di condivisione per gli homeschoolers nostrani, offrendo la possibilità di scoprire insieme le bellezze culturali, storiche, artistiche e culinarie del nostro Paese, in un clima familiare, dove i bambini sono i veri protagonisti. Mentre la scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e […]
L'articolo Travelschooling Sicilia 2017 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/travelsicilia.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le gite Travelschooling Italia hanno come obiettivo quello di creare un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      momento di condivisione per gli homeschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nostrani, offrendo la possibilità di scoprire insieme le bellezze culturali, storiche, artistiche e culinarie del nostro Paese, in un clima familiare, dove 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i bambini sono i veri protagonisti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre la scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e competitivo che non incentiva il lavoro di gruppo, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      uno degli scopi di queste gite è di esercitarsi ad ascoltare e capire il punto di vista altrui, qualità preziosa in ogni ambito della vita.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     L’evento, aiuterà chi è nuovo a questa realtà educativa a comprendere come l’apprendimento possa esistere in ogni istante della propria vita e non solo seduti dietro ad un banco con un libro in mano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dopo la gita Travel ad Aosta, La Thuile, e le sue rovine Romane e quella a Cagliari, in Sardegna, gli Homeschoolers andranno a visitare la splendida Sicilia, per un secondo evento in questa località. Questo sarà infatti il secondo Travelschooling a Giarre, il team è quindi ben rodato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui sotto il programma:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Periodo: da giovedì 12 a domenica 15 Ottobre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (è a discrezione dei partecipanti allungare il periodo usufruendo delle convenzioni).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Luogo: Giarre (CT),
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     cittadina che si trova sulla costa orientale della Sicilia, tra l’Etna, Taormina (17km nord), Catania (30km sud) e il mar Ionio, in declivio verso il mare, in posizione ventilata e panoramica. La città è uno dei migliori punti d’osservazione della caldera di collasso della Valle del Bove, nella quale si versano la maggior parte delle colate laviche del versante orientale del vulcano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giarre dista 30 minuti in auto da Catania, le spiagge distano 3 km (ghiaia fine o scogli) o 17km (sabbiose – Giardini Naxos)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Location: 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.casaolimpia.it/sicilia-con-bambini"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Bed&amp;amp;Breakfast Casa Olimpia
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (gestito da Homeschoolers Aldo &amp;amp; Olimpia e il giovane Ettore di 6 anni).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui vi diamo un’idea di cosa faremo insieme, ogni famiglia apporterà il suo contributo unico e speciale. I bambini lavoreranno al progetto prima dell’evento, creeremo una mailing list dei partecipanti. Le cene saranno a prezzi convenzionati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giovedì 12 Ottobre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Visita a Taormina. Passeggiata per il caratteristico centro della città. Ci fermeremo per assaggiare i famosi cannoli siciliani e per conoscere alcuni artigiani locali.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Visita al Teatro Greco edificato nel III secolo a.C. dai greci in una posizione scenografica che fa da contorno naturale alle rappresentazioni drammatiche o musicali (biglietto intero 8, ridotto 4 euro).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Con la funivia ci recheremo alla spiaggia di Taormina, Isola Bella, una Riserva Naturale fatta di mare limpido e un panorama eccezionale, dove consumeremo il pranzo al sacco e nel caso di bel tempo potremo fare un tuffo in mare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Rientro e cena in autonomia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Venerdì 13 Ottobre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Visita al centro storico di Catania. ‘A Piscaria, ossia il mercato del pesce di Catania, dove il tempo pare essersi fermato e dove ogni mattina rivivono le più antiche tradizioni siciliane dei pescatori, è il suono sommesso della “vuciata” che richiama, quasi prendendo invisibilmente per mano, per rapire e stordire.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Visita al Monastero dei Benedettini di San Nicolò.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Gioiello del tardo barocco siciliano e complesso benedettino tra i più grandi d’Europa. L’edificio monastico, che nasce nel ‘500 e si sviluppa fino ai giorni nostri, è un esempio di integrazione architettonica tra le epoche: contraddistinto da molteplici trasformazioni oggi è patrimonio mondiale dell’Unesco. Scopriremo insieme anfratti, cunicoli, stanze e gallerie che conservano ancora oggi le tracce del terremoto del 1693 e quelle di una vita monastica dimenticata, ricoperta dalle macerie della calamità naturale che cambia l’aspetto della città, del Monastero e della quotidianità benedettina. Pranzo al sacco.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel tardo pomeriggio ci recheremo all’Etnagreenpark
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
All’interno del fantastico parco dell’Etna ci divertiremo con i percorsi in altezza, si potrà inoltre osservare la flora e la fauna caratteristica del luogo e avventurarsi fra gli alberi per dell’adrenalina e divertimento puro. Costo 5 euro fino ai sei anni, 8 euro percorso grandi. Cena presso l’azienda vinicola Murgo dove assaggeremo piatti tipici della cucina Siciliana.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sabato 14 ottobre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Visita all’Etna.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Possibilità di visitare il vulcano a costo zero sotto i 2000 metri (grotte di scorrimento e crateri spenti), oppure di scegliere la visita completa in Funivia (33 euro a persona, riduzione bambini) che porta fino a 2500 metri e per chi vuole proseguire in Jeep fino a 3000 metri (30€ persona, riduzione bambini). Pranzo a sacco per escursione libera, snack incluso per escursione a pagamento. Viste le diverse necessità ci ritroveremo al pomeriggio in spiaggia per del gioco libero. Nel pomeriggio spiaggia per gioco libero e relax. Cena presso Santi e Briganti, pizza e cucina vegetariana-vegana
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Domenica 15 ottobre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gole di Alcantara, gita naturalistica. Il parco fluviale dell’Alcantara è situato nel versante nord dell’Etna. Il territorio attraversato dal fiume Alcantara è di particolare importanza in virtù della sua morfologia creata proprio dallo scorrimento delle acque che lo hanno modellato ed inciso creando, nell’attraversamento di un’imponente serie di colate laviche. Passeggiata naturalistica e studio della geologia del luogo, la possibilità di fare body rafting dipende dal clima che troveremo. Pranzo al sacco.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Nel pomeriggio potremmo fare una passeggiata all’Ottobrata (fiera dei colori e sapori Siciliani) e ceneremmo presso il ristorante Mirador.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Travelschooling_educazioneparentale.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Iscrizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : Euro 50 a famiglia. Per conoscere i costi convenzionati del pernottamento, con colazione inclusa, scrivete direttamente al B&amp;amp;B, Aldo sarà felice di rispondere alle vostre domande.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per la prenotazione contattate il B&amp;amp;B tramite il modulo di richiesta presente sul sito o via whatsapp allo 3294138813, entro il 1 ottobre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Specificate nome e cognome, età bambini e numero partecipanti. Ricordatevi per cortesia di segnalare eventuali intolleranze/allergie. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Chi volesse anticipare l’arrivo e pernottare a prezzi convenzionati prima dell’inizio del Travel può specificarlo,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      chiusura prenotazioni venerdì 1 ottobre. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se avete altre domande scrivete a 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="mailto:info@educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        info@educazioneparentale.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FAQ
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A chi è dedicata questa gita?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Alle famiglie che praticano l’homeschooling e a coloro che desiderano conoscere da vicino questo tipo di educazione personalizzata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Può partecipare anche solo “una parte” della nostra famiglia?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Certamente. Questo week-end di divertimento e istruzione può essere l’occasione per passare un momento speciale con uno dei vostri figli mentre gli altri rimangono a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ una gita adatta anche ai bambini che hanno da poco lasciato la scuola per fare Homeschooling?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Assolutamente si. La scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e competitivo che non incentiva il lavoro di gruppo, uno dei nostri scopi è di esercitarsi ad ascoltare e capire il punto di vista altrui, qualità preziosa in ogni ambito della vita. Inoltre, l’evento, aiuterà chi è nuovo a questa realtà educativa a comprendere come l’apprendimento può esistere in ogni istante della propria vita e non solo seduti dietro ad un banco con un libro in mano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nello specifico cosa faremo?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    La gita Giarre/Sicilia tratterà principalmente due argomenti: la vulcanologia, la geologia e la mineralogia e tutto ciò gravita attorno alla storia dell’Etna, e la storia della Sicilia greca e nello specifico dell’arte della rappresentazione teatrale. Verrà lasciato inoltre molto tempo ai bambini e ai genitori per stare insieme e conoscersi con attività organizzate e non.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come devo prepararmi a partecipare all’evento?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Sarebbe significativo che ogni famiglia portasse un proprio contributo alla gita preparandosi anticipatamente sugli argomenti trattati. Fate correre l’immaginazione: corde del tempo, lapbook, ricette culinarie, una relazione come ciceroni, una lista delle curiosità di quel periodo storico, disegni o sculture fatte per l’occasione, una recita. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Agli iscritti verranno dati maggiori dettagli nelle settimane che precederanno l’evento.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                      
    
    
      Perché dovrei partecipare a questo tipo di gite?
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                    
  
  
    Perché far parte di una squadra aiuta il bambino a far emergere le sue qualità e aumenta la sua autostima.  All’interno del gruppo, ognuno ha ruoli diversi e, imparando a lavorare insieme, si arriva a riconoscere e valorizzare le proprie qualità. Inoltre sia per i genitori che per i bambini è fondamentale confrontarsi con altre persone che hanno scelto l’Homeschooling al fine di incoraggiarsi condividendo le proprie esperienze. Infine, fatevi un regalo e trovate il tempo per rilassarvi e dedicare del tempo alla vostra famiglia staccando la spina.
                  &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quale sarà il clima di questo incontro?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Se avete bisogno di un attimo di pausa dalla routine quotidiana, oppure se volete approfittarne per rilassarvi e ritrovare il piacere di stare in compagnia, state tranquilli perché sarete nel posto giusto. Non avremo sveglie all’alba e manterremo un programma selezionato, ma non intenso.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa accadrà in caso di maltempo?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    In caso di grave maltempo proporremo delle attività al coperto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      *
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        English Version
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      : 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/travelschooling-sicilia-2017/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Travelschooling Sicilia 2017
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/travelsicilia.jpg" length="161976" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 23 Aug 2017 19:38:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/travelschooling-sicilia-2017</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/travelsicilia.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nido e scuola per l’infanzia: come farne a meno</title>
      <link>https://www.controscuola.it/nido-e-scuola-per-linfanzia-come-farne-a-meno</link>
      <description>L'articolo Nido e scuola per l’infanzia: come farne a meno sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/nido-e-scuola-per-linfanzia-come-farne-a-meno/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nido e scuola per l’infanzia: come farne a meno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuolainfanzia.jpg" length="140288" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 24 Jul 2017 21:25:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/nido-e-scuola-per-linfanzia-come-farne-a-meno</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuolainfanzia.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Guida agli esami #2</title>
      <link>https://www.controscuola.it/guida-agli-esami-2</link>
      <description>L'articolo Guida agli esami #2 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L'articolo
          &#xD;
    &lt;a href="/guida-agli-esami-2/"&gt;&#xD;
      
           Guida agli esami #2
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          sembra essere il primo su
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
           Controscuola
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/guidaesamieducazioneparentale-dca641a5.jpg" length="65731" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Jul 2017 15:09:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/guida-agli-esami-2</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/guidaesamieducazioneparentale-dca641a5.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>S-Cool 2017</title>
      <link>https://www.controscuola.it/s-cool-2017</link>
      <description>Manca meno di una settimana al 5° Incontro Nazionale per chi pratica l’Educazione Parentale e da parecchie settimane abbiamo dovuto registrare il tutto esaurito. Il Network di Educazioneparentale.org va controcorrente e, invece di organizzare eventi per centinaia di persone, decide quest’anno di dedicarsi alla cura di due gruppi più piccoli.  Questo proprio perché la Perfezione non sta […]
L'articolo S-Cool 2017 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/girl-2203338_1280.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Manca meno di una settimana al 5° Incontro Nazionale per chi pratica l’Educazione Parentale e da parecchie settimane abbiamo dovuto registrare il tutto esaurito. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Il Network di 
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          Educazioneparentale.org 
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/a&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        va controcorrente e, invece di organizzare eventi per centinaia di persone, decide quest’anno di dedicarsi alla cura di due gruppi più piccoli. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h1&gt;&#xD;
  
                  
  Questo proprio perché 
      
        la Perfezione non sta nella Quantità, ma nella Qualità
      
      . 

                &#xD;
&lt;/h1&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Verrà dedicata però una giornata, della splendida settimana che passeremo insieme ai partecipanti di 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.s-cool.it"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        S-Cool
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , a una gita fuori porta aperta a tutti: amici, parenti, homeschoolers, curiosi e simpatizzanti. Se non avete avuto modo di prenotare presso Panta Rei, ma volete comunque unirvi al gruppo di genitori che parteciperanno all’evento, potete farlo 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        il giorno 8 giugno.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
          Giovedì 8 giugno ci ritroveremo sull’
          
      
      
                        &#xD;
        &lt;a href="http://polvese.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
          
                          
        
        
            isola Polvese
          
      
      
                        &#xD;
        &lt;/a&gt;&#xD;
        
                        
      
      
           situata nel Lago Trasimeno a partire dalla mattina fino al tardo pomeriggio. I traghetti partono da San Feliciano (
          
      
      
                        &#xD;
        &lt;a href="http://www.trasimeno.ws/orario_traghetti_primavera_autunno_it.html" target="_blank"&gt;&#xD;
          
                          
        
        
            link orari traghetti
          
      
      
                        &#xD;
        &lt;/a&gt;&#xD;
        
                        
      
      
          ), indicativamente prenderemo il traghetto delle 10.30, ci si organizza in autonomia. Trascorreremo una giornata insieme liberamente, ritrovo presso la spiaggia adiacente l’imbarco dei traghetti, pranzo al sacco. L’isola non è grande, non dovrebbero esserci grossi problemi nel trovarsi. 
        
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/s-cool-2017/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      S-Cool 2017
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/girl-2203338_1280.jpg" length="208349" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 01 Jun 2017 05:34:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/s-cool-2017</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/girl-2203338_1280.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Guida agli esami #1</title>
      <link>https://www.controscuola.it/guida-agli-esami-1</link>
      <description>L'articolo Guida agli esami #1 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L'articolo
          &#xD;
    &lt;a href="/guida-agli-esami-1/"&gt;&#xD;
      
           Guida agli esami #1
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          sembra essere il primo su
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
           Controscuola
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/guidaesamieducazioneparentale.jpg" length="230576" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 May 2017 21:09:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/guida-agli-esami-1</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/guidaesamieducazioneparentale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esami Annuali Educazione Parentale</title>
      <link>https://www.controscuola.it/esami-annuali-educazione-parentale</link>
      <description>L'articolo Esami Annuali Educazione Parentale sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/esami-annuali-educazione-parentale/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Esami Annuali Educazione Parentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esamiannualieducazioneparentale.jpg" length="61308" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 21 May 2017 19:02:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/esami-annuali-educazione-parentale</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esamiannualieducazioneparentale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Protect Our Education Rights: NO Annual Compulsory Exams for Italian Home-Ed Kids</title>
      <link>https://www.controscuola.it/protect-our-education-rights-no-annual-compulsory-exams-for-italian-home-ed-kids</link>
      <description>L'articolo Protect Our Education Rights: NO Annual Compulsory Exams for Italian Home-Ed Kids sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/protect-our-education-rights-no-annual-compulsory-exams-for-italian-home-ed-kids/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Protect Our Education Rights: NO Annual Compulsory Exams for Italian Home-Ed Kids
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 02 Apr 2017 18:45:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/protect-our-education-rights-no-annual-compulsory-exams-for-italian-home-ed-kids</guid>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Esami non obbligatori – ieri-oggi-domani</title>
      <link>https://www.controscuola.it/esami-non-obbligatori-ieri-oggi-domani</link>
      <description>L'articolo Esami non obbligatori – ieri-oggi-domani sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/esami-non-obbligatori-ieri-oggi-domani/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Esami non obbligatori – ieri-oggi-domani
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Fri, 24 Mar 2017 13:50:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/esami-non-obbligatori-ieri-oggi-domani</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Perché homeschooling prepara per il futuro meglio della scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/perche-homeschooling-prepara-per-futuro-scuola</link>
      <description>Di recente parlavo con mio zio che mi chiedeva se avessimo mai paragonato le capacità dei nostri figli che fanno unschooling con quelle dei bambini scolarizzati. Nello specifico mi chiedeva se avessimo fatto dei test. Gli ho spiegato che non seguiamo il curriculum scolastico e che non ci teniamo a far esaminare i nostri figli […]
L'articolo Perché homeschooling prepara per il futuro meglio della scuola sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SCUOLA-HOMESCHOOLING.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h1&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Perché homeschooling prepara per il futuro meglio della scuola
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h1&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Di recente parlavo con mio zio che mi chiedeva se avessimo mai paragonato le capacità dei nostri figli che fanno unschooling con quelle dei bambini scolarizzati. Nello specifico mi chiedeva se avessimo fatto dei test. Gli ho spiegato che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non seguiamo il curriculum scolastico e che non ci teniamo a far esaminare i nostri figli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            proprio perché, avendoli costantemente sotto gli occhi, non abbiamo bisogno di un test che ci dica a che punto sono, lo sappiamo già! Mi ha chiesto inoltre come facciamo, io e mio marito, a preparali nelle materie scolastiche e quali conoscenze avranno i bambini al termine dei loro studi casalinghi. Ciò ha aperto un discorso ancora più ampio.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I ragazzi che vanno a scuola 
        non
       vengono preparati per il futuro che li aspetta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La realtà odierna è in continuo mutamento e quello che imparano seduti a un banco probabilmente risulterà datato quando inizieranno a lavorare. Non so voi, ma nella mia vita sto utilizzando poco o nulla di ciò che ho imparato a scuola. L’incertezza costante: l’incapacità di prevedere i trend futuri dell’economia e del lavoro, continua ancora oggi come ieri, ma il sistema educativo rimane sempre un passo (…o due, o tre) indietro.  Purtroppo non s’insegna ciò che conta veramente per ottenere un futuro felice e il successo lavorativo e personale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Mio zio mi guardava interessato ma incerto, ho quindi cercato di spiegargli come, io e mio marito, ci stiamo impegnando a crescere i nostri figli.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il nostro approccio educativo stravolge completamente le linee guida tradizionali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , significa fare tabula rasa della propria forma mentale (e quella della maggior parte della gente che ci sta attorno) e provare qualcosa di completamente nuovo. Sapevo di metterlo alla prova con la mia spiegazione…
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Noi privilegiamo un percorso da autodidatti da subito, quindi
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           non proponiamo loro alcuna nozione preconfezionata e non li sottoponiamo ad alcun tipo di esaminazione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Stiamo imparando accanto ai nostri figli, osservandoli e sostenendoli nelle loro ricerche e scoperte. Il fatto di essere i protagonisti di un cammino la cui direzione è sconosciuta, rende l’avventura ancora più emozionante e imprevedibile. Questo ci permette anche di costruire un percorso assolutamente originale, che non riprende nessuno schema già in uso.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Una qualità che riteniamo fondamentale per il cittadino del futuro è di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           avere una
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           mente inquisitiva e la capacità di imparare in autonomia
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Ogni bambino ha un bagaglio di domande infinito, e il nostro compito è semplicemente quello di mantenere viva la fiamma della conoscenza. Lo facciamo in molte maniere, per esempio facendoci
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           in primis
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          noi tante domande e poi valutando con loro le possibili risposte. Tutti i bambini hanno questo spirito di ricerca ma, troppo spesso, esso viene soffocato in nome del sistema educativo tradizionale che non incoraggia il pensiero divergente e riempie le teste degli studenti con nozioni
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           già
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           pronte.
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          Le lezioni vengono assimilate temporaneamente per poi essere rigurgitate nel momento del test. Questo tipo di esercitazione sterile uccide il pensiero critico.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Le domande che ci poniamo ci portano a essere sempre più curiosi: ciò conduce a iniziare una serie di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           progetti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          sull’argomento prescelto, che portiamo avanti insieme, in famiglia. Anche le necessità di ogni giorno, come per esempio imbiancare la casa, oppure trovare i soldi per una bicicletta nuova o programmare una vacanza, ci portano a ideare dei
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           progetti
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          , ciascuno con il proprio scopo ben definito. I bambini osservano anche me e mio marito lavorare, e seguono i nostri percorsi lavorativi sia come spettatori, che in prima persona.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           A differenza dei “lavoretti”, che sono un surrogato ludico della realtà, già il nome ne denota la pochezza, questi sono progetti concreti che hanno una conseguenza reale nella nostra vita.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Sono iniziative che necessitano un confronto con entità tangibili quali il denaro, il tempo, le risorse familiari, ecc…
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ovviamente, ogni giorno ci si propongono una serie di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           problemi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e noi lasciamo che siano i bambini a trovare le opportune soluzioni a quelli alla loro portata, mentre per quelli più complicati chiediamo comunque e sempre la loro opinione. Più di una volta la loro
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           freschezza
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
          ci ha permesso di trovare una soluzione originale, alla quale noi adulti non saremmo arrivati da soli.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Li incoraggiamo quindi a procedere per tentativi, suggerendo di riprovare se falliscono e congratulandoci con loro per le conquiste ottenute.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Questo processo alimenta la loro
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           autostima
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e la sicurezza di poter sormontare qualsiasi ostacolo che la vita gli presenterà. Così saranno esperti di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            problem
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            solving
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , una dote impagabile.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Libertà
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Questo continuo esercizio, unito a una grande
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           libertà
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , li porta inevitabilmente a scoprire le proprie
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           passioni
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Noi genitori siamo presenti per stimolarli in svariate maniere, senza mai giudicare il loro percorso, anzi offrendo possibilità sempre differenti e interessanti. Trovo che il centro della vita di un individuo dovrebbe essere la passione per il lavoro svolto,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           non c’è nulla di più triste di un essere umano che non possa perseguire la propria vocazione.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          E’ altrettanto vero che non è facile oggigiorno incontrare persone che abbiano trasformato la loro passione in lavoro, anzi è più facile trovare individui che tristamente avanzano nella vita con un sogno oramai dimenticato nel cassetto.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Felicità
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La felicità è il motore dell’esistenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , e per vivere bene bisogna saper essere felici indipendentemente da ciò che accade: tra tutte le cose che insegno ai miei figli, questa è di sicuro una di quelle che mi sta più a cuore.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Troppi genitori insegnano ai bambini che la felicità è al di fuori di essi e che dipende dagli oggetti o dal denaro che si possiedono, oppure ancora dalle amicizie che si hanno o dai voti che si prendono a scuola.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Fin da piccolissimi noi lasciamo ai nostri figli la propria privacy, la libertà di intrattenersi da soli: giocando, leggendo, immaginando, costruendo. L’ozio creativo e solitario è da noi largamente valorizzato con risultati positivi. La felicità si raggiunge da soli. Non ho praticamente mai sentito i miei figli lamentarsi di essere annoiati. Piuttosto che algebra o il nome dei fiumi del centro America, si dovrebbe insegnare a essere felici. Il bambino che non sperimenta questo grado d’indipendenza rischia, una volta adulto, di attaccarsi in maniera morbosa ad un’altra persona, oppure di colmare il vuoto esistenziale con dei passatempi come i social o lo shopping, oppure peggio ancora, con il cibo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Indipendenza
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Un’altra qualità a cui teniamo molto è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           l’indipendenza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Diamo loro l’esempio su come fare numerose attività quotidiane: dal preparare un pasto, a pulire il bagno, ad andare a fare una commissione e controllare poi il resto al negozio. All’inizio ci affianchiamo a loro aiutandoli e correggendo gli errori, sicuramente lodandoli per i successi.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Li lasciamo sbagliare un numero infinito di volte, ricordandoci che sbagliando s’impara. L’indipendenza conduce alla libertà,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          infatti vedo già come i più grandi sanno di non aver bisogno di un insegnante o di un genitore (o in un futuro lontano di un capo) che gli dica cosa fare, essi sanno cosa vogliono raggiungere e trovano da soli il modo per realizzare i propri sogni. Se lungo il cammino hanno bisogno di qualcuno che li aiuti, sanno bene a chi rivolgersi e in quali termini.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Compassione
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Infine crediamo nella
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           compassione
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          per il prossimo,
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           nell’empatia e nella felicità reciproca come fonte di benessere.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La compassione è anche la chiave a un ambiente lavorativo positivo. Cerchiamo di parlare di compassione, fornendo esempi concreti, ogni giorno. La cosa che più conta in quest’aspetto dell’educazione è l’esempio di noi genitori, infatti ci preoccupiamo di essere sempre compassionevoli verso i nostri figli e il prossimo. Se incontriamo qualcuno che è infelice cerchiamo sempre di aiutarlo, se la persona è lontana allora inviamo degli auguri e dei pensieri felici. Sperimentiamo come il dare felicità, porti sempre benessere a noi e ai nostri cari. Basta veramente poco.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La tolleranza va di pari passo con la compassione, e si allena conoscendo persone di diverse etnie, gruppi sociali e stati fisici.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Noi cerchiamo di esporre i nostri figli a quante più forme di diversità ci sia possibile. Mostriamo loro quanto ci sia da imparare gli uni dagli altri e che essere diversi è un pregio, come dice il proverbio: “Il mondo è bello perché è vario”.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Cambiamento
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A questo punto dal volto di mio zio era scomparso quel velo d’incertezza, e con un cenno della testa annuiva. La sua rigidità stava evaporando alla luce del cambiamento.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il cambiamento: la qualità più importante, in questo mondo in continuo mutamento.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          I miei figli si adattano al cambiamento sempre più facilmente e noi li mettiamo costantemente alla prova. Specialmente coloro che sapranno adattarsi al cambiamento potranno farcela ad avere successo nel futuro, questa è una delle poche certezze che possiedo. Io stessa mi sto allenando.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           La vita è un’avventura e non sempre (anzi, quasi mai!) le cose vanno come abbiamo progettato, ma da ogni situazione – anche quella più nefasta – possiamo trarre beneficio
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Con il nostro esempio e la loro pratica quotidiana cerchiamo di tenerlo sempre in mente, e quante volte sono stati proprio i miei figli ad incoraggiarmi a rialzarmi e andare avanti, nonostante le avversità.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SCUOLA-HOMESCHOOLING.jpg" length="28556" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 14 Oct 2016 08:05:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/perche-homeschooling-prepara-per-futuro-scuola</guid>
      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SCUOLA-HOMESCHOOLING.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Travelschooling Sicilia</title>
      <link>https://www.controscuola.it/travelschooling-sicilia</link>
      <description>Le gite Travelschooling Italia hanno come obiettivo quello di creare un momento di condivisione per gli homeschoolers nostrani, offrendo la possibilità di scoprire insieme le bellezze culturali, storiche, artistiche e culinarie del nostro Paese, in un clima familiare, dove i bambini sono i veri protagonisti. Mentre la scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mentre la scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e competitivo che non incentiva il lavoro di gruppo, 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        uno degli scopi di queste gite è di esercitarsi ad ascoltare e capire il punto di vista altrui, qualità preziosa in ogni ambito della vita.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       L’evento, aiuterà chi è nuovo a questa realtà educativa a comprendere come l’apprendimento possa esistere in ogni istante della propria vita e non solo seduti dietro ad un banco con un libro in mano.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dopo la gita Aosta, La Thuile, e le sue rovine Romane, gli Homeschoolers andranno a visitare la splendida Sicilia. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’evento Travelschooling è in collaborazione con SmartKids 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.informaweb.it/it/smartkids/smart-kids-2016-programma-evento-giarre-21-23-ottobre" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        INFO
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
        pagina 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="https://www.facebook.com/SmartKids.Cloud/?fref=ts" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        FB
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Qui sotto il programma:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Periodo: da mercoledì 19 a domenica 23 Ottobre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       (è a discrezione dei partecipanti allungare il periodo usufruendo delle convenzioni).
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Luogo: Giarre (CT),
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       cittadina che si trova sulla costa orientale della Sicilia, tra l’Etna, Taormina (17km nord), Catania (30km sud) e il mar Ionio, in declivio verso il mare, in posizione ventilata e panoramica. La città è uno dei migliori punti d’osservazione della caldera di collasso della Valle del Bove, nella quale si versano la maggior parte delle colate laviche del versante orientale del vulcano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giarre dista 30 minuti in auto da Catania, le spiagge distano 3 km (ghiaia fine o scogli) o 17km (sabbiose – Giardini Naxos)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Location: 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.casaolimpia.it/sicilia-con-bambini"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Bed&amp;amp;Breakfast Casa Olimpia
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       (gestito da Homeschoolers Aldo &amp;amp; Olimpia e il piccolo Ettore di 5 anni).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui vi diamo un’idea di cosa faremo insieme, ogni famiglia apporterà il suo contributo unico e speciale. I bambini lavoreranno al progetto prima dell’evento, creeremo una mailing list dei partecipanti. Le cene saranno a prezzi convenzionati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      –Mercoledì 19 Ottobre: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Arrivo in mattinata sistemazione presso il B&amp;amp;B, conoscenza gruppo/acclimatazione, Taormina. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      -Giovedì 20 Ottobre: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Colazione ore 8.30 e partenza per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’Etna.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      -Venerdì 21 Ottobre: Laboratori o Mare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      -Sabato 22 Ottobre: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      -Domenica 23 Ottobre: Mercato dei Bambini e Fiera
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Travelschooling_educazioneparentale.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Iscrizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      : Euro 20 a famiglia.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Soggiorno: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      45 euro camera matrimoniale, 60 euro camera tripla, 75 euro camera 4 posti, 90 camera 5 posti, i prezzi specificati sono convenzionati e per camera a notte con colazione inclusa e per soggiorni di almeno 2 notti. Per chi soggiorna tutta la settimana da lunedì 17 una notte è omaggio. Il B&amp;amp;B mette a disposizione una piccola cucina. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per la prenotazione contattate il B&amp;amp;B tramite il modulo di richiesta presente sul sito o via whatsapp allo 3294138813, entro il 2 ottobre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Specificate nome e cognome, età bambini e numero partecipanti. Ricordatevi per cortesia di segnalare eventuali intolleranze/allergie. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Chi volesse anticipare l’arrivo e pernottare a prezzi convenzionati da lunedì 17 può specificarlo,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        chiusura prenotazioni venerdì 2 ottobre. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se avete altre domande scrivete a 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="mailto:info@educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        info@educazioneparentale.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FAQ
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A chi è dedicata questa gita?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Alle famiglie che praticano l’homeschooling e a coloro che desiderano conoscere da vicino questo tipo di educazione personalizzata. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Può partecipare anche solo “una parte” della nostra famiglia?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Certamente. Questo week-end di divertimento e istruzione può essere l’occasione per passare un momento speciale con uno dei vostri figli mentre gli altri rimangono a casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ una gita adatta anche ai bambini che hanno da poco lasciato la scuola per fare Homeschooling?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Assolutamente si. La scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e competitivo che non incentiva il lavoro di gruppo, uno dei nostri scopi è di esercitarsi ad ascoltare e capire il punto di vista altrui, qualità preziosa in ogni ambito della vita. Inoltre, l’evento, aiuterà chi è nuovo a questa realtà educativa a comprendere come l’apprendimento può esistere in ogni istante della propria vita e non solo seduti dietro ad un banco con un libro in mano.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nello specifico cosa faremo?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La gita Giarre/Sicilia tratterà principalmente due argomenti: la vulcanologia, la geologia e la mineralogia e tutto ciò gravita attorno alla storia dell’Etna, e la storia della Sicilia greca e nello specifico dell’arte della rappresentazione teatrale. Verrà lasciato inoltre molto tempo ai bambini e ai genitori per stare insieme e conoscersi con attività organizzate e non.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come devo prepararmi a partecipare all’evento?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sarebbe significativo che ogni famiglia portasse un proprio contributo alla gita preparandosi anticipatamente sugli argomenti trattati. Fate correre l’immaginazione: corde del tempo, lapbook, ricette culinarie, una relazione come ciceroni, una lista delle curiosità di quel periodo storico, disegni o sculture fatte per l’occasione, una recita. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Agli iscritti verranno dati maggiori dettagli nelle settimane che precederanno l’evento.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                      
    
    
      Perché dovrei partecipare a questo tipo di gite?
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                      
    
    
      Perché far parte di una squadra aiuta il bambino a far emergere le sue qualità e aumenta la sua autostima.  All’interno del gruppo, ognuno ha ruoli diversi e, imparando a lavorare insieme, si arriva a riconoscere e valorizzare le proprie qualità. Inoltre sia per i genitori che per i bambini è fondamentale confrontarsi con altre persone che hanno scelto l’Homeschooling al fine di incoraggiarsi condividendo le proprie esperienze. Infine, fatevi un regalo e trovate il tempo per rilassarvi e dedicare del tempo alla vostra famiglia staccando la spina. 
    
  
  
                    &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quale sarà il clima di questo incontro?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se avete bisogno di un attimo di pausa dalla routine quotidiana, oppure se volete approfittarne per rilassarvi e ritrovare il piacere di stare in compagnia, state tranquilli perché sarete nel posto giusto. Non avremo sveglie all’alba e manterremo un programma selezionato, ma non intenso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa accadrà in caso di maltempo?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      In caso di grave maltempo proporremo delle attività al coperto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/travelschooling-sicilia/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Travelschooling Sicilia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 13 Sep 2016 19:27:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
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        <media:description>main image</media:description>
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    </item>
    <item>
      <title>Feste di Non Rientro a Scuola 2016</title>
      <link>https://www.controscuola.it/feste-non-rientro-scuola-2016</link>
      <description>L’estate è agli sgoccioli, ma gli Homeschoolers italiani non si fanno cogliere alla sprovvista e stanno organizzando numerose feste di NON rientro a scuola. Scegliete la location che più vi si addice e venite a festeggiare con noi, se state pensando di praticare l’Educazione Parentale sarà un’ottima occasione per informarsi.  3-4 settembre – Rimini Camping […]
L'articolo Feste di Non Rientro a Scuola 2016 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/festenonrientroascuola16.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’estate è agli sgoccioli, ma gli Homeschoolers italiani non si fanno cogliere alla sprovvista e stanno organizzando numerose feste di NON rientro a scuola. Scegliete la location che più vi si addice e venite a festeggiare con noi, se state pensando di praticare l’Educazione Parentale sarà un’ottima occasione per informarsi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
   3-4 settembre – Rimini

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Camping Maximum 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.campingmaximum.com/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      http://www.campingmaximum.com/
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Un weekend dedicato ai nostri bambini.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pic-nic
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in campeggio o al mare sabato, possibilità di visitare le Saline di Cervia domenica, dopo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il mercatino dei bambini che si svolgerà in mattinata. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Le prenotazioni per la gita alle saline verrano fatte in autonomia sabato, possibilità di stare insieme un giorno o entrambi i giorni. Se desiderate prenotare in campeggio per quel fine settimana ad un prezzo preferenziale contattate il numero 0541 372602 o scrivete a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="mailto:info@s-cool.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      info@s-cool.it
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  18 settembre – Bergamo, ore 10

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ci incontriamo tutti per una bella giornata insieme. Portiamo quello che ci serve per divertirci e per fare un pic-nic. Per info consultate la sezione eventi di www.educazioneparentale.org
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Venerdì 23 Settembre – Milano, dalle 16 alle 19.30

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      AperoParty presso il Bosco in Città, dalle ore 16 alle ore 19.30, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Portico Numero 4.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Festeggiamo il NON rientro a scuola, ma in realtà è una scusa per stare insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ogni famiglia è invitata a portare una pietanza da condividere e una bevanda, qualche piatto, posate o bicchieri. Consigliamo monopattini, palla, corda per saltare, bici, carta e colori e quant’altro vi viene in mente per i nostri bambini. Abbigliamento a cipolla. Il Bosco in Città è un parco pubblico del Comune di Milano. Sono 110 ettari di boschi, radure, sentieri, corsi d’acqua, orti urbani, un’antica cascina che ne costituisce il centro operativo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  24 settembre Parco Fenice – Padova dalle 10.00 alle 17.00

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Party dedicato a famiglie homeschoolers e simpatizzanti. Il parco delle energie rinnovabili Fenice(http://fondazionefenice.it/) è un luogo meraviglioso in cui ritrovarci, conoscere nuove famiglie homeschoolers e non, in un contesto a noi riservato ed immerso nel verde. Proponiamo il pic-nic condiviso. Abbiamo a disposizione un ampio spazio fornito di tavoli e panche, zona giochi, passeggiate alla riscoperta della natura, servizi igienici e uno chalet utile anche in caso di maltempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si terranno laboratori didattici per i bambini con tema energie rinnovabili. Non perdetevi la caccia al tesoro a fine giornata! Il costo è 10.00 Euro a famiglia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per info: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="mailto:martabacco@gmail.com"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      martabacco@gmail.com
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Inoltre, stiamo organizzando il primo appuntamento dedicato al Travelschooling Italia a LaThuile, in provincia di Aosta.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Travelschooling_educazioneparentale.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le gite Travelschooling Italia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     hanno come obiettivo quello di creare un momento di condivisione per gli homeschoolers nostrani, offrendo la possibilità di scoprire insieme le bellezze culturali, storiche, artistiche e culinarie del nostro Paese, in un clima familiare, dove i bambini sono i veri protagonisti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre la scuola spesso predilige un modello di apprendimento individuale e competitivo che non incentiva il lavoro di gruppo, uno degli scopi di queste gitei è di esercitarsi ad
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ascoltare e capire il punto di vista altrui, qualità preziosa in ogni ambito della vita. Levento, aiuterà chi è nuovo a questa realtà educativa a comprendere come l’apprendimento possa esistere in ogni istante della propria vita e non solo seduti dietro ad un banco con un libro in mano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le prenotazioni per questa prima gita chiudono venerdì 2 settembre. Per ulteriori informazioni scrivere a 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="mailto:info@educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        info@educazioneparentale.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Info Pratiche:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Periodo:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     30 Settembre, 1-2 Ottobre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Durata:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Venerdì, Sabato e Domenica (due pernotti)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Location: 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Hotel Letterario “La Locanda Collomb”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
        (gestito da Homeschoolers) 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.locandacollomb.it/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        http://www.locandacollomb.it/
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Programma:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Venerdì:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Arrivo in mattinata/primo pomeriggio e sistemazione presso l’albergo, conoscenza gruppo/acclimatazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ore 15.00 visita al Castello Reale di Sarre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ore 19.00 “Not Back To School Pizza Party” presso l’albergo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sabato:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Colazione ore 9.00. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Visita ad Aosta città Romana
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     partenza ore 10.30 rientro previsto per le 16.30, pranzo al sacco. Visiteremo l’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Arcoao.jpg"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Arco d’Augusto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/PortaPraetoria.jpg"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Porta Pretoria
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Teatro.jpg"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      teatro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/criptoportico.jpg"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      criptoportico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     forense e la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/mura.jpg"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cinta muraria
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
I racconti didattici delle famiglie potranno essere condivisi in loco.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ore 19.30 Cena presso il Ristorante “La Grotta”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.lagrottalathuile.com/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      http://www.lagrottalathuile.com/
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Domenica:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ore 10.30 passeggiata presso il Lago d’Arpy 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.lathuile.it/datapage.asp?id=340&amp;amp;l=1&amp;amp;s=E"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      http://www.lathuile.it/datapage.asp?id=340&amp;amp;l=1&amp;amp;s=E
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Pranzo libero e partenza nel pomeriggio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Costi:
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Iscrizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : euro 15 a famiglia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Soggiorno:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     35 euro a notte a persona, colazione inclusa (gratis sotto i tre anni)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cena completa di venerdì e sabato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : 35 euro adulto, 23 bambini (questo è il costo completo di entrambe le sere). Il pranzo al sacco di sabato e domenica non è incluso.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ingresso siti archeologici e castello di Sarre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : 12 euro adulto, 4 euro bambini (verrà valutata la possibilità di prendere una guida con un costo aggiuntivo).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per la prenotazione è gradita una notifica telefonica al numero+39.0165.885119, entro il 2 settembre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Specificate nome e cognome, età bambini e numero partecipanti. Ricordatevi per cortesia di segnalare eventuali intolleranze/allergie o dieta vegetariane/vegane. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Chi volesse anticipare l’arrivo e pernottare anche la notte di giovedì può specificarlo al momento della prenotazione. Chiusura prenotazioni venerdì 2 settembre. Chi volesse anticipare l’arrivo e pernottare anche la notte di giovedì può specificarlo al momento della prenotazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Tutta un’altra Scuola

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Infine vi invitiamo al grande 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      weekend dedicato alla Scuola che Cambia a Vaiano, Prato il 10 e 11 settembre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tutta un’altra Scuola, evento organizzato da Terra Nuova
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , vede numerosi relatori che parleranno di scuole e di educazione, senza confini, gabbie né tabù. Sarà un momento per alimentare una comunità in fermento che sta crescendo. Tutto in un clima di festa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Prenotatevi per il Seminario sull’Homeschooling con Erika Di Martino, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.tuttaunaltrascuola.it/schedule/homeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      seguendo questo link
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Saremo insieme sabato 10 settembre dalle 11:15 alle 12:30 e dalle15:30 alle 18:30, nel corso della giornata si tratterà in maniera approfondita cosa significa veramente non mandare i propri figli a scuola e come capire se si è preparati per intraprendere questo cammino alternativo e quali sono gli accorgimenti legislativi e burocratici per iniziare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/feste-non-rientro-scuola-2016/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Feste di Non Rientro a Scuola 2016
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/festenonrientroascuola16.jpg" length="99156" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Aug 2016 17:18:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/feste-non-rientro-scuola-2016</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/festenonrientroascuola16.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeshooling e Dsa</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeshooling-e-dsa</link>
      <description>Siamo una famiglia con 4 figli che ha rifiutato il sistema scuola per il benessere dei nostri figli. Ora vi racconto la nostra storia. Ricordo che Marilena, la mia secondogenita che ha ora 11 anni, dimostrava originalità nella scrittura fin dai tempi della materna, per esempio scriveva le lettere o il suo nome da destra […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling_dsa.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Siamo una famiglia con 4 figli che ha rifiutato il sistema scuola per il benessere dei nostri figli. Ora vi racconto la nostra storia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ricordo che Marilena, la mia secondogenita che ha ora 11 anni, dimostrava originalità nella scrittura fin dai tempi della materna, per esempio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scriveva le lettere o il suo nome da destra verso sinistra
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In prima elementare riconosceva tutte le singole lettere, ma non riusciva a leggere le parole, nel dettato scriveva utilizzando solo le consonanti e alla fine della scuola aveva imparato a riconoscere le sillabe, ma non le parole intere. Ai tempi la maestra mi tranquillizzava affermando che ero troppo ansiosa, anzi ricordo che una volta mi disse, molto seccata, che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dovevo pensare a fare la mamma e non la maestra di mia figlia!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      In seconda elementare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cambiammo scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Purtroppo vi era un continuo via vai di supplenti e io ero insospettita dal fatto che Marilena andasse continuamente in bagno. Non voleva parlare di questa situazione e quindi presi un appuntamento con il pediatra sospettando una cistite. Riflettendo con lui sul fatto che il continuo uso del bagno avveniva solo a scuola e non a casa, non sapevo cosa pensare e caddi dalle nuvole quando mi chiese: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Mi dica come va a scuola. Sa leggere e scrivere?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La mia risposta fu negativa e decidemmo in quel momento di effettuare dei test per vedere se fosse dislessica, nonostante la reticenza di mio marito che si opponeva a questa scelta.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Andammo al Bambin Gesù per tre giorni di day hospital in cui la testarono in vari campi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La conclusione fu molto generica: dislessia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ci fu spiegato che era presto per parlare di altri disturbi dell’apprendimento. Così cominciammo subito con la logopedia e Marilena in pochi mesi cominciò a leggere bene come tutti i suoi compagni di classe.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Parlai con la maestro di ruolo, che nel frattempo era finalmente tornata, e mi sembrò molto preparata sul problema dislessia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      In terza elementare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     aumentarono le richieste da parte del sistema scolastico e di conseguenza aumentarono le difficoltà per mia figlia. Lei scriveva in modo incomprensibile e non riusciva ad imparare le tabelline. Non arrivava a raccontare oralmente ciò che aveva appena letto e la sua lettura era lenta. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ogni volta che la maestra la chiamava a leggere, i compagni ridevano e dicevano che ci metteva troppo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Purtroppo la maestra non li rimproverava, anzi, rimprovera Marilena perché leggeva troppo lentamente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La mandava alla lavagna a scrivere, mentre tutti i compagni intervenivano dicendo che loro non scrivevano così male neanche in prima elementare. Era una umilizione continua. La mandava alla lavagna a fare le divisioni, quando lei non conosceva neanche le tabelline! Le davo da portare a scuola una calcolatrice e la maestra gliela toglieva! 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Alla recita di fine anno lei è perfino stata esclusa perchè non riusciva ad imparare le parti a memoria!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Furibonda mi recai a scuola pronta a litigare, armata del testo della Legge 170
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma la maestra mi rispose che la diagnosi era – per lei – troppo generica. Sempre secondo lei “dislessia” significa non saper leggere, ma dato che Marilena sapeva leggere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      era solo svogliata. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Così, a metà anno, cambiammo di nuovo scuola, anche perché fino a quel momento Marilena andava a tempo pieno e la psicologa che la seguiva mi disse che per lei era troppo e che sarebbe stato meglio fare mezza giornata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Uscendo alle 13.00 le cose migliorarono, ma di li a poco la situazione cambiò. Le nuove compagne non l’accolsero bene, inoltre lei non faceva nulla per inserirsi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La sua autostima era sotto i piedi, si era chiusa nel suo mondo, disegnava, ritagliava pezzetti di carta di continuo e non giocava durante la ricreazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quarta elementare:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      arriva la diagnosi di dislessia, disgrafia e discalculia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Marilena è dispensata dalla lingua inglese scritta, ottiene la calcolatrice, il computer e mappe concettuali come strumenti compensativi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pur essendo la diagnosi più precisa, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la nuova maestra non le permetteva mai di portare il computer a scuola, la calcolatrice era “tollerata” a malapena e le mappe poteva usarle solo a volte.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Tanta fatica a casa per fare queste mappe che poi la maestra le toglieva semplicemente perché i compagni dicevano che non era giusto. Invece di spiegare ai compagni il perché di quelle mappe, le si eliminava! Inoltre l’insegnante pretendeva che Marilena scrivesse in corsivo, con conseguenti innumerevoli errori di ortografia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quinta elementare:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     altro cambio di scuola. Con questa ennesimo tentativo finalmente nessuna difficoltà: in questa scuola la Legge 170 veniva applicata e Marilena usava le mappe nelle interrogazioni e la calcolatrice, l’inglese era solamente orale e finalmente nessun compagno si lamentava. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La nuova maestra accettava lo stampatello maiuscolo, la sola forma di scrittura che Marilena può adottare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le elementari si chiudono quindi “in bellezza”, ma l’odio per la scuola, il disagio per quello stato di “prigionia”, la voglia di scappare da quelle mura le causavano comunque l’orticaria. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Marilena nello svolgere i compiti a casa piangeva, e poi si grattava dappertutto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     L’autostima era svanita, la frequenza scolastica pareva una condanna!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Per questo motivo ho inziato ad informarmi sull’Homeschooling.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il caso ha voluto che incontrassi in vacanza una signora i cui figli non andavano a scuola, possibilità che io non conoscevo allora. Iniziai a conversare con lei, che mi raccontava della sua esperienza, mentre i miei figli ascoltavano attenti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Alla fine, quando la signora ci lsciò, loro mi chiesero con tanto entusiasmo: “Mamma! Perché non lo facciamo anche noi?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il mio maggior timore era di non essere in grado di insegnare ai miei figli. Loro stessi mi hanno allora incoraggiato e rassicurato dicendomi: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mamma, di fatto già fai educazione parentale, perché il pomeriggio ci aiuti sempre nei compiti e ci spieghi tutto quello che non facciamo in classe!”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Era vero, era proprio così!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In precedenza avevo frequentato un corso per genitori presso l’Associazione Italiana Dislessia, in cui ho imparato tante strategie d’insegnamento e ho sperimentato che cosa significasse avere un “piano didattico personalizzato”. Ho appreso tecniche di studio anche dalla psicologa specializzata in DSA che ci aiutava nei compiti a casa. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ho così unito tutte queste conoscenze e, stimolata e guidata da mia figlia stessa, sono partita per questo bellissimo viaggio!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi sono basata molto sul libro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/prodotto/homeschooling-leducazione-parentale-in-italia/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Homeschooling. L’Educazione Parentale in Italia”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e su un libro in inglese intitolato: “Beyond survivor”, nonché sull’esperienza e i consigli di quella mamma HS che incontrai in piscina tempo fa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’altro mio timore era l’eventuale ostilità della Preside della scuola. Pensate però che al contrario ho trovato una persona molto aperta nei confronti dell’HS.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Poi temevo che mio marito non accettasse l’HS
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , perché lui la considerava dapprincipio una specie di “fuga” dalla realtà. Ora, dopo qualche tempo si è reso conto di quanto ciò abbia giovato a tutti i nostril figli e in particolare a Marilena.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La cosa più ovvia che mi sono sentita dire è stata che avremmo avuto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      carenze di “socializzazione”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Alcune persone pensano che io voglia far crescere i miei figli nell’ovatta, fuori dalla realtà. Credono che io voglia evitargli la realtà triste e dura, alla quale – secondo loro – dovranno prima o poi abituarsi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Altri invece si sono dimostrati interessati, mi hanno fatto domande, mi hanno detto che non sapevano di questa possibilità e ci hanno guardati con ammirazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  A Marilena gli amici dicono: “Beata te che non vai a scuola!”.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vedono lei e i fratelli come dei marziani e, devo ammeterlo, c’è anche un pò di invidia! Comunque sono invitati alle cene, alle feste, ai pomeriggi in giro per il paese, e tutto il resto. Proprio come quando andavano a scuola, quindi senza problemi di socializzazione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ora Marilena si sta dedicando sempre più all’equitazione: il governo del cavallo pare essere la migliore terapia per lei.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Inoltre abbiamo scoperto il Taekwondo, molto utile per la memorizzazione delle sequenze dei movimenti, nonché per il controllo dello schema corporeo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nelle notre giornate le spiego la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      matematica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     coinvolgendola alla lavagna a con parecchi esempi, le spiego le regole in modo schematico in modo che lei riesca ad “automatizzare” certi procedimenti. I calcoli li fa con la calcolatrice. Per la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      geometria
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     partiamo sempre dal disegno, per poi passare alla formula precedentemente memorizzata, per sostituire infine alla formula i numeri. Con l’i
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      taliano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     non abbiamo problemi perchè Marilena ama scrivere. Attenzione: lei non ama scrivere a mano! La sua, infatti, è anche una diagnosi di disgrafia. Al computer invece scrive bellissimi testi, sia riguardanti cose che ha fatto o visto, sia riguardanti cose che ha studiato in Epica, Storia, o in Scienze. Con lo s
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pagnolo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     non abbiamo problemi: lo parla e lo scrive. Con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’inglese
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scritto c’è qualche difficoltà in più, ma non con l’orale. Le faccio mettere in scena, con il fratello, la Unit del libro che stanno studiando. Così, recitando un ruolo, impara le parole e le regole. Così anche suo fratello! Per la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      geografia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     usiamo molto le carte geografiche.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per quanto riguarda le materie orali: le spiego molto bene il contenuto e lei, solo attraverso l’ascolto, memorizza molto. Questo punto è molto importante: per un dislessico è quasi impossibile memorizzare leggendo. Tanta è la sua fatica nel mettere a posto le lettere che compongono il testo, che alla fine non ricorda più cosa ha letto! Ascoltando, invece, il dislessico apprende e memorizza in modo fantastico. I
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l punto fondamentale è che si deve lavorare nella pace e nel silenzio, non in mezzo a una classe che gioca, ride e scherza, dove troppo spesso l’insegnante è costretta ad interrompere il discorso con urla e richiami vari. L’ambiente della classe distrae moltissimo chi ha già problemi di attenzione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’ideale per Marilena è ascoltare dalla mia viva voce, nel silenzio della nostra stanza HS (così l’abbiamo chiamata), una lezione di storia, tecnologia, scienze, ecc. Dopo le spiegazioni, le lascio i compiti per la volta successiva, quando abbiamo di nuovo quella materia. Si prepara con le mappe che lei stessa produce al computer. Il giorno che abbiamo quella materia, lei mi ripete la lezione guardando, soddisfatta, la mappa che lei stessa ha prodotto! 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se l’argomento l’ha interessata particolarmente possiamo dedicarvi più tempo, facendo una ricerca utilizzando internet.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi duole dire che nel corpo docente c’è molta ignoranza, nel senso che gli insegnanti ignorano il problema di questi bambini. La Legge 170 viene costantemente disattesa e il PDP troppo spesso non viene neanche redatto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     I voti rimangono standardizzati e i bambini non sono tutelati come la legge prevede. Sappiamo bene che le interrogazioni andrebbero fatte dal posto e non alla cattedra o alla lavagna, che i dislessici non vanno chiamati a leggere, proprio per non esporli alle prese in giro da parte dei compagni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
I compagni non vengono preparati ad accogliere ed accettare le diversità, anzi si accolgono le loro proteste quando gridano all’ingiustizia senza avere la conoscenza di cosa sia giusto o sbagliato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’Indennità di Frequenza di 289 euro mensili rimane per molti un miraggio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Lunghissimo l’iter burocratico, nonché la sottoposizione del bambino a controlli e diagnosi ogni anno, come se la diagnosi potesse cambiare! Noi abbiamo percepito per tre anni l’indennità di frequenza. Al quarto anno, dopo l’ennesimo controllo, una commissione ha deciso che Marilena non era più dislessica!!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’unica cosa che mi pare fatta bene è Legge170. Peccato che siamo in Italia dove si dice: “Fatta la legge, trovato l’inganno”, quindi se siete nei nostri panni è saggio rimboccarsi le maniche e fare per se.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeshooling-e-dsa/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeshooling e Dsa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling_dsa.jpg" length="93917" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 07 Aug 2016 14:23:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>#senzacompitifarei</title>
      <link>https://www.controscuola.it/senzacompitifarei</link>
      <description>Mia figlia ha 11 anni e frequenta la prima media. Sono impressionato dalla quantità di compiti a casa che le vengono assegnati ogni giorno. La scuola la impegna per 6 ore, fino alle 13.50, lei vorrebbe fare sport e frequentare qualche amica, ma deve spesso rinunciare per i troppi compiti a casa da svolgere. Vista la quantità […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Gli studi di psicologia cognitiva hanno dimostrato che, anche se è necessario esercitare i meccanismi dell’apprendimento, un alto numero di ore di studio è inutile. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Il rischio è di incorrere in un apprendimento di breve durata, quindi apparente, che affatica il sistema cognitivo e lo rende incapace di recepire nuove cose.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Questo è 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        dannoso
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       anche per la motivazione all’impegno che può affievolirsi lasciando il posto al 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        fare tanto per fare
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      . Nel peggiore dei casi i bambini sperimentano, a causa dei compiti a casa, disistima e frustrazione. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        La paura dell’insuccesso e delle conseguenze di un giudizio negativo avvelenano inevitabilmente il processo di apprendimento. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        In questo sabato soleggiato, in cui si potrebbero fare tante belle cose, come una gita con i bambini al mare o una camminata per i boschi, sono qui ad ultimare i “compiti” che vengono regolarmente assegnati al venerdi per il lunedi. Mio figlio fa la terza elementare con tempo pieno, sono 40 ore alla settimana, e termina ogni giorno alle 16. Spesso ha dei compiti da fare giornalmente. Mi è sempre sfuggita quale sia l’utilità effettiva dei compiti a casa, ammesso che ve ne sia una. Non sono dell’idea che i weekend, i ponti e le vacanze portino all’oblio degli argomenti trattati. Al posto dei compiti non sarebbe meglio stimolare la curiosità dei ragazzini con attività di altro tipo? Si è mai visto un lavoratore che si porta a casa gli attrezzi del mestiere e prosegue anche dopo cena? (…e anche se si fosse visto non ditemi che questo sia sano)
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Quaranta ore in scuole senza giardino e il fine settimana rubato dai compiti sono una delle cause della dilagante insofferenza giovanile.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Come si può pretendere che i bambini siano educati al 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        rispetto e all’amore
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      , alla
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
         custodia della natura
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      , quando non vengono concessi loro il tempo e le basi per crescere in sintonia con queste? 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
      #senzacompitifarei passerei più tempo con i miei figli più piccoli, serenamente senza lo stress della scuola del grande
    

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Più che “progetto di vita” la scuola di oggi pare essere un allevamento intensivo,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con i compiti a casa che irrompono nel limitato tempo libero quotidiano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non c’è più l’opportunità per andare a trovare i nonni, per una gita fuori porta, per una passeggiata in spiaggia, per una partita a calcio nel parco vicino casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vittime sono anche i genitori che devono affiancare i propri figli, aiutando a risolvere operazioni, correggendo frasi di analisi grammaticale, scrivendo riassunti e ascoltando “lezioni ripetute a voce alta”. La casa – simile a una fabbrica – vede i suoi abitanti svogliatamente operosi anche dopo cena, curvi sui libri, per essere “pronti” il lunedì.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
      #senzacompitifarei giocherei con i miei fratelli all’aria aperta
    

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Oggi c’è un gran parlare su come le nuove generazioni siano maleducate e ignoranti.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Alcuni genitori hanno notato come, man mano che i ragazzi percorrano i diversi gradi della scuola, la situazione peggiori. Purtroppo la buona educazione non riesce a prevalere quando un figlio si trova a condividere costantemente spazi, tempo ed esperienze con i propri coetanei, senza una guida appropriata. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        L’azione educativa degli insegnanti è sempre più difficile, resa complicata dal gran numero di alunni di cui è formata una classe e dal poco – o troppo – tempo a disposizione.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Così la famiglia e la società reale, non quella artificiale che si trova tra le quattro mura della classe, 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        rimangono marginali
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       nel processo educativo dei futuri cittadini.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        L’apprendimento rimane sulla carta e si trasforma in obbligo, non piacere.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Con queste premesse, come si possono ottenere collaborazione, solidarietà e responsabilità civile? 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        L’estraniamento e l’individualizzazione
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        portano inevitabilmente a non avere un sentimento di affiliazione con la natura e con il proprio nucleo familiare. Le conseguenze di ciò sono sotto gli occhi di tutti.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
          
        
           
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
      #senzacompitifarei mi divertirei tutto il giorno
    

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Purtroppo, per molte famiglie non c’è un solo momento libero che non sia in funzione dei compiti, questo è disumano e va denunziato. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Vi sproniamo a dire “NO” e a immaginare, realizzare e fotografare quello che fareste se non foste vincolati dalla scuola e le sue richieste.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        E’ più sano fare una corsa nei prati o venti espressioni?
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        
E’ più dolce aiutare la mamma a fare una torta o imparare i confini di uno Stato?
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        
E’ più importante ascoltare un racconto dei nonni o passare il pomeriggio a fare l’analisi grammaticale?
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Chiediamo ai bambini e ai loro genitori cosa farebbero se non avessero quegli odiosi e dannosi compiti a casa. La vita non è fatta di scuola solamente.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
      #senzacompiti pianterei un seme in giardino e lo guarderei crescere
    

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Date libero sfogo alla fantasia e usate l’energia positiva prodotta per incoraggiare altri a fare lo stesso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h1&gt;&#xD;
  
                  
  #senzacompitifarei

                &#xD;
&lt;/h1&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        è la raccolta delle immagini del vostro apprendimento libero, della vostra voglia di stare insieme e del vostro benessere. E’ una scatola di emozioni che spingerà il mondo dell’Educazione a riflettere sul proprio operato e – ci auguriamo – a modificarlo. Al centro dell’Apprendimento dovrebbe sempre esserci l’Amore. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        #senzacompitifarei
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       pianterei un seme in giardino e lo guarderei crescere
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        #senzacompitifarei
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       giocherei con i miei fratelli all’aria aperta
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        #senzacompitifarei
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       passerei più tempo con i miei figli più piccoli, serenamente senza lo stress della scuola del grande
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        #senzacompitifarei
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       mi divertirei tutto il giorno
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  …e tu,
    
       
    
    come passeresti il tuo tempo? 
    
      #senzacompitifarei

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Scatta, hashtag e condividi – una scuola senza compiti è più sana per tutti (insegnanti compresi!)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    [wdi_feed id=”1″]
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/senzacompitifarei/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      #senzacompitifarei
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/compiti_5.jpg" length="112793" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 14 Apr 2016 13:27:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/senzacompitifarei</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling al Liceo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-al-liceo</link>
      <description>Sono Muji, sono italo-olandese e ho 15 anni. I miei genitori sono divorziati e io vivo con mia mamma e mia sorella, Noa di 18 anni. Noa frequenta la scuola e va al quinto anno del liceo linguistico, mentre mia mamma è giudice arbitro di tennis ed ha 44 anni. Mio padre vive in Brasile</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Sono Muji, sono italo-olandese e ho 15 anni.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           I miei genitori sono divorziati e io vivo con mia mamma e mia sorella, Noa di 18 anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Noa frequenta la scuola e va al quinto anno del liceo linguistico, mentre mia mamma è giudice arbitro di tennis ed ha 44 anni. Mio padre vive in Brasile e lavora come organizzatore di eventi sportivi mondiali collaborando con gli hotels di tutto il mondo. Lui ha 52 anni ed ha una nuova moglie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Cosa ti ha portato a scegliere per l’HS?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Ero stufo del sistema della scuola, dei professori, dei compagni.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Il fatto di dover lasciare le medie e andare al liceo mi distruggeva cosi
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ho cercato e trovato l’HS attraverso una ricerca sulla rete
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           e con infinita gioia l’ho proposto ai miei genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Hai avuto dei timori quando hai deciso di lasciare la scuola?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sinceramente ho avuto più timore di non poter lasciare la scuola facilmente, dato che la legge Italiana prevede l’obbligatorietà dell’istruzione fino ai 16 anni compiuti. Quando ho scoperto l’ HS, mia mamma ha detto che doveva prima vedere se avesse avuto bisogno di una licenza o qualcosa di simile, quindi in quel frangente ho avuto il timore che ce ne fosse davvero bisogno e che dovessi continuare ad andare a scuola. Oh! Mamma!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Mia madre mi ha sostenuto e si è informata subito sull’HS, sotto ogni punto di vista anche quello legale.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Anche a lei non piace tanto il sistema scolastico e quindi le è sembrata una buona idea.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Mio papà era meno convinto
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           , non per le mie capacità di apprendimento o per il fatto di studiare da solo o con altri metodi, ma dal punto di vista sociale. Lui era anche impaurito dal fatto di essere “diverso”,
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            ma io sono riuscito a convincerlo
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         I tuoi ex-compagni di classe come hanno reagito alla notizia?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono rimasti stupiti, non ne erano neanche a conoscenza dell’esistenza dell’HS. A loro è piaciuta l’idea, ma sinceramente non li vedo a fare HS, perché non combinerebbero niente. Al contrario, 
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            io sono determinato nelle mie scelte e soprattutto ho una mamma a cui piace molto studiare e approfondire la cultura.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Abbiamo insieme consultando il sito ministeriale, letto il programma della scuola, senza avvalerci di tutor. Siamo organizzati con un programma mensile e con tabelle di ripasso e strumenti e mezzi di ogni tipo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Senti nostalgia della scuola?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Niente affatto. Più passano i giorni e più mi convinco di questa scelta.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Non invidio per niente mia sorella che si alza la mattina prestissimo ed è costantemente stressata dalla mole dei compiti a casa e dall’agitazione per i compiti in classe. Il suo stile di vita per me non ha molto senso, mai un po’ di libertà.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Per il momento,non abbiamo incontrato altri homeschoolers. Ci piacerebbe conoscere persone che abbiano la mente sulla nostra lunghezza d’onda. Presto faremo delle nuove e splendide amicizie, spero.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Quale è la tua impressione della società odierna?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A mio parere la società odierna è una società di massa nel senso che tutti fanno e credono quello che fanno e dicono gli altri, proprio come un gregge di pecore. Non si riesce ad accettare il “diverso”, se non quando è diffuso dai più potenti, o dallo Stato. Io sono contrariato a questa mentalità e
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            spero che ci sia sempre più gente che la pensi come me e che abbia il coraggio di uscire dalla massa, dagli standard.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ogni persona ha una propria mentalità, ma ho riscontrato che la maggior parte della gente, in specifico la più anziana è stupita negativamente e spesso contrariata della mia scelta di non andare a scuola.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            I primi mesi mi disturbavano i commenti e le domande della gente e non volevo parlare dell’homeschooling, mi limitavo a confidarlo solo ad amici e familiari.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Col tempo sto cambiando e non m’interessa più il giudizio della gente.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           A chiunque mi chieda che scuola frequento io rispondo senza timori – e con orgoglio – che faccio HS.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Hai scelto di fare gli esami di idoneità annuali?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Si,
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           li faccio ogni anno. L’idea degli esami mi turbava, fin dall’inizio. Avevo paura che i professori potessero essere severi dato che non frequentavo i corsi. Per fortuna non è stato così. I professori erano curiosi e gentili, gli esami sono filati lisci senza troppe difficoltà. Due giorni dedicati agli scritti (3 scritti il primo giorno e altri 3 scritti il secondo giorno), il terzo giorno alle interrogazioni di tutte le materie (erano 12).
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Tre giorni pesanti, ma a mio parere sicuramente meglio di tutti i compiti o interrogazioni che si fanno durante un anno scolastico.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Cosa diresti a un ragazzo che non vuole andare a scuola?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sicuramente gli direi di lasciare la scuola per studiare a casa, ma non è sempre così facile.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           Un genitore che vede il sistema scolastico come unica via d’educazione è difficile da convincere. Gli consiglierei di parlare con i propri genitori e mostrare attraverso il sito di educazioneparentale.org che esiste un mondo parallelo alla scuola e che
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            i ragazzi dell’HS sono più felici, meno stressati e soprattutto LIBERI e padroni della propria vita. Questo stato giova anche ai genitori e a tutta la famiglia.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Infine lo spronerei a non mollare mai, e ovviamente, gli augurerei di diventare un Homeschooler!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Ti senti privilegiato per questa scelta educativa?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Infinitamente. Mi sento fortunatissimo e sono sicuro di poter dire che questa scelta, fatta in questo preciso momento della mia vita, mi porterà molto lontano.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Cosa mi racconti delle tue amicizie?
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nei cinque giorni passati a scuola durante la settimana, vedevo sempre i miei amici, ma in un ambiente che non mi piaceva. C’era poco tempo per comunicare, era possibile giocare solo durante la ricreazione che alcuni giorni ci facevano saltare, per continuare a spiegare o per darci i compiti. Poi, durante i pomeriggi,
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           si doveva studiare e quindi non c’era molto tempo per vedere i miei amici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Con il liceo si è complicata la situazione. Nel liceo scelto da me non sarebbe venuto nessun dei miei amici.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Adesso facendo HS ho molto più tempo libero.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           Comunque, i miei amici che continuano aa frequentare la scuola, sono sempre più impegnati di me. Questo mi dispiace molto, ma il fine settimana facciamo una partita a calcio o usciamo tutti insieme. A parte il fatto che loro non hanno molto tempo libero rispetto a me, l’amicizia non è cambiata, ci vogliamo bene e ci raduniamo appena possiamo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Magari tutti i miei amici facessero Homeschooling! Avremmo più tempo per l’amicizia, che a mio avviso è fondamentale per crescere, mentre la scuola se ne dimentica spesso.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Una nota di Mamma Elenia:
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Vorrei ringraziare mio figlio per avermi dato la possibilità di conoscere questo aspetto di lui. Il suo coraggio di affrontare la vita sotto il suo punto di vista,
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           rincorrendo la sua libertà (cosa preziosa).
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Grazie a lui, io ho ritrovato il senso della mia vita e ritrovato la mia libertà.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare una scelta così radicale come l’HS ha portato tanti cambiamenti, in positivo. Il ritmo di vita, della mia famiglia, è migliorato.
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Lo stress della sveglia mattutina non c’è più, lo stress del vestiario adeguato alla scuola non c’è più, lo stress del traffico e dell’orario non c’è più, lo stress del conformarsi alle regole sciocche e superficiali non c’è più…
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Sono aumentati smisuratamente l’amore per la conoscenza e la curiosità,
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
             
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      
           è ritornata la passione per i libri e la lettura e ormai è inarrestabile la gioia di vivere ogni giorno nuovo. Tutti abbiamo più tempo e ci dedichiamo anche a fare dei piccoli viaggi culturali e di relax.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Mia figlia Noa non ha voluto intraprendere questo cammino. Un po’ mi dispiace perché la vedo molte volte arrabbiata e stressata, ma anche questa è libertà! Accettare le scelte degli altri anche se non totalmente comprese.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Vorrei comunicare a tutti
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           quanto sia importante
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           rispettare ogni essere umano nel suo valore più totale!
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Proprio questa comprensione farà si che il prossimo, sia esso un professore, un Dirigente Scolastico,
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
          un parente o un amico, accetti la tua scelta e la tua libertà d’essere ciò che
          &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
          ti senti di essere.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            Questa nostra avventura è stata sicuramente aiutata da tutti gli Homeschoolers che prima di noi hanno percorso questa strada e che ci hanno trasmesso il coraggio e indirizzati verso il modo migliore per incominciare.
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Essi ci hanno dato preziosi consigli tecnici, legali e pratici.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           C’è un vero modo parallelo che non ti fa e non ti farà mai sentire solo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Auguro una buona vita a tutti i lettori!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 01 Apr 2016 15:49:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ma tu li fai i compiti?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ma-tu-li-fai-i-compiti</link>
      <description>Ecco il racconto-intervista di Margherita, una determinata homeschooler di 10 anni che si sta apprestando a seguire il primo anno di medie tramite l’Educazione Parentale. La sua mamma, Elisa, ha un blog molto interessante che potete consultare a questo link. Non aggiungo altro, perché le sue riflessioni sono più interessanti di qualsiasi mio prologo. Buona […]
L'articolo Ma tu li fai i compiti? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non aggiungo altro, perché le sue riflessioni sono più interessanti di qualsiasi mio prologo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Buona lettura!
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io faccio homeschooling da sempre (a parte una breve parentesi l’anno scorso), mi piace tantissimo, imparo le cose che mi piacciono di più 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      come, quando e dove voglio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e questa libertà è meravigliosa, perché ti consente di mettere a frutto i tuoi talenti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Devo dire, però, che fare scuola a casa comporta anche delle “responsabilità” (se si possono chiamare così).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io, contrariamente a quanto pensa la maggior parte delle persone, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ho molte amiche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : ho amiche nella scuola di danza che frequento, amiche a catechismo, bambine con cui mi scrivo via mail, altre via lettera e amiche di penna, una delle quali mi scrive direttamente dalla lontana Australia!! Quante bambine conoscete che intraprendano contatti con persone appartenenti all’altro lato del Globo? Ebbene, io sì.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ho anche una migliore amica, una bambina di dodici anni di nome Emanuela, dolcissima, gentilissima, buonissima: insomma, un vero tesoro. Ci vogliamo tantissimo bene, per questo siamo migliori amiche.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il mio “problema” (che poi un problema non è) sta nel fatto che quasi tutte le mie amiche vadano a scuola. Quando, chiacchierando, salta fuori il fatto che io non vada a scuola, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      loro mi guardano con una faccia che sembra molto quella di un pesce appena pescato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , con la bocca spalancata e gli occhi sgranati. Ecco, quando comincia così io devo trattenermi dal ridere perché, davvero, sono divertenti in una maniera indicibile. A questo punto devo inevitabilmente tirare fuori la mia “lista delle domande e delle risposte sull’homeschooling”, perché le domande che mi rivolgono (e di conseguenza le risposte che io do) sono sempre le stesse e più o meno fanno così:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Queste sono all’incirca le domande che mi fanno tutti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/margheritapianoforte.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A dire la verità, sarò anche fortunata ma, al contrario di quanto molta gente pensa,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       io non resto affatto tutto il giorno stesa sul divano a far niente. Anzi, spesso lavoro più io di loro!!
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Io, ad esempio, leggo, scrivo, studio, disegno, cucino, suono il pianoforte, cucio, ballo e faccio un’infinità di altre cose praticamente tutto il giorno, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non me ne accorgo perché mi piacciono, scelgo io di farle e le faccio quando voglio e come voglio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La scuola, io l’ho provata sulla mia pelle. Non è brutta come molti dicono, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il sistema scolastico è decisamente fatto male. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Mi ricordo bene quando mi svegliavo alle 07:30 la mattina per incamminarmi nel freddo di gennaio, arrivavo a scuola, spesso mi prendevano in giro, lavoravo tutto il giorno, la maestra scriveva il programma del giorno, poi diceva: “Bene, oggi vi darò 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un’infarinatura generale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di questo e di quello…”, poi tornavo a casa sfinita dopo una/due verifiche in un giorno, compiti fino alle dieci di sera, preparare lo zaino e la mattina tutto da capo, tutti i giorni tutto il giorno per 10 mesi l’anno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non era massacrante come pensano alcuni, a volte si facevano delle cose divertenti, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ero diventata una bambina insicura, svogliata, che odiava studiare, che non leggeva più perché troppo stanca, una bambina che contava i giorni alla fine della settimana scolastica ed era nervosa e stressata per le verifiche e le interrogazioni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Facendo homeschooling 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ho ritrovato me stessa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ho di nuovo le mie passioni, lavoro assiduamente e con piacere, anche più dei bambini a scuola, ma in modo molto più rilassato. Nonostante tutto andare a scuola per 6 mesi non è stato uno sbaglio: non ero più sicura di quale fosse la soluzione migliore per me, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ho provato la scuola e ho liberamente scelto di tornare a fare scuola a casa, perché molto più adatta a me.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/margherita.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono contenta delle mie scelte e se tornassi indietro le rifarei senza pensarci due volte.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono sicura della mia vita e del mio futuro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quali sono le mie materie preferite? Italiano, Antologia, Storia, Arte e Storia dell’Arte. Adoro, in particolare, l’arte greca.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Che liceo farò? Il classico, probabilmente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi voglio laureare? Certo che sì.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Che lavoro farò? La scrittrice, naturalmente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non ho ripensamenti e continuo serena la mia vita.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dalle domande che mi pongono, però, si capisce che i bambini della mia età circa, ma anche più piccoli, pensano solo alla scuola. Involontariamente il loro pensiero è rivolto là, sempre. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I bambini, già così piccoli, non hanno più idee loro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : non fanno altro che seguire la massa, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      credendo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di agire secondo la propria volontà. Infatti, questo effetto non è un caso: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per lo Stato è molto più facile governare degli individui che non sono quasi più in grado di fare di testa loro, quindi li crescono fin da piccoli in maniera che seguano la maggioranza.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Facendo così, diventano docili e non si accorgono di essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      controllati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perché è questa la verità: la scuola, nella maggior parte, controlla i bambini.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ma-tu-li-fai-i-compiti/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ma tu li fai i compiti?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/compiti_1.jpg" length="53460" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 07 Feb 2016 04:31:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/ma-tu-li-fai-i-compiti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/compiti_1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le otto domande più assurde sull’Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/le-otto-domande-piu-assurde-sullhomeschooling</link>
      <description>Ci sono un sacco di individui che, pur non conoscendo per nulla la realtà dell’homeschooling, fanno osservazioni supponenti e pongono domande che rasentano l’assurdo quando capiscono che non mandiamo i nostri figli a scuola. Disclaimer: Se vi offendete facilmente o avete poco senso dell’umorismo, non proseguite con la lettura di questo articolo. Inoltre, se avete […]
L'articolo Le otto domande più assurde sull’Homeschooling sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
          
        
          Inoltre, se avete appena scoperto la realtà dell’Homeschooling, leggete prima le 
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;a href="http://www.controscuola.it/faq/"&gt;&#xD;
            
                            
            
          
            FAQ
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;/a&gt;&#xD;
          
                          
          
        
           e poi gli articoli 
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;a href="http://www.controscuola.it/metodi-educativi-confronto/"&gt;&#xD;
            
                            
            
          
            QUI
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;/a&gt;&#xD;
          
                          
          
        
           e 
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;a href="http://www.controscuola.it/perche-homeschooling-prepara-per-futuro-scuola/"&gt;&#xD;
            
                            
            
          
            QUI
          
        
          
                          &#xD;
          &lt;/a&gt;&#xD;
          
                          
          
        
          . Grazie. 
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  1. Come fai a passare TUTTO il giorno con i tuoi figli?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Iniziamo con il dire che non passo TUTTO il giorno con i miei figli e, anche se stiamo molto tempo insieme, questo non significa che essi non svolgano quotidianamente attività da soli (sia in casa che fuori).  Il mio compito non è intrattenerli, la nostra casa non è un circo, io vivo la mia vita così come essi vivono la loro e – se non fosse sufficientemente chiaro – non siamo 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        gemelli siamesi
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      .
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      
… e comunque mi dispiace tanto che a te non piaccia passare il tempo con i tuoi figli. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  2. Come fai a stargli dietro TUTTO il giorno? Io fatico a fargli riordinare la propria stanza! Non vuoi del tempo per te?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    No, guarda, odio praticare l’homeschooling, ma ho deciso di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      immolarmi alla dea Atena
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed è per questo che lo faccio sette giorni su sette. Anzi, ho fatto un figlio per caso, e poi ho ripetuto l’errore per altre 4 volte, nonostante volessi passare la vita facendomi le unghie e andando a cena fuori con mio marito.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Sono un genitore, i miei figli sono la mia vita. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Tu piuttosto, dici sul serio? Dimmi come fai quando i tuoi figli devono fare i compiti a casa? Oppure quando è ora di lavarsi i denti? 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Temo che uno di noi due debba rivedere le proprie capacità genitoriali, o meglio, il proprio progetto di vita… 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  3. Fino a quando farai homeschooling? Ora che sono piccoli va bene, ma dopo non sarai in grado di continuare.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Intendiamo fare homeschooling fino a quando lo vorranno i nostri figli, quindi potremmo continuare fino all’università. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E poi dove sarebbe scritto che non posso farmi aiutare da persone al di fuori della famiglia se non sono preparata in certi argomenti di studio?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ah, guarda è tardi, devi andare a prendere tuo figlio a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ripetizioni di chimica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , meglio che tu vada! Ah, scusa, quanto ti costa a lezione? Trenta euro all’ora? Wow! Certo, è un sacrificio da fare, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      soprattutto se l’insegnante a scuola ti ha consigliato di mandarlo per non perdere l’anno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  4. Sei qualificata per insegnare ai tuoi figli? Io non sarei mai in grado.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Sono qualificata a essere il genitore dei miei figli e posso allo stesso modo aiutarli a imparare.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Se proprio vogliamo vedere, ho una laurea, ma trovo che 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        per fare homeschooling in maniera serena ed efficace bisogna fare
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;em&gt;&#xD;
          
                          
          
        
           tabula rasa
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;/em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
         di ciò che si è vissuto ed imparato nel proprio percorso scolastico.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Non passiamo sei ore seduti ad un banco con un libro in mano. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        L’homeschooling è una cosa decisamente creativa
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      : facciamo lezioni di gruppo, possiamo chiamare un tutor se serve, troviamo un sacco di risorse su internet, andiamo a visitare musei, viaggiamo… 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        A dire la verità, per lo più sono loro che imparano, non io che insegno. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  5. Come faranno i tuoi figli a socializzare? Troveranno degli amici senza andare a scuola?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Fare homeschooling non significa stare in prigione e nemmeno vivere in quarantena per sempre. Pensa, che noi 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        usciamo anche in pubblico
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       con i nostri figli, praticamente ogni giorno. Pensa, che essi frequentano corsi sportivi, fanno volontariato, giocano al parco del quartiere, vengono invitati dagli amici a mangiare una pizza.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Mandare i propri figli a scuola per imparare a socializzare è un po’ come mandarli da McDonald per imparare cosa sia l’alimentazione. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  6. E’ legale non mandare i propri figli a scuola?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        E’ legale prendersi cura dei propri figli? 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
         E’ legale prendersi la responsabilità della loro educazione?
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Si, è legale fare educazione parentale.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Forse dovresti leggere la 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Costituzione
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       del TUO Paese, nello specifico gli articoli 30 e 34. Non l’hai mai letta? La Costituzione: la legge fondamentale della Repubblica italiana, il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto dello Stato italiano, approvata nel 1947. Cosa dici? 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Non l’hai mai studiata a scuola? Va bene, allora forse dovresti fare homeschooling anche tu.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Sei ancora in tempo…
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  7. Come faranno i tuoi figli a inserirsi nel contesto lavorativo e sociale odierno se non sanno seguire le regole? Come si orienteranno se non hanno imparato a eseguire gli ordini, come per esempio mettersi in fila o a stare seduti (giuro che mi hanno fatto anche questa domanda)?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Innanzitutto 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        mi auguro che non s’inseriscano nel contesto lavorativo e sociale odierno che mi pare oltremodo disumano e frenetico.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Preferirei che utilizzassero le proprie passioni per creare qualche cosa di nuovo, che rimangano padroni del proprio tempo e non dei dipendenti con una palla al piede. Detto ciò, sto spronando i miei figli a pensare con la propria testa e fuori dagli schemi e a essere flessibili in un mondo che è in continuo cambiamento. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Il mio scopo è che diventino adulti consapevoli e felici.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Questo non significa che non sapranno svegliarsi in tempo per presentarsi a un colloquio di lavoro. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Vivere senza regole non significa essere sregolati.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       Del resto neppure io mi sono inserita nel contesto lavorativo tradizionale, e faccio fatica a stare ferma, sarà genetico. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
          
        
          Per imparare a stare in coda poi… basterebbe andare a Gardaland a Ferragosto.
        
      
        
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  8. Non ti preoccupa il fatto che non avranno un’infanzia normale?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Se per infanzia normale intendi dover passare otto ore chiusi in un edificio (spesso pericolante) in una 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        classe pollaio
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      , con insegnanti sottopagati che continuano a cambiare, con tantissimi compiti da fare dopo scuola e limitato tempo libero, con il bullismo giornaliero, la droga e la pressione a mille per avere le scarpe all’ultimo grido come tutti gli altri, il sesso precoce e la carenza di sonno, allora no, non sono preoccupata. 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Se credi che il rapporto di attenzione 1:1 che posso dare ai miei figli, così come un’educazione personalizzata, i numerosi viaggi di istruzione e svago durante tutto l’anno e il rispetto dei loro bioritmi possa essere una cosa nociva per la loro crescita, allora sediamoci e parliamone seriamente.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Ora tocca a voi scrivere nei commenti quali sono le domande più inopportune o noiose che vi hanno fatto da quando praticate l’homeschooling.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/le-otto-domande-piu-assurde-sullhomeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le otto domande più assurde sull’Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/domandehs-456b7c50.jpg" length="34081" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Dec 2015 21:36:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/le-otto-domande-piu-assurde-sullhomeschooling</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Lezioni di conversazione #1</title>
      <link>https://www.controscuola.it/lezioni-di-conversazione-1</link>
      <description>Immaginate di essere fuori con i vostri figli. Potreste essere usciti a fare la spesa, potreste essere in giro a spasso con il cane, oppure potreste essere in coda dal medico e vi imbattete, per caso, in un amico, o in un collega di lavoro, o incontrare quell’anziana zia che non vedete da molto tempo. […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/lezionidiconversazione.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Immaginate di essere fuori con i vostri figli.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Potreste essere usciti a fare la spesa, potreste essere in giro a spasso con il cane, oppure potreste essere in coda dal medico e vi imbattete, per caso, in un amico, o in un collega di lavoro, o incontrare quell’anziana zia che non vedete da molto tempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vi fermate a fare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      due chiacchiere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , spesso volentieri, altre volte solo per cortesia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Ciao, come stai?”
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Come sta tua moglie, tuo marito, tua figlia?”
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Come va il lavoro?”
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’altro adulto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     continua lo scambio cortese di battute, nella vostra mano sentite
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       la manina di vostro figlio che inizia a tirarvi via.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Lo sguardo prima interessato e curioso diventa annoiato e insofferente. Quando l’infelicità del piccolo diventa palpabile può essere che l’altro adulto decida di rivolgere la parola anche a lui. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ proprio in questo momento che il disastro incombe, è proprio in quella scelta bene intenzionata che si cela un imminente disastro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Perché è proprio vero che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       la maggior parte degli adulti non sa come confrontarsi con un bambino.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Come mai gli adulti, anche quelli con figli, non hanno la benché minima idea di cosa dire o chiedere a un bambino? Perché queste persone non sanno che i più giovani non amano la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      conversazione spicciola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ? Soprattutto quelli molto piccoli non trovano piacere a chiacchierare o talvolta non possono proprio farlo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ma andiamo avanti…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Così 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’altro adulto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     inizia, incerto, un dialogo con vostro figlio. Pur essendo armato di buoni propositi, egli, solitamente, parte con una serie di domande prevedibili che vostro il piccolo già si aspetta. Conscio della superficialità del momento, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vostro figlio potrebbe giustamente decidere di non rispondere affatto a quello che a tratti pare essere un interrogatorio, gettando voi genitori nell’imbarazzo più totale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     davanti all’amico, al parente o al collega di lavoro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ora, io desidero venire incontro sia a voi genitori che agli altri adulti in questione, ma ciò che mi preme più di ogni altra cosa è sostenere i bambini, che subiscono questa farsa spesso senza protestare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Elencherò qui di seguito le domande più banali e stupide
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , così che potrete evitare di porle o potrete evitare di farle subire ai vostri figli. Darò inoltre delle alternative plausibili a chi si volesse cimentare in uno scambio educato e rispettoso.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  # 1 “Come ti chiami?”

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questa domanda viene solitamente fatta 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      senza che l’adulto si presenti preventivamente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Posso affermare onestamente di non aver mai iniziato una conversazione con un altro adulto chiedendo immediatamente il suo nome, o comunque mai prima di essermi presentata. Potreste piuttosto dire: “Mi chiamo Pinco Pallino, è un piacere conoscerti!” e poi aspettare che il bambino si presenti, sempre che egli desideri farlo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  # 2 “Quanti anni hai?”

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A meno che non viviate da eremiti e non abbiate mai avuto contatti con dei bambini, saprete che non è difficile individuare l’età di uno di essi, anno più, anno meno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Allora chiedetevi: “E’ veramente importante per me sapere quale sia l’età precisa del bambino che ho davanti?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Inoltre, per rompere il ghiaccio, avete mai usato questo approccio con un adulto?!?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Direi decisamente di no, quindi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      evitate, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    altrimenti sembrerebbe che li consideriate dei dementi. Se veramente volete avviare una conversazione dopo esservi presentati, allora trovate qualcosa di interessante da dire e
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       lasciate perdere i numeri.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Parlate del vostro sport preferito, del vostro animale domestico, oppure raccontate cosa vi piace mangiare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Evitate le domande.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Se il bambino è interessato all’argomento lo capirete dal suo sguardo illuminato, ma se invece notate che non risponde o che si guarda i piedi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      facendo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      finta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di non avervi sentito, allora 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lasciate perdere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Significa che non avete fatto centro, battete in ritirata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  # 3 “Fai il bravo?” o in versione fratelli “Chi è il più bravo, chi è il più monello?”.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questa domanda dimostra una totale mancanza di rispetto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     I bambini non sono animali. A me non verrebbe mai in mente di fare questa domanda ad un altro adulto e credo non verrebbe nemmeno a voi. Provate a chiedere a vostro suocero: “Hai fatto il bravo oggi?” e fatemi sapere cosa vi risponde.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Questo potrebbe essere giudicato come il peggiore tentativo mai visto di socializzazione, quindi non permettetevi di cadere in errore così. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Da genitore mi offenderei anche io, non solo mio figlio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  # 4 “Sei timido? Non parli?”

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi dispiace, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i bambini non sono robot o animali domestici che rispondono automaticamente ai comandi premendo un bottone o facendo un fischio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Questa è un’altra domanda 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      off-limits 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    come la precedente, quindi evitate di farla. I bambini provano emozioni proprio come voi, anzi spesso hanno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una sensibilità più sviluppata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     degli adulti. Se non provano piacere ad aprirsi con un estraneo dovete rispettarli, insistere non porterà a nulla. Provate piuttosto a dire: “Anch’io non ho molto da dire a volte, non sempre mi va di chiacchierare”. Questo sarebbe un bel modo per far capire al bambino che siamo in sintonia con lui, che lo comprendiamo e che sopratutto non lo giudichiamo per il suo silenzio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  # 5 Evitate qualsiasi tipo di domanda con risposta ovvia*, per esempio:

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      –  “Stai facendo una passeggiata con il papà?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Risposta:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     “No, guardi, ero fuori da solo a cinque anni e ho incontrato mio padre per caso qui al supermercato mentre facevo la spesa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      da solo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oppure:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      –  “Ti sei messo la maglietta rossa?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Risposta:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     “Se la maglietta di cui lei sta parlando è questa, il colore si chiama 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      magenta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e no, non me la sono messa io,  ma l’ha messa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’ologramma di me stesso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con il quale lei sta parlando ora”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se fate domande di questo tipo i casi sono due:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       siete completamente storditi oppure desiderate mettere alla prova la pazienza del bambino in questione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Come diavolo pensate che potrebbero rispondervi?! Provate piuttosto a fare un complimento sull’abbigliamento: “Questo colore ti dona”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Oppure dite qualcosa di significativo che riguarda voi stessi, del tipo: “Da piccolo mi piaceva uscire con mio padre, lui mi portava a vedere…”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quello che dovreste dimostrare, se decidete di mettervi in relazione con un bambino, è una grande empatia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Dategli poi il tempo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ascoltare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     le vostre parole, di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      riflettere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e di –eventualmente- 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rispondere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ascoltate 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      con attenzione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ciò che vi dirà.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    …e soprattutto, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non fate domande che non fareste a uno qualsiasi dei vostri amici!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/oldlady.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    *Da membro di una
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       famiglia numerosa
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     ci tengo ad aggiungere una 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      versione per adulti
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     delle 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      domande ovvie
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     che andrebbe assolutamente evitata: 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      “Ma sono tutti tuoi?!? (unita a un’espressione facciale di sorpresa mista a terrore)”.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Ora io mi domando: “Veramente credete che io prenda in prestito i figli degli altri per uscire a fare delle commissioni, così, per divertimento?”.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    
Segnate come 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      off-limits
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     anche questa, grazie.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Nel prossimo post parleremo delle domande più balorde rivolte agli homeschoolers…
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/lezioni-di-conversazione-1/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lezioni di conversazione #1
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/lezionidiconversazione.jpg" length="78463" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 04 Dec 2015 03:50:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <g-custom:tags type="string" />
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il “risveglio” passa anche da qui</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-risveglio-passa-anche-da-qui</link>
      <description>Vi propongo un’intervista fatta a Federica, una mamma coraggiosa che ci racconta come non ci si debba mai fermare davanti alle difficoltà, nemmeno davanti a quelle grandi e spaventose che vedono come protagonisti i propri figli. Il suo esempio potrà incoraggiare e sostenere altri genitori che sono impegnati con bambini speciali, uscire dagli schemi è stato […]
L'articolo Il “risveglio” passa anche da qui sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ciao a tutti, ci presentiamo: mamma Federica, papà Alessio e i piccoli Nicola e Enrico di rispettivamente 5 e 3 anni. Eccoci qui! Nasciamo come una famiglia 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        squisitamente tradizionale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , tutta bella farcita di quelle nozioni che vengono proposte/imposte dalla società e dalle famiglie di origine. Papà piccolo imprenditore edile, mamma artista (ex insegnante, musicista e scrittrice) e casalinga. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una famiglia apparentemente sana e normale…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ahimè, l’idillio è durato poco.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Nell’estate del 2013 al nostro piccolo Nicola, in seguito ad una serie di visite mediche, piomba in testa la diagnosi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      disturbo dello spettro autistico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ci siamo così ritrovati con una famiglia distrutta psicologicamente, ma fortunatamente ancora unita. Il dolore accecante di questa scoperta porta me e mio marito alla ricerca di una crescita spirituale che ci aiuti a sopportare tanta sofferenza in modo da riuscire a sostenere con amore i nostri figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Noi approdiamo così allo studio delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      discipline olistiche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed io partecipo ad un percorso formativo per diventare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      counselor
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     olistico educativo. Conosco diverse persone ed imparo cose che cominciano radicalmente a trasformare la mia visione della vita e di conseguenza anche la mia opinione dell’educazione scolastica tradizionale. Da ex insegnante (11 anni di servizio) non conoscevo altre realtà educative, prima di questo momento.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Durante il nostro primo periodo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      risveglio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , Nicola, viene regolarmente iscritto al primo anno di scuola dell’infanzia. Un’esperienza da incubo. Viene visto dal sistema come un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      bimbo jolly
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in quanto entra ed esce da scuola per seguire le terapie. Viene affidato a un’educatrice inesperta che gli crea dei gravi problemi durante il percorso di svezzamento da pannolino, già felicemente avviato a casa. Inoltre, il piccolo, subisce episodi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      reale emarginazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che lo portano a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      piangere disperatamente ogni mattina
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     quando capisce che lo sto per portare a scuola. Purtroppo in quel momento della nostra vita io non ero abbastanza illuminata per comprendere questi importanti segnali che Nicola mi mandava continuamente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel frattempo accadono cose decisive. La più importante fra queste è un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lento allontanamento dalle ASL
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che sempre meno ci convincono nel loro operato e la decisione di rivolgerci ad un pediatra di Pisa, il dottor Serravalle, il quale ci prospetta la possibilità che il problema di Nicola non sia di natura genetica bensì iatrogena. Infatti, dopo una serie di esami molto specifici (eseguiti all’estero), salta fuori una verità schiacciante:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       il bambino è stato vittima di danno da vaccino.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Con questa ennesima notizia rimaniamo sconvolti, ma è grazie a questa difficile esperienza che io e mio marito cominciamo davvero ad 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aprire gli occhi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     su tante importanti questioni… Educazione scolastica inclusa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sapendo che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nostro figlio potrà guarire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , contrariamente a tutte le nefaste previsioni proposte dai vari camici bianchi incontrati nel nostro infelice percorso, cominciamo a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      distaccarci
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     da tutte quelle situazioni che abbiamo individuato essere in contrasto con il percorso di guarigione di nostro figlio. Tra queste eliminiamo anche la scuola tradizionale e le terapie in ambito pubblico. Proviamo per Nicola un percorso di educazione steineriana, che però si è rilevata un totale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      flop
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e rinunciamo anche a questo. Niente più scuola e niente più terapie tradizionali.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Finalmente, complice una nuova visione olistica del bambino, comprendiamo che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       i figli vanno ascoltati così come faremmo con qualsiasi adulto in difficoltà.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Aprendo occhi, orecchie e cuore, io e mio marito osserviamo la nostra vita cambiare radicalmente. Lo scegliere l’educazione parentale o 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è stato per noi una salvezza. Pur non essendo ancora in età da obbligo di istruzione, stiamo già buttando le basi per questo tipo di educazione alternativa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Di certo non è stata una scelta condivisa dalle nostre rispettive famiglie. Anzi. Senza temere di esagerare, posso dire che tale decisione ha scatenato un vero putiferio (così come le altre nostre scelte controcorrente, per esempio: la dieta vegetariana, l’omeopatia, la fitoterapia o l’assenza della TV). Ho dovuto affrontare in molteplici occasioni 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lo sguardo impietosito di mia madre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che si fermava a fissare i miei figli come se fossero delle sventurate creature, capitate in una famiglia che avrebbe portato loro solo prigionia e sofferenza. I nonni giudicano infatti l’homeschooling come una costante prigionia tra le mura domestiche, i bambini senza alcuna relazione sociale.. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lo scenario visto dagli occhi di chi non comprende è davvero apocalittico!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io sinceramente 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non ho più né la voglia né la forza per tentare di far capire a chi non vuol capire come funzioni l’educazione parentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , anche perché la cosa che mi disturba di più è l’ignoranza abbinata alla saccenteria.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oltre alle continue lotte intestine con le famiglie di origine, ci siamo dovuti preparare a combattere contro un’altra istituzione: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’INPS
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Non navigando nell’oro, la micro indennità di frequenza (280 euro al mese) che Nicola percepiva ci facevano indubbiamente comodo, soprattutto per coprire le ingenti spese delle cure omeopatiche che egli segue e che lo stanno facendo guarire. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Secondo l’istituto di previdenza, se il bambino non segue un percorso scolastico statale/parificato e/o terapie presso l’ASL, perde il diritto a percepire l’indennità sopra citata.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La legge non fa alcun riferimento all’educazione parentale, anche se la Costituzione stessa ne dichiara la totale legalità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il messaggio che arriva dalle istituzioni è forte e chiaro: “Se non posso controllare tuo figlio, allora tuo figlio perde il diritto a un contributo economico da parte nostra”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Il controllo è assolutamente reale, perché quando una famiglia con un bimbo speciale si affida spaventatissima alle ASL, nella sua vita piombano immediatamente una schiera di individui (psicologo-educatore-neuropsichiatra-assistente sociale-maestre) che incombono pesantemente sul libero arbitrio e sulla libera scelta dei genitori. Questi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      specialisti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     fanno credere che non ci si possa minimamente discostare dai loro suggerimenti per il benessere del bambino in questione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Puntano sempre su questa tremenda leva psicologica: il benessere di tuo figlio. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per scrollarci di dosso questi detriti abbiamo faticato. Abbiamo combattuto proprio tanto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tutta questa trasformazione è avvenuta grazie a Nicola, al suo guardarci negli occhi dicendoci chiaramente “Ascoltatemi!”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/FedericaErika.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ora i miei figli sono più sereni. Non seguiamo un metodo educativo specifico al momento. Ascoltiamo tantissima 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      musica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Essi hanno un forte istinto musicale ed io amo poter lasciar libera espressione a questo loro innato talento. Nicola ama molto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dipingere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e proprio attraverso la pittura ci comunica messaggi importanti. La cura che segue è difficile da sostenere psicologicamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La disintossicazione da vaccini porta a degli squilibri comportamentali improvvisi e imprevedibili.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     In una struttura scolastica tradizionale tutto ciò non sarebbe mai stato compreso e soprattutto non sarebbe stato gestito nel modo giusto. Inoltre è un tipo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      riflessivo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : rimane ad osservare ciò che gli interessa a lungo. Per i camici i bianchi e per le maestre questo è sempre stato interpretato come un “distacco dalla realtà”, ma non è per nulla così.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Invece il mio piccolo Enrico, oltre ad essere un promettente 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      batterista
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , è un bimbo che ama stare in mezzo ai coetanei. E’ decisamente energico e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cinestetico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Costringerlo a star seduto per tante ore in un’aula lo avrebbe portato ad un disagio più che certo. Ovviamente tra amici e parenti c’è stato lo sgomento più totale quando abbiamo dichiarato di non voler mandare nemmeno lui all’asilo!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Fra un anno credo che acquisterò qualche libro di prima elementare (scelto assai accuratamente) perché sento comunque di dover avere ancora delle linee guida da seguire per questo nostro percorso. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le lezioni saranno del tutto personalizzate e non imporrò mai ai miei figli tempi e ritmi standardizzati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Diciamo che questo è un “canovaccio” che serve a me per iniziare. Una specie di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      coperta di Linus
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    …
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sul Network di educazioneparentale.org
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ho letto che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      alcune famiglie homeschoolers con 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        bambini speciali
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       stanno ricevendo comunque l’assegno di frequenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e quindi mi sono mossa anche io come hanno fatto loro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’INPS sta ora valutando l’ipotesi di ripristinare la pensione a Nicola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ci vorrà del tempo, la burocrazia italiana è infinita, ma siamo fiduciosi. Dopo questa scelta, con gli amici abbiamo optato per una vincente opzione di scrematura, mentre i parenti li lasciamo parlare…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ inutile litigare, non abbiamo più tempo da perdere!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/il-risveglio-passa-anche-da-qui/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il “risveglio” passa anche da qui
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/risveglio-06c06bfa.jpg" length="28686" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 28 Nov 2015 04:33:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/il-risveglio-passa-anche-da-qui</guid>
      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
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    </item>
    <item>
      <title>Giovane saggezza, Co-op classes e un futuro in Danimarca</title>
      <link>https://www.controscuola.it/giovane-saggezza-co-op-classes-e-un-futuro-in-danimarca</link>
      <description>Continuano le interviste ai ragazzi homeschoolers, sono felicissima di presentarvi David che ha 13 anni e abita in Emilia Romagna.  Ciao, David. Puoi dirci qualche cosa di te? Sono David, di 13 anni, e faccio homeschooling da tre anni; ho un fratello gemello, Simone, e una sorella maggiore, Sara, ed entrambi sono homeshoolers. Mi piace […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Simone-e-David-alle-co-ops.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Simone-e-David-alle-co-ops.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Continuano le interviste ai ragazzi homeschoolers, sono felicissima di presentarvi David che ha 13 anni e abita in Emilia Romagna. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Sono David, di 13 anni, e faccio homeschooling da tre anni
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    ; ho un fratello gemello, Simone, e una sorella maggiore, Sara, ed entrambi sono homeshoolers. Mi piace dormire e mangiare, e anche imparare; però raramente chiedo lezioni ai miei genitori (di solito ci si accorge della preziosità di qualcuno o qualcosa solo dopo che non hai più opportunità di sfruttarlo). Spesso cammino su e giù per la mia stanza come un’anima in pena, ma in realtà 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      non mi annoio quasi mai
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    .
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Ho scelto di essere homeschooler perché 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      le classi erano rumorose
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     (il che mi procurava un mal di testa quasi tutti i giorni), gli insegnanti trasmettevano poco e addirittura sbagliavano congiuntivi o operazioni, a seconda se fosse italiano o matematica la materia che insegnavano. Dopo essermi ritirato da scuola iniziai ad apprendere molto di più, e rividi i miei motivi di non voler tornare a scuola: dalla voglia di evitare altre classi chiassose e insegnanti inetti cambiò in voglia di imparare, e approfondire ciò che mi interessava (stranamente la matematica, che adoro), lasciando più sul generale altre materie. Per questo motivo compresi che 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      per 
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;i&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        me
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       la scuola non era il mezzo giusto
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , ma per altri magari sì; e quindi mi decisi ad abbandonare il rancore contro la scuola, che per me divenne un mezzo come un altro per imparare, anche se mal gestito e male organizzato.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    La scuola in sé, sempre parlando secondo il mio pensiero, non è sbagliata, ma 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      è sbagliato il modo in cui è gestita, i programmi fatti in classe, e tutta una serie di cose che ad elencarle ci vorrebbero molte righe di testo.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Altrettanto sbagliato è pensare che la scuola è “cattiva”, che nessuno dovrebbe andare a scuola e che quelli che ci vanno sono degli sciocchi o dei poveretti.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
      
    
        
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Sono altrettanto sconsigliati gli homeschoolers (oh, sì, non siamo mica perfetti, tutt’altro) che non vogliono più andare a scuola per non avere i 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      famigerati
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     e 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      terribili
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     compiti a casa, oppure i genitori che tolgono i figli da scuola per “non avere più impegni tali”. Nel primo caso, i ragazzi (e le ragazze, non siamo mica tutti maschi!) sbagliano perché gli esercizi sono 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      fondamentali
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     per imparare. L’apprendimento passa soprattutto da quelli. I genitori, invece, sbagliano perché 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      avere figli homeschoolers, essere homeschooler, moltiplica per cento le responsabilità e l’impegno
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    : un ragazzo di 11-13, anche 15, non può trovare tutti i dati che gli servono, e non riesce quasi mai ad organizzarsi da solo. Io per primo non so organizzarmi molto meglio del mio gatto.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Come gli homeschooler, a volte, diventano “discriminanti” verso tutti quelli che non fanno homeschooling, più spesso la gente che 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      non
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     fa homeschooling diventa altrettanto discriminante (sono affetti da “scuolismo”?) verso di noi, gli homeschooler. Credo che per la gran parte sia 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      invidia
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     per noi che possiamo fare quello e quell’altro e il resto timore, 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      timore della diversità,
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     timore di tutto ciò che potrebbe sconvolgere il loro piccolo mondo interno. Qualche tempo fa ci hanno detto che i figli homeschoolers sono tenuti in una campana di vetro, per isolarli dai pericoli, dalle difficoltà, e crescerli inconsapevoli di ciò che li circonda. Io rispondo dicendo che il vetro è trasparente e non è fonoassorbente. Loro, coloro che non vogliono vedere ciò che li circonda e non vogliono sentir ragioni che altrimenti avrebbero non solo smentito, ma proprio distrutto alle fondamenta il loro ragionamento, sono quelli che vivono in campane di piombo, che è opaco, grigio triste, isolante e pesante, cosicché non potranno forse mai sollevare quelle campane e guardare la luce, ascoltare i suoni e finalmente vedere ciò che circonda 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      loro
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    . 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Ogni volta che mi sento giudicato e criticato per la mia scelta, penso sempre che loro non hanno scelto, e non avranno forse più occasioni per scegliere di nuovo, per distinguersi dalla massa.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Poiché è questo che noi facciamo: ci separiamo, ci distinguiamo e vediamo la massa uniforme, grigia e tutta uguale che purtroppo è il modo di pensare di tantissima gente. Buddha era un illuminato, e tutti coloro che gli stavano intorno lo riconoscevano perché egli era una luce dorata in un mare grigio. (non mi sto paragonando a Buddha, eh?)
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Ogni volta, però, che qualcuno non vuole ascoltare le ragioni di coloro con cui parla, o le mie se è mio interlocutore, lì sì che mi irrito, poiché chi ci accusa di sordità lo fa usando due ottimi tappi per le orecchie. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      E l’ipocrisia è una delle cose che perdono di meno.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/David-spiega-una-ricetta-a-un-amico-di-Sara.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/David-spiega-una-ricetta-a-un-amico-di-Sara.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      L’apprendimento è naturale nei bambini e nei ragazzi
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     (basta pensare che i bimbi piccoli piccoli imparano velocemente a parlare, e la lingua, che sia italiano, inglese, francese, tedesco o qualsiasi altra lingua, è forse una delle cose più complesse. Io stesso tuttora sto imparando altri termini italiani e inglesi), e non serve arricchirlo con “cosine divertenti” che invece a molti sembrano necessari. Io frequento le 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Co-op classes, dove incontro i miei amici e imparo
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    , ma è l’incontrare i miei amici la cosa più divertente, non l’imparare. Durante le lezioni possiamo parlare con l’insegnante, ma non a voce alta (perché siamo in un appartamento) e per lo meno non tutta la lezione. Così noi impariamo, guadagniamo spunti di riflessione e abbiamo anche una mezz’oretta con gli amici. Questo dimostra che non è necessario divertirsi costantemente per imparare.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    Tornando all’argomento scuola, esistono poi i ragazzi e le ragazze che non vorrebbero andarci (perché vogliono fare homeschooling o perché non vogliono fare niente), ma che vengono spinti e costretti dai genitori ad andarci. Purtroppo 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      l’unico metodo per risolvere i loro problemi sarebbe quello di parlare un po’ di più ai genitori dei loro interessi
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     e così via. In alcuni casi, però, i genitori “tiranneggiano” sui figli e non vogliono sentir ragioni, strepitando o semplicemente stando fermi sulle loro posizioni. In quei casi il ragazzo sfortunato credo non abbia possibilità di fare ciò che brama. Un tipico esempio sono anche i genitori che scelgono la scuola superiore o addirittura l’università al posto dei figli, perché loro non hanno potuto e allora i figli devono appagare il desiderio di andarci dei genitori. Anche questo problema potrebbe essere risolto con il parlare un po’ di più ai genitori: un film che dà un immagine di questo tipo di genitori è “L’attimo fuggente”, in inglese “The Dead Poets’ Society”, in cui Neil, un ragazzo di 17 anni, viene costretto dal padre severo a rinunciare alla sua passione, il teatro.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    La scuola è inoltre acclamata per la “socializzazione” che si 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      dice
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     accada in essa. Il bullismo, invece, è sminuito, come se essere picchiati, vittime di prepotenze e altre cose non fosse importante. In realtà, 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      se un ragazzo tratta un altro ragazzo come se fosse inferiore, quel ragazzo si sentirà inferiore per tanto tempo, forse a vita.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     E’ uguale al fatto che se dici che un ragazzo è un idiota, diventerà un idiota, perché inizierà a crederci anche lui. Quindi la famosa socializzazione è molto rara nella scuola, proprio perché a scuola sono tutti studenti, tutti uguali, mentre nell’homeschooling si è diversi: io sono David, non sono l’alunno Lovallo, Quello Lì o Tu se si sta parlando con me. A scuola sarei stato proprio Quello Lì, Tu, Lui, Lovallo o comunque non David. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Facendo homeschooling io esco dal “tutti” e divento “io, David, qualcuno che ha in mano il proprio destino”.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Per questa possibilità mi sento estremamente fortunato, e spero che anche altri possano avere la possibilità di scegliere: HS oppure scuola?
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Mi dispiace non per i ragazzi che scelgono la scuola, ma per quelli che non scelgono nulla, restando opacamente tristi e rassegnati per qualsiasi cosa si pari loro davanti.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Tra 5, 10 o 15 anni, loro faranno quello che capita, di lavoro e di vita, mentre 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      io già ho scelto il mio lavoro e sceglierò accuratamente la mia vita
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
    : diverrò dipendente della 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Lego
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     (nella sede centrale), vivrò in Danimarca, e forse avrò dei figli, se mai troverò una donna che amerò. Ho anche deciso di andare alla Lego in qualità di inventore di nuovi modelli, e difatti desidero studiare le proiezioni ortogonali appena potrò.
  

  
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/David-e-i-Lego.png" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/David-e-i-Lego.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/giovane-saggezza-co-op-classes-e-un-futuro-in-danimarca/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giovane saggezza, Co-op classes e un futuro in Danimarca
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Simone-e-David-alle-co-ops.jpg" length="61575" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 15 Oct 2015 17:08:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/giovane-saggezza-co-op-classes-e-un-futuro-in-danimarca</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/Simone-e-David-alle-co-ops.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Insegnare in modo alternativo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/insegnare-in-modo-alternativo</link>
      <description>Controscuola.it è un blog che parla principalmente di Homeschooling, non sorprende però che esso venga seguito non solo da genitori, ma anche da molti insegnanti sia della scuola pubblica che privata. Infatti, ricevo svariate email da educatori insoddisfatti del proprio lavoro, talvolta addirittura al limite della sopportazione personale, oppure in preda a un pericoloso burn-out. […]
L'articolo Insegnare in modo alternativo sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/classe_alternativa.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola.it
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è un blog che parla principalmente di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/faq/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , non sorprende però che esso venga seguito non solo da genitori, ma anche da molti insegnanti sia della scuola pubblica che privata. Infatti, ricevo svariate email da educatori insoddisfatti del proprio lavoro, talvolta addirittura al limite della sopportazione personale, oppure in preda a un pericoloso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_burnout"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       burn-out
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il sistema scuola avvelena tanto gli alunni quanto gli insegnanti, entrambi vittime e carnefici allo stesso tempo. Non è un caso infatti che molti dei genitori che scelgono l’HS per i propri figli lavorino nel contesto scolastico. Proprio perché consapevoli del “dietro le quinte” della scuola, preferiscono dare un’opportunità alternativa ai propri cari.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Tra le mamme che conosco e che frequentano il Network 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.educazioneparentale.org
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     mi ha sempre colpito Maria A., un’insegnante di inglese alle scuole superiori e mamma di un giovane homeschooler. Maria è sempre stata molto attenta al contesto scolastico odierno e, nonostante le forti critiche, porta avanti una grande rivoluzione dall’interno. E’ una donna solare e propositiva, quanto realista e concreta. Il suo motto è “Insegnare in modo alternativo si può” e ho quindi pensato di chiederle quali dritte avesse da dare a coloro che sono ancora “intrappolati” – per necessità o scelta – nel sistema scolastico tradizionale. Il risultato è stato ottimo e sicuramente utilissimo, buona lettura.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/aforismi20.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/insegnare-in-modo-alternativo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Insegnare in modo alternativo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/classe_alternativa.jpg" length="64628" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Sep 2015 15:15:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/insegnare-in-modo-alternativo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/classe_alternativa.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Inserimenti scolastici ordinariamente folli</title>
      <link>https://www.controscuola.it/inserimenti-scolastici-ordinariamente-folli</link>
      <description>Pubblico l’esperienza di una mamma e di suo figlio durante l’inserimento alla scuola materna. Mi è stato chiesto di tutelare la loro privacy, quindi il testo è anonimo. Per molte famiglie l’inizio della scuola si sta avvicinando a grandi passi: settembre è alle porte. Ricevo svariate testimonianze simili e non mi stupisco più di nulla, spero perciò che […]
L'articolo Inserimenti scolastici ordinariamente folli sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/inserimento-asilo.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pubblico l’esperienza di una mamma e di suo figlio durante 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’inserimento alla scuola materna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Mi è stato chiesto di tutelare la loro privacy, quindi il testo è anonimo. Per molte famiglie l’inizio della scuola si sta avvicinando a grandi passi: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      settembre è alle porte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ricevo svariate testimonianze simili e non mi stupisco più di nulla, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      spero perciò che questo testo possa aiutare chi legge a riflettere su quello che stiamo facendo ai nostri figli, più o meno inconsapevolmente, inserendoli come bulloni in quella macchina chiamata sistema scolastico. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nicola ha sette anni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ora è un homeschooler, la sua mamma è russa, ma vive ora in Italia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Facendo un salto nel passato, questa donna, ci racconta la sua personale esperienza all’asilo nido. I suoi ricordi sono vividi, attuali: “Sono stata all’asilo solo uno o due giorni. Era lo stesso edificio dove lavorava mia madre. Ricordo di aver pensato – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Bene, così starò vicino alla mamma
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – e invece no, non è stato così. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le maestre hanno proibito alla mia mamma di venire a trovarmi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Da subito mi è sembrata una cosa assurda. Si, si, mi sembrava qualcosa di assurdo. Perché non potevo vedere la mamma, se lei era vicina? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non mi ricordo nulla dei giochi e delle attività che venivano fatti, nella mia mente è fissato solo un momento: quando mia madre è venuta a trovarmi e mi è sembrato di rivedere il sole.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Le maestre hanno protestato nel vederla giungere ed io ho gridato – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ma è la mia mamma!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – come potevano non capire? Essi erano grandi, adulti, dovevano capire il mio bisogno… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi sono ammalata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quasi subito, allora la mia famiglia ha deciso di non mandarmi più. In quel momento ho pensato: 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        meno male
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      !”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Anni dopo questa madre si trova a rivivere la stessa esperienza, ma questa volta nelle vesti di genitore, con il suo piccolo di tre anni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Non so perché, ma pensavo che in Italia l’asilo fosse diverso. Tutte le mamme attorno a me parlavano dell’asilo con grande entusiasmo – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Finalmente ha imparato a stare senza di me, mio figlio diventa sempre più indipendente!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – quando le ascoltavo sentivo un certo disturbo. Era un qualcosa che mi dava fastidio dentro, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non sono stata abituata ad ascoltare l’istinto e quindi trascuravo l’impressione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Noi genitori ascoltiamo la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     della trasmissione, la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      psicologa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alla televisione, la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vicina di casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     impicciona o ancora la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      zia professoressa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Tutti ci ripetono che la socializzazione è molto importante, che dai tre anni il bambino deve stare con i propri coetanei.  Non ero convinta – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      …e i virus?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – azzardavo io – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Più si ammala adesso, meno si ammalerà dopo!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – rispondevano loro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli amici dicevano che i loro bambini si divertivano da matti alla scuola materna. Io volevo che Nicola si divertisse 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      da matti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     come gli altri e che non crescesse selvaggio. Eh, eh, tutti sanno che quando un bambino ha un legame 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      morboso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con la propria mamma, soffrirà – per forza – del complesso di Edipo, che non si sposerà mai e che quindi non mi darà dei bei nipotini (!!!). Per evitare tutto ciò bisognava quindi mandarlo all’asilo a tre anni, allora io e mio marito abbiamo deciso di fare questo passo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non so perché, ma ero così fiduciosa che non ho neanche chiesto come si sarebbe svolto l’inserimento. Certamente con i genitori, pensavo…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ecco arrivare il primo giorno di scuola – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Avete portato le carte?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – mi chiede la maestra senza neanche guardare il bambino. Una volta controllati i documenti – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Bene, lo lasci qui e vada via
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – come mi sono domandata io? La maestra non gli aveva nemmeno chiesto il nome. Cerco di spiegare che Nicola non è mai andato all’asilo nido, che non è abituato a separarsi dai genitori così – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Signora, tutti piangono, è normale, lo lasci qui e torni tra un’ora
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    – e mentre mio marito insisteva nel lasciarlo, io cercavo di mettermi d’accordo con il bimbo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La maestra intanto lo tirava per la mano, ma il bimbo scappava in tutte le direzioni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mentre lei si avvicinava, lui cercava di colpirla con il piede, ma (purtroppo) non ci riusciva bene.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Lei cercava di afferrarlo rigidamente, ma ho sbottato – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giù le mani
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – prendendolo, piangente, in braccio. Mi sembrava di vivere in un film, la situazione era agghiacciante, non potevo crederci. Intanto era arrivata la responsabile che voleva spiegarmi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’importanza di
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        tranciare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       subito la relazione, per fare capire al bambino che il distacco era inevitabile
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Sono così fuggita, affermando che avremmo provato un altro giorno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Decido così di provare un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      approccio dall’esterno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e un giorno, dopo la merenda, io e Nicola andiamo a passeggiare vicino a quella 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gabbia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che è il parco della scuola per vedere cosa fanno gli altri bimbi. Il gruppo dei piccoli era appena uscito per giocare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una bimba triste ci vede e si avvicina alla rete, poi vi si attacca con le manine e inizia a piangere disperata.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     In seguito arrivano altri due bambini e ci ritroviamo a guardare tutti e tre loro piangere disperati.  Nicola mi guarda come per dire – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mamma, sei matta?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – infatti, poco dopo, arrivano le maestre arrabbiate – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Guardi cosa ha combinato! Lo lasci per l’inserimento, oppure vada via!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – noi veloci andiamo via.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dopo qualche 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        vivace
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       discussione con mio marito, concordiamo nel riprovare a gennaio. Arrivato gennaio, chiediamo a Nicola se vuole andare all’asilo, lui si rifiuta e noi accettiamo la sua scelta.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Proviamo invece a frequentare un gruppo di preparazione all’asilo nido. In quella sala si facevano dei giochi assieme con i genitori che rimanevano presenti inizialmente per poi lasciare i bambini soli a poco a poco.  I piccoli avevano dai sei mesi a un anno e mezzo, Nicola sembrava un gigante.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi pareva assurdo fare dei giochi di gruppo con dei bambini così piccoli. Una mamma insisteva che sua figlia di nove mesi ascoltasse la canzoncina fino alla fine, ma la bimba scappava, così la mamma la riportava al posto e poi lei scappava ancora. Tra me e me ridevo. Nicola mi diceva – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Io non canto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – allora rispondevo – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come vuoi!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – ma questo atteggiamento indispettiva le maestre. Secche mi riprendevano – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Non vogliamo forzare nessuno, ma così non imparerà mai a seguire le regole!
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    – dopo poco ci siamo stufati di quel clima da galera e abbiamo smesso di frequentare il gruppo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’anno seguente, a settembre, spinta da amici e parenti, ho deciso di rimandarlo alla materna e ho chiesto fiduciosa un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      colloquio con il preside della scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Dopo aver spiegato il mio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      problema
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ho chiesto di poter essere presente all’interno della classe per qualche giorno durante l’inserimento. Lui, un uomo all’ultimo anno di lavoro prima della pensione, con lo sguardo annoiato, mi ha risposto – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Non possiamo permetterlo, signora c’è il regolamento da seguire. In più credo che il bambino abbia bisogno di questo stress per crescere
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     –  mamma mia, che ignoranza e che indifferenza – ho pensato tra me e me. Avere il sangue freddo non è mai stato il mio forte – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quale pedagogista afferma ciò?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – chiedo – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sono io a dirlo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – risponde lui. Così, mentre esco dall’ufficio arrabbiata, mio marito rimane a spiegare che sono stressata e non tanto normale, mentre il preside gli racconta che anche i suoi bambini piangevano all’inserimento e che anche i suoi nipotini hanno pianto, e che i suoi futuri pro-nipoti piangeranno, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      c’est la vie…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non demordo e tramite una psicologa cerco di ottenere una raccomandazione scritta affinché Nicola possa avere un inserimento 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        soft
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Penso che un’esperta possa convincere il sistema a farmi stare qualche giorno con lui a scuola. Riusciamo così ad avere il permesso ad entrare nella classe e a mostrare a Nicola che i bambini si stanno divertendo, con la sicurezza di averci al suo fianco. Il bambino prova, ma con grande titubanza.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un giorno lo porta il papà, lasciandolo questa volta fino alle 12 e di ritorno mi dice che 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        ha pianto solo un po’
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Il mio istinto grida di tenerlo a casa, oso chiedere – 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Vuoi andare ancora?
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       – e ricevo in cambio un si, ma senza alcun entusiasmo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non piangeva, non protestava più. Sembrava tranquillo, pareva essere tutto a posto. A dire il vero, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non ero sincera con me stessa, sapevo che era infelice, ma cercavo di convincermi del contrario.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Del resto, se il bambino non si lamentava apertamente, potevo avere la coscienza a posto, o no?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Di recente mi ha raccontato – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Mamma, all’asilo io guardavo l’orologio, ma la lancetta si muoveva lentamente e mi veniva da piangere, cercavo di non farmi vedere
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    – a cosa è servita tutta questa sofferenza?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per assecondare il mito della socializzazione?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per tenere calmi i vicini rompiscatole?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per omologarsi?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un sacrificio alla società. Mio figlio, per calmare noi, i suoi genitori, faceva finta di essere a posto. Aveva smesso di sperare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oggi molti mi consolano – 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dai, non è successo niente, non ti preoccupare, non è morto nessuno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – invece no, so che non è così semplice.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ stato un vero e proprio tradimento da parte nostra. Nicola ha capito che noi adulti siamo fragili, insicuri e paurosi, lui ci ha perdonato, ed è stato più forte di noi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Rileggo questa mia storia e penso a quanti problemi, preoccupazioni inutili e rimorsi potevo evitare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      se avessi creduto in me stessa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     piuttosto che agli esperti di turno”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/inserimenti-scolastici-ordinariamente-folli/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inserimenti scolastici ordinariamente folli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/inserimento-asilo.jpg" length="20287" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 20 Aug 2015 18:08:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/inserimenti-scolastici-ordinariamente-folli</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>S-COOL 2015: Gli organizzatori</title>
      <link>https://www.controscuola.it/s-cool-2015-gli-organizzatori</link>
      <description>Cavalcando l’onda rivoluzionaria di S-Cool 2015, il Terzo Meeting Nazionale per Homeschoolers e Unschoolers, che ha contato un record quest’anno con 700 persone che hanno transitato al Campeggio tra venerdì 19 e lunedì 22 giugno, ci tengo a presentarvi Petra e Dennis i gestori del Camping Maximum di Rimini. Sono oramai tre anni che questa […]
L'articolo S-COOL 2015: Gli organizzatori sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Cavalcando l’onda rivoluzionaria di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      S-Cool 2015, il Terzo Meeting Nazionale per Homeschoolers e Unschoolers
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che ha contato un record quest’anno con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      700 persone
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che hanno transitato al Campeggio tra venerdì 19 e lunedì 22 giugno, ci tengo a presentarvi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Petra e Dennis i gestori del
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.campingmaximum.com"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Camping Maximum di Rimini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/dennispetra.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono oramai tre anni che questa famiglia di Homeschoolers, i figli di Dennis e Petra hanno 5, 7 e 9 anni e non vanno a scuola, si prende l’incarico di curare l’organizzazione dell’incontro annuale, mettendo a disposizione uno staff amichevole e un servizio eccellente. Quest’anno è stata data particolare attenzione alla ristorazione, il bar ristorante del campeggio ha offerto infatti piatti vegetariani e vegani e ottime pizze biologiche ai presenti, senza far mancare tanta frutta fresca già pronta.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Dennis, come dici che sia andato il Meeting quest’anno?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La mia opinione è che sia stato un successo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , sia per la grande risposta da parte delle famiglie che per i feedback che stiamo ricevendo ora che il meeting è terminato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Hai avuto modo di parlare con le famiglie che hanno partecipato all’evento? Come si sono trovati?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: Purtroppo non ho avuto il tempo materiale per chiacchierare con tante persone durante l’incontro perché ero impegnato nell’organizzazione, ma ho avuto la sensazione di grande serenità e cooperazione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi è parso che siamo riusciti a dare forza sia alle persone che erano proprio all’inizio del loro percorso di Homeschooling, sia a quelle che invece erano già ben avviate e decise.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ad alcuni servivano solo conferme, ad altri una spinta ancora più forte. Ho visto delle reazioni inaspettate di gioia e coraggio, una grande soddisfazione per tutti. Lo scopo del meeting è proprio quello di tendere una mano a chi ne ha bisogno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Parlaci ora della tua personale esperienza di HS, non tutti sanno che anche tu e Petra avete fatto questa scelta praticamente da subito con i vostri tre figli.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: Il nostro percorso è stato analogo a quello di molti altri: siamo partiti con una ricerca di scuole alternative sul nostro territorio, abbiamo quindi fatto un pensiero riguardo alla scuola democratica, ma in ultima analisi abbiamo scelto l’Unschooling. All’inizio infatti, non conoscevo l’HS e credevo che le scuole democratiche fossero l’unico ripiego alla scuola tradizionale. A
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vevo anche io come molti una visione pinocchiesca dell’ed.parentale e immaginavo che se non avessi mandato i miei figli a scuola, mi sarei visto arrivare a casa i gendarmi con i pennacchi… esiste un vero e proprio lavaggio del cervello in questo senso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     E’ stato decisivo incontrare altre famiglie che facevano HS, persone intelligenti, attente all’educazione dei propri figli, persone con una buona cultura. Era il 2010, quanto tempo è passato, è li che io e te ci siamo incontrati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Cosa ti ha colpito dell’Unschooling?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: Per me e Petra il discorso del riprodurre la scuola a casa non ha mai retto, infatti l’approccio naturale e soprattutto libero dell’Unschooling ha fatto centro immediatamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una cosa fondamentale è stata incontrare le persone giuste al momento giusto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ora qui nel riminese stiamo a nostra volta contagiando altri. Molti amici sono interessati e curiosi, questa scelta viene solitamente fatta da genitori consapevoli e interessati al benessere dei propri figli e ciò parla da se.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Parliamo della tua esperienza scolastica e quella di Petra, i vostri anni da studenti hanno influenzato la vostra scelta?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: In realtà io e Petra abbiamo avuto esperienze scolastiche completamente diverse: io ero uno zuccone, ultimo della classe, mentre lei era la prima e super diligente. Alla fine non è questo ciò che conta, non è da li che è arrivata la nostra decisione di non mandare i bambini a scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Quali sono i motivi principali per cui avete preferito l’ed.parentale, allora?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: La prima motivazione in assoluto è per evitare i compleanni degli amichetti della scuola (Dennis ride, ndr), poi perché 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      svegliare i bambini alle 6.45, oppure alle 7.00 della mattina è una tortura
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che oltre ad essere inutile è dannosa. La terza motivazione è ugualmente fisiologica, ovvero obbligare i bambini a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stare seduti sei o otto ore al giorno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , la quarta e che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la scuola ti fa letteralmente odiare certe materie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per come le presenta, e questi danni sono irreversibili. Nel mio caso personale questa cosa mi è pesata molto, io ho perso molte occasioni per colpa della scuola, cose che ora non posso più recuperare, come per esempio la passione per la musica, la storia, l’arte…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Passiamo la parola a Petra, cosa ci racconti di te?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: Io vengo dalla Repubblica Ceca, i casi della vita mi hanno portato a lasciare Praga per venire a vivere in Italia. Una volta che ci siamo decisi ad avere figli, la grande città ha perso il suo fascino, vedevo come complicato il crescere dei bambini nel caos urbano, molto meglio Rimini dove colline e mare sono vicini e tutto è più semplice. Mi piace l’idea di poter prendere la bicicletta e andare in spiaggia con i bambini…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Petra, come hai vissuto la scuola?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A scuola io mi annoiavo, ero brava in tutto e non mi sentivo per nulla stimolata.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Nessuno nell’ambiente scolastico si curava delle mie necessità e sicuramente non hanno saputo esaltare i miei talenti naturali. Alle elementari e medie non mi ritrovavo con i miei coetanei, io leggevo molti più libri di loro e avevo interessi svariati che erano difficili da condividere. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Credo addirittura di aver volontariamente rallentato il mio apprendimento per cercare di omologarmi agli altri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , per cercare di “far parte del gruppo”, questo è molto triste.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Che lingue parlate in casa?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: Io parlo ceco ai bambini, mentre Dennis parla loro italiano. Inoltre abbiamo spesso ragazze alla pari che parlano inglese e cerchiamo di viaggiare il più possibile, presentando ai bambini culture diverse ogni volta, soprattutto quella spagnola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Quindi il vostro lavoro stagionale vi permette di viaggiare molto?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: Si, senza scuola si ha anche questa libertà. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Troviamo biglietti aerei e offerte da bassa stagione, sfruttiamo ogni occasione, diamo infatti un grande valore all’apprendimento che si acquisisce attraverso il viaggio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Devo dire però che i bambini non stanno ancora apprezzando in pieno questo continuo spostarsi, gli anni scorsi abbiamo passato tutto l’inverno in viaggio tra Praga, Spagna e Italia e forse è stato troppo. Lo rifaremo più avanti, per ora essi amano la vita pacifica qui al campeggio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Tornando al Camping Maximum, come vedete il vostro impegno per il Meeting Nazionale dell’anno prossimo?

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: Visto il numero elevato di persone interessate all’Homeschooling prevediamo un affluenza ancora maggiore, per la quale ci organizzeremo con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nuovi spazi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , sicuramente più grandi. Inoltre cambieremo lo stile dell’incontro creando d
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ue percorsi: uno per coloro che hanno già una buona esperienza dell’ed.parentale e un’altra per coloro che invece si trovano a muovere i primi passi in questa realtà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Sarebbe interessante proporre un incontro che va dal giovedì al lunedì, allungando leggermente i tempi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ci piacerebbe che le famiglie che hanno partecipato a 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.s-cool.it/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        S-Cool 2015
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       ci inviassero le proprie impressioni di questi quattro giorni, anzi, vi preghiamo di farlo scrivendo alla email
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;a href="mailto:info@s-cool.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      info@s-cool.it
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: E’ stato molto difficile gestire questo evento e preparare il personale? Devo ammettere che erano tutti molto cortesi, dagli animatori dei bambini, ai camerieri, allo staff reception.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    D: Abbiamo lavorato bene perché uniti in uno scopo comune, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      qui il personale è tutto Homeschooling-friendly
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , trovo che sia una caratteristica imprescindibile in questo caso. In realtà quello che è difficile è amalgamare il gruppo e far passare certi messaggi che vanno oltre il lavoro, lo staff del Camping ha abbracciato la nostra causa, sanno che stiamo cercando di rivoluzionare il sistema educativo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    P: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ringraziamo con tutto il cuore i partecipanti a S-Cool 2015, ogni singola famiglia, per l’energia che hanno portato, mettendosi in gioco e condividendo le proprie esperienze, dandosi una mano a vicenda.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  E: Concordo pienamente, l’energia positiva era palpabile e sono certa che ha accompagnato a casa tutti, noi compresi.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/erikapetra.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Rimandiamo allora all’appuntamento della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Festa di NON rientro a Scuola” che si terrà a Rimini al Camping Maximum dal 5 al 6 settembre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Sarà un incontro informale, dedicato ai bambini specialmente, un momento per rilassarsi e ricaricare ulteriormente le batterie. Siete tutti invitati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A breve inoltre troverete tutte le riprese video di S-Cool 2015, grazie ad Alessandro Docali del sito 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.sceltaetica.it"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        www.sceltaetica.it
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       che ha registrato le conferenze per noi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/s-cool-2015-gli-organizzatori/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      S-COOL 2015: Gli organizzatori
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/dennispetra.jpg" length="69969" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 27 Jun 2015 19:53:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/s-cool-2015-gli-organizzatori</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/dennispetra.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Confessioni di una madre moderna</title>
      <link>https://www.controscuola.it/confessioni-di-una-madre-moderna</link>
      <description>Mi è arrivata una lettera di una madre che vi propongo in questo post. La pubblico come testimonianza della fine della scuola che oramai è agli sgoccioli, con le vacanze estive alle porte e i bambini che contano i giorni che mancano alla tanto desiderata fine. Sono ancora troppo pochi quelli che si chiedono il […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/conto-rovescia-scuola.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi è arrivata una lettera di una madre che vi propongo in questo post. La pubblico come testimonianza della fine della scuola che oramai è agli sgoccioli, con le vacanze estive alle porte e i bambini che contano i giorni che mancano alla tanto desiderata fine. Sono ancora troppo pochi quelli che si chiedono il perché di questo conto alla rovescia sofferto. Inoltre la pubblico perché trovo che le riflessioni di questa donna appartengano a molti di voi, mi auguro che ritrovandovi nelle sue parole possiate trovare il coraggio di pensare al cambiamento, la forza per realizzarlo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/confessioni-di-una-madre-moderna/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Confessioni di una madre moderna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Fri, 29 May 2015 20:02:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/confessioni-di-una-madre-moderna</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>L’unione fa la famiglia unschooler</title>
      <link>https://www.controscuola.it/unione-fa-la-famiglia-unschooler</link>
      <description>Mi chiamo Giuliana, ho 12 anni e sono una “unschooler” che tradotto in italiano sarebbe “non scolarizzata“, ma niente paura non sono un’imbranata e nemmeno un’ignorante! Io ho imparato che l’apprendimento e l’educazione non hanno nulla a che fare con il frequentare la scuola. Definirei il mio tipo di educazione come “naturale”, oppure “reale” come piace dire […]
L'articolo L’unione fa la famiglia unschooler sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giuliana_1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi chiamo Giuliana, ho 12 anni e sono una “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      unschooler
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” che tradotto in italiano sarebbe “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non scolarizzata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “, ma niente paura non sono un’imbranata e nemmeno un’ignorante! Io ho imparato che l’apprendimento e l’educazione non hanno nulla a che fare con il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      frequentare la scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Definirei il mio tipo di educazione come “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      naturale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, oppure “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      reale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” come piace dire a mia madre. Imparo dal quotidiano, sperimento dal vivo e dunque essa si potrebbe definire anche un’istruzione “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sperimentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “. Inoltre, questo, è un modo di apprendere naturale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché non mi forzano studiare, io non devo studiare per obbligo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , come invece si fa a scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nella mia vita tutto ha un senso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ciò m’invoglia a investigare e m’incuriosisce. Ad esempio, a me piace tanto scrivere quaderni descrivendo quello che leggo, quello che studio oppure ciò che sto investigando. Mi sbizzarrisco con le personalizzazioni e mi piacciono la geografia e la scienza, ma la storia è la mia passione… dietro ogni persona e ogni cosa c’è una storia per essere scoperta!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nella mia famiglia l’aspetto spirituale è molto importante.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Con questo intendo proprio la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      spiritualità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , non la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      religione,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e a me piace tanto avere anche la possibilità di vedere le cose della vita -anche le più comuni- con questo valore , un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      valore aggiunto,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     direbbe mio padre.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io imparo quotidianamente attraverso la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sperimentazione diretta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , invece di informarmi esclusivamente attraverso i libri. Ho cominciato questo sistema di apprendimento proprio alla età di 8 anni (terza elementare) e quindi sono ormai 5 anni che procedo in questo modo, con mia sorella Giorgia che fa unschooling come me, mentre mio fratello Gianni per il momento no, ma lui è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tesorino speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Qualche volta mi trovo per studiare con degli amici che sono spesso anche i figli degli amici dei miei genitori. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Di amici ne ho molti, ragazzi conosciuti in ambienti diversi,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ma ho anche diverse amicizie casuali. Tutti mi hanno sempre accettato e non mi hanno mai escluso per la mia scelta di educazione alternativa, io non cambierei assolutamente niente di come studio perché mi piace molto e quando avrò dei figli credo proprio che li educherei con lo stesso sistema.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Molti ragazzi della mia età speso mi chiedono come ero prima di iniziare questo percorso e io gli rispondo che non sono mai cambiata, ma ripensandoci devo ammettere che forse si… Forse 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      oggi posso vedere oltre
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e sono anche più sana perché non mi contagiano l’influenza e altre malattie. Grazie alla tecnologia oltre ai ritrovi con gli amici possiamo parlare usando Skype o WhatsApp e simili. La tecnologia è una grande risorsa, ma solo quando non c’è niente altro da fare all’aperto…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ho sentito speso tante persone criticare i miei genitori perché dicono che non mi lasciano vivere una vita “normale”. Anche se mia mamma ormai non fa più attenzione a queste critiche, io continuo ad arrabbiarmi perché 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vorrei tanto dire a queste persone che i miei genitori non mi parcheggiano da nessuna parte, come fanno in molti, ma mi hanno dato la possibilità di essere me stessa!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Secondo me, con questo tipo di educazione, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      posso edificare e rafforzare i legami con i miei genitori e fratelli e passare più tempo insieme
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , a noi piace condividere tutto. Molto spesso assisto a delle scene terribili tra genitori e figli, che praticamente urlano in pubblico e si mandano a quel paese. Mi rattristano le situazioni del genere e non vorrei mai trovarmi così, un giorno. Io non sono una santa, ma ho imparato che tutti i rimproveri e le punizioni che ricevo da parte dei miei genitori sono solo a fin di bene e che quindi è importante ascoltarli perché attraverso la loro esperienza e gli errori essi ci parlano, per fare di noi persone migliori di loro. Con i miei posso discutere, dire la mia e anche non essere d’accordo, anche se so che in molte cose essi hanno l’ultima parola, ma va bene così.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quando mi chiedono se sono felice, la mia risposta è: SI!!!!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giuliana_3.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vi lascio con una poesia che ho scritto per mio fratello Gianni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  “Nessuno è come lui” di Giuliana Gattoni

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nessuno è come lui. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Così calmo e allo stesso tempo attivo e allegro. Tutto il tempo di buonumore, sempre che non li faccia male qualcosa, perché poi piange e allora il cielo diventa cupo e grigio… e scoppia un temporale… e comincia a piovere: sono lacrime, lacrime di dolore. Poi, però piango anch’io. Noi due siamo fratelli. Poi siamo cresciuti quasi come gemelli. Io, qualche anno fa, frequentavo la scuola primaria e prima, prima ancora, sono andata anche all’asilo; lui per poter stare con me è stato un anno in più.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Io ora non vado più a scuola. Comunque lui mi vuole bene. Non me lo può dire, perché non parla, ma me lo dimostra in tanti modi caratteristici, come quando dorme con me e mi abbraccia e mi tiene al calduccio. Speso giochiamo insieme. Ma non giochiamo ai soliti giochi!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lui, per la patologia che ha, non può fare molte cose. E’ più basso di quello che in teoria dovrebbe essere. Ha in una mano cinque dita e nell’altra tre, ma ha dei capelli neri come la notte e degli occhi castagni tanto lucidi che a volte sembrano brillare di luce propria.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giuliana_2.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Comunque giochiamo spesso al padrone (che è lui) e il cammello (io), camminiamo per il deserto (la casa). In realtà io cammino lui che è a cavalluccio su di me; siamo in cerca di un oasi (il letto); ma no, aspetta: ora è un re che cavalca il suo cavallo e davanti c’è la serva (nostra sorella Giorgia) che sventola la bandiera del nostro paese (la camera); ma che dico: ora è su una giostra e gira a tutta velocità!
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E lui si diverte tantissimo con noi, lui, “il mio tesoro”, che mi consola sempre quando sono giù di morale, dandomi baci e abbracci, lui che sarà sempre nel mio cuore, e che amerò per sempre. Lui, Gianni il mio fratellone, che mi ama da sempre.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/unione-fa-la-famiglia-unschooler/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’unione fa la famiglia unschooler
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giuliana_1.jpg" length="30666" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 21 Mar 2015 13:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/unione-fa-la-famiglia-unschooler</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/giuliana_1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling per Principianti</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-principianti</link>
      <description>Stanno per aprirsi le iscrizioni all’anno scolastico 2015/16, molti genitori stanno per decidere quale percorso educativo seguirà il proprio figlio. C’è chi è in procinto di iniziare l’esperienza delle scuole primarie e chi invece è alle prese con la scelta del liceo più adatto. Infine, c’è chi ha scelto una strada alternativa a tutto questo […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-webinar.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Stanno per aprirsi le iscrizioni all’anno scolastico 2015/16, molti genitori stanno per decidere quale percorso educativo seguirà il proprio figlio. C’è chi è in procinto di iniziare l’esperienza delle scuole primarie e chi invece è alle prese con la scelta del liceo più adatto. Infine, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      c’è chi ha scelto una strada alternativa a tutto questo e si appresta a inviare la propria dichiarazione di educazione parentale agli uffici competenti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando si parla di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     solitamente ci si sofferma su domande che riguardano l’apprendimento dei bambini: cosa stanno studiando e come, se stanno assimilando le nozioni, se sono interessati a certi argomenti o meno. Ciò che si trascura di ricordare è che, soprattutto durante il primo anno di HS, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sono i genitori quelli che subiscono una grande trasformazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La maggior parte dell’apprendimento è a carico del genitore che deve imparare a educare (dal latino 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e-ducere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     = tirare fuori) il proprio figlio, a districarsi tra i propri diritti e doveri, a preparare un programma di studi adatto, a valutare le diverse filosofie pedagogiche, a riprogrammare la propria vita se abituato alla routine degli scolarizzati. Ricordiamo che l’educazione vera, non quella che troppo spesso viene proposta nelle scuole, trae dalla persona ciò che ha da sviluppare di autentico, di proprio. Questa è una capacità che molti genitori devono imparare partendo da loro stessi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se state considerando l’Homeschooling, ma non sapete da dove iniziare vi consiglio di iscrivervi al Network www.educazioneparentale.org dove, oltre a trovare altre famiglie che la pensano come voi, potrete partecipare o visionare dei webinar. Tra questi troverete in elenco: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Homeschooling per Principianti”. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    In veste di relatrice ci sarò io, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/info/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Erika Di Martino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e potrete inviarmi le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      domande in diretta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     utilizzando la chat sulla pagina di
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://youtu.be/noC13tRStaQ" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Youtube
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dedicata. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per partecipare basterà collegarsi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Approfittatene, posso aiutarvi a sciogliere i dubbi e a rispondere alle vostre domande. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vi ricordo inoltre la possibilità di acquistare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="bit.ly/libroedparentale" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Homeschooling: l’Educazione Parentale” in Italia
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Un manuale ricco di esperienze e consigli pratici, adatto anche a chi non sta ancora praticando l’HS. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/libro-educazione-parentale/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Potete seguire il link e leggere l’incipit e i commenti dei lettori.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nell’attesa di incontrarci 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      venerdì
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      16
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gennaio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in diretta, riassumo qui 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i primi passi per iniziare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     questo percorso 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      serenamente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    :
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-principianti/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling per Principianti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-webinar.jpg" length="71068" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 11 Jan 2015 19:36:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-principianti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-webinar.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Missione 2015</title>
      <link>https://www.controscuola.it/missione-2015</link>
      <description>Solitamente la fine dell’anno è il momento dei nuovi propositi e dell’auspicato cambiamento. Quello che io vi auguro quest’anno è di trovare la vostra unicità e di andare verso la vostra vera natura, portando serenità a chi vi sta attorno. L’essere umano è capace d’azione e questo significa che da lui ci si può attendere […]
L'articolo Missione 2015 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/missione2015.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Solitamente la fine dell’anno è il momento dei nuovi propositi e dell’auspicato cambiamento. Quello che io vi auguro quest’anno è di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      trovare la vostra unicità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e di andare verso la vostra vera natura, portando serenità a chi vi sta attorno. L’essere umano è capace d’azione e questo significa che da lui ci si può attendere l’inatteso, che egli è in grado di compiere ciò che è infinitamente improbabile. Ciascuno di voi viene al mondo per perseguire la propria missione, infatti è un vostro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dovere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scoprire quale essa sia. Il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dovere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che ci si è scelti per questa vita, e che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      solo voi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     siete in grado di realizzare, si manifesta attraverso il lavoro, gli  affetti, le passioni e il modo in cui si guarda il mondo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’essere umano ha potenzialità infinite. Voi siete in grado di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      realizzare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     molto più di quanto siate portati a credere. Siete in grado di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      assaporare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un livello di felicità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e di gioia considerato impossibile dalla maggior parte della gente che vi sta attorno, avete un potere immenso che non usate perché vi hanno ingannevolmente persuaso a credere che esso non esista. Il problema nasce dai condizionamenti, dai giudizi, dalle mode, a cui permettete di inquinare le vostre scelte. Genitori, insegnanti, media, governo, chiesa, amici e colleghi di lavoro insieme, vi informano quotidianamente su ciò che è giusto e ciò che non lo è, proponendovi una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      realtà falsa e preconfezionata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che inevitabilmente mina la vostra felicità. La vostra vita e quella dei vostri figli può veramente essere quell’esperienza avventurosa, emozionante e significativa che avete sempre sognato di vivere, ma per ottenerla è necessario
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       cambiare i paradigmi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     del pensiero personale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il sistema è sbagliato, il sistema è ingannevole. Iniziate a smascherare le sue menzogne.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Andare bene a scuola significa successo assicurato nella vita adulta.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    No, non è proprio così. Anzi, essere alunni modello può portarvi a quella vita soffocante e omologata che tanto è desiderata, quanto odiata dai più. Una vita senza passione alcuna. Insegnanti, genitori e persino il governo spendono energia e soldi in quell’utopia chiamata sistema scolastico, pur non sapendo nulla su come l’essere umano apprenda. La chiave del successo sta nel seguire i propri sogni e questo si trova oltre le mura di una classe. Iniziate subito a pensare a ciò volete essere per sentirvi felici e appagati, e fatelo. Non perdete altro tempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Un buon lavoro è quello che rende materialmente ricchi
    
    .

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Parenti e amici stimano ed elogiano coloro che hanno un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      buon lavoro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma cosa intendono veramente con il termine “buono”? La preferenza solitamente è basata esclusivamente sul salario, poco importa se il lavoratore viene sfruttato, se il lavoro è demotivante, insostenibile o anti-etico. Sappiate che un lavoro ben pagato non sempre è un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      buon lavoro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     o il lavoro giusto per voi. Quello che dovete ottenere è un lavoro che vi faccia sentire vivi, dove siate rispettati e apprezzati, un lavoro che potreste fare anche senza venire pagati perché esso vi rende felici.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  E’ necessario interpellare “gli esperti” prima di iniziare un lavoro, cambiare dieta, avere un figlio o intraprendere uno sport. Gli esperti sanno tutto e vanno seguiti alla lettera.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sbagliato. Voi dovete diventare gli esperti di voi stessi. Ci sarà sempre un’industria pronta a propinarvi ricette magiche e soluzioni indiscutibili, magari a prezzi astronomici, ma sta a voi sperimentare e decidere, sicuramente mantenendo gli occhi aperti. Certo, è importante conoscere e farsi aiutare da chi ne sa di più, ma bisogna soprattutto sperimentare in autonomia. Non smettete mai di fare domande, esplorare e commettere errori, questa è l’unica via per il successo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Possedere più 
      
        cose
      
       rende felici
    
    .

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Passiamo i migliori anni della nostra vita svolgendo lavori che malamente sopportiamo al fine di poter 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      comprare la felicità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     attraverso una casa costosa, un’auto veloce, degli abiti firmati o delle vacanze di lusso. Guardatevi attorno, quale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      status symbol
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     state inseguendo? La famiglia perfetta? Il look alla moda? La casa impeccabile? Il rischio di cadere nella trappola del sistema è grande. In realtà i beni materiali non portano alla felicità, anzi possono fortemente minarla. La 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      creazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , non il consumo, è alla base del benessere, così come l’atto di donare se stessi al prossimo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Un singolo individuo non può fare la differenza.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Votare o meno non cambierà il governo, acquistare prodotti etici o meno non modificherà l’industria, aiutare il prossimo o meno non cambierà la società… Vi è stato detto che i problemi sono troppo grandi per essere risolti dal singolo individuo, vi hanno fatto credere di essere impotenti e voi lo siete diventati. Avete creduto alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      più grande menzogna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di tutte: quella che vi vede 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      impotenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , quella che vi dice che la vostra esistenza conta poco o nulla davanti ai grandi problemi mondiali. Così avete finito per passare i vostri giorni davanti alla televisione, sui social, o giocando ai videgames. Questo è un comportamento da pecore ubbidienti, che mette il potere nelle mani di quei pochi, spesso malintenzionati, che non sono caduti nella trappola o che l’hanno addirittura orchestrata. La storia ci ricorda che le grandi invenzioni, le grandi scoperte, le rivoluzioni sociali, sono sempre avvenute per mano di un singolo individuo, un individuo dal cuore ardente e uno spirito indomito.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Voi siete quelli che faranno la differenza, che porteranno il cambiamento, che segneranno il passaggio ad una nuova era.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Io sono con voi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Buon 2015

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/missione-2015/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Missione 2015
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/missione2015.jpg" length="38165" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 28 Dec 2014 18:42:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/missione-2015</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/missione2015.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La ricetta per la serenità</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ricetta-per-serenita</link>
      <description>Ecco la terza esperienza dei nostri homeschooling teenagers! La parola va Samuel dall'isola d'Elba.
L'articolo La ricetta per la serenità sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/samuel-homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Continua la raccolta di interviste i cui protagonisti sono i bambini e i ragazzi che fanno homeschooling. Troppo spesso a parlare sono solo i genitori, vorrei che ora fossero i figli a dire la 
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          loro
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
         sulla 
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;b&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          propria esperienza
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        . Se anche voi siete interessati a partecipare a questa iniziativa 
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;a href="http://www.controscuola.it/contattami/"&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          contattatemi
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/a&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        ! Oggi Sarà Samuel a raccontarci la sua storia. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi chiamo Samuel,  ho 15 anni e ho appena iniziato a fare homeschooling.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ora sono in fase di  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      descolarizzazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , cioè mi sto disintossicando dalla routine della scuola e dalle sue pressioni (in inglese: deschooling). 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vivo all’ isola d’Elba con i miei genitori,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il mio cane Agata ed i miei due gatti Jessi e Noa, infatti io adoro gli animali! Fin dall’asilo ho fatto fatica ad inserirmi perché non riuscivo a stare fermo e seduto in classe e perché continuavo a correre ovunque. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quando i miei genitori si sono accorti che venivo picchiato affinché stessi fermo, mi hanno iscritto in un altro asilo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Dalle elementari ho sempre avuto un’insegnante di sostegno e un’educatrice, nonostante ciò gli  anni delle elementari sono stati anch’essi un trauma perché mi obbligavano a stare in classe, a volte usando anche il contenimento fisico bloccandomi al banco o al pavimento poiché mi ribellavo. Io non volevo stare in classe perché 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      m’infastidivano le urla dei compagni e degli insegnanti,  avrei preferito poter rimanere a casa tranquillo a giocare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma in quegli anni purtroppo non sapevamo che c’era la possibilità dell’homeschooling.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A scuola, a volte, mi permettevano di fare lezione  in un aula da solo con la mia insegnante, questo mi piaceva di  più, perché c’era silenzio e pace. Purtroppo le altre insegnanti preferivano che io stessi in classe con i compagni, esse dicevano che dovevo socializzare anche se a me non importava molto. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Alla fine delle elementari è arrivata un’educatrice bravissima
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che mi ha aiutato molto e che è rimasta con me anche alle medie. In questo modo tutto è andato molto meglio: lei mi ha aiutato nel rapporto con i miei compagni e soprattutto mi ha aiutato a fare amicizia con le emozioni che prima mi travolgevano, infatti io ho un problema del comportamento e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      faccio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fatica a gestire le emozioni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Inoltre, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ho difficoltà  di apprendimento e di attenzione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : a scuola facevo fatica a scrivere e a seguire le lezioni, spesso le trovavo troppo complicate e noiose,  mentre gli insegnanti avevano un ritmo troppo veloce e avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a semplificare ciò che stava scritto sui libri, altrimenti non capivo bene. Dovermi ricordare tutte quelle cose a memoria era un vero incubo,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       spesso piangevo perché non riuscivo a ricordare tutto, malgrado tutto il mio impegno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non ho mai avuto amici a scuola,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i compagni non mi hanno mai preso in giro, almeno davanti a me, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ma mi evitavano,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     non sono mai venuti ai miei compleanni e non mi hanno mai invitato ai loro. Io ho sempre sofferto molto per questo, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mi sentivo diverso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e forse per questo non ho mai cercato di avvicinarmi a loro. Ho sempre avuto un solo amico che abita vicino a me e per un paio di anni siamo stati anche compagni di classe alle medie, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per il resto ho sempre preferito la compagnia degli adulti amici dei miei genitori, perché con loro mi sento bene: mi insegnano a suonare qualche strumento, a cucinare – che è la mia passione – e soprattutto, con loro, non mi sento giudicato. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Proprio per via dei miei interessi mi sono sempre trovato a legare di più con gli adulti che con i ragazzi della mia età, questi mi reputavano strano. F
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      in da piccolo mi è sempre piaciuto tenermi aggiornato su ciò che accade nel mondo, sono appassionato di rally, adoro cucinare e mi piacerebbe diventare cuoco un giorno, mi piacciono la musica ed i film anni 60.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Per i miei compleanni i regali più belli sono stati: nuovi ricettari, pentole e in futuro – spero – un bel set di coltelli!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Secondo me la scuola non aiuta a socializzare perché si è obbligati a stare assieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Per come è impostata, è il sistema stesso a marcare le diversità fra un ragazzo e l’altro: la scuola non trasmette valori di uguaglianza, anzi il contrario. Della scuola media mi piacevano le attività manuali, creative, come i murales fatti lo scorso anno e anche il bel rapporto con gli  inservienti che mi volevano bene, oppure ancora il tragitto per arrivare a scuola con lo scuolabus, perché sono molto amico degli autisti e ci siamo sempre divertiti. Solo una volta sono stato vittima di un episodio di bullismo, proprio sul bus, ma é stato subito fermato da un’educatrice e un’accompagnatrice.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quest’anno sarei dovuto andare alle superiori, avrei voluto fare la scuola alberghiera, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      però, per via dei tagli del governo, non avrei più avuto l’educatrice speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e solo pochissime ore di sostegno. Queste figure sono importanti per me, soprattutto perché la loro presenza mi rassicura e mi permette di comprendere le lezioni che altrimenti mi risulterebbero incomprensibili. I miei genitori temevano che con l’assenza di queste figure e l’inizio una nuova scuola avrei rivissuto le brutte esperienze dei primi anni di elementari o anche peggio: sarebbe stato come gettarmi in una gabbia di leoni da solo. Oltretutto qui da noi l’alberghiero non é  una delle scuole migliori, ma essi non volevano nemmeno scegliere un’altra scuola dato che il mio sogno è quello di imparare a cucinare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un’amica di mamma, un anno fa, ci ha parlato di  homeschooling e così i miei genitori si sono informati e ne hanno parlato con me che ho accettato subito volentieri.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Avrei avuto troppa paura ad affrontare la nuova scuola da solo, perché  so che in quell’istituto c’è molto bullismo e altre situazioni difficili che per me sarebbero state un incubo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Penso che fare homeschooling sia un vantaggio perché con le lezioni a casa posso seguire i miei  tempi e imparare è molto più divertente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Con l’aiuto di  mamma andiamo a cercare in internet informazioni che i libri di scuola non riportano e queste rendono tutto più affascinante, inoltre quando viene il cuoco a darmi lezioni di cucina sono felice! Non mi è mai capitato di essere giudicato perchè faccio scuola a casa, quando me lo chiedono rispondo tranquillamente che faccio homeschooling e ho sempre trovato persone curiose di sapere di che cosa si tratta. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Qui sull’isola sono il primo ad aver fatto questa scelta, ma non mi importerebbe molto se qualcuno mi giudicasse male perché io sono felice così. Quando frequentavo la scuola ero sempre nervoso e soffrivo spesso di mal di pancia e nausea, adesso che sono a casa mi sento sereno e non ho più avuto mal di stomaco, credo che molti ragazzi potrebbero vivere molto meglio senza scuola.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/category/interviste/"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Leggi le altre interviste
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ricetta-per-serenita/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La ricetta per la serenità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/samuel-homeschooling.jpg" length="107354" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 18 Nov 2014 22:33:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/samuel-homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando i bulli siamo noi</title>
      <link>https://www.controscuola.it/quando-i-bulli-siamo-noi</link>
      <description>Il bullismo è un’epidemia: ogni giorno, in tutto il mondo, i media presentano storie di violenza tra ragazzi al limite del verosimile. E’ un ciclo che si ripete aumentando d’intensità, generazione dopo generazione. Chi è a capo di questa catena? Da dove nascono il germe del bullismo e il riflesso della sua vittima? L’avvenire di […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il bullismo è un’epidemia: ogni giorno, in tutto il mondo, i media presentano storie di violenza tra ragazzi al limite del verosimile.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ un ciclo che si ripete aumentando d’intensità, generazione dopo generazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Chi è a capo di questa catena? Da dove nascono il germe del bullismo e il riflesso della sua vittima?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’avvenire di una umanità socievole inizia immediatamente dopo la nascita, si nutre dell’armonia della famiglia e cresce nell’abbraccio della società.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Purtroppo lungo la strada si trovano non pochi intoppi…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La società odierna considera i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      bambini cittadini di serie C
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ciò è confermato dai continui divieti a giocare, a esprimersi, a correre, dai locali che espongono i cartelli con scritto: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vietato l’ingresso ai bambini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, dagli occhi al cielo degli adulti e dai continui sguardi di disappunto generosamente elargiti ai più giovani. Per non parlare delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      violenze fisiche e psicologiche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che sono considerate un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      reato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     se perpetrate da adulto ad adulto ma considerate un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      metodo educativo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e anche di primissimo ordine) se inflitte da un adulto a un bambino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/divieto-bambini-bullismo.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Esiste un mito globale che considera i bambini degli insensati lunatici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      da imbrigliare e dirigere.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Troppo spesso essi sono definiti individui irrazionali che necessariamente vanno sottomessi e domati dall’autorità di turno, sia questa un parente o un insegnante. C’è l’adulto che intimidisce, quello che stuzzica, quello che fa false promesse, quello che deride, quello che minaccia, quello che patteggia, quello che alza la voce e infine quello che alza le mani. Gli esempi sono innumerevoli, ma in ciascun caso il fine rimane lo stesso: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mettere le necessità del bambino in secondo piano, inculcando la legge del più forte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Pochi sono quelli che hanno la delicatezza di osservare, senza ordinare, oppure la saggezza per ascoltare, senza giudicare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La definizione di bullismo è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Atteggiamento di sopraffazione sui più deboli, con riferimento a violenze fisiche e psicologiche attuate”. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Suona familiare? Scommetto che la maggior parte dei lettori ha avuto comportamenti da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      bullo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con i propri figli almeno una volta nella propria vita.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Anche i genitori sbagliano.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I genitori sono colpevoli di violenza? Certo che no, suvvia, che esagerazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si sgrida e si punisce in buona fede, lo si fa proprio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per i propri figli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , per crescerli forti e temprati, educati e socievoli. Per renderli pronti a farsi strada in un mondo sempre più difficile da gestire. Oppure perché talvolta siamo stanchi e la pazienza non basta… O ancora perché lo dicono i manuali per perfetti genitori.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se suggerissi che questa non è la direzione giusta? Se insistessi sul fatto che la propria infanzia non sia sempre un modello da imitare? Se proponessi che la nostra società fatta d’individui arrabbiati, freddi e alienati fosse il risultato di un percorso sbagliato, ripetuto di anno in anno? Immagino che molti si sentiranno il dito puntato contro, ma non è questo lo scopo dell’articolo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’obbiettivo è di far riflettere, e eventualmente mettere in discussione la realtà come la conosciamo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Ecco degli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esempi di “bullismo parentale”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     resi accettabili dalla società. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sono tutte violenze fatte 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        a fin di bene
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-bambina-gelati.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Questo è il volto del bullismo domestico.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A ogni azione è legata una conseguenza che la riflette. Le umiliazioni feriscono l’integrità e la dignità del bambino, anche se gli effetti possono non essere visibili immediatamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I bambini maltrattati faranno soffrire altre persone, diventando essi stessi carnefici, oppure sceglieranno di soccombere e diventare vittime, avendo perso ogni speranza nella giustizia. Così si perpetra il bullismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . I bambini offesi dai propri genitori assimileranno la violenza e la utilizzeranno, una volta cresciuti, contro i propri figli, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      magari
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      senza esserne consapevoli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , oppure pensando di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fare del bene
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ignorando il proprio istinto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      giustificazioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sono all’ordine del giorno: “Lo obbligo a mangiare le carote 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché fanno bene
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, “Lo metto a letto alle otto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché il sonno è importante
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, “Lo lascio piangere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché si deve abituare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ad addormentarsi da solo”, “Gli tolgo la Play Station 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché non si sa gestire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”. Soprusi piccoli e grandi, che s’immagina abbiano un esito positivo una volta raggiunta l’età adulta. Soprusi che alimentano odio, rabbia e rancore e che porteranno esclusivamente a ulteriore odio, rabbia e rancore.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si stanno spendendo tempo e soldi per combattere il bullismo giovanile con gruppi di discussione scolastici, corsi di autodifesa e manuali. Tutti target sbagliati, o quantomeno non primari. Per estirpare il bullismo alla radice bisogna lavorare con le famiglie, con le giovani coppie. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educando a una sana e rispettosa genitorialità si eviterà il nascere di nuovi bulli. Inoltre, una politica che garantisca più sicurezza economica alle famiglie e soprattutto più tempo libero è fondamentale per dare una svolta al sistema. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Noi genitori siamo tenuti a riconoscere gli effetti delle nostre azioni sul futuro dei nostri figli e abbiamo l’obbligo di assumerne la piena responsabilità. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Maltrattare i propri figli non è mai accettabile, il mondo ci sta facendo da specchio, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    troviamo il coraggio di guardarne il riflesso e smettiamola di minimizzarne la gravità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/tag/bullismo"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Speciale Bullismo
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/quando-i-bulli-siamo-noi/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quando i bulli siamo noi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/divieto-bambini-bullismo.jpg" length="46631" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 03 Nov 2014 21:26:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/quando-i-bulli-siamo-noi</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/divieto-bambini-bullismo.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Per evitare il bullismo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/per-evitare-bullismo</link>
      <description>La scuola non solo è tenuta a vigilare sul comportamento degli alunni, al fine di scongiurare episodi di violenza, ma è anche responsabile nel tempo dell’affidamento dell’allievo all’insegnante. Il particolare rapporto che si crea con l’affidare alla scuola un minore è regolato dall’art. 2048 c.c., che recita: “I precettori e coloro che insegnano un mestiere […]
L'articolo Per evitare il bullismo sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-mamma-web.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La scuola non solo è tenuta a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vigilare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sul comportamento degli alunni, al fine di scongiurare episodi di violenza, ma è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      anche responsabile nel 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        tempo
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       dell’affidamento dell’allievo all’insegnante.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Il particolare rapporto che si crea con l’affidare alla scuola un minore è regolato dall’art. 2048 c.c., che recita:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “I precettori e coloro che insegnano un mestiere od una arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi ed apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Infatti, se si verifica  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un evento che causa un danno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      allo studente, la responsabilità risarcitoria cadrà sull’istituzione scolastica, e
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      potrà essere esclusa solo dalla dimostrazione di aver adottato misure preventive
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     tali da poter considerare l’evento occorso come un element “straordinario” che ha superato la stessa “prevenzione”. In altre parole, per essere scagionata dalle accuse, la scuola deve dimostrare di aver adottato, in via preventiva, tutte le misure disciplinari e/o organizzative necessarie ad evitare situazioni pericolose. Per esempio, nel caso del bullismo, si tratta di percorsi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      educazione alla legalità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , classi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mediazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scolastica, o la creazione di gruppi di discussione che diano consapevolezza agli alunni del problema. La vittima di bullismo scolastico, per rivalersi, è tenuta a dimostrare di aver subito il danno mentre era a scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In Italia molte scuole stanno quindi proponendo dei 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      corsi anti-bullismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ai propri alunni. In questi gruppi di discussione si parla del fenomeno ma, nonostante gli sforzi, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      risulta molto difficile che un insegnante o un bidello denuncino un’offesa verbale o un’azione intimidatoria, se questa non è grave
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La maggior parte delle violenze ricade nella categoria delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        ragazzate
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    e finisce per non ricevere l’attenzione necessaria. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un adulto capace di riconoscere queste sottili forme di bullismo deve essere innanzitutto un adulto che non accetti e non pratichi il bullismo a sua volta.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Inoltre, se proprio vogliamo analizzare la propaganda anti-bullismo che si sta facendo nelle scuole, possiamo notare come essa sia 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una forma di bullismo rivolta verso i bulli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Si raccomanda al personale scolastico di mantenere un comportamento disciplinare, ma alla fine si tratta sempre di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gioco-forza dove il più grande e potente vince,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è lo specchio del bullismo in versione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      salvatrice
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In questo modo il ciclo di forzata sottomissione si ripete inesorabile, senza una soluzione apparente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/cartello-bimbo-bullismo.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La mancanza di rispetto sta alla base di questo circolo improduttivo, dove i bulli bambini diventano bulli adulti, inconsapevoli di esserlo. Comportarsi in maniera arrogante e potente fa sentire bene il bullo (seppur solo momentaneamente), in una totale mancanza di empatia verso gli individui che gli sono attorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Evitare di essere violenti perché si teme una punizione, è come curare il sintomo, ma non la causa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quest’atteggiamento assomiglia molto all’utilizzo dei medicinali allopatici: assumendoli, i malati, mettono una toppa sul sintomo, senza ricercare e guarire il problema che ne è alla radice.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Come prevenire e reagire al bullismo quando lo state affrontando in prima persona? Come proteggere i vostri figli?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-ragazzi.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Negli Stati Uniti è stato coniato un nuovo termine: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        bullicidio
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ovvero suicidio a causa del bullismo. Troppo spesso accade che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      le vittime decidano di non denunciare i propri oppressori 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    e che esse arrivino a uno stato di dolore tale da preferire la morte alla vita. Questi individui non confidano i propri tormenti alla società, innanzitutto poiché temono di non essere creduti, in secondo luogo perché sono convinti che in qualsiasi caso il bullo non possa essere fermato, e infine perché hanno paura di possibili ripercussioni negative, come l’inasprirsi delle violenze dopo una segnalazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oggigiorno si sta facendo avanti un pensiero che vede 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il bullismo come un 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        rito di passaggio
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       necessario per la crescita sana di un individuo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , trovo quest’idea reazionaria e crudele. Evidentemente la maggior parte della società è in qualche modo sopravvissuta al bullismo e ora ritiene che sia un percorso obbligato. In realtà è una ricetta perfetta per distruggere l’esistenza dei nostri bambini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il compito del genitore è di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dare un esempio virtuoso di pace e condivisione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , soprattutto all’interno della famiglia. Piuttosto che rivolgere l’attenzione ai bulli, prepariamo i nostri figli alla vita crescendoli in maniera rispettosa e amorevole. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Facciamoli sentire forti e alimentiamo la loro autostima
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     su base giornaliera.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/i-mille-volti-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Leggi il secondo articolo sul bullismo
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/quando-i-bulli-siamo-noi//"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Leggi il quarto articolo sul bullismo
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/per-evitare-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per evitare il bullismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-mamma-web.jpg" length="79310" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 01 Nov 2014 20:32:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/per-evitare-bullismo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-mamma-web.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I mille volti del bullismo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/i-mille-volti-bullismo</link>
      <description>Esistono episodi di bullismo evidenti: il bambino che graffia e tira calci, la bambina che rompe i giocattoli altrui, o ancora l’adulto che ti taglia la strada con il suo 4X4. Questi sono lampanti esempi di abuso e prevaricazione intenzionali. Esistono però, anche una serie di atteggiamenti più o meno deliberati che hanno la medesima valenza […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-bambino.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Esistono episodi di bullismo evidenti: il bambino che graffia e tira calci, la bambina che rompe i giocattoli altrui, o ancora l’adulto che ti taglia la strada con il suo 4X4. Questi sono lampanti esempi di abuso e prevaricazione intenzionali. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Esistono però, anche una serie di atteggiamenti più o meno deliberati che hanno la medesima valenza e che portano alle medesime conseguenze. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Possiamo definirlo bullismo coatto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questa condotta è da considerare 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        bullismo
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       poiché presenta un’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      asimmetria nella relazione (cioè uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce), l’impossibilità di difesa della vittima, una persistenza nel tempo e infine una crudele mancanza di empatia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Bisogna smettere di stereotipare il bullismo, interpretandolo esclusivamente come la presa in giro del bambino obeso, gli insulti sui 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      social
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , oppure le aggressioni fisiche tra le mura della scuola. Se s’indossa il paraocchi, non si riuscirà a vedere la matrice del bullismo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ll bullismo coatto, spesso una forma di bullismo iniziale, è un atteggiamento molto più subdolo e impercettibile del bullismo esplicito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Commenti maligni, giudizi astiosi, scenate inaspettate e accanimenti spietati, spesso non sono nemmeno definiti atti di bullismo, eppure lo sono.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     In questi casi la società ama minimizzare, definendo il prevaricatore un “carattere particolare”, una ”testa calda”, o ancora una persona “severa”. Nel caso in cui i protagonisti siano giovani, si definisce il gesto “una ragazzata” oppure “una bravata”. Mentre, quando ad essere inopportuni sono degli esperti, come può avvenire nel campo medico oppure educativo, allora cala sulla faccenda un alone di magnificenza e accettazione quasi sacra.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Proprio questa forma di bullismo strisciante è da identificare immediatamente e isolare sul nascere.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Bisogna ricordare che il passaggio da vittima a carnefice è comune, e che per arginare il problema bisogna innanzitutto estirparne la radice.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Facciamo qualche esempio di bullismo coatto:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Il mondo violento in cui stiamo vivendo origina proprio da questi atteggiamenti considerati “normali”.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/info/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mamma homeschooler
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che segue da vicino i propri figli, ho potuto notare che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      molto frequentemente proprio le figure adulte che gravitano attorno al mondo dei bambini presentano gli atteggiamenti tipici del bullo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Proprio perché questi individui hanno una certa posizione – possono essere coach, insegnanti, guide spirituali o ancora baby-sitter – essi si sentono in diritto di usare un linguaggio abusivo o scelgono di ignorare gli atti di bullismo del gruppo di cui sono responsabili. Così facendo si mostrano accondiscendenti e complici del sistema, tacitamente rafforzando l’idea che sia il più forte a vincere e lasciando la vittima senza speranza di essere ascoltata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Di recente ho assistito a un atto di bullismo nei confronti di mio figlio di nove anni. Durante una gara di freccette organizzata da un centro estivo, un bullo gli ha tirato giù i pantaloncini, mostrando le sue parti intime. Il ragazzino in questione ha fatto poi lo stesso con un altro bambino, nel fragore delle risate del gruppo. Io ero poco distante e ho fatto in tempo a vedere solo il secondo episodio, mentre mio figlio camminava verso me con una rabbia esplosiva in corpo e gli occhi pieni di lacrime trattenute. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vi erano degli animatori adulti, due maschi, che hanno minimizzato l’accaduto lasciando impunito il bullo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nonostante il mio evidente disappunto, uno dei due mi ha anche spronato a riderci sopra definendo l’atto una 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        ragazzata
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Basita e offesa mi sono resa conto che ero l’unica rimasta a difendere mio figlio. Vi assicuro che non è facile essere l’unico adulto vigile in certe occasioni e ovviamente i genitori di questi altri ragazzini non erano nelle vicinanze. Ho dovuto quindi personalmente parlare con il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      bulletto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e spiegargli come il suo comportamento fosse stato irrispettoso e cattivo. Il ragazzino si è dimostrato sorpreso del mio pacifico intervento e sinceramente dispiaciuto per l’accaduto. Egli ha scelto in seguito, di sua spontanea volontà, di chiedere scusa a mio figlio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Quando gli insegnanti si comportano da bulli.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Avere un docente che pratica bullismo è una sfortuna che capita a molti studenti e dal quale è complicato, se non impossibile, difendersi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Essendo l’insegnante la suprema autorità in classe, egli ha il totale controllo sull’esistenza dei propri alunni durante le ore di lezione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e spesso anche nel tempo libero attraverso i compiti a casa). Pochi bambini osano opporsi a questi abusi, e ancora meno confidano le angherie subite ai propri genitori, soprattutto quando il carnefice è l’insegnante. Le vittime non raccontano gli orrori subiti, proprio perché sentono la pressione del bullo-insegnante anche se egli non è presente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . La paura di ripercussioni negative, nell’ambiente circoscritto della classe, è troppo forte per denunciare l’accaduto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-scuola.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I genitori possono provare a intercedere, ma il docente ha sempre il coltello dalla parte del manico. Del resto è l’insegnante a essere l’esperto, il professionista che ha ricevuto una formazione specifica, che ovviamente il genitore non può eguagliare. Il caso peggiora quando l’insegnante-bullo prende di mira un solo ragazzo, piuttosto che l’intera classe. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Infatti, quando l’abuso è mirato, il docente può sempre giustificarsi dicendo che il problema risulta essere 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        esclusivamente
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       quello del 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        singolo alunno
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , quindi 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        un caso
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , poiché il gruppo classe non presenta problemi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ciò 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ghettizza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ulteriormente la vittima e mette sotto i riflettori la famiglia, colpevole di avere cresciuto un figlio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      anomalo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    (troppo debole, troppo protetto, troppo coccolato, troppo infantile, ecc). 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il bullo in genere, non prova rispetto per nessuno, le sue tattiche destabilizzanti ne sono prova.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Solitamente presidi e dirigenti hanno le mani legate e non possono fare nulla contro l’insegnante-bullo, anche se sono consapevoli del suo deplorevole atteggiamento. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il sistema non è pro-studente, ma è appunto pro-sistema
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e questi casi di bullismo vengono annoverati come malfunzionamenti a cui non esiste una soluzione efficace. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’unica soluzione possibile la può trovare la famiglia della vittima, procedendo con un cambio di classe o di scuola, oppure optando per l’
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.controscuola.it/faq/" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        educazione parentale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi ricordo ancora le umiliazioni subite da un mio compagno delle elementari che in seconda si è fatto la cacca addosso 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perché l’insegnante non lo aveva lasciato andare al bagno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Più volte accadeva che le maestre non ci lasciavano usare i servizi quando era necessario, e questo ragazzino, già vittima di bullismo perché portava gli occhiali ed era grassottello, ha subito così un affronto che lo ha etichettato per il resto del ciclo scolastico. Se chiudo gli occhi lo vedo ancora: con le lacrime e in totale imbarazzo, mentre la puzza si propagava per la classe, e l’insegnante lo sgridava per aver sporcato i pantaloni. Ero spaventata e mortificata per ciò che gli era accaduto, paralizzata e senza parole, avevo sei anni. Il sacchetto di plastica con gli abiti sporchi penzolava fuori dalla finestra dell’aula, mentre anche la bidella, chiamata per l’occasione, lo sgridava per non essersi trattenuto. Una vicenda terribile… Potete immaginare quale sia stato il suo nomignolo da quel giorno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Bulli con il camice bianco.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le stesse forme di manipolazione si possono riscontrare in ambito medico, dove specialista e paziente raramente si trovano sullo stesso livello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Un malato si può facilmente trovare in balia di medici senza scrupoli che usano la loro posizione per esercitare il proprio volere, preferendo gli interessi del sistema farmaceutico a quelli del paziente. La vittima in questo caso è ancora più vulnerabile dato il proprio stato di salute.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-parto.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Posso portare numerose testimonianze di donne gravide che hanno subito forti pressioni da parte del personale medico durante quello che avrebbe dovuto essere uno dei momenti più sereni e importanti della loro vita: il parto. Proprio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto ha trasformato questi eventi assolutamente fisiologici, in eventi patologici, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    assoggettati ad una molteplicità di interventi medici, chirurgici e farmacologici, invasivi e spesso non necessari. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il bullismo da sala parto comprende il taglio della vagina, l’induzione del travaglio, le spinte sulla pancia, per finire con i tagli cesarei
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il cui tasso si aggira intorno al 40%, con picchi del 50/60%, a fronte di un tasso del 10/15% previsto dalle indicazioni OMS.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Tra Homeschoolers ci sono bulli? Si, certamente, ma…

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola è un ambiente artificiale dove la legge naturale di causa-effetto non sussiste, in classe, sono sempre i bulli ad avere l’ultima parola.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Il bullo rimane impunito perché il sistema premia il più veloce, il più forte e il più aggressivo, solitamente senza valutare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      come
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     la vittoria sia stata acquisita e a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      discapito
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di chi. Molti osano chiamarlo un sistema sociale equo, ma è una trappola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . L’educazione parentale, al contrario, è il mondo reale, dove ai bambini è permesso difendersi, dove si possono aiutare i più deboli e gli svantaggiati senza essere presi di mira, dove in definitiva si può scegliere liberamente se rimanere in una situazione o andare via. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Nei gruppi di homeschoolers il bullo esiste, ma non vince mai e velocemente perde gli amici, se continua a dimostrarsi tale. E’ una questione di causa-effetto. Solitamente il bambino violento viene intercettato dal gruppo e, con o senza l’aiuto dei genitori, si risolve il problema seduta stante.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono stata testimone di una risoluzione immediata di un caso di bullismo da parte di alcuni homeschoolers. Cinque bambini con un’età compresa tra i sette e i dodici anni stavano costruendo un intero villaggio con la sabbia: torri, castelli, fiumi e colline. Mentre erano tutti collaborativi ed entusiasti, un altro ragazzino si divertiva a distruggere il lavoro svolto. Inizialmente il gruppo lo osservava tollerante. Al cadere di due torri è arrivato però, il primo ammonimento di smettere, da parte di uno dei bambini più grandi. Al terzo affronto gli hanno tolto la paletta e gli hanno intimato di smettere con fare deciso. Nessun genitore è dovuto intervenire. Il bullo ha capito il messaggio e si è allontanato. Dopo qualche tempo è tornato e ha chiesto di poter aiutare nel progetto. Acconsentendo, l’hanno avvertito che sarebbe stato osservato e che non avrebbe dovuto rovinare nulla.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La libertà di scelta gioca un ruolo fondamentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A scuola è il bullo che vince, e i deboli si sentono miserabili, proprio perché sanno di non essere altrettanto grandi, forti, popolari o prepotenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Se una vittima si ribella a un bullo e viene colto in fragrante dagli insegnanti può essere anche punita. La paura paralizza la vittima, in classe.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nell’homeschooling i bambini hanno gli strumenti per difendersi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    E’ permesso loro proteggersi e aiutarsi reciprocamente per osteggiare il bullo, e nel caso in cui la situazione non migliori i genitori hanno la libertà di lasciare il gruppo, senza dover chiedere nulla osta o documenti vari. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Anche in questo caso, l’educazione parentale semplifica la vita.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/fabbrica-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Leggi il primo articolo sul bullismo
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/per-evitare-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Leggi il terzo articolo sul bullismo
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/i-mille-volti-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I mille volti del bullismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-bambino.jpg" length="78267" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 29 Oct 2014 21:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bullismo-bambino.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La Fabbrica del Bullismo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/fabbrica-bullismo</link>
      <description>Purtroppo il bullismo non è un problema che appartiene esclusivamente all’ambiente scolastico. Sicuramente grazie all’educazione parentale si possono evitare molte delle dinamiche che caratterizzano il bullismo scolastico, ma anche gli homeschoolers possono esserne vittime. Infatti, nemmeno noi adulti possiamo ritenerci immuni da questa piaga che coinvolge l’intera società. Sono certa che potete facilmente nominare un’amica, […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/2.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Purtroppo il bullismo non è un problema che appartiene esclusivamente all’ambiente scolastico.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sicuramente grazie all’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/faq/"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        educazione parentale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     si possono evitare molte delle dinamiche che caratterizzano il bullismo scolastico, ma anche gli homeschoolers possono esserne vittime. Infatti, nemmeno noi adulti possiamo ritenerci immuni da questa piaga che coinvolge l’intera società. Sono certa che potete facilmente nominare un’amica, un compagno di lavoro o un parente che si è comportato da bullo con voi in passato. Gli atteggiamenti di violenza e prevaricazione tra adulti sono numerosi, anche se non fanno tanto scalpore quanto quelli legati al mondo dei giovani.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Parlare di bullismo è uno dei modi migliori per combatterlo, imparare come comportarsi se vi troverete ad esserne vittima lo è ancora di più.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quest’articolo è dedicato agli homeschoolers, ma anche agli adulti e ai bambini scolarizzati. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="http://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Controscuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       riserverà una settimana all’argomento per analizzarlo da un punto di vista alternativo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando gli episodi di bullismo, non vengono intercettati e bloccati sul nascere, si osserva una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rapida escalation della violenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che, nel peggiore dei casi, può portare a gravissime conseguenze per la vittima. La stampa estera e locale è piena di casi sconcertanti, che talvolta arrivano fino al suicidio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Secondo una ricerca realizzata dall’associazione Villa Sant’Ignazio per conto della Provincia di Trento, almeno un ragazzo su due in Italia subisce episodi di violenza verbale, psicologica oppure fisica. Questa è la prima indagine in Italia sul bullismo alle superiori, ed è partita nell’autunno 2000 per arrivare alla fase finale nell’estate del 2013. La ricerca ha coinvolto gli studenti dei 23 Centri di Formazione Professionale della provincia di Trento e ha riscontrato che il 33% degli intervistati sono vittime ricorrenti, mentre il 24% è stato vittima di un qualche episodio di prepotenza nei 6 giorni precedenti l’intervista. Gli atti di violenza avvengono soprattutto in aula (27%) e a seguire, nei corridoi (14%) o nel cortile (16%). L’escalation degli episodi di vittimizzazione subiti può mettere in difficoltà il soggetto che li subisce, fino a portarlo al suicidio che viene visto come unica via di uscita e di interruzione dei soprusi. I bambini e gli adolescenti presi di mira, sono maggiormente a rischio per quanto riguarda lo sviluppo di depressione e intenti suicidi; pericolo che si protrae anche in età adulta. Negli ultimi due anni in Italia, le vittime adolescenti di bullismo accertato che si sono suicidate sono state cinque. Tra queste Andrea, il quindicenne romano, trovato impiccato sotto casa perché accusato dai compagni di essere omosessuale e Carolina, la quattordicenne di Novara, che si è lanciata dal balcone di casa perché non sopportava più le prese in giro dei cyberbulli. 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      In Italia il suicidio risulta essere la seconda causa di morte tra i ragazzi dai 15 ai 25 anni, subito dopo gli incidenti stradali. Si parla di 1000-1500 tentativi di suicidio all’anno, ma il dato è probabilmente sottostimato. Alcuni soffrono di gravi disturbi psichiatrici, altri di dipendenza, ma la stragrande maggioranza è formata da ragazzi che soffrono di gravi malesseri esistenziali.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      “Fai schifo come persona”, “Spero che uno di questi giorni ti taglierai la vena importantissima che c’è sul braccio”, “Sei una ritardata grassa e culona, fai finta di fumare, ma non aspiri, fai finta di bere ma non bevi, fai finta di essere depressa per attirare attenzione, sei patetica”, sono solo alcuni dei messaggi che Nadia, di Cittadella in provincia di Padova, ha ricevuto sul social network Ask.fm prima di lanciarsi nel vuoto a quattordici anni e morire. Sempre secondo i dati Istat, nel 2010 ci sono stati 138 casi di suicidio giovanile accertato tra gli under 25: 111 maschi e 27 femmine, con un tasso totale di suicidio del 5,1 su centomila ragazzi.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
      
    
       
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/libro-educazione-parentale/"&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        Tratto da “Homeschooling. L’educazione parentale in Italia”.
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Tutti siamo stati vittime o testimoni di episodi di bullismo almeno una volta nella nostra vita. Generalmente si considera 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      bullo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un individuo che 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        usa
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       un’altra persona al fine di sentirsi più importanti o forte. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Il bullo manipola e controlla altre persone per erigersi al di sopra di esse. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’abuso può avvenire in forma verbale o fisica. La vittima non ha colpa, si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/3.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Bulli si nasce o si diventa?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ho provato a chiedere a mia figlia di otto anni come mai, secondo lei, una persona inizia a comportarsi da bullo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La sua risposta è stata illuminate: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un bullo è una persona molto debole e spaventata perché qualcuno ha fatto a sua volta il bullo con lui.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Proprio perché egli si sente in pericolo e minacciato, egli deve farsi grande per far andare via la paura che ha dentro”. Le ho allora chiesto se questo scagionasse il bullo dalle proprie colpe. Lei mi ha risposto di no, ma mi ha ricordato che bisogna avere compassione per loro, perché non sono persone felici.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Quando sono al parchetto del quartiere e vedo un bambino o una bambina che spinge gli altri bambini giù dall’altalena brutalmente o che dice parolacce, oppure ancora che blocca lo scivolo evitando che gli altri lo utilizzino, mi fermo e mi metto in disparte con i miei figli a osservare la situazione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Solitamente ci capita di notare che il bullo ha un genitore assente o verbalmente violento verso di lui.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Comprendiamo così che anche il bullo è vittima del bullismo, possibilmente da parte del genitore. Un bambino maltrattato tra le mura domestiche, sentirà il bisogno di rivalersi sugli altri in qualche maniera per riportare l’equilibrio nella propria vita.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  La violenza chiama sempre altra violenza.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se un genitore è aggressivo o usa denigrare il figlio, quest’ultimo darà per scontato che essere prepotenti sia una cosa accettabile, se non addirittura giusta e dovuta. Ciò alimenta un ciclo di violenza generazionale senza fine. Solo un individuo coscienzioso e determinato, che porta in se il forte desiderio di ristabilire una sana scala di valori nella propria vita, potrà riuscire a scrollarsi di dosso quest’abitudine. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le nostre parole, infatti, diventano azioni, e le nostre azioni diventano abitudini, ed esse a loro volta formano il nostro carattere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (cit. Gandhi). Bullo e vittima sono due facce della stessa medaglia, non esiste un bullo che non sia stato vittima a sua volta.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Anche la mancanza di attenzione, di ascolto e comprensione, da parte del genitore può, alimentare il fuoco del bullismo nei propri figli. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ignorare un figlio può essere tanto nocivo quanto insultarlo verbalmente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Purtroppo i genitori d’oggi passano gran parte della giornata fuori casa, così come i figli, e nei ritagli di tempo che passano insieme rimangono comunque assenti. Per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      assenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     intendo che, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pur essendoci fisicamente, essi non sono presenti mentalmente e affettivamente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Magari smanettano sui telefoni, oppure usano pc e videogames o ancora si annullano davanti al televisore, creando quel muro tra adulti e bambini che si riscontra facilmente nei luoghi di aggregazione. Un individuo trascurato – specialmente durante l’infanzia – si sentirà imperfetto e lacunoso per tutto il corso della propria vita. Proprio per questo è necessario informare le famiglie circa l’importanza del proprio ruolo nella società e nella prevenzione del bullismo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Bulli non si nasce, ma si diventa, quando manca amore. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Oggi più che mai è di vitale importanza andare controcorrente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un occhio attento scopre distrazione ovunque: piccoli legati nel passeggino, rivolti verso l’esterno, con un genitore che spinge mentre chiacchiera al cellulare, bambini che fanno domande senza ricevere risposte, desideri espressi, ma mai esauditi. I figli più grandi risultano essere sempre impegnati: il dopo-scuola è una corsa alle attività 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      extra,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     seguito dallo svolgimento dei compiti fino a sera. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Molte famiglie non trovano il tempo per instaurare un dialogo sano e necessario.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il bullismo è violenza, e la violenza ha molti volti: anche quello di un neonato lasciato a piangere nella culla. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Per arginare questo terribile fenomeno bisogna quindi iniziare a dare un buon esempio personale e non cadere nella trappola della routine quotidiana fatta di superficialità e frenesia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . I genitori si comportano da bulli quando trascurano i propri figli, quando li educano con sopraffazioni e inganni, quando mentono loro e usano la propria posizione di potere per prevaricare su di essi che sono oggettivamente più deboli.  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli esseri umani sono assetati d’interazione attiva – siamo mammiferi è scritto nel nostro dna – e se non la ricevono naturalmente faranno di tutto per ottenerla in maniera coatta. Essi arriveranno a comportarsi male o peggio ancora ad ammalarsi per essere considerati con lealtà. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per certi ragazzi l’attenzione negativa ottenuta tramite un comportamento scorretto o autolesionista, risulta essere meglio dell’incuria offerta da certi genitori.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     L’anoressia, la bulimia, la depressione e il cutting sono solo alcuni esempi di una disperata ricerca di attenzione e interazione con un mondo che non 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ascolta più
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Il bullo che attacca un compagno di classe per ricevere quella dose di considerazione che gli è necessaria per sentirsi amato e la ragazzina che si taglia con le lamette per esorcizzare il proprio malessere, sono guidati dall’inconscio in una ricerca d’amore senza limiti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  La nostra società sorda è una fabbrica di bulli e vittime.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I giovani stanno crescendo in un’alienazione di massa. Sicuramente quest’era tecnologica fatta di tablet, smartphone e connessione wireless, la televisione accesa 24 ore al giorno e i videogames non aiutano a migliorare le cose. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Bulli e vittime sono una conseguenza inevitabile di un sistema malato che stravolge le nostre priorità e ci lascia con poco tempo da passare insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Le famiglie e il sistema educativo nazionale sono da chiamare in causa al banco degli imputati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      L’amore si traduce in attenzione, tempo, cura, contatto fisico, sostegno.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
    
  
     Anche per questo credo nell’homeschooling come antidoto a tutta questa violenza: il ritorno a uno stile di vita più rilassato e semplice, la possibilità di apprendere e quindi crescere senza rigidi parametri e etichette, la libertà di seguire le proprie passioni nel rispetto dei propri tempi, senza giudizi che arrivano dall’alto, riusciranno a mettere un freno alla rabbia, alla delusione e all’aggressività odierna.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Perché una persona felice non si comporterà mai da bullo e non ne rimarrà vittima.
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/i-mille-volti-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      Leggi il secondo articolo sul bullismo
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/fabbrica-bullismo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La Fabbrica del Bullismo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/2.jpg" length="55504" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 27 Oct 2014 21:27:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/fabbrica-bullismo</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Metodi educativi a confronto</title>
      <link>https://www.controscuola.it/metodi-educativi-confronto</link>
      <description>Essere un homeschooler in Italia è bellissimo, ma non è un cammino scontato. L’Italia offre infinite possibilità, sia naturali, che storiche, piuttosto che artistiche per imparare senza la scuola, ma il confronto con la società non è sempre roseo. Quando presento l’educazione parentale ai genitori interessati, ma talvolta insicuri, che intervengono alle conferenze, li rassicuro […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/metodi-educativi.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Essere un homeschooler in Italia è bellissimo, ma non è un cammino scontato.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       L’Italia offre infinite possibilità, sia naturali, che storiche, piuttosto che artistiche per imparare senza la scuola, ma il confronto con la società non è sempre roseo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quando presento l’educazione parentale ai genitori interessati, ma talvolta insicuri, che intervengono alle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/conferenze/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      conferenze
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , li rassicuro immediatamente sui timori che riguardano l’atto di educare, ma allo stesso tempo li metto in guardia rispetto alle dinamiche che potrebbero scaturire dal confronto con la società, trattandosi questa di una scelta educativa alternativa, che non tutti conoscono.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Queste famiglie sono spesso deluse dal percorso scolastico tradizionale, del quale talvolta trattengono un retaggio pesante e delle ideologie errate, specialmente su cosa significhi “insegnare” e “imparare”. Fortunatamente questi vincoli si possono cancellare piuttosto facilmente: per farlo è fondamentale ascoltare il proprio istinto e rimanere con la mente aperta al cambiamento. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ sicuramente consigliabile, per chi ha già alle spalle anni da scolaro, un periodo di disintossicazione dai ritmi e dalle richieste tipiche della scuola (deschooling), un periodo dove riscoprire le proprie necessità e desideri più intimi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ciò che risulta più difficile da affrontare è il confronto con la società che – purtroppo – è spesso digiuna di homeschooling. Di certo non si può sensibilizzare l’opinione comune chiacchierando in coda al supermercato, oppure sotto casa con il postino che vi domanda perché vostro figlio non sia a scuola. Questo genere di esperienze vanno vissute in prima persona per essere comprese in pieno. Sono moltissimi infatti i nonni o i mariti che erano inizialmente scettici verso l’educazione parentale, ma che hanno cambiato idea entrando in diretto contatto con i nipoti o i propri figli neo-homeschoolers. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La felicità e la curiosità per il mondo sono atteggiamenti che saltano subito all’occhio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Piuttosto che dare un giudizio ignorando la realtà, essi hanno avuto la voglia e la dedizione di affiancare i propri figli (o nipoti) in questo percorso di crescita e cambiamento per un periodo continuativo, avendo modo così di vederli splendere, imparare e rafforzarsi, anche (e talvolta soprattutto) senza scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Certo, ci sono individui altamente critici verso l’homeschooling: se state leggendo questo articolo magari ne avrete conosciuti alcuni, ma c’è un gruppo altrettanto numeroso di gente che si domanda: “Vorrei sapere come fate? Io non ne sarei mai capace!”. Ciò che stanno immaginando queste persone è: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Come faranno mai gli homeschoolers a riprodurre la scuola a casa?”. Cioè 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        fare a casa ciò che fa la scuola in classe
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , concetto che è completamente differente da quello che accade veramente nelle famiglie che studiano a casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Da qui scaturiscono le tipiche domande del tipo: “Ma il bambino come fa a non confondersi se tu sei sia l’insegnante, che la mamma?”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Proviamo a fare chiarezza.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Certo, nell’homeschooling si segue un programma che può essere simile a quello utilizzato dalla scuola, ma l’ambiente e le dinamiche sono completamente differenti, e anche i tempi sono decisamente accorciati. Sinceramente, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      con un paio di ore di studio al giorno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e tutto il resto del tempo libero per approfondire le proprie passioni, godersi la famiglia e esplorare la società e l’ambiente, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      si può ottenere molto di più di ciò che si ottiene stando dietro a un banco
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Con l’unschooling poi, si è ancora più svincolati da queste dinamiche, essendo l’apprendimento incentrato sulle necessità e le passioni del bambino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e della sua famiglia e area geografica di appartenenza. In questo caso l’approccio “scolastico” non si considera nemmeno, dato che il genitore è più propriamente una guida, un supporter, un aiuto, mentre il figlio è “in cattedra”. Questo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      modus operandi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     necessita un’apertura mentale ancora più grande e un’immensa fiducia nei propri figli. Quindi, non si tratta proprio di riprodurre la scuola, ma si tratta di una realtà completamente diversa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Andiamo ad analizzare quindi perché l’homeschooling sia più a misura di famiglia, rispetto alla scuola:

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In generale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        è una scelta più economica
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , soprattutto se si hanno più figli. Non abbiamo da comprare montagne di libri e materiale, spendere per pasti mensa non consumati, costi trasporto, tasse scuola, vestiti alla moda, ripetizioni, ecc… Noi usiamo molto internet, i libri della biblioteca, visitiamo i mercatini dell’usato e raccogliamo molto materiale che gli amici del vicinato avrebbero altrimenti buttato via. Sicuramente possiamo studiare anche in pigiama e abbiamo il tempo per curare un orticello, che oltre a essere materia di studio ci fornisce del cibo! Non potete immaginare quanti giocattoli, vestiti e giochi usati abbiamo recuperato a costo zero o quasi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        E’ una scelta pacifica
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Si discute meno quando ognuno può scegliere come vestirsi, a che ora svegliarsi e cosa mangiare. Molti ci potrebbero accusare di anarchia, di sregolatezza, ma posso assicurare che ogni membro della nostra famiglia è rispettoso e compassionevole verso gli altri. Al posto di regole ferree abbiamo dei principii di sana condivisione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Non dovendo obbligare nessuno a studiare una materia noiosa, ad alzarsi senza aver dormito a sufficienza, a fare i compiti prima di uscire, si è tutti più sereni e felici e quindi si litiga meno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ognuno di noi impara e studia seguendo i propri ritmi, negli orari e nei modi che gli sono più consoni. Ovvio che si discute sempre, siamo umani, ma molto meno di quello che vedo fare in certe famiglie. Eliminando la causa dei dissidi, i problemi sono per metà risolti prima di nascere e vi giuro che fa una bella differenza per la qualità della propria vita.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        E’ una scelta (quasi) stress-free
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Non abbiamo scadenze o tempi stretti. Una delle parti più tristi della scuola tradizionale è vedere insegnanti e ragazzini che corrono dietro al programma scolastico, senza godere del suo contenuto. Al contrario, ogni argomento da noi affrontato può durare mesi! Non dobbiamo timbrare un cartellino, oppure compilare una pagella, quindi possiamo immergerci in una materia o un soggetto come e per quanto vogliamo. Ciascun membro della famiglia (anche gli amici!) può dare il proprio contributo, l’interesse diventa contagioso e l’argomento può essere analizzato senza scadenze incombenti. Inoltre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non necessitiamo di grande organizzazione… Lo so che da fuori sembra che ci sia bisogno di un sovraintendete svizzero per far andare avanti homeschooling, casa e famiglia, ma vi assicuro che non è così.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Credo che serva più preparazione per arrivare in orario a scuola, per organizzare il colloquio con gli insegnanti, per sincronizzare le attività sportive e i compiti. Noi viviamo una vita molto naturale e tranquilla, dove essere organizzati non è fondamentale, dato che cerchiamo di seguire i tempi personali di ciascuno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Certo,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       fare unschooling o homeschooling non è una scelta per tutti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma posso garantire che per noi è stata una fortuna! Siamo molto più felici di quanto lo saremmo stati se ogni mattina avessimo dovuto correre nel traffico per portare i bambini a scuola. Spero che questo articolo abbia sfatato qualche mito sull’educazione parentale, rendendola 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una scelta più umana e comprensibile agli occhi dei lettori,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     specialmente agli occhi di coloro che – non conoscendo alcuno che la pratichi – sono portati a giudicarla negativamente a priori.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/metodi-educativi-confronto/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Metodi educativi a confronto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 12 Oct 2014 22:11:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Controcorrente…per fortuna</title>
      <link>https://www.controscuola.it/controcorrente-per-fortuna</link>
      <description>Ecco la seconda intervista della raccolta dedicata agli homeschoolers più grandi, quest’oggi a raccontarci della sua vita c’è Carlo che ha 13 anni e vive a Puegnago sul Garda (BS). Carlo vive con i suoi genitori e il fratello minore Marco, che ha 11 anni, sulle colline immerse nel verde, nelle vicinanze del lago di […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/carlo_homeschooler.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ecco la seconda intervista della raccolta dedicata agli homeschoolers più grandi, quest’oggi a raccontarci della sua vita c’è Carlo che ha 13 anni e vive a Puegnago sul Garda (BS). Carlo vive con i suoi genitori e il fratello minore Marco, che ha 11 anni, sulle colline immerse nel verde, nelle vicinanze del lago di Garda. Ho avuto modo di intervistarlo durante la festa di “non rientro a scuola”, che si è tenuta a Rimini il 13 e 14 settembre. Quello che mi ha colpito di Carlo è stata la sua calma e serenità, la sua naturalezza. Troppo spesso, guardando i ragazzi di 13 anni non vedo la loro vera persona, ma un mix di pose, maschere e look. Con Carlo vedevo una persona, un individuo sincero e reale e ciò è stato per me veramente speciale. Mentre cercavo di far partire l’applicazione registratore per l’intervista, litigando con il cellulare, gli ho chiesto quale telefonino avesse lui. Una domanda cool per un teen come lui, no? La sua risposta? Non ne ho nessuno, non uso il cellulare. Bella risposta seguita da un grande sorriso. Mi ha confidato di sentirsi meglio senza e mi ha trovato in totale accordo, io stessa ho il desiderio di disfarmi del mio!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ciao Carlo, da quanto tempo fai homeschooling? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ciao, io ho smesso di andare a scuola due anni fa, dopo aver completato il ciclo delle primarie di primo grado. Quest’anno studierò il programma di terza media.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Anche tuo fratello non va a scuola?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Si, anche lui ha scelto questa strada, per imitare me… Lui ha frequentato fino alla terza elementare e poi, mi ha seguito in questa decisione. In verità quello che aveva problemi a scuola ero io, lui si trovava con dei bravi insegnanti e una buona classe, ma ha deciso di studiare a casa ugualmente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come siete arrivati a prendere questa decisione?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Io non mi trovavo bene a scuola, i miei genitori ne erano consapevoli e stavano cercando una soluzione. Casualmente hanno scoperto che è legale non mandare i propri figli a scuola e decidere di educarli personalmente e in seguito hanno partecipato a un meeting informativo sull’educazione parentale. Lì hanno conosciuto altre famiglie che praticano l’homeschooling e si sono convinti a provare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Hanno chiesto il tuo parere?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Prima ne hanno parlato fra loro e poi hanno chiesto anche a me se volevo provare a stare a casa. Io mi sono preso il tempo di rifletterci e infine ho accettato la proposta. Ma è stato quando ho sentito che ne parlavano con l’insegnante di Inglese che mi sono reso conto che la cosa era ufficiale, reale, concreta … mi è sembrato un sogno! Non potevo crederci!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come ti sei sentito in quel momento? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
All’inizio avevo paura di questo grande cambiamento. Non temevo di perdere amici o altro, ma mi spaventava il cambiamento di per se, e il fatto che fosse una cosa così poco nota. Certamente è stata una buona scelta e non tornerei mai indietro, del resto sono sempre stato considerato “diverso” in classe, quindi l’homeschooling confermava semplicemente questa mia caratteristica.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come vivevi la scuola?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Male. La cosa che mi ricordo di più sono i gran mal di testa che avevo a causa del forte e costante rumore. Non riuscivo proprio ad abituarmi a quel costante mormorare e gridare, in mensa era anche peggio. Ho frequentato la mensa una volta o due perché oltre che per la pessima qualità del cibo che ci proponevano, non riuscivo a mangiare per via del rumore, che durante il pasto era ancora più elevato. Inoltre, la notte, soffrivo di sonnambulismo ed ero andato anche da diversi specialisti per capire come mai mi succedeva questo. Mi capitava sempre più spesso. Pensa però che appena ho saputo che non sarei più andato a scuola mi è passato tutto e ora, infatti, dormo sereno. Era lo stress, l’ansia, che mi portava a essere agitato la notte. Non ho nemmeno dovuto iniziare a studiare a casa per avere questo beneficio, mi è bastato saperlo e sono stato bene. Comunque ero uno studente nella media, non il primo della classe, ma andavo bene. Non erano i voti o lo studio il mio problema.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E la parte della “socializzazione” scolastica, come la vivevi? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
La scuola non è un posto dove si socializza veramente, è un luogo dove sei obbligato a stare insieme e non credo che questo sia il fondamento dell’amicizia. Infatti, io non temevo di perdere le amicizie della scuola, perché non erano vere amicizie. I miei amici di sempre lo sono ancora anche se faccio homeschooling. Essi non sono compagni di scuola, ma persone che ho conosciuto a nuoto o che sono amici di famiglia da quando sono nato. Ci accomunano gli interessi comuni, il desiderio di stare insieme, di condividere esperienze. Non ho legato molto a scuola anche perché non seguivo le mode e non mi adattavo ai gusti del gruppo. Non ascoltavo la stessa musica e non mi fregava nulla di vestire come facevano loro. L’ho detto anche prima, io sono un tipo originale e non m’interessa se sono diverso dagli altri. Come sono cambiate le tue giornate da quando fai homeschooling? Sicuramente dormo di più e dormo meglio, se vado a letto tardi poi posso dormire anche fino a mezzogiorno . Poi mi sento molto più indipendente, sia nello studio che nella vita in generale. A scuola non hai alcuna autonomia perché ti dicono sempre cosa devi fare, io invece amo organizzarmi e gestire il mio tempo. Studio da solo con l’aiuto di mia mamma e mio papà e inoltre ho un insegnante di musica e un’altra signora inglese che imi seguono. Nella mia preparazione partecipa anche la nonna, che era molto scettica riguardo alla faccenda. Mio fratello segue le lezioni con me e fa il mio stesso programma pur essendo più piccolo. Beato lui! Arriverà all’esame di licenza media super preparato! Io lo affronterò quest’anno e devo studiare parecchio. Preferirei non fare gli esami, ma in famiglia abbiamo deciso di farli, anche quelli di idoneità anno per anno, quindi ci tocca seguire il programma della scuola. Una cosa bella è che sto molto all’aperto, amo studiare in terrazza o in giardino e gioco anche molto fuori casa. Andando a scuola avevo pochissimo tempo per correre e fare sport. Avevo due rientri pomeridiani e anche tanti compiti a casa e questo lasciava poco tempo allo svago. Avevo anche poco tempo da passare con la mia famiglia. Adesso facciamo insieme molte cose quotidiane: decidiamo il nostro menu, prepariamo insieme il cibo, apparecchiamo il tavolo insieme, facciamo l’orto, accudiamo gli animali della nostra fattoria, facciamo le pulizie in casa, accogliamo gli ospiti del Bed and Breakfast (io e Marco spesso in veste di “giovani interpreti” quando la mamma non c’è), raccogliamo le olive per fare l’olio e la frutta per fare le marmellate, giochiamo e … a volte ci piace semplicemente poltrire insieme.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il rapporto con tuo fratello è cambiato? E con i tuoi genitori? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Almeno un’ora al giorno è dedicata a litigare con mio fratello (Carlo ride mentre me lo racconta), ma studiando insieme ci siamo avvicinati. Anche con i miei genitori abbiamo un buon rapporto e io sono disponibile ad aiutare in casa e con la nostra attività di Bed&amp;amp;Breakfast, diciamo che se c’è da fare qualcosa lo faccio. Mia mamma che è italiana, mi ha cresciuto bilingue tedesco-italiano perché sapere una seconda lingua bene è importante. Ho una grande fortuna e me ne rendo conto, le sono grato per averlo fatto. Anche adesso lei parla sempre in tedesco a me e mio fratello e noi pure, sicuramente a scuola non avremmo potuto raggiungere questi risultati nella lingua straniera. Quando abbiamo famiglie tedesche nella nostra struttura, io gioco e parlo con i loro bambini. Sono felice e grato anche del fatto che i miei abbiano scelto di tenermi a casa e di abbandonare il percorso scolastico tradizionale. Ti sei mai sentito giudicato negativamente per la tua scelta di fare homeschooling, la gente ha mostrato di avere pregiudizi nei tuoi confronti? Non mi sono mai sentito direttamente giudicato. Sicuramente alcuni familiari hanno criticato questa scelta, ma questo non mi preoccupa. I miei ex compagni di scuola erano colpiti quando ho lasciato la scuola perché non sapevano si potesse fare. Rimane il fatto che molti non capiscono e credono che io viva una replica della scuola in casa, ma non è così! L’homeschooling è molto altro, tramite esso ti svincoli dalle catene del tempo e puoi seguire il tuo ritmo personale di vita e studio. Anche mia nonna, (ex maestra elementare), che non era felice della decisione, ha ora accettato il mio percorso, ma non solo perché è convinta che sia pur sempre scuola, ma soprattutto perché vede che la nostra formazione è comunque di buon livello. Fare homeschooling porta a essere più liberi e la gente questo non lo vede.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa consiglieresti alle persone che temono i giudizi degli altri e non sanno se iniziare l’homeschooling? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Di non ascoltare quello che dicono gli altri, di prendere le proprie decisioni in autonomia e di seguire la propria strada senza ripensamenti. E’ legale in Italia, quindi si può fare. Cosa importa ciò che pensano gli altri? Ognuno ha la propria vita e fa le proprie scelte. Io ti ripeto che a me non interessa cosa fanno o pensano gli altri, decido con la mia testa ciò che fa bene a me. Vedo che tanti ragazzi della mia età fumano, bevono alcolici e si ubriacano solo perché vogliono essere accettati dal gruppo. Fanno delle cose che io non m’immaginerei mai di fare, esclusivamente per essere considerati OK. Danneggiano la loro salute! Io lo trovo assurdo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una curiosità, Carlo, se avessi dei figli da grande, li manderesti a scuola? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
No, assolutamente no! Sceglierei sicuramente l’homeschooling. Ti faccio un’ultima domanda riguardo al benessere mentale e fisico, hai visto delle differenze in come ti senti, da quando non vai a scuola? Come avevo detto prima io ero talmente nervoso e stressato da soffrire di sonnambulismo, questo non mi pare poco! Lo stress da scuola può causare dei danni anche gravi alla salute. C’è stato un periodo in cui io avevo la febbre ogni due o tre giorni, pareva non passare più! Inoltre nelle classi si è in tanti ed è più facile cadere vittima di malattie virali, ogni due per tre ci si ammala di raffreddore o influenza, in classe. Io per fortuna scampavo la mensa giornaliera, ma sono certo che il cibo scadente non aiuta a stare bene. Ogni particolare conta per assicurare la propria salute.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Carlo, grazie per aver condiviso un pezzetto della tua vita con me e… vuoi sapere una cosa?
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        
Il mio telefonino intelligente ha fatto cilecca e ha cancellato l’audio della tua intervista prima che io arrivassi a casa.
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        
Hai ragione tu, si vive molto meglio senza stupidphones. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/controcorrente-per-fortuna/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controcorrente…per fortuna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/carlo_homeschooler.jpg" length="114575" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 03 Oct 2014 19:06:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/carlo_homeschooler.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Feste di NON rientro a scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/feste-non-rientro-scuola</link>
      <description>Si sono di recente conclusi i festeggiamenti del NON rientro a scuola dei piccoli e grandi membri del Network di www.educazioneparentale.org . E’ stato un momento per ritrovarsi tra vecchi amici e per incontrare le famiglie nuove, che solo ora si stanno avvicinando all’Homeschooling. Famiglie che provenivano da background completamente diversi e bambini di tutte le […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nonrientroascuola.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si sono di recente conclusi i festeggiamenti del 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      NON rientro a scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dei piccoli e grandi membri del 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Network
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.educazioneparentale.org
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     . E’ stato un momento per ritrovarsi tra vecchi amici e per incontrare le famiglie nuove, che solo ora si stanno avvicinando all’Homeschooling. Famiglie che provenivano da background completamente diversi e bambini di tutte le età, che hanno passato insieme un fine settimana a Rimini, al 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.campingmaximum.com/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Camping Maximum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e un pomeriggio di gioco all’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.lipu.it/oasi-naturale-bosco-negri-pavia" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Oasi LIPU a Pavia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Lingue parlate? Russo, Inglese, Tedesco, Spagnolo, Ceco e ovviamente Italiano. Un tripudio di colori e interessi che si sono mischiati all’insegna di una socializzazione assolutamente Homeschooler, che non vede divisioni di sesso, età, classe scolastica, economica o di salute. Lascio parlare le immagini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La parte più curiosa e buffa è stata testimoniare l’esperienza delle
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       famiglie che hanno più figli che seguono percorsi educativi differenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : magari uno o due fanno educazione parentale, mentre un altro segue il percorso scolastico tradizionale. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Certo, che se anche tu facessi homeschooling, potremmo stare qui stasera a mangiare la pizza insieme! Ma ti devi svegliare presto!!”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , diceva un papà al figlio scolarizzato.  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Vorremmo restare più a lungo, ma c’è il ritrovo per l’addio alle vacanze e devo portarci mia figlia, che poi inizia la scuola”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , raccontava una mamma rammaricata di dover lasciare la nostra festa a causa degli impegni pre-scolastici della figlia. Situazioni rovesciate rispetto alla realtà del quotidiano standard, dove i genitori solitamente inviano i figli a scuola 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      volenti o nolenti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    e dove l’homeschooling viene visto come una cosa bizzarra. Qui sembrava di essere nello specchio di Alice nel Paese delle Meraviglie! Possiamo definirle… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Discorsi da homeschoolers!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In spiaggia c’è stato un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      momento di condivisione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dove, dopo una breve presentazione, ciascun partecipante ha estratto da un sacchetto un argomento su cui confrontarsi con gli altri genitori. Socializzazione, critiche, tempo, amore, burocrazia, esami di fine anno, sono solo alcune delle tematiche affrontate. Il clima era di ascolto attento, e comprensione. Allo stesso tempo i bambini e i ragazzi giocavano tra sabbia, acqua e conchiglie.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/feste-non-rientro-scuola/#gallery-3208-1-slideshow"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Fai clic qui per vedere lo slideshow.
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Posso affermare che la parte più amata della festa da parte dei più piccoli, è stato il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mercatino dell’usato e del fai da te,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dove essi stessi hanno organizzato i vari banchetti e si sono alternati come venditori e compratori. Prezzi piccoli e tanti ricordi fatti a mano da loro hanno colorato la mattinata: tavole da scacchi disegnate, braccialetti, muffin, ornamenti di carta per l’albero di Natale, sono sono alcune delle cose che ci siamo portati a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il pomeriggio di gioco organizzato dalla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      LIPU
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ha visto le famiglie protagoniste in un’attività di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      orienteering
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in giro per il bosco pavese. Dei 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      folletti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     distratti avevano perso i loro promemoria nel bosco e tre squadre miste di adulti e bambini avevano il compito di aiutarli a ritrovarli. Al termine ci sono stati premi per tutti e una tavola splendidamente imbandita con ogni tipo di leccornia. Le famiglie hanno saputo organizzare una merenda sana e super appetitosa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/feste-non-rientro-scuola/#gallery-3208-2-slideshow"&gt;&#xD;
      
                      
    
  
    Fai clic qui per vedere lo slideshow.
  

  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Abbiamo ospitato al meeting una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      famiglia italo-tedesca
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in fuga dalla Germania, Paese dove l’homeschooling è illegale. Abbiamo quindi avuto modo di incoraggiarli e dare loro la spinta giusta per continuare l’avventura. Inoltre ha partecipato una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ragazza di quindici anni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che ha ricevuto un fragoroso applauso per aver portato con se i propri genitori! Si, infatti è stata proprio lei a scoprire l’educazione parentale navigando in internet sul mio blog, e ha confrontato i propri genitori con la possibilità di terminare i propri studi a casa. La mamma e il papà, interessati e collaborativi, l’hanno accompagnata all’incontro e hanno potuto capire tutto sulla parte tecnico/legale dell’homeschooling.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ringrazio tutti per aver partecipato, abbiamo passato dei momenti da ricordare con voi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alla prossima avventura!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/feste-non-rientro-scuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Feste di NON rientro a scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nonrientroascuola.jpg" length="60339" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 24 Sep 2014 16:47:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/feste-non-rientro-scuola</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nonrientroascuola.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ricordi del primo giorno di scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ricordo-giorno-scuola</link>
      <description>Mentre noi genitori di homeschoolers ci apprestiamo a festeggiare il non rientro a scuola dei nostri figli*, molti altri genitori sono alle prese con i preparativi per l’inizio della scuola. Per alcuni inizia domani, altri hanno ancora una settimana di vacanza, fatto sta che già da un mese le vetrine dei negozi si sono riempite […]
L'articolo Ricordi del primo giorno di scuola sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pillolaControscuola1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre noi genitori di homeschoolers ci apprestiamo a festeggiare il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non rientro a scuola dei nostri figli*
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , molti altri genitori sono alle prese con i preparativi per l’inizio della scuola. Per alcuni inizia domani, altri hanno ancora una settimana di vacanza, fatto sta che già da un mese le vetrine dei negozi si sono riempite di grembiuli, zainetti e diari. Mi verrebbe da dire a quelli che insistentemente affermano che l’homeschooling sia 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un’educazione per élite
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      noi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – per esempio –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       non dobbiamo sborsare un euro per il corredo settembrino, né per la marea di libri, né per l’abbigliamento 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        back to school
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , mentre loro forzatamente cadono in questa trappola che “fa girare l’economia”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sorvoliamo su ciò che è evidente e arriviamo al dunque: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quel fatidico primo giorno di scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che avanza. Una lettrice adulta ha condiviso con noi il racconto del suo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      inizio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e noi lo proponiamo a voi. Se avete il desiderio di raccontarci il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vostro primo giorno in classe
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , adulti e giovani sono i benvenuti, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/contattami/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scrivetemi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e io pubblicherò il testo qui sul blog. Buona lettura.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Del mio primo giorno di scuola rimane la foto ricordo alle sette e mezza di mattina davanti al cancello di casa insieme a mio fratello. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Guarda qui, volevi scappare anche dalla fotografia”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , mi dice mia mamma mentre me la mostra dalla telecamera del computer.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
La ricordo bene quella giornata, una sorta di “domenica del villaggio” visto che l’estate era trascorsa, come il sabato della poesia di Leopardi, fra subdoli preparativi e mirabolanti tentativi di convincimento materni smontati puntualmente da mia nonna che, dopo avermi insegnato l’alfabeto sulle insegne dei negozi, gongolava nel guardarmi scrivere riprendendomi a suon di nocchini, ad ogni accento dimenticato o doppia orfana di compagna, prima che potesse farlo una qualsiasi maestra di passaggio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “La nonna dice che la scuola non serve a nulla”,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     cantavo vittoria tutta impettita fiera dei nostri quaderni da autodidatte, “E invece a scuola ci sono altri bambini, si imparano tante cose!”, cercava di rimediare mia madre all’ormai irreparabile danno fatto da mia nonna: insegnarmi a ragionare. Dai, picchia e mena, la diatriba si concluse così come si doveva concludere: a favore di mia mamma. A dire il vero, siccome nessun argomento tirato in ballo da mia madre avrebbe potuto tenere testa neanche lontanamente alla pratica sul campo di mia nonna, riuscì ad estorcermi un pò d’entusiasmo da primo giorno di scuola, seppur posticcio, con la becera promessa di un gelato con la panna, anche sotto, e un cono di scorta, invece di costringermi come ogni volta ad inscenare la rottura di quello che avevo già in mano per farmene dare un altro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non mi veniva molto naturale restarmene lì seduta composta dietro al 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      banco di fòrmica scortecciata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , le schegge della seggiolina sgangherata, che se non fossi stata attenta, avrebbero smagliato la mia calzamaglia preferita, m’introdussero ad un patema mai conosciuto prima. Perlomeno avevo un motivo per non odiare del tutto quel grembiule nero uguale a quello degli altri bambini che, invece, sembravano non volerselo più togliere di dosso. Risposi educata a tutte le domande della maestra, ascoltai attenta le risposte dei compagni, durante la ricreazione mangiai tutto il panino che mi aveva dato la mamma e quando fu l’ora di uscire la individuai subito in mezzo a tutte le altre perché era la più alta e, soprattutto, la più bella.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Rimase la più bella solo finché, una volta afferrato il tanto agognato cono, mi comunicò con fare coercitivamente amorevole: “Ovvìa, allora domani ci andrai più contenta a scuola”, “Come domani?”, domandai preoccupata nonostante la panna che m’imbalsamava la lingua. Già, perché 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      io non avevo mica capito che la scuola non si esauriva nel concetto di “primo giorno”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     però, se tanto ci dovevo andare, ci sarei andata preparata. Fu così che dopo aver contestato mezzo alfabeto perché la A non è solo quella di “Albero” ma anche quella di “Alimentari” e via dicendo, lasciai perdere la merenda per dedicarmi all’arte più antica del mondo: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la fuga
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ancora rimbombava per il corridoio il suono della campanella della ricreazione quando mi chiusi nel bagno e, sfoderato il tagliaunghie, trafugato dal cassetto del comodino di mio padre sfidando per la prima volta gli intarsi del letto che a me sembravano il diavolo in persona invece del classico giglio fiorentino frutto degli atti intenti, tutt’altro che malevoli del falegname, cominciai a raschiare fra una piastrella e l’altra come una forsennata. Non passò molto tempo che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la mia impresa venne intercettata e bruscamente interrotta dalla bidella
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che mi riportò in classe per un braccio sputtanando là per là le mie intenzioni alla maestra. Non ci fu neanche un attimo per negoziare un compromesso, anzi, all’uscita la maestra mi sputtanò a sua volta con mia mamma.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A casa, per punizione, mi mise in vasca con l’acqua fredda lasciandomi lì in ammollo finché non mi fossi decisa a lavarmi, pratica che tutto sommato, pensandoci, mi dava più noia della scuola e, proprio per questo, mi venne un’idea che reputai più che geniale: improvvisai l’unghiata di un coccodrillo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      premendo il rasoio da barba di mio padre sul petto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Col sangue che mi colava fin sulle gambe corsi da mia mamma sbraitando come un’indemoniata, miracolata d’essere sfuggita per un pelo all’attacco di un coccodrillo che si era nascosto fra la vasca e il bidet. Mia mamma mi finì più di quanto avrebbe potuto fare il fantomatico rettile.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dal terzo giorno di scuola cominciai a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mimetizzarmi col banco
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , stavo zitta e seduta anche durante la ricreazione, destando però più sospetti di quante preoccupazioni avessi generato fino a quel momento. Dovetti aspettare la domenica perché con mia nonna potessi escogitare una tattica per tenere buone le maestre e mia mamma per i successivi cinque anni che mi a-spettavano, mi disse: “Non ci posso far nulla, però ti prometto che la mia scuola, senza banchi né grembiuli, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sarà uno spasso ogni domenica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “, e fu mia complice servendomi di nascosto un segretissimo caffè senza nemmeno l’ombra nel latte.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    da “Il libro che non ho ancora scritto”, L.B.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tumblr_lre9mdZJiy1qzaubqo1_400.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tumblr_lre9mdZJiy1qzaubqo1_400.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      *Festa NON rientro a scuola: 13-14 settembre a Rimini Camping Maximun; 21 settembre Oasi Lipi Pavia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ricordo-giorno-scuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ricordi del primo giorno di scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pillolaControscuola1.jpg" length="116168" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 07 Sep 2014 18:05:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Primo Giorno di Scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/giorno-scuola</link>
      <description>Domenica 14 Settembre 2014 Domani lui inizierà, la cartella è pronta con tutto l’occorrente. Abbiamo scelto insieme i quaderni e il diario di Batman e la penna che scrive e si cancella. Nonostante l’entusiasmo delle compere non mi sento felice e nemmeno lui lo è. Sono nervosa, preoccupata, qualcosa nel mio cuore e nella mia […]
L'articolo Primo Giorno di Scuola sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/primogiornodiscuolaok1.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/primogiornodiscuolaok1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Domenica 14 Settembre 2014

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Domani lui inizierà, la cartella è pronta con tutto l’occorrente. Abbiamo scelto insieme i quaderni e il diario di Batman e la penna che scrive e si cancella. Nonostante l’entusiasmo delle compere non mi sento felice e nemmeno lui lo è. Sono nervosa, preoccupata, qualcosa nel mio cuore e nella mia mente mi dice che non è giusto mandarlo, ma… come posso ascoltarmi? Ormai ha l’età giusta, cinque anni e mezzo e io devo mandarlo per forza. Tutte le mie amiche che ci sono già passate mi hanno detto che poi si abituerà. Certo, si sono abituati tutti, no? Anche io. La sofferenza del distacco è utile, mi hanno detto. Sofferenza utile? Veramente? Mi vengono tanti dubbi. L’ho visto così felice quest’estate mentre correva nei prati e coglieva fiori. Stare all’aria aperta gli ha fatto così bene, sembrava un altro. Rideva ed era spensierato, era felice, era occupato tutto il giorno. Mi faceva mille domande, era pieno di curiosità. Ora dovrà stare seduto per ore di fila e non so se ci riuscirà, magari lo sgrideranno se lo vedono salterellare sulla sedia come fa a casa. Mi auguro che la maestra sia simpatica, purtroppo non so nulla di lei. L’ho vista alla riunione la settimana scorsa, ma non ho potuto scambiarci due parole in privato. Come avrei potuto?! Ci sono 25 bambini nella sua classe e non c’era tempo per parlare con ciascun genitore. Mi hanno già detto che non li potranno portare in cortile durante l’intervallo per carenza di personale. Eppure il cortile è così bello e spazioso, è un vero peccato. Stasera è andato a letto tardi perché diceva di avere mal di pancia, non ha voluto mangiare nulla. Secondo me era dovuto all’agitazione. Mi ha anche chiesto se potevo stare con lui in classe… Ho dovuto spiegargli per l’ennesima volta che le mamme a scuola non possono fermarsi e lui non ha risposto, mi ha solo guardato con due occhi tristi.  Il perché non me lo chiede più, oramai si è rassegnato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  Lunedì 15 settembre 2014

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Che mattinata difficile, accidenti! Eppure lo avevo preparato parlandogli della scuola in modo positivo, gli avevo spiegato cosa avrebbe fatto. Gli ho detto che ero fiera di lui, che sta diventando grande e che mi troverà sempre la sera al rientro. Forse ha capito che la sua lontananza mi avrebbe rattristato… Lo sapevo, dovevo essere più forte e più brava a nascondere i miei sentimenti. Prima di uscire di casa ha pianto, mi ha supplicato di stare a casa. Ha detto che dello zainetto non gliene fregava nulla e lo ha gettato in un angolo. Ho dovuto rimanere impassibile e fare la severa, ma mi sarei sciolta in lacrime anche io. Eravamo in ritardo e l’ho dovuto mettere in auto di corsa. In classe i genitori fieri facevano le foto ai bimbi con il telefonino. L’ho fatta anche io… ho fatto finta che fossimo sereni e gli ho chiesto di sorridere. Mandarlo a scuola deve essere la cosa giusta, no? Tutti si abituano primo o poi e io devo rientrare al lavoro. Lo spero, perché all’uscita la maestra mi ha già detto che ha chiacchierato troppo e che deve darsi una calmata. Spero non ci siamo problemi all’orizzonte, già alla scuola d’infanzia mi avevano mandato dal neuropsichiatra infantile. Ora è taciturno e quando gli ho chiesto come è andata mi ha risposto: “OK”. Come ok? Mi ha liquidato in una parola e poi ha chiesto di guardare i cartoni. Ora si sta rilassando davanti alla TV. Mi ha dato un bacio veloce e si è seduto sul divano. Domani si riparte e spero che sia più facile. Gli esperti scrivono che l’inizio della scuola è un passaggio fondamentale nel processo di crescita. Io però lo sento come uno strappo, come una violenza e mi domando perché… Perchè sono così diversa dalle altre mamme? Loro si vantano di essere severe e forti, mi dicono che al giorno d’oggi bisogna essere duri con i bambini perchè il mondo è un posto difficile. Malgrado ciò io sento che dovrei essergli più vicina, che dovrei aspettare e tenerlo accanto a me. Non è ancora pronto per quel tipo di ambiente e io lo so. Lui ha bisogno di giocare e correre, muoversi gli ha sempre fatto bene. Peccato che sia la sola a pensarlo, da qualche tempo mi pare di essere una contro tutti. Ho provato a parlarne con le mie amiche, senza alcun risultato. Alcune di esse sembrano totalmente rassegnate e altre invece sono addirittura felici di piazzare i figli da qualche parte. Sembra sia un tabù parlare di queste cose, cambiano subito discorso. La solitudine mentale è la parte più inquietante, mi sento diversa in un mondo che non accetta la diversità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/giorno-scuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Primo Giorno di Scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
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    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/primogiornodiscuolaok1.jpg" length="50731" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 04 Sep 2014 18:58:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/giorno-scuola</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/primogiornodiscuolaok1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>S-cool 2014</title>
      <link>https://www.controscuola.it/s-cool-2014</link>
      <description>Venite a scoprire Educazione Parentale, il network pieno di esperienze da oggi a ingresso vitalizio. Una raccolta di voci che fanno l'homeschooling in Italia e all'estero a portata di click. Qui trovate i link a tutti i video dell'incontro nazionale 2014.
L'articolo S-cool 2014 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/PECORE-9x9.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/PECORE-9x9.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Educazione Parentale, il Network Italiano per i genitori che decidono di seguire personalmente l’educazione dei propri figli, diventa ad accesso vitalizio. L’offerta d’ingresso permette di selezionare e regolare gli ingressi (favorendo esclusivamente coloro che sono realmente interessati all’Homeschooling) e aiuta a difendere e a divulgare la libertà di scelta educativa in Italia. Ovviamente questa modifica è retroattiva.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel mese di giugno appena trascorso più di cento famiglie si sono ritrovate a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rimini per S-Cool 2014
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il secondo meeting nazionale sull’Homeschooling e Unschooling. Seguendo questo link potrete trovare i video delle interessanti conferenze.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’Educazione Parentale è uno stile di vita, non una semplice alternativa alla scuola. Il filo conduttore di tutto il meeting è stato il benessere psicofisico dei propri figli e quello dei genitori. Senza felicità e salute non si può stare bene, e l’homeschooling offre le condizioni adatte per il raggiungimento di entrambe. Lo stesso tema si ritrova sfogliando le pagine del libro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling. L’Educazione Parentale in Italia,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il libro di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/shop"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Erika Di Martino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     presentato in anteprima a Rimini. A dare testimonianza di questo sono  intervenute a questo meeting 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://miofiglioascuolanoncelomando.blogspot.it/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Luisa Morici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://buntglas.wordpress.com/homeschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sybille Kramer
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che hanno raccontato la loro esperienza di mamme homeschoolers ricordando quando i loro figli erano piccoli, e presentandoci il lavoro che hanno svolto insieme a loro. Abbiamo avuto come ospite a S-Cool anche 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.sonda.it/maurizio-parodi/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Maurizio Parodi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , Dirigente Scolastico, che ci ha parlato di come la scuola faccia male, illustrando la realtà scolastica da un punto di vista interno con una lucidità e precisione disarmanti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.freakyhealer.com/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Jacqueline Pirtle
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ci ha poi spiegato come fare a gestire la propria vita e quella della propria famiglia per ottenere il meglio da tutte le situazioni, anche quelle più difficili; mentre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://contiandrea.wordpress.com/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Andrea Conti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ci ha portato a fare un excursus sulla conoscenza umana, sulle origini dell’uomo e con occhio critico ha analizzato la società odierna e il ruolo delle multinazionali e delle ditte farmaceutiche, che traggono vantaggio dalla disinformazione e dalla manipolazione della realtà.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel Network di Educazione Parentale troverete eventi per famiglie, pagine dedicate alla didattica con esempi dei programmi scolastici, sezioni dedicate a ciascuna fascia d’età, gruppi divisi per città e regioni (utile per chi cerca contatti nella propria zona) e molto altro. I membri del sito si potranno tenere aggiornati sulle leggi e sulle reciproche esperienze con le istituzioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Educazione Parentale offre un sostegno concreto alle famiglie che scelgono di non mandare i propri figli a scuola: questo Network è un ambiente protetto e ben organizzato dove interagire con altri genitori che hanno scelto questo cammino. L’Homeschooling può essere una scelta difficile quando ci si sente soli e osteggiati, è quindi fondamentale mettersi in rete e unirsi ad un gruppo organizzato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/s-cool-2014/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      S-cool 2014
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/PECORE-9x9.jpg" length="49291" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 13 Jul 2014 18:47:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/s-cool-2014</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/PECORE-9x9.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Primo Libro sull’HomeSchooling in Italia</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-primo-libro-sullhomeschooling-in-italia</link>
      <description>L'articolo Il Primo Libro sull’HomeSchooling in Italia sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/il-primo-libro-sullhomeschooling-in-italia/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il Primo Libro sull’HomeSchooling in Italia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro-post-296x300.jpg" length="16876" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 04 Jun 2014 07:53:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/il-primo-libro-sullhomeschooling-in-italia</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro-post-296x300.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Cambiare i paradigmi</title>
      <link>https://www.controscuola.it/cambiare-i-paradigmi</link>
      <description>State vivendo una vita preconfezionata? State facendo scelte basandovi su ciò che desiderano gli altri per voi? Quante cose fate per far piacere agli altri o perché è semplice o considerato nella norma? Perché è considerate la norma? Quante di queste cose giovano alla vostra vita e a quella dei vostri figli? Il passato è […]
L'articolo Cambiare i paradigmi sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il passato è già andato, il futuro non è ancora arrivato. E’ nel presente che bisogna essere felici.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Non lasciatevi affondare nel rimorso per ciò che è passato o nelle aspettative e nell’ansia per il futuro. Sarete felici quando cambierete casa, quando i vostri figli figli saranno grandi, quando sarete in vacanza?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il Dalai Lama insegna: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Quello che mi sorprende degli uomini è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’uomo moderno si indebita per una casa, per l’educazione dei propri figli, per un’automobile veloce. Ciò è difficile da comprendere. Non dovrebbe essere difficile ribaltare questo stato di cose: invece di mettere il lavoro, la scuola, l’apparenza al centro della vita, sia vostra che dei vostri figli, cosa potreste prefiggervi come scopo alternativo? La salute, la gioia, la felicità, lo stare insieme in famiglia? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Provate a trascurare le troppe occupazioni, le delusioni, la fretta e la competizione e a dedicarvi alla gioia. Da subito e in tutto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Cercate di provare gioia nel pulire i fornelli, nel riordinare la stanza dei vostri figli, nel riparare la lavatrice, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mentre lo state facendo, non dopo che avete completato il compito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Anche l
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ’apprendimento deve essere gioia perché senza di essa non s’impara nulla.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Purtroppo per molti bambini la scuola non è un luogo dove imparare con gioia. Lo stare seduti a lungo, lo stress per l’apprendimento passivo, il cambiamento innaturale delle materie al suono della campanella, la paura dei voti negativi, il divieto di socializzare liberamente durante la lezione, le interazioni violente e sistematiche tra bambini, la lontananza dalla famiglia per troppo tempo, gli insegnanti logori e senza energie, l’alzarsi presto per andare a scuola e l’andare a letto tardi per studiare, la mancanza di supporto per l’apprendimento delle competenze sociali, l’impossibilità di ricevere attenzione individuale sono solo alcune dei motivi per cui la scuola non può essere considerata un luogo piacevole.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cambiare i paradigmi è diventato fondamentale.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     A cosa serve avere una casa spaziosa ed elegante se rimane vuota tutto il giorno perché i proprietari sono fuori a lavorare per pagarla? Sacrificare l’infanzia dei propri figli, sottrarre loro il tempo per giocare, per essere bambini, in nome di un’istruzione inadeguata,quale utilità ha? Possiamo essere in pace e felici in questo preciso momento. Possiamo liberare i nostri figli adesso per sperimentare la gioia in ogni giorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tramite l’armonia, l’amicizia e il rispetto, possiamo risolvere i problemi nel modo giusto, senza oscurità.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/cambiare-i-paradigmi/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cambiare i paradigmi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/paradigmi.jpg" length="13301" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 16 Apr 2014 18:46:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>E’ successo di nuovo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/e-successo-di-nuovo</link>
      <description>Aveva quasi sette anni quando, un giorno, l’ho sentito leggere per la prima volta. Ero in cucina a tagliare verdure per la cena quando ho captato la sua vocina dal salotto, prima incerta e poi sempre più sicura, che leggeva le carte da gioco dei Pokemon. Si, le carte dei Pokemon… Non un libro di […]
L'articolo E’ successo di nuovo sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/archie.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/archie.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Aveva quasi sette anni quando, un giorno, l’ho sentito leggere per la prima volta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ero in cucina a tagliare verdure per la cena quando ho captato la sua vocina dal salotto, prima incerta e poi sempre più sicura, che leggeva le carte da gioco dei Pokemon. Si, le carte dei Pokemon… Non un libro di alta letteratura, ma quelle carte che si comprano in edicola. Nomi improbabili e descrizioni altisonanti: “Valore energetico milleduecento, può combattere con la forza dei raggi ultravioletti, sprigiona calore soffocante, ferma il nemico per due turni”. Aveva così iniziato a leggere, perché ne aveva bisogno, perché voleva giocare a carte e senza leggere non si poteva. Da allora sparisce ogni giorno con tra le mani una fiaba, un fumetto, un libro di storia. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Da allora
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non si è mai fermato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , legge sempre sia in italiano che in inglese.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Di certo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non gli ho insegnato io a leggere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , al massimo gli sono stata da esempio: ho letto per lui ogni giorno e amo leggere. Ho comprato libri interessanti e li ho lasciati in giro per casa. Provo gioia nel leggere un libro. Tutto qui.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A otto anni diceva di non saper scrivere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , talvolta diceva di non riuscirci, altre volte che non ne era capace. Non dimostrava interesse nel farlo, al momento non gli serviva. Mi raccontava che leggere in italiano era più facile che in inglese e piano piano scopriva come di questa lingua fosse semplice anche la scrittura. Mi faceva domande sulle doppie e mi stupiva con la sua padronanza dei 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      che, chi, ghe, ghi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e affini, ben evidenziati nei libri di scuola, tutte 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cose di cui io non gli avevo mai parlato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Nel mio cuore so che devo ringraziare i giornaletti di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Topolino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . E’ stato Topolino ad insegnargli a scrivere in italiano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ma l’inglese? La nostra prima lingua è l’inglese… e lui si sentiva intimidito da tutte quelle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ch, e mute e th
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Quando scriveva imitava la fonetica italiana con risultati buffi, ma pur sempre comprensibili. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Io non ho interferito mai in questo suo cammino.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quando me lo chiedeva lo aiutavo a scrivere un messaggio per i nonni o una email per un amico negli USA, altre volte scrivevo direttamente per lui, mentre lui mi osservava. Tutto qui.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Certo, avere pazienza in questi casi è difficile
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . A volte vedevo la frustrazione nel suo volto perché non riusciva. Rispettare la crescita dei propri figli comporta un certo distacco, molto amore e una dose inesauribile di fiducia. Molte volte ho dovuto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      abbracciarlo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      incoraggiarlo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     a riprovare, a rialzarsi. Proprio come quando era piccolo e stava imparando a camminare. Proprio come quando ha imparato ad andare in bici senza rotelle.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ora i nove anni sono alle porte e siamo lontani da casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Siamo in viaggio da quasi tre mesi e la sorte ha voluto che non potessimo portarci dietro gli amati libri e fumetti di Topolino. Però un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.amazon.it/gp/product/B007HCCOD0/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;amp;camp=3370&amp;amp;creative=24114&amp;amp;creativeASIN=B007HCCOD0&amp;amp;linkCode=as2&amp;amp;tag=lericdelbim-21"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Kindle
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nello zaino ci stava, e su di esso ho caricato ebook per tutta la famiglia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da piccola io leggevo il fumetto americano di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Archie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Casualmente l’ho ritrovato in formato digitale: due splendide raccolte vintage. Non ho saputo resistere, le ho comprate al volo. Sin dalla partenza, leggere Archie, è stato uno degli svaghi preferiti di mio figlio. Lui legge ora i fumetti che io leggevo negli anni ottanta, ma in versione digitale. Eh, i tempi moderni!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ successo di nuovo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Passeggiavamo quando l’ho sentito giocare con i fratelli a fare spelling. In un battibaleno ha fatto lo spelling di parole semplici come: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      door
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      morning
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ha fatto lo spelling di parole difficili come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Thanksgiving
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      candlesticks
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Rideva, si divertiva. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non ha passato ore a esercitarsi, non ha dovuto riscrivere le parole che sbagliava, non ha ricevuto voti o premi per essere motivato a farlo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ora scrive anche in inglese, e io devo ringraziare Archie. Ha imparato a scrivere in inglese come quando ha imparato a parlare e come quando ha imparato a leggere le ore. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Senza spinte, senza fretta, con amore.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il 2014 è l’anno dell’Apprendimento Libero. La crescita fisica e intellettuale dei bambini non segue un ritmo predefinito e non si può misurare con un test. Non si può obbligare all’apprendimento: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      imparare non è frutto dell’insegnamento, ma è il risultato dello sforzo di chi impara.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Spero che per voi questo alle porte sia un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fantastico 2014
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , pieno di conquiste per voi e la vostra famiglia. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Godetevelo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/e-successo-di-nuovo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ successo di nuovo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/archie.jpg" length="287926" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 28 Dec 2013 23:25:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/e-successo-di-nuovo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/archie.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gentili con gli adulti, scortesi con i bambini</title>
      <link>https://www.controscuola.it/buon-esempio-per-figli</link>
      <description>Cerco di essere un buon esempio per i miei figli. Sono consapevole del fatto che loro mi osservano e imparano a muoversi nella società imitando il mio comportamento. Io e mio marito siamo il loro punto di riferimento principale e proprio per questo facciamo grande attenzione ad offrire un esempio positivo: siamo cordiali con le […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cerco di essere un buon esempio per i miei figli.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Sono consapevole del fatto che loro mi osservano e imparano a muoversi nella società imitando il mio comportamento. Io e mio marito siamo il loro punto di riferimento principale e proprio per questo facciamo grande attenzione ad offrire un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esempio positivo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : siamo cordiali con le persone che incontriamo, cerchiamo di aiutare il prossimo il più possibile, usiamo un linguaggio educato…  In poche parole cerchiamo di interagire con “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l’esterno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” offrendo il meglio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questo non è abbastanza.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ciò che conta di più e che purtroppo viene trascurato da molti, è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      come ci si rivolge ai bambini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Prendiamo in considerazione l’interazione “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      interna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “, prestiamo un attimo di attenzione a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      come gli adulti si rivolgono ai bambini, ai ragazzi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e poi paragoniamolo a come ci si relaziona tra adulti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sono le otto del mattino, con un gruppo di persone state aspettando l’ascensore per salire in ufficio. Le porte si aprono e la signora davanti a voi, assonnata, non si accorge dell’arrivo dell’ascensore e rimane ferma, rapita dai suoi pensieri. Voi siete in ritardo e quindi le prendete un braccio e, con fare nervoso, la strattonate dicendo: “Su, sveglia! Che fai dormi?! Sono in ritardo! Muoviti!”. Sicuramente le persone accanto a voi vi guarderanno stupiti, magari qualcuno vi ordinerà di darvi una calmata. La signora potrebbe giustamente darvi del cafone. Ora provate a ripetere la scena, ma al posto della signora immaginate che ci sia un bambino di sei anni. Pochi proferirebbero parola contro di voi, magari alcuni sorriderebbero con fare comprensivo (- del tipo: “Ah, i bambini hanno sempre la testa tra le nuvole!” -).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Suona familiare?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Siete in coda al cinema con degli amici, la fila è lunga ed è quasi il vostro turno. Il vostro amico vi confida che deve andare in bagno e vi chiede di indicargli la strada. Con fare di disappunto e decisamente scocciati gli chiedete perché non sia andato in bagno prima di uscire di casa. Il tono è d’accusa. Non vi fermate qui e, ad alta voce, informate tutto il gruppo che il vostro amico deve fare la pipì. Potreste perdere il turno in cassa per colpa della pipì del vostro amico e dandogli un’occhiataccia lo accompagnate verso la toilette.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Folle? Si, se parliamo di adulti, molto più comune se si parla di bambini. L’adulto in questione vi manderebbe a quel paese, al contrario il bambino rimane mortificato, umiliato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questi sono esempi di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aggressività verbale,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     purtroppo insieme ai miei figli siamo stati più volte testimoni di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aggressività fisica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nei confronti dei bambini.  Provate a immaginare un’uscita a un bar affollato. Osservate che tutti gli uomini nel locale sgridano le donne presenti e in alcuni casi le strattonano o le sculacciano. Se fate parte del “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gruppo donne
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” come vi sentireste? In pericolo? Atterrite? Vedo negli occhi dei miei figli parecchie domande senza risposta quando ci capitano di queste situazioni, quando vediamo genitori picchiare i propri figli. Se fate parte del “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gruppo uomini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “, ma non picchiate le donne, come vi sentireste? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa fareste?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Rimarreste in silenzio o cerchereste di aiutare le donne presenti, seppur in minoranza? Anche questo è da considerare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non mi ricordo l’ultima volta che ho alzato la voce con un adulto, ma sicuramente ho parlato ai miei figli in maniera scortese di recente. Immaginando il peggio li ho ripresi, magari alzando la voce… per stanchezza, per incomprensione? Tutte scuse.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non basta essere un buon esempio verso gli altri. La cosa che conta di più è essere onesti e rispettosi verso i nostri figli in primis. Solo così costruiremo una società migliore. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/buon-esempio-per-figli/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Gentili con gli adulti, scortesi con i bambini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg" length="31186" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 12 Dec 2013 21:17:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/buon-esempio-per-figli</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/esempio-figli.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Incoraggiamenti dal passato</title>
      <link>https://www.controscuola.it/incoraggiamenti-dal-passato</link>
      <description>Quelle che mi scrivono, sono generalmente persone che hanno avuto il coraggio di ascoltare il proprio istinto e le richieste dei propri figli, ma che non hanno ancora trovato la forza di andare fino in fondo e di scegliere (o almeno provare) l’educazione parentale. In effetti qui in Italia siamo come dei pionieri, stiamo aprendo […]
L'articolo Incoraggiamenti dal passato sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-dal-passato.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-dal-passato.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quelle che mi scrivono, sono generalmente persone che hanno avuto il coraggio di ascoltare il proprio istinto e le richieste dei propri figli, ma che non hanno ancora trovato la forza di andare fino in fondo e di scegliere (o almeno provare) l’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://educazioneparentale.org/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      educazione parentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In effetti qui in Italia siamo come dei pionieri, stiamo aprendo la strada per le famiglie del futuro, ma grazie ad internet e al veloce scambio di informazioni abbiamo degli assi nella manica. Rispetto a solamente due o tre anni fa la situazione è molto migliorata, ci sono molte famiglie che parlano di homeschooling, svariate figure all’interno delle scuole e delle dirigenze hanno compreso che educare a casa in Italia è legale e concretamente possibile e infine i media si occupano frequentemente della faccenda principalmente con giudizi positivi. In questo processo, i bistrattati social network e televisione possono diventare alleati nell’informare il maggior numero di persone che è possibile non mandare i propri figli a scuola.  I genitori che scelgono di educare a casa devono in primis conoscere i propri diritti e doveri, infatti mettersi in rete e conoscersi sono un obbligo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Facciamo ora un salto all’indietro nel tempo, andiamo in Inghilterra nella fine degli anni 50. Mi sono di recente imbattuta in un video girato nel Norfolk, presso la casa di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Joy Baker
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Questa signora di 37 anni ha passato 10 anni combattendo contro le autorità locali poiché decisa a non mandare i propri figli a scuola. Madre di cinque figli, viene intervistata sulle motivazioni che l’hanno portata a questa scelta, lei si dimostra determinata e sicura di se, per nulla in imbarazzo. Guardando il video noterete come il cameraman riprenda la modesta casa cercando  di mettere in cattiva luce la signora. Lei sottolinea che i bambini a scuola sono infelici e che è diritto dei genitori occuparsi dell’educazione dei propri figli. Gli incubi degli homeschoolers moderni sono stati per lei realtà: è stata portata in tribunale per la sua scelta, ritenuta assai eccentrica, ma ha saputo trionfare dopo oltre dieci anni di battaglia. Nel 1961 ha stupito tutti vincendo un appello in tribunale e aprendo la strada alle altre famiglie inglesi desiderose di educare a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="http://www.eafa.org.uk/catalogue/116621" target="_blank"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/1.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Guardate questa madre se avete bisogno di un incoraggiamento, di una spinta… la sua risoluzione e fermezza vi stimoleranno a fare il passo verso un’educazione più a misura di famiglia e di bambino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.eafa.org.uk/catalogue/116621"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Video 1
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.eafa.org.uk/catalogue/208166"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Video 2
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/incoraggiamenti-dal-passato/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Incoraggiamenti dal passato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 01 Dec 2013 22:16:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La colpa è dei padri</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-colpa-e-dei-padri</link>
      <description>Ci siamo svegliati di soprassalto col rumore del citofono nelle orecchie. Era la vicina che cortesemente ci avvisava che qualche vandalo aveva divelto e gettato chissà dove la porta che chiudeva la nostra centralina dell’acqua. Una porticina piccola, di ferro, che silenziosamente custodiva le tubature sul lato del muro che dà sulla strada. Scomparsa, buttata […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/altalenarotta.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/altalenarotta.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ci siamo svegliati di soprassalto col rumore del citofono nelle orecchie. Era la vicina che cortesemente ci avvisava che qualche vandalo aveva divelto e gettato chissà dove la porta che chiudeva la nostra centralina dell’acqua. Una porticina piccola, di ferro, che silenziosamente custodiva le tubature sul lato del muro che dà sulla strada. Scomparsa, buttata in qualche fosso da qualche giovane infelice. Mi sono ritrovata a tappare il buco con lo scotch e un sacchetto dell’immondizia, mentre la pioggia cadeva forte, questa mattina.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    C’era il sole, invece, tre settimane fa, quando al risveglio (sempre improvviso con il citofonare della medesima solerte vicina) abbiamo trovato la nostra auto con il lunotto posteriore frantumato da un sasso. Un dispetto, una ragazzata, hanno detto in molti scuotendo la testa. Il sasso era a due passi dall’auto, sicuramente non era stato un tentativo di furto, piuttosto una bravata notturna.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    No, non abitiamo nel 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Bronx
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , almeno non credo. No, non siamo sfigati, o almeno se lo siamo, siamo in buona compagnia. Certo, perché basta fare due chiacchiere con un amico che vive poco più in là, col prestinaio o con il postino per rendersi conto che tutti sono al corrente di questi maledetti episodi. Vittime o testimoni indiretti dell’accaduto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Uova contro le vetrine dei negozi, una tartaruga uccisa a sassate e lasciata a terra con il carapace squarciato, il parco giochi deturpato, le auto rigate e le gomme bucate. A proposito, le gomme bucate sono sempre sulla nostra lista, ma risalgono all’inverno, quindi preferisco non parlarne.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Lo dico di nuovo: non abitiamo in un luogo malfamato. Potremmo essere vicini, magari voi abitate due incroci più in là. Non so cosa provare, se rabbia o sconforto. Sicuramente sconforto per questi ragazzi che girano per strada senza meta e compiono tali scempi per divertirsi, per occupare il tempo…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oppure lo fanno per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vendetta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Lo fanno per vendicarsi contro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il sistema che li imprigiona
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che li ha da sempre soffocati. Essi lo fanno per ricevere quelle attenzioni che gli adulti non gli hanno mai concesso, nemmeno da bambini. Noi li abbiamo resi infelici, o meglio mai-felici, perché la vera felicità essi non l’hanno mai provata.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vista la giornata uggiosa, mi rifugio in un testo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pasolini
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , un testo del 1975. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I giovani infelici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , scritto nell’ultimo anno della sua tumultuosa vita, è un testo profetico e al contempo agghiacciante visto ciò che viviamo oggi, a ormai più di trent’anni dalla sua stesura. Vi riporto qualche paragrafo:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io li sento sghignazzare dal balcone, fino a tarda notte d’estate. Li sento imprecare, rompere, ribellarsi, guaire. Li guardo e penso ai miei figli, è ovvio. Penso al mio piccolo uomo di otto anni che dopo aver visto l’auto fracassata e il papà teso ha iniziato a fare le ronde per strada, davanti a casa, in bicicletta: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Per proteggere le nostre cose”.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Molti si lamentano che in città non ci siano luoghi destinati ai giovani, si lamentano che non esiste una sala ricreazione, non esiste un campo di basket, per esempio. Di campi di calcio ne abbiamo tre, ma sono tutti chiusi a chiave. L’oratorio e la chiesa fanno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      orecchie da mercante
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , quando si parla di accogliere i ragazzi. Del resto anch’essi sono chiusi la maggior parte del tempo, abbiamo un prete che copre tre parrocchie o più. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Ah, se sapessero dove andare non sarebbero in strada!” 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    dicono in molti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ma le persone fanno sempre un passo troppo in là. Vogliono sempre qualcosa che non c’è, senza rendersi conto che le risposte sono vicine, molto vicine a loro. E’ vero che qualcosa manca ai ragazzi, ma non è un luogo di aggregazione. A loro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       mancano gli affetti e le relazioni di una famiglia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quale luogo sarebbe più adatto a questi ragazzi, anzi bambini, se non una casa? La loro casa, intendo. Quella 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che essi hanno ovviamente vissuto troppo poco. Troppo poco per amarla, per conoscerla, per rispettarla. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non distruggi ciò che ami.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La casa è quartiere, borgo, vicinato, ma il punto di partenza è il nido. Senza basi non si costruisce nulla.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pasolini usa un’immagine bellissima: quella del coro del teatro tragico greco che enuncia l’ineluttabile predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I colpevoli siamo noi, quindi è inutile girarsi dall’altra parte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La colpa dei padri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , dice l’autore, è stata credere che la storia borghese sia l’unica possibile, che la povertà sia un male assoluto. L’infelicità nasce dalla mancanza di cultura, di rispetto, di cura e d’amore. La cultura omologante dell’assolutismo consumista ha creato questa massa di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mostri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , si mostri, così li definisce Pasolini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli occhi spenti sono quelli che mi colpiscono di più. Guardando i loro volti non vedo poesia, slancio emotivo, calda energia, sentimento. Sono per la maggior parte del tempo freddi, forse spaventati, certamente insicuri. Sono stati deprivati dell’amore, saccheggiati del tempo. Le famiglie devono smettere di delegare, ai videogames, alla scuola, alla televisione, ai babysitter, la cura dei propri figli. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La colpa è dei padri.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Leggo in giro che per i genitori moderni la delega è una forma di sopravvivenza al troppo stress che il divenire genitori significa oggi. Se siete stressati allora non fate i genitori, dico io. La vostra vita frenetica ha un prezzo e lasciare i propri figli in balia di loro stessi non porta all’indipendenza. Come fate a stabilire maggiore empatia, a sviluppare le emozioni positive, a coltivare l’affettuosità se state separati otto o dieci ore al giorno? Senza dimenticare quelli che sono vicini fisicamente, ma hanno la mente altrove e il naso schiacciato sul pc o sul telefonino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Gennariello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , scritto nello stesso periodo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;i&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I giovani infelici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/i&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , Pasolini si riferisca esplicitamente alla scuola definendola come:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’educazione parentale può non essere adatta a tutti, ma allora vi prego, fermate i ritmi frenetici, accogliete, abbracciate, baciate, ascoltate, sostenete i vostri figli, altrimenti tra altri trent’anni noi saremo sempre qui, ma in quali condizioni? Non voglio saperlo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-colpa-e-dei-padri/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La colpa è dei padri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/altalenarotta.jpg" length="27665" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 30 Apr 2013 07:53:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-colpa-e-dei-padri</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/altalenarotta.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Insegnare o imparare?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/insegnare-o-imparare</link>
      <description>Ho appena salutato un ragazzo che mi ha intrattenuto per un’ora ripetendomi la sua lezione di letteratura inglese. Faceva all’incirca così: “La commedia eroica del XVII secolo riguardava un conflitto tra amore e dovere, morale religiosa e istinto individuale. Tra i migliori autori ricordiamo Lope de Vega, Pierre Corneille e Jean Racine, essi hanno influenzato […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/imparatoinsegnato.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ho appena salutato un ragazzo che mi ha intrattenuto per un’ora ripetendomi la sua lezione di letteratura inglese.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Faceva all’incirca così:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “La commedia eroica del XVII secolo riguardava un conflitto tra amore e dovere, morale religiosa e istinto individuale. Tra i migliori autori ricordiamo 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lope_de_Vega" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Lope de Vega
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_Corneille" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Pierre Corneille
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Racine" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Jean Racine
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , essi hanno influenzato gli autori inglesi. In Inghilterra gli anni che vanno dal 1664 al 1674 sono quelli in cui la commedia eroica si è più diffusa. Ricordiamo 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Dryden" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        John Dryden
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       con la sua opera -The Conquest of Granada- 1670/71. Il metro usato era il pentametro giambico….”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Svariate erano le pagine dedicate all’argomento e l’interrogazione sarebbe stata su almeno ¼ del libro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Bene, ho pensato mentre mi ripeteva queste date e questi nomi, il teatro è un argomento affascinante, esso ha una duplice dimensione: sociale ed estetica; è un’esperienza stimolante, sociale e socializzante, affina lo spirito critico e stimola la sensibilità estetica. Parlare e leggere di teatro tocca il cuore e la mente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Oppure no.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Lope de Vega sarà spagnolo, vero?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Si, lo è. Hai mai letto qualcosa di questo autore? Io no.”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Non importa, devo solo ricordarmi il nome così come quello di Corneille e Racine, loro suppongo siano francesi”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Di Dryden avete letto qualcosa in classe?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“No, di lui devo ricordare le date e quello sottolineato in blu”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Quindi devi spiegare la trama?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“No, solo che parla della guerra tra Mori e Spagnoli”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Guerra per che cosa, ne avete parlato?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
– Sguardo attonito e annoiato del tipo “Per favore non infierire”. –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Intanto la parte sulla tragedia è più lunga passiamo a quella…”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Tu cosa preferisci le tragedie o le commedie?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
– Sguardo ancora più annoiato “Le commedie”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Perché ti piacciono le commedie? Quale è una commedia teatrale che ti piace?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Non saprei. Tanto Dryden è stato criticato e la sua opera non ha avuto grande successo”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“Sai il perché di questa critica?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“No, non è da sapere per l’interrogazione, non importa, ora andiamo avanti”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Memorizzare significa imparare? Memorizzare significa comprendere? Ciò che viene memorizzato verrà ricordato a lungo? Se dopo l’interrogazione il mio amico dimenticherà tutto (o quasi) per far spazio a nuove date e a nuovi nomi riguardanti le pagine seguenti, significherà che ha imparato quello che ha studiato? Qui non stiamo nemmeno parlando del rapporto tra lo studente e l’insegnante, ma del rapporto tra il libro (le righe sottolineate) e lo studente. Come pensate che in un contesto come questo si possano utilizzare le parole insegnare e imparare? Con quale coraggio si può definire quest’assurda perdita di tempo come studio? Un insegnante può spiegare, può essere coinvolgente, ma se gli studenti non vogliono egli non insegnerà loro veramente nulla. Il fattore apprendimento è solo ed esclusivamente nelle mani degli studenti. Questo è una delle tante pecche del sistema: non si può insegnare se dall’altra parte non c’è interesse. Quando pensate ad insegnare mettetevi nei panni di coloro che devono imparare. Si fanno tanti discorsi sul come insegnare, ma del come s’impara si parla molto poco… E’ necessario cambiare prospettiva.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  In futuro invece di dire ai vostri figli “Te l’ho insegnato” dite “Lo hai imparato”.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/insegnare-o-imparare/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Insegnare o imparare?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/imparatoinsegnato.jpg" length="18230" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 30 Jan 2013 19:49:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un eserciziario?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/eserciziario</link>
      <description>Pur essendo una sostenitrice dell’unschooling ultimamente mi ritrovo a fare i compiti con i miei figli alla mattina… eh, già: proprio come nelle immagini canoniche della scuola familiare mi vedo al tavolo intenta a seguire i miei bambini, ciascuno con il proprio eserciziario, matita e gomma alla mano. In casa abbiamo materiale di svariato tipo: […]
L'articolo Un eserciziario? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro.jpeg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro.jpeg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pur essendo una sostenitrice 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dell’unschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ultimamente mi ritrovo a fare i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      compiti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con i miei figli alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mattina
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    … eh, già: proprio come nelle immagini canoniche della scuola familiare mi vedo al tavolo intenta a seguire i miei bambini, ciascuno con il proprio eserciziario, matita e gomma alla mano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In casa abbiamo materiale di svariato tipo: pitture, squadrette, strumenti musicali, goniometri, cartelloni, bastoncini, compassi, corde, tutto è a disposizione così come i computer, il tablet e –infine- i libri. Essendo in tanti mi piace sapere che ciascuno sia libero decidere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cosa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     utilizzare e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      come
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     utlizzarlo. Almeno nel limite del possibile. Devo ammettere che quando Nicholas (3 anni) mi chiede di pitturare alle otto di sera, dopo che io ho pulito la cucina, cerco di dissuaderlo, promettendo di “ripartire” con questa idea l’indomani.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il fascino del libro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     li ha comunque catturati e nell’ultimo mese almeno un’ora e mezza delle nostre mattine è stata dedicata alla compilazione dei classici eserciziari, quelli che racchiudono un po’ di tutto: scrittura, matematica, geometria, fonetica e lettura, disegno e attività pratiche come conoscere l’ora o contare i soldi. Malgrado un mio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      iniziale stupore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e timore), devo ammettere che il tutto ha dato un ritmo positivo alla giornata. Riesco a seguire tutti e tre in contemporanea (3, 5 e 7 anni) con buoni risultati. Ovviamente ci sono alti e bassi: l’attenzione in questo contesto non è altissima e le distrazioni sono molte (se non fa la nanna ho con me anche il piccolo Ben di 5 mesi), ma ci sono anche molti lati positivi. Se uno dei tre sta affrontando una pagina interessante la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      condividiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con il gruppo, se io mi assento per qualche minuto i tre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      si aiutano a vicenda
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scambiandosi i ruoli con grande gioia e con il passare del tempo arriviamo a conoscere meglio i punti forti e deboli di ciascuno. L’importante per il genitore è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rimanere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      calmo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , anche se ci sono tante vocine che chiedono aiuto, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dare le giuste priorità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      interrompere il lavoro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     non appena vede che la propria pazienza è esaurita. Lo stesso vale per i bambini: se danno segno di essere stanchi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       MAI insistere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , io sconsiglio di dire la classica frase: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Dai finiamo la paginetta!”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , piuttosto lasciate un segno e chiudete il libro. Dopo un’attività si questo genere, i miei, di solito, fanno un gioco solitario.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Thomas (7) oggi ha trovato una pagina piuttosto difficile e ho immediatamente sentito il suo disappunto per non essere in grado di compilarla con agiatezza. L’ho 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      visto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma l’ho sopratutto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sentito
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     come un’onda di tristezza e tensione, infatti lui è un bambino molto preciso e perfezionista. Prima che potesse dirmi alcunché l’ho invitato ad uscire in giardino per fare una corsa, un giro sul trapezio oppure degli esercizi di coordinazione. Rientrando, dopo cinque minuti, aveva un volto sereno e rilassato. Con una dritta da parte mia ha terminato il lavoro in un batter d’occhio. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Del resto noi homeschoolers possiamo permetterci queste utili divagazioni, giusto? E in pigiama, io, mi sento anche meno “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        maestrina
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Da quando ho scritto quest’articolo è passato del tempo e 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        ora le nostre mattine sono ora completamente differenti.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Adesso preferiscono giocare in camera alla mattina, oppure esercitarsi nel disegno dal vero. Il periodo dedicato a “fare scuola” è durato circa tre settimane. L’ultimo giorno che mi hanno chiesto di seguirli con i libri abbiamo fatto si e no 10 minuti, poi erano appagati e pronti a passare ad altro. I libri ora sono sullo scaffale che aspettano di essere desiderati nuovamente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/eserciziario/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un eserciziario?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro.jpeg" length="41644" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 13 Sep 2012 21:07:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/eserciziario</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libro.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Assolutamente liberi: bambini, autonomia e fiducia nel loro percorso</title>
      <link>https://www.controscuola.it/assolutamente-liberi-bambini-autonomia-fiducia-percorso</link>
      <description>È possibile crescere bambini completamente liberi? Una riflessione profonda sull’autonomia infantile, la fiducia e il ruolo dei genitori nella vita quotidiana.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56580; Regole, arbitrio e libertà: il dibattito ricorrente tra genitori
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ritorna spesso nelle mie conversazioni con dei genitori il tema delle “
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           regole
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ” e del libero arbitrio. Molti si chiedono come io possa lasciare ai miei figli la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           libertà
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            di vivere le loro giornate a loro piacimento senza essere preoccupata del loro futuro.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57307;️ Un museo, una donna greca, e un paragone scomodo
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Di recente ci trovavamo in un museo con un gruppo di homeschoolers. Leggendo la didascalia alla base di una riproduzione di una donna greca alcuni si sono stupiti che essa non avesse pressoché alcuna autonomia: possedeva limitate capacità giuridiche e patrimoniali e viveva sempre sotto la tutela di qualcuno. Proprio in quell momento mi è venuta in mente la situazione di molti bambini i quali si ritrovano a vivere una vita in cui hanno pochi diritti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56438; I bambini che non scelgono nulla
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Accantoniamo per un istante i bambini disagiati o in gravi condizioni di sfruttamento, parliamo invece di quelli che vediamo ogni giorno al parco giochi o dal panettiere. La maggior parte di queste piccole persone non sa 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il perchè
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            fa le cose che fa, oppure fa determinate cose perché “
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           così fan tutti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ” o ancora perché “lo dice la mamma”.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Non
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scelgono di andare a scuola,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scelgono cosa mangeranno alla mensa,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            scelgono se rimanere a letto un’ora in più la mattina e
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            hanno nemmeno la possibilità di regalare le loro cose o distruggerle. La loro capacità decisionale, nella maggior parte dei casi, viene posticipata ad un futuro lontano: quello della maggiore età. Proprio l’altra sera ho sentito qualcuno dire “Fino ai 18 anni non devono aprire bocca, non si mette in discussione nulla qui, io sono il padre e decido io”. 
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Suona familiare?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            &amp;#55358;&amp;#56596; “In tutto?” – “Sì, in tutto”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Immaginatevi i volti increduli e a tratti sconvolti delle persone a cui racconto che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           io ho fiducia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che i miei figli facciano le scelte migliori per la loro crescita e che quindi li lascio liberi. “In tutto?” – “Si, in tutto”, rispondo io, con un bel sorriso rassicurante.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Essi imparano ciò di cui hanno bisogno, mangiano ciò di cui hanno bisogno e fanno ciò di cui hanno bisogno.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo non significa che io e mio marito siamo genitori assenti. Non significa che passiamo la giornata a farci i fatti nostri incuranti di ciò che accade tra le mura domestiche. Anzi, siamo molto più presenti di molti altri genitori che conosco.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il nostro compito di guide non viene meno, anzi viene valorizzato.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Siamo in
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           continuo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           ascolto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e siamo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           sempre pronti
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a venire incontro alle richieste dei nostri figli.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56534; L’apprendimento naturale e il ruolo attivo del genitore
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’apprendimento avviene in maniera naturale e noi facciamo in modo che la loro vita sia sempre ricca e piena di occasioni per imparare. Leggevo l’altro giorno un paragone molto calzante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cos’è più facile: andare al ristorante e scegliere il vostro pranzo da un menu, oppure stare a casa a cucinare?
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Certamente è più facile pranzare al ristorante dove l’azione di pianificare la spesa, la preparazione dello stesso e tutto il lavoro che sta nel mezzo viene fatto
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           per voi
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , invece di dover voi stessi ideare una portata o trovare la ricetta, andare al negozio, cucinare e poi anche pulire.
          &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
           Ma cosa accade quando il menù non offre nulla di vostro gradimento? Immagino che sareste contenti se aveste un’altra possibilità di scelta…
          &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Ecco, i bambini liberi sono come cuochi nelle proprie case.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Seguire i propri interessi è effettivamente molto più difficile di rimanere seduti al banco aspettando che la maestra dica a che pagina aprire il libro. Lo stesso vale per i genitori dei figli liberi che sono sempre alla ricerca di nuove opportunità di apprendimento per i propri figli, libri, film, documentari, gite, musei, ecc.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Mi domando quando arriverà il giorno in cui ci sorprenderemo leggendo una didascalia in un museo che racconta di quando i bambini non erano valorizzati appieno nelle
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            loro
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            scelte
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            personali, di quando i bambini non avevano la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            totale fiducia
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dei loro familiari ed erano costretti a seguire un iter prestabilito
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            perché
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            …  
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
            qui ognuno può mettere la propria motivazione. 
           &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/assolutamente-liberi.png" length="4189803" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 04 Sep 2012 16:06:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/assolutamente-liberi-bambini-autonomia-fiducia-percorso</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/assolutamente-liberi.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/assolutamente-liberi.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Quando lo stress prende il sopravvento: due storie vere e una riflessione sulla genitorialità consapevole</title>
      <link>https://www.controscuola.it/stress-genitoriale-riflessione</link>
      <description>Due episodi reali ci mostrano quanto lo stress possa allontanarci dai nostri figli. Una riflessione sincera sulla genitorialità consapevole e sull'importanza della cura.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo post non vuole giudicare nessuno. Racconta due episodi reali che mi hanno colpita profondamente, non per puntare il dito, ma per porci una domanda collettiva: come possiamo supportare meglio noi stessi e gli altri nella difficile arte del crescere?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           Il network dedicato alle famiglie
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che decidono di crescere i propri figli in maniera alternativa alla scuola ha già dato grandi soddisfazioni: molte nuove amicizie e conoscenze, scambi e chiarimenti legali sull’homeschooling rendono educazioneparentale.org un trampolino di lancio amichevole e saldo per coloro che non sono soddisfatti dell’educazione di massa odierna.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="/"&gt;&#xD;
      
           Controscuola
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            torna oggi in veste nuova, più personale. Il materiale dedicato all’educazione familiare, le FAQ (aggiornate) e la pagina media rimangono attive per offrire a tutti un’informazione di base significativa alla quale desidero affiancare le mie esperienze e riflessioni di ogni giorno.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#57019; Una madre stanca e una bambina di 7 mesi
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Di recente mi trovavo in un bagno di un centro commerciale. Ero sola, mio marito fuori mi aspettava con i bambini. Una mamma decisamente agitata e scocciata stava redarguendo la figlia: “…ma cosa ti è venuto in mente! Hai fatto ancora la cacca! E io cosa faccio ora che non ho il cambio?! Sei proprio stupida!”
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Adagiata sul piano del lavandino giaceva una splendida bambina di circa 7 mesi vestita di tutto punto con il sederino per aria e i collant sporchi. Sì, questa donna stava insultando un bebè. Mentre si accingeva a lavarla sotto l’acqua con gesti secchi, le parole piovevano sulla piccola come una tempesta.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con grande stupore misto a tristezza ho chiesto alla madre se vi fosse qualsiasi cosa che io potessi fare per aiutarla. Ovviamente questa madre non aveva minimamente pensato a quanto questo gesto colmo di disprezzo potesse influenzare sua figlia, il problema dei vestiti sporchi era prioritario. Il mio interessamento non ha portato ad alcunché, non avendo io un abito pulito (e nemmeno un pannolino) non potevo fare nulla. Ho lasciato il bagno ed uscendo ho incrociato un padre alle prese con lo sportello del bancomat.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56499; Un padre, un foglietto e un passeggino
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sgridava (anche qui con parole pesanti) un bambino di un anno in passeggino che stava succhiando la carta del registro del prelievo. Ovviamente era stato lui a dare il pezzetto di carta al figlio, magari per intrattenerlo, distraendosi in seguito per fare un’altra operazione, e ora lo riprendeva per aver assaggiato il prezioso dono.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sconcertata ho raggiunto la mia famiglia ed insieme siamo tornati a casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dubito che questi genitori fossero cattive persone e che odiassero i loro figli. Per quale motivo una madre è sottoposta ad un tale stress da non saper come reagire positivamente ad un incidente molto comune? Come fa un padre a non sapere che suo figlio scopre il mondo anche attraverso la bocca e che un foglio di carta non è un passatempo indicato in quella circostanza?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           È una mancanza individuale o siamo tutti responsabili di questa situazione?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56493; Un invito alla consapevolezza collettiva
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           A mio avviso c’è bisogno di maggiore consapevolezza di cosa significhi prendersi cura del prossimo e di se stessi, di quali siano le cose realmente importanti e di come essere felici fino in fondo. Andare controcorrente serve anche a questo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Che questo non sia un atto di condanna, ma un invito all’ascolto, alla gentilezza e al coraggio di cambiare.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/stress-genitoriale.png" length="4395695" type="image/png" />
      <pubDate>Fri, 31 Aug 2012 14:59:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.controscuola.it/stress-genitoriale-riflessione</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/stress-genitoriale.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/stress-genitoriale.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Incontro Famiglie Homeschoolers: Esperienza di Istruzione Parentale</title>
      <link>https://www.controscuola.it/incontro-famiglie-homeschoolers-esperienza-istruzione-parentale</link>
      <description>Una giornata tra famiglie homeschoolers: condivisione, giochi e ispirazione. Scopri l'istruzione parentale vissuta dal vivo. Unisciti anche tu!</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            &amp;#55357;&amp;#56525;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.educazioneparentale.org" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;strong&gt;&#xD;
        
            Scopri la piattaforma: EDUpar.it
           &#xD;
      &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Abbiamo appena vissuto una giornata speciale: un pic-nic all’aperto con altre sei famiglie che, come noi, hanno scelto o stanno per scegliere il percorso dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           istruzione parentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . È stato il nostro primo incontro da quando abbiamo lanciato il sito EDUpar, e le emozioni sono state tante.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57137; Famiglie in Viaggio tra Esperienza e Nuove Scelte
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           C’erano famiglie homeschoolers veterane, con figli di 10 e 12 anni; altre erano agli inizi, con bambini in età da scuola primaria; alcune stanno pianificando di iniziare il percorso di istruzione parentale dal prossimo anno, con il passaggio alle medie.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Ci siamo ritrovati, sconosciuti ma subito connessi, sotto un sole primaverile che, tra una risata e un panino fatto in casa, ci ha regalato anche un piccolo assaggio di pioggia, come a ricordarci l’imprevedibilità (e la bellezza) della natura e del cammino educativo che abbiamo scelto.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56605; L’importanza della Comunità per Chi Fa Istruzione Parentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           In Italia, l'istruzione parentale è una realtà in crescita, ancora poco conosciuta ma sempre più viva. Incontrarsi, scambiare idee, condividere dubbi e successi è fondamentale per chi ha scelto di educare i propri figli a casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I bambini hanno giocato per ore con entusiasmo, parlato con sicurezza anche con gli adulti, mostrando una serenità e una curiosità che ci ha contagiati tutti.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           I padroni di casa hanno saputo accoglierci con premura: pane scuro fatto in casa, buon vino, e mille attenzioni per i più piccoli. Nessuno voleva davvero andare via.
           &#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/gitaeducazioneparentale-770394ed.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56481; Un Invito alla Connessione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questi momenti ci ricordano che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non siamo soli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Ogni famiglia homeschooler può trarre forza da una rete, da un gruppo, da una semplice chiacchierata davanti a un albero. Per questo è essenziale:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            partecipare agli eventi dal vivo;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            creare gruppi locali nella propria zona;
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            tenersi in contatto con chi vive questa esperienza, anche a distanza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Gli sguardi, i sorrisi e le risate di ieri sono il carburante che ci serve per andare avanti, come educatori e come genitori.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56517; Prossimi Appuntamenti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Se ti stai avvicinando al mondo dell’
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           istruzione parentale in Italia
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e vuoi conoscere altre famiglie, partecipa ai nostri prossimi eventi registrandoti su
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.it" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56393; edupar.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Con il cuore pieno di gratitudine, rimbocco le coperte ai miei figli, ancora stanchi (ma felici!) per una giornata che resterà nei nostri ricordi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             E oggi, più che mai, so che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non siamo soli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Thu, 26 Apr 2012 21:41:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La scuola è come una prigione?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-scuola-una-prigione</link>
      <description>La scuola è come una prigione. Questa frase è un eccesso? E’ un’analogia? Vi dico la mia. Perché la maggior parte dei bambini non ama andare a scuola? E’ ovvio: i bambini desiderano essere liberi e la scuola li priva di questo diritto fondamentale. Tutti desideriamo essere liberi, possiamo dirlo ad alta voce, possiamo pensarlo […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/prigione_school.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h4&gt;&#xD;
  
                  
  La scuola è come una prigione
    
    .
    
    
Questa frase è un eccesso? E’ un’analogia? Vi dico la mia.

                &#xD;
&lt;/h4&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Perché la maggior parte dei bambini non ama andare a scuola? E’ ovvio:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       i bambini desiderano essere liberi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e la scuola li priva di questo diritto fondamentale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Tutti desideriamo essere liberi, possiamo dirlo ad alta voce, possiamo pensarlo e basta, ma è palese che, per gli esseri umani (e non solo, il mio pensiero va agli animali da allevamento), uno dei bisogni primari sia la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Purtroppo per una grande porzione della popolazione italiana la scuola è un obbligo per legge: i genitori credono di non avere alternative, difficile è trovare scuole veramente libere o decidere di fare educazione parentale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La situazione nelle scuole sta  peggiorando di anno in anno: le classi sono sempre più numerose, gli insegnanti non offrono una continuità di relazione, i momenti di svago sono tenuti al minimo, le gite cancellate per mancanza di denaro, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gli atti di bullismo sono in aumento così come i casi di disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività, dislessia e quant’altro.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vi siete chiesti come mai? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    I bambini a scuola non sono liberi, come credete che possano apprendere in un ambiente coercitivo?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola è un ambiente anormale e artificiale.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     I bambini sono malleabili e sanno solitamente adattarsi, ma togliere loro la libertà li rende infelici, inattivi, incapaci di gestirsi autonomamente. Alcuni di essi si 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      conformano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma molti devono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sopprimere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il loro essere per riuscire a sopportare la routine quotidiana. Questa precoce forma si stress provoca delle conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, ma che spesso scegliamo di ignorare o minimizzare. Per la società odierna tutti devono essere scolari e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      coloro che non si uniformano, bambini o adolescenti che siano, sono etichettati come problematici, incapaci,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     perdenti e addirittura in alcuni casi essi vengono sottoposti a medicamenti per calmierare la ribellione che deriva da questo infelice stato. Non esistono alternative alla scuola che siano socialmente plausibili.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se fossero gli adulti ad essere obbligati a stare sei/otto ore della loro giornata in una stanza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , chiusi in un edificio, senza possibilità di uscire se non al suono di una campanella, dal lunedì al sabato, ogni giorno, per 16 anni della loro vita qualcuno griderebbe allo scandalo. Si farebbero proteste e raccolte di denaro per salvare i poveretti. Per i bambini non si fa nulla.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Voi sareste felici di tornare indietro a quegli anni della vostra infanzia?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Si parla di scuola come di lavoro.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Essa è infatti considerata il lavoro dei bambini, non a caso gli orari dello studente imitano spesso quelli dell’ufficio dei genitori. Peccato che essa sia un lavoro che i bambini non possono scegliere. Egli studenti non possono cambiare posto di lavoro, non hanno sindacati, non possono lamentarsi con nessuno, non hanno una sistema legale che li protegge dai maltrattamenti… Certo, oggigiorno gli studenti non vengono puniti fisicamente (o almeno non dovrebbero esserlo), ma vengono puniti con l’umiliazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’umiliazione e la denigrazione che si subiscono a scuola sono un castigo ben peggiore di uno schiaffo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     I nostri figli vengono continuamente paragonati tra di loro, etichettati, giudicati e obbligati a fare ciò che non vogliono. Tristemente le nuove generazioni pensano che lo scopo della loro vita sia “essere migliore” degli altri (e non intendo in bontà e altruismo, purtroppo) quindi essere considerati nella media significa rappresentare un fallimento all’interno della propria cerchia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    E la famiglia? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La mentalità della scuola si è estesa a tutta la società, i genitori tarpano le ali ai loro figli tanto quanto le istituzioni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quanta libertà ha un bambino a casa? Può decidere cosa fare e quando farlo? Raramente. Si crede che i bambini debbano essere supervisionati in ogni momento della giornata. Madri e padri non si accontentano di fare i genitori, essi si vedono più come guide, come maestri e non possono lasciare i bambini giocare liberi perché devono continuamente stimolarli ed inquadrarli. Dopo scuola ci sono i compiti da fare, ma tanto fuori dalla casa, il bambino solo, non può uscire. C’è paura che venga rapito, molestato, che si faccia male, che si sporchi e sudi… Ma allora che fare ? Lo si iscrive a dei corsi organizzati dove non può giocare ed esprimersi in libertà, ma deve seguire quello che gli viene detto da un ennesimo adulto/insegnante.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       I ragazzi non sanno cosa significhi gestirsi, non sanno cosa comporti occuparsi di loro stessi. Non hanno mai goduto del piacere di farlo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Un tempo prendersi cura dei propri figli significava procurare loro buon cibo e un nido dove tornare alla fine della giornata, amore incondizionato e sostegno nei momenti di difficoltà. In passato nessuno pensava che si dovesse obbligatoriamente insegnare ai propri figli, educarli, fornire loro tutto (dai vestiti alla moda alle vacanze, dalla paghetta allo scooter) tranne che la libertà di crescere ed istruirsi in maniera intuitiva e autonoma. Del resto sento sempre più spesso donne affermare che il loro medico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “le ha fatte partorire”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e mi rammarico del fatto che così l’autonomia 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ce la siamo giocata sin dall’inizio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il gioco libero è fonte di apprendimento.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Osservate e ascoltate dei bambini sani e liberi che giocano tra di loro (se ne trovate): l’attività è estremamente complessa, mentre giocano imparano a scrivere, a leggere, ad esprimere le loro idee, a convincere altri delle loro opinioni, a negoziare, a influenzare i loro amici nel rispetto delle regole decise in comunione. Oltre alla mente esercitano il loro corpo, spesso all’aria aperta, diventando più forti, più sani, sviluppando il loro fisico armoniosamente e acquisendo nuovi talenti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quando riusciremo a vedere i bambini come individui con i propri diritti e la propria inviolabile libertà? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Quando smetteremo di dire ai bambini e ai ragazzi cosa fare 24 ore al giorno? Quando cambieremo i paradigmi della società e smetteremo di violare il loro senso di libertà continuamente? Presto, mi auguro che avvenga presto. Ci sono persone che lo stanno già facendo, ma intanto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la scuola è una prigione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-scuola-una-prigione/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola è come una prigione?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/prigione_school.jpg" length="13339" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 10 Apr 2012 20:15:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-scuola-una-prigione</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/prigione_school.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Nasce Educazione Parentale</title>
      <link>https://www.controscuola.it/nasce-educazione-parentale</link>
      <description>La nostra famiglia è felice di comunicarvi che è attivo il nuovo sito www.educazioneparentale.org Questa nuova piattaforma web  non segue nessuna ideologia specifica, è aperta a tutti coloro che praticano sono interessati all’educazione familiare indipendentemente dalla loro religione, filosofia di vita, paese d’origine, identità etnica, metodo educativo e stato di salute. Il nostro scopo è […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/costruire-educazione-parentale.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
      
    
      La nostra famiglia è felice di comunicarvi che è attivo il nuovo sito 
    
  
    
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
        
      
        www.educazioneparentale.org
      
    
      
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questa nuova piattaforma web  non segue nessuna ideologia specifica, è aperta a tutti coloro che praticano sono interessati all’educazione familiare indipendentemente dalla loro religione, filosofia di vita, paese d’origine, identità etnica, metodo educativo e stato di salute. Il nostro scopo è di accogliere realtà quanto più diversificate possibile per creare una comunità multiculturale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perchè abbiamo creato questo nuovo sito?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dopo due anni di lavoro su Controscuola e vari incontri in diverse città italiane abbiamo capito che c’era bisogno di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      offrire un aiuto più dinamico e concreto alle famiglie interessate all’educazione a casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sulla base delle vostre richieste e necessità abbiamo realizzato un sito che ha tutto a portata di mano: un forum privato, una chat, una sezione gruppi divisa per città e interessi, una sezione dedicata ai programmi, alle circolari min., alle buone letture e molto altro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il nuovo sito si propone di diventare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un villaggio per chi educa a casa, un luogo da creare insieme e condividere. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Forum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      chat
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sono autonomi, per creare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gruppi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     potete scrivermi, avrete il vostro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      profilo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     da personalizzare per permettere agli altri membri di “conoscervi” a prima vista (e a voi di trovare persone affini), una pagina 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      link
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dedicata alle risorse in internet, questa lista verrà aggiornata con il vostro aiuto. In aggiunta a tutto questo esiste la sezione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      blog
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dove ciascun membro potrà condividere le proprie esperienze didattiche allegando foto, video e quant’altro vorrà, creeremo in questo modo un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      archivio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     delle attività da proporre ai bambini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le possibilità sono infinite e il sito verrà costruito nel tempo seguendo le vostre esigenze.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Inoltre Educazione Parentale si propone come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      organizzazione che si attiverà in difesa dei diritti delle famiglie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rappresenterà l’Italia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     a livello europeo e internazionale partecipando alle varie iniziative comunitarie sempre tenendovi aggiornati sulle novità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perchè vi chiediamo di sostenerci con un’offerta?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’impegno che fino ad oggi abbiamo sostenuto da soli sta diventando sempre più oneroso in termini di tempo, energia e costi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Il numero di email che riceviamo cresce ogni giorno, le problematiche sono sempre più specifiche e il nuovo sito ha dei costi di gestione. Inoltre ci teniamo ad incontrare personalmente quante più famiglie possiamo, organizzando eventi in tutta Italia. Abbiamo dunque stimato che con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      meno di un euro e mezzo al mese
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     potrete sostenere il nostro lavoro e la crescita dell’homeschooling nel nostro Paese. La donazione è quindi per coloro che vogliono diventare membri (ha valenza annuale) e vi darà 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accesso completo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    al sito. Coloro che non sono membri 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    potranno visualizzare le nostre pagine e questo assicurerà ai membri la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      privacy
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che Controscuola non offre.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Educazione Parentale vivrà del vostro contributo umano, delle vostre esperienze. Proprio per questo ci auguriamo che siate in molti ad intervenire attivamente, è solo grazie alla vostra collaborazione che potremo riempirlo di iniziative interessanti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ovviamente all’inizio il sito apparirà “vuoto”, è come un edificio appena costruito che personalizzeremo insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Diventerà una casa per tutti noi, un luogo dove rifugiarsi per trovare amici che parlano la stessa lingua, che vivono le stesse problematiche e che si 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      capiscono al volo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      For English readers follow this 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://educazioneparentale.org/english" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        link
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , the new web site also contains a section dedicated to English speaking families.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Vi lascio con qualche frase celebre che personalmente ogni tanto vado a rileggere…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Spero di verdervi presto su 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://educazioneparentale.org/"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Educazione Parentale
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , noi ci crediamo – ora abbiamo bisogno di voi!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/nasce-educazione-parentale/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nasce Educazione Parentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/costruire-educazione-parentale.jpg" length="22866" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 04 Mar 2012 19:09:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/nasce-educazione-parentale</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/costruire-educazione-parentale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Mammoni? Non credo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/mammoni-credo</link>
      <description>L’educazione parentale tutela e accresce la salute emotiva del bambino. La scienza dello sviluppo ha individuato nelle emozioni, nella propria percezione del se e dell’altro, il centro dell’apprendimento e del comportamento, compreso il benessere e lo  sviluppo della mente. I bambini hanno bisogno di avere un cuore tenero, in grado di essere facilmente toccato e […]
L'articolo Mammoni? Non credo sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/mammoni.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’educazione parentale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tutela e accresce la salute emotiva 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    del bambino. La scienza dello sviluppo ha individuato nelle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      emozioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , nella propria percezione del se e dell’altro, il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      centro dell’apprendimento e del comportamento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , compreso il benessere e lo  sviluppo della mente. I bambini hanno bisogno di avere un cuore tenero, in grado di essere facilmente toccato e commosso da ciò che li circonda. Quando i bambini non hanno una sana relazione con i propri genitori o sono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      prematuramente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sottoposti ad una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      socializzazione forzata e continua
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che li porta ad un’interazione tra pari che spesso è dolorosa, essi decidono di nascondere la loro vulnerabilità,  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      desensibilizzandosi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . E’ come se 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      perdessero i loro sentimenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , questo è vero sopratutto per quelli che sono più fragili.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I bambini educati a casa, grazie alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      forte relazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che instaurano con le persone che si prendono cura di loro, hanno un cuore più vivo e compassionevole ed è quindi molto più probabile che essi possano realizzare, crescendo, il loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pieno potenziale come esseri umani.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ciò che credo sia lo scopo principale dello sviluppo è, per i bambini, di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      diventare loro stessi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ovvero di saper vivere indipendentemente dagli attaccamenti del momento, conoscendo a fondo la propria mente e perseguendo i  propri obiettivi. Purtroppo l’interazione tra coetanei senza la presenza degli adulti, o con una controllo superficiale come avviene per esempio nelle scuole, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      schiaccia l’individualità e mina l’emergere di una vera personalità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Come Jean Jacque Rousseau scrisse più di 200 anni fa: la propria individuazione, il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “conoscere se stessi”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , richiede un lungo periodo di gestazione, in un contesto amorevole e in rapporto costante con il genitore. La personalità deve essere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       home-made
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (fatta in casa) ed è anche per questo che io non delegherei la crescita dei miei figli alle istituzioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La propria individualità cresce in un contesto di
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       cura e attaccamento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alla propria famiglia di origine. Se desideriamo che i nostri figli  realizzino il loro vero potenziale dobbiamo tenerli con noi fino a quando essi non sappiano camminare sicuri sulle proprie gambe rimanendo loro stessi nonostante il contesto nel quale si trovano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un bambino educato a casa che interagisce con i propri genitori, i fratelli e il proprio vicinato più che con i propri coetanei mostra 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      self-confidence, rispetto per se stesso e autostima
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Egli sa di far parte di un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gruppo famiglia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che necessita della sua presenza, che desidera la sua presenza e che dipende dalla sua presenza. Il risultato è un individuo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      indipendente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che dimostra un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pensiero critico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     proprio e che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non viene influenzato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dalle opinioni dei coetanei.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/mammoni-credo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mammoni? Non credo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/mammoni.jpg" length="11311" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 22 Jan 2012 20:30:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/mammoni-credo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/mammoni.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’autostima nei bambini nasce in casa: un racconto reale e una riflessione profonda</title>
      <link>https://www.controscuola.it/autostima-bambini-nasce-casa-racconto-reale</link>
      <description>Molti bambini perdono l’autostima già da piccoli. Scopri perché e come possiamo proteggerla attraverso amore incondizionato, ascolto e presenza quotidiana.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            &amp;#55357;&amp;#56589; Cosa manca davvero ai bambini di oggi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Cosa manca alla maggior parte dei bambini e sopratutto dei ragazzi che vedo nelle nostre scuole?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           L’autostima.  
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           L’autostima è quella scintilla che fa brillare i nostri occhi carichi di consapevolezza e amor proprio . Purtroppo oggigiorno a causa dei metodi educativi che impartiamo sia tra le mura domestiche che a scuola essa viene meno. A volte i genitori se ne accorgono solo quando i loro figli raggiungono l’età adolescenziale, quando in molti casi è troppo tardi per restaurarla. 
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56800; L’autostima non si insegna, si protegge
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Molto viene detto e scritto sull’essere disinvolti, come caratteristica personale è molto gettonata, ma ciò che non vediamo è che essa è
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           innata, l’autostima non è qualcosa che dobbiamo instillare nei nostri figli.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Piuttosto dovremmo fare più attenzione a non portargliela via nel corso degli anni in cui ci occupiamo di loro.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            &amp;#55357;&amp;#56521; Scuola e famiglia: il doppio schiacciamento
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Il metodo educativo odierno crea una grave mancanza di autostima nei nostri figli, paradossalmente, in seguito, le stesse persone che hanno dato origine al problema cercano di “aggiustarlo”, ma con scarsi risultati. Questo accade perché
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           i bambini sono defraudati del loro amor proprio vivendo in un ambiente dove l’obbedienza e il conformismo valgono più dei propri desideri e delle proprie necessità.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            &amp;#55358;&amp;#56786; Una risposta che vale più di mille voti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Questo pomeriggio ho lasciato i miei due figli più grandi (5 e 6 anni) presso un centro giochi per una mezz’oretta. Al rientro mi hanno raccontato, con gran calma e voglia di condivisione, che altri due bambini avevano insistentemente deriso i loro disegni. Il maggiore ha risposto alla provocazione dicendo:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           “Non è importante ciò che tu dici del mio disegno, per me va bene così”.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Io trovo meraviglioso che essi non debbano dipendere dalle opinioni altrui, che a loro non importi ciò che dicono gli altri.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            &amp;#55357;&amp;#56424;‍&amp;#55357;&amp;#56425;‍&amp;#55357;&amp;#56423;‍&amp;#55357;&amp;#56422; L’educazione che protegge l’essenza
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Come famiglia nutriamo la loro naturale autostima ogni giorno, decidendo di non applicare un metodo educativo autoritario, ma
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           lavorando insieme come una squadra
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Noi non pretendiamo obbedienza scambiandola con premi o punendoli quando essa viene a mancare. Questo modello, perpetrato ad esempio nelle scuole (persino nelle scuole d’infanzia), è fortemente dannoso per il benessere dell’individuo. Essendo educati a casa, i nostri figli, non perdono mai il contatto con loro stessi, con la loro vera essenza e crescono con una grande fiducia in loro stessi. Questo non significa che ad essi non importino i sentimenti degli altri o le loro necessità, anzi maturano con una forte empatia verso il prossimo.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ❤️ Amore incondizionato: la base della fiducia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Semplicemente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non basano la loro autostima su ciò che gli altri dicono o pensano di loro. 
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Essi si amano in maniera incondizionata, perché noi li amiamo in maniera incondizionata. Possiamo dire lo stesso di molti adulti che conosciamo? Io personalmente devo rispondere di no.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L'articolo
          &#xD;
    &lt;a href="/autostima/"&gt;&#xD;
      
           Autostima
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          sembra essere il primo su
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
           Controscuola
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sun, 15 Jan 2012 19:27:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/autostima-bambini.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Incontro Informativo in Piemonte</title>
      <link>https://www.controscuola.it/incontro-homeschooling-piemonte</link>
      <description>Come promesso ecco completato l’elenco delle dieci dritte per praticare l’educazione parentale in maniera serena e organizzata. Invito ancora i lettori ad aggiungere le loro esperienze tramite i commenti. Inoltre vi comunico che inaugureremo il 2012 con un incontro informativo sull’homeschooling in Piemonte. Trovate le informazioni qui sotto. Buona lettura! Credete in voi stessi. Ce […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incontro.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Come promesso ecco completato l’elenco delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dieci dritte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per praticare l’educazione parentale in maniera serena e organizzata. Invito ancora i lettori ad aggiungere le loro esperienze tramite i commenti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inoltre vi comunico che inaugureremo il 2012 con un incontro informativo sull’homeschooling in Piemonte. Trovate le informazioni qui sotto. Buona lettura!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Domenica 5 febbraio alle ore 14,30 presso l’Associazione La Zattera, Frassinello Monferrato (prov. AL), Marcello, Anna, Gilda e il piccolo Nico ospiteranno un incontro informativo sull’educazione parentale.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quest’associazione situata nelle colline piemontesi ha come obbiettivo quello di offrire a persone svantaggiate e ai bambini la possibilità di passare del tempo in campagna conoscendo i ritmi ed i lavori legati alla natura. Durante il corso dell’anno questa bella famiglia organizza attività culturali come l’arte, lo spettacolo, soggiorni estivi per ragazzi e gite didattiche.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Terrò personalmente l’incontro che verterà sull’ABC dell’educazione familiare, sull’importanza del rapporto genitori/figli e che lascerà molto spazio alle domande dei partecipanti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vi prego di contattare Marcello e Anna per maggiori informazioni e per segnalare la vostra presenza ai seguenti numeri 346.6747813 oppure 328.7763270 sito web
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.asslazattera.org" target="_blank"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
         www.asslazattera.org
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Invito tutti i lettori che abitano nelle zone limitrofe ad aiutarci a spargere la voce. 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;a href="http://www.controscuola.it/wp-content/uploads/a4_piemonte.pdf"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Qui trovate il pdf del volantino che potete scaricare e stampare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . L’incontro è gratuito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/incontro-homeschooling-piemonte/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Incontro Informativo in Piemonte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incontro.jpg" length="29475" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 08 Jan 2012 18:11:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Buon 2012</title>
      <link>https://www.controscuola.it/buon-2012</link>
      <description>Un caro augurio di Buon Anno a tutti i lettori del nostro blog, spero che il 2012 vi porti a realizzare un sogno nel cassetto, a costruire un’amicizia inaspettata e a passare tanto tempo con i vostri cari instaurando con loro un rapporto di fiducia e amore indissolubile. Questo vale sopratutto per i genitori nei […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/buonanno2.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un caro augurio di Buon Anno a tutti i lettori del nostro blog,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     spero che il 2012 vi porti a realizzare un sogno nel cassetto, a costruire un’amicizia inaspettata e a passare tanto tempo con i vostri cari instaurando con loro un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rapporto di fiducia e amore indissolubile
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Questo vale sopratutto per i genitori nei confronti dei loro figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La società odierna mette duramente alla prova il rapporto tra gli adulti e le nuove generazioni, siano essi neonati, bambini o adolescenti. A volte mi guardo attorno e mi pare che tutto ciò che ci circonda sia stato costruito per renderci la vita difficile e per indebolire le relazioni interpersonali, questo in ogni contesto: familiare, scolastico, comunitario… Genitori bombardati di informazioni inutili che cancellano ogni istinto primordiale di cura e affezione, insegnanti oberati di lavoro alle prese con classi numerose e programmi obsoleti, bambini prede di pubblicità e falsi miti che alimentano un vuoto interiore palpabile. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ la società odierna che non risponde alle necessità dei bambini, il dito non va quindi puntato contro i genitori o gl’insegnanti, come purtroppo spesso succede, ma verso un sistema che si è venuto a creare nel corso dell’ultimo secolo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sempre più spesso vedo bambini piccolissimi collocati dalle sei alle otto ore presso i nidi d’infanzia, bambini più grandini che passano dall’asilo alle tate, quelli delle elementari stressati da compiti e attività pomeridiane, per non parlare degli adolescenti che utilizzano la libertà acquisita grazie all’età passeggiando senza meta e comportandosi in modo immaturo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa manca a questi individui? Mancano le fondamenta, le radici, la sicurezza di un legame indistruttibile. Essi non hanno modo di soddisfare una necessità insita in ogni essere: quella di attaccarsi ai propri genitori.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’affetto, la dedizione, la dipendenza che si creano nella relazione tra genitore e figlio sono ignorati, sottovalutati o centellinati. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Spingiamo i nostri figli a passare la maggior parte della loro infanzia lontani dalla famiglia, in compagnia di altri bambini, lontani dal calore della casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Divisi per gruppi in base all’età e privati dalla possibilità di essere attivi nella società, essi non godono dei benefici che porterebbero le relazioni intergenerazionali. Le famigli allargate sono un ricordo e nonni, zii e vicini di casa spesso sono solo volti senza nome. Gli insegnanti hanno talmente tanti alunni da seguire che non riescono ad instaurare un legame esclusivo con ciascuno studente. La religione, fonte di legame e passaggio di valori di generazione in generazione, è spesso un vago ricordo o una semplice formalità. Le statistiche sui divorzi sono balzati alle stelle, la digitalizzazione del sapere è cresciuta a scapito della trasmissione orale e comunitaria dei valori e dell’esperienza,  il gioco tecnologico e solitario ha soppiantato l’interazione personale, mentre la televisione ci imbottisce d’immagini fasulle e tutto ciò rende frammentato e innaturale il panorama che offriamo ai nostri figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Cosa dobbiamo fare per proteggere i bambini e rinnovare la nostra comunità? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dobbiamo prenderci la piena responsabilità dell’educazione dei nostri figli. Dobbiamo dedicare loro tempo e amore, essi devono essere la nostra priorità. Questo a prescindere dalla scelta di educarli a casa o meno, lo voglio sottolineare. L’educazione parentale non è una scelta adatta a tutti, ma l’essere dei genitori assennati e presenti è un dovere al quale nessuno può sottrarsi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     I nostri figli hanno bisogno di stare con noi, essi appartengono alla propria famiglia, non alla scuola o al giro di amici. La maggior parte dei problemi comportamentali dei giovani deriva da una mancanza di attaccamento, da una perdita d’identità, da un doloroso sradicamento interiore. Lasciati soli, senza l’amore incondizionato di un adulto, si fanno forza tra di loro arrivando a rifiutare e addirittura ad attaccare tutto ciò in cui non si riconoscono. Dobbiamo spendere il nostro tempo e usare il nostro ingegno per
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       ricreare quella comunità che i tempi moderni ci hanno tolto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Dobbiamo farlo nonostante i ritmi frenetici, il lavoro che incombe e le distanze che crescono. Dobbiamo tessere una stoffa nella quale s’intreccino volti, odori, sapori, rituali e ricordi e con essa avvolgere i nostri figli. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ un compito estremamente difficile di questi tempi, ma vi assicuro che vi porterà dei tesori incommensurabili
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Io raccolgo i frutti del mio lavoro ogni giorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non siete soli.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Chiudo con un pensiero per coloro che stanno valutando la possibilità di fare educazione parentale e per coloro che ci seguono da qualche tempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Spero che nel 2012 ogni famiglia possa educare i propri figli con il pieno rispetto delle istituzioni. Personalmente sono in contatto con numerosi genitori in tutta Europa e con essi sto pianificando la nascita di un gruppo comunitario che possa rendere sempre più solide le basi dell’homeschooling nei nostri Paesi. Vi posso assicurare che c’è molto fermento. E’ anche per questo (…e per il mio quartogenito in arrivo non lo nascondo) che ho avuto meno tempo da dedicare al sito. Vi lascio con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      5 dritte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dedicate a coloro che stanno pensando di unirsi a noi. Mi auguro che i genitori con più esperienza circa l’educazione parentale possano allungare la lista con i loro preziosi commenti. Nel prossimo post terminerò l’elenco con altri 5 consigli utili.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;em&gt;&#xD;
          &lt;span&gt;&#xD;
            &lt;b&gt;&#xD;
              
                              
              
            
              Buon 2012 a tutti!
            
          
            
                            &#xD;
            &lt;/b&gt;&#xD;
          &lt;/span&gt;&#xD;
        &lt;/em&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/buon-2012/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Buon 2012
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/buonanno2.jpg" length="43463" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:38:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/buon-2012</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/buonanno2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Una teenage homeschooler in Italia</title>
      <link>https://www.controscuola.it/teenage-homeschooler-italia</link>
      <description>Io ho iniziato a fare scuola a casa due anni fa perché la scuola pubblica mi creava problemi. Ho tredici anni, mio papà è italiano ma sono madre-lingua inglese. A scuola, a volte, non capivo quando spiegava la maestra anche se cercavo di stare attenta. Mi distraevo spesso quando i compagni sussurravano o mi facevano […]
L'articolo Una teenage homeschooler in Italia sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/horse-1139142_1280.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io ho iniziato a fare scuola a casa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      due anni 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    fa perché la scuola pubblica mi creava problemi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ho tredici anni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , mio papà è italiano ma sono madre-lingua inglese. A scuola, a volte, non capivo quando spiegava la maestra anche se cercavo di stare attenta. Mi distraevo spesso quando i compagni sussurravano o mi facevano passare bigliettini e poi mi disperavo perché avevo perso il filo del discorso della maestra e magari si arrabbiava pure con me.  Inoltre mi annoiavo perché non avevo fatto molta amicizia con i compagni di scuola: io, infatti, ero (e sono ancora) un po’ timida! 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Preferisco stare con i miei cari amici più che stare con i ragazzi della classe.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Adesso che studio a casa,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       ho tempo libero per leggere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (cosa che quando frequentavo la scuola odiavo!)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e per i miei hobbies
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     come cavalcare e suonare la chitarra. Studiare con mia mamma mi piace perché usiamo dei libri in inglese fatti apposta per gli homeschoolers che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      spiegano le materie molto bene e non sono noiosi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Ci sono sempre tanti argomenti da ricercare nell’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      enciclopedia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      internet
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e nei numerosi libri che abbiamo a casa e ho la libertà di passare il tempo che desidero sugli argomenti che mi piacciono di più. Seguo un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      corso americano on-line
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di matematica che mi piace molto perché il professore spiega bene in solo 10 minuti il concetto nuovo e poi faccio degli esercizi diversi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A scuola, anche se avevo capito bene la lezione, dovevo fare tantissimi esercizi quasi come se fosse una punizione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Le mie insegnanti italiane con cui studio a casa sono simpatiche e, siccome faccio lezione da sola, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      abbiamo un rapporto più bello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Con loro riesco a concentrarmi di più.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ora passo anche molto più tempo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      all’aria aperta a giocare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con i miei fratelli e a stare con i miei genitori. Infatti, mio papà viaggia spesso per lavoro e quando ero a scuola, durante il giorno, lo vedevo meno e mi mancava veramente tanto. L’educazione parentale mi offre la possibilità di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gestire personalmente il mio tempo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e da quando io e i miei familiari passiamo più ore insieme il nostro rapporto è migliorato. Purtroppo, prima, tra scuola, sport e compiti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non ci vedevamo quasi mai
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     pur vivendo sotto lo stesso tetto!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mi piacerebbe avere un orario di studio più regolare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma siccome ho due fratelli più piccoli e il lavoro di mia mamma non ha ritmi fissi, non possiamo sempre rispettare le tempistiche che ci prefiggiamo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Insomma, credo che la scuola possa essere utile e divertente per certi ragazzi ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      studiare a casa è fatto per me!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/teenage-homeschooler-italia/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una teenage homeschooler in Italia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/horse-1139142_1280.jpg" length="145387" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:39:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/teenage-homeschooler-italia</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/horse-1139142_1280.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Utili Precisazioni</title>
      <link>https://www.controscuola.it/utili-precisazioni</link>
      <description>Questo è un post informativo per chiarire alcuni punti relativi all’educazione parentale che mi vengono spesso chiesti via email, sul forum o telefonicamente. Homeschooling, educazione parentale, home education, educazione paterna, scuola familiare – cosa significano questi termini? Sono tutti sinonimi e definiscono la situazione in cui il genitore si prende la responsabilità di educare i […]
L'articolo Utili Precisazioni sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/unschooling1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo è un
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       post informativo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per chiarire alcuni punti relativi all’educazione parentale che mi vengono spesso chiesti via email, sul 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      forum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     o telefonicamente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       educazione parentale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      home education
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      educazione paterna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scuola familiare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     – cosa significano questi termini? Sono tutti sinonimi e definiscono la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      situazione in cui il genitore si prende la responsabilità di educare i propri figli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    a casa e informa annualmente il dirigente della propria zona della scelta fatta. Ogni famiglia decide come affrontare questo impegno: possono essere famiglie che si organizzano sole o che condividono alcune attività con altri gruppi, possono avvalersi di un tutor e/o creare un curriculum personalizzato, possono seguire il programma ministeriale o meno. La cosa fondamentale è che la famiglia sia al centro dell’educazione: il genitore non delega il compito di educare benché possa avvalersi dell’aiuto di altri genitori o insegnanti privati per alcune materie di studio. Tutto questo avviene tra le mure domestiche o in qualsiasi altro luogo in cui la famiglia decida di essere protagonista attiva dell’apprendimento (musei, parchi, palestre, ma anche il supermercato o la banca…!).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Scuola familiare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : mi soffermo ancora su questo termine poiché sempre più spesso in Italia lo sento utilizzato per definire una situazione in cui 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      più famiglie ingaggiano un insegnante speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , magari con una formazione Montessoriana o Steineriana, trovano un locale adatto e iniziano una scuola. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questo può avvenire nel caso in cui si crei un’associazione e che si tengano presenti le norme assicurative,ma non solo, che regolano questo tipo di progetto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Personalmente trovo che questa metodologia abbia poco a che fare con l’educazione parentale e che sia semplicemente 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un altro tipo di scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : in effetti se ci pensate si crea sempre una routine e il bambino lascia genitori e casa per “essere educato” da un insegnante esterno. Il ruolo del genitore qui rimane marginale. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inoltre vi metto tutti in guardia:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     mi sono stati segnalati dei casi in cui educatori o nel peggiore delle occasioni pseudo-educatori abbiano pubblicizzato ed organizzato “scuole familiari” 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      senza avere alcuna esperienza, utilizzando locali inadatti, essendo privi di autorizzazioni e dando pochissima o nessuna importanza alla centralità del bambino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . L’ignoranza in materia unita ad una fiducia cieca da parte dei genitori  in queste figure che sanno “vendersi bene” fa si che si creino situazioni pericolose dove il denaro rimane il solo protagonista. Ciò che maggiormente mi preoccupa è che il tutto avviene utilizzando la possibilità che lo Stato Italiano ci concede tramite l’educazione parentale, pensate cosa succederebbe se accadesse qualcosa di brutto a uno di questi bambini che per i media e la società rimangono comunque homeschoolers (ovvero “coloro che non vanno a scuola”).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       In quel caso ci andremmo di mezzo tutti con pessime conseguenze, temo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Unschooling o apprendimento naturale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     significa permettere ai propri figli di scoprire quali sono le loro passioni e di perseguirle nella propria vita. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’istruzione non è lo scopo dell’unschooling, vivere insieme armoniosamente, lasciando che ognuno segua le proprie inclinazioni è la meta prefissata dalle famiglie che scelgono questa strada. L’istruzione che ne deriva è concreta, permanente e ricca, questo si realizza con una grande fiducia nei propri figli e nella loro naturale capacità di apprendere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In questo caso non si seguono programmi e il fatto di “testare” i bambini sulle loro conoscenze non è preso in considerazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’esame di fine anno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : Questo controllo dovrebbe servire a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tutelare i minori e a proteggerli da negligenze e abusi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , purtroppo però spesso accade che l’esame sia un’occasione di stress per le famiglie che invece affrontano la loro scelta con competenza e responsabilità. Molti presidi e insegnanti sono ignoranti in materia di educazione parentale o semplicemente ostili alla faccenda e non si limitano ad un colloquio informativo (che basterebbe per capire se un bambino è seguito oppure no),
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       sottoponendo il malcapitato a lunghe ore di schede didattiche preconfezionate che poco hanno a che fare con l’educazione impartita a casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Benché io vi inviti ad avere un rapporto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aperto e collaborativo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con le istituzioni (magari aggiornando la scuola sui progressi dei vostri figli, portando loro i quaderni dei compiti o piccoli video delle vostre esperienze, o anche lasciando che sia il bambino a parlare delle proprie conquiste) vi informo che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non dovete sottostare a questo tipo di trattamento. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Non esitate a cercare una scuola fuori zona dove poter dare gli esami annuali, il Network 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.org/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.edupar.org
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     vi aiuterà proprio in questo cammino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vi lascio con un video realizzato durante la ricorrenza del 15 settembre, giornata europea per un’educazione libera. Un caro abbraccio a tutti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/utili-precisazioni/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Utili Precisazioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/unschooling1.jpg" length="39696" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 07 Nov 2011 20:58:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/utili-precisazioni</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/unschooling1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Educazione Parentale: perché?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/educazione-parentale-perch</link>
      <description>L'articolo Educazione Parentale: perché? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/educazione-parentale-perch/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educazione Parentale: perché?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bimbalibera.jpg" length="48935" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 01 Nov 2011 21:26:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/educazione-parentale-perch</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bimbalibera.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Report Meeting EU/2</title>
      <link>https://www.controscuola.it/report-meeting-eu2</link>
      <description>Eccovi un secondo video relativo al Meeting Europeo, esso vi darà l’idea dell’atmosfera amichevole, ma grintosa, in cui abbiamo vissuto per quattro giorni. Mentre la maggior parte dei 250 ospiti assistevano a conferenze e workshop legati alle dinamiche dell’educazione parentale (ovviamente in spagnolo), noi membri europei ci ritrovavamo sia alla mattina che al pomeriggio per […]
L'articolo Report Meeting EU/2 sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/meeting-europa.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Eccovi un secondo video relativo al Meeting Europeo, esso vi darà l’idea dell’atmosfera amichevole, ma grintosa, in cui abbiamo vissuto per quattro giorni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre la maggior parte dei 250 ospiti assistevano a conferenze e workshop legati alle dinamiche dell’educazione parentale (ovviamente in spagnolo), noi membri europei ci ritrovavamo sia alla mattina che al pomeriggio per conoscerci e sviluppare un progetto a livello comunitario. Stati dove l’educazione parentale è diffusa e conosciuta, come per esempio il Regno Unito, offrivano dritte e consigli a coloro (come noi) che ci troviamo all’inizio di un lungo cammino. Sono convinta comunque che grazie a questo nuovo nato legame la strada da percorrere per godere degli stessi diritti sia diventata più breve. In gruppo abbiamo una marcia in più. Per chi desiderasse conoscere nel dettaglio le normative vigenti negli altri Paesi ecco un link: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.hslda.org/hs/international/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      http://www.hslda.org/hs/international/
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Grande attenzione è stata data ai bambini, presenti in gran numero: oltre alla piscina e al bosco che circondava la struttura nella quale risiedavamo, essi avevano la possibilità di partecipare a tornei di calcio, di esercitarsi in giocoleria, di sfidarsi a scacchi (era presente uno dei più bravi chess master di Spagna!), di assistere a concerti improvvisati da mamme e papà e molto altro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    All’incontro ha partecipato anche un membro dell’associazione americana HSLDA che si occupa, grazie al suo staff di avvocati, di difendere i diritti degli homeschoolers. In questo modo la collaborazione tra Paesi ha raggiunto un livello internazionale. Oltre a mostrare un forte interesse per la situazione italiana, Mike Donnelly, ha intervistato una famiglia spagnola (presente all’incontro) che stava subendo numerose ingiustizie da parte dello Stato a causa della loro scelta di educare a casa. Grazie all’intervento di HSLDA la famiglia ha vinto in questi giorni la causa in tribunale ed è ora libera di non mandare il figlio a scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/report-meeting-eu2/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Report Meeting EU/2
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/meeting-europa.jpg" length="21205" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 18 Sep 2011 21:16:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/report-meeting-eu2</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/meeting-europa.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Report Meeting EU/1</title>
      <link>https://www.controscuola.it/report-meeting-eu1</link>
      <description>Con questo post si inaugura il report sull’evento europeo tenutosi a Gandia, Spagna, dal 31/8 al 4/9 2011. Circa 250 famiglie, perlopiù spagnole, si sono riunite per seguire conferenze giornaliere sul tema dell’Educazione Parentale. Il meeting è stato organizzato da Ale, associazione spagnola che si occupa di educazione familiare. Io e i rappresentanti di: Portogallo, […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-meeting-2011.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Con questo post si inaugura il report sull’evento europeo tenutosi a Gandia, Spagna, dal 31/8 al 4/9 2011.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Circa 250 famiglie, perlopiù spagnole, si sono riunite per seguire conferenze giornaliere sul tema dell’Educazione Parentale. Il meeting è stato organizzato da Ale, associazione spagnola che si occupa di educazione familiare. Io e i rappresentanti di: Portogallo, Spagna, Francia, Svezia, Regno Unito, Polonia, Germania e Bulgaria abbiamo avuto modo di passare molto tempo insieme a scambiarci opinioni ed incoraggiamenti e, sopratutto, a creare un progetto comunitario dedicato all’Educazione Parentale che porteremo avanti nei prossimi mesi. Crediamo fermamente che insieme potremmo sostenerci a vicenda e offrire ai nostri giovani homeschoolers opportunità di scambio sempre più frequenti grazie alle varie associazioni coinvolte. Durante il corso della conferenza EU, tenutasi sabato 3, abbiamo assistito al toccante intervento di Mike Donnelly, rappresentante di HSLDA, associazione Americana che si occupa della difesa dei diritti degli homeschoolers nel mondo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui sotto trovate un video in cui i vari delegati si presentano e offrono uno scorcio su cosa significhi fare Educazione Parentale nel loro Paese. Buona visione!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
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    &lt;a href="/report-meeting-eu1/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Report Meeting EU/1
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-meeting-2011.jpg" length="20220" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 12 Sep 2011 22:01:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/report-meeting-eu1</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/homeschooling-meeting-2011.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Settembre Mese dell’Educazione Libera</title>
      <link>https://www.controscuola.it/settembre-mese-delleducazione-libera</link>
      <description>Il mese di settembre, in particolare il giorno 15, è dedicato all’educazione libera. Educazione libera significa crescere senza barriere di spazio, di tempo e di età. Vi invitiamo a festeggiare questo evento con noi: organizzate ritrovi come pic-nic, gite, visite didattiche, danze di gruppo o semplicemente fate qualcosa di speciale a casa vostra con i […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il mese di settembre, in particolare il giorno 15, è dedicato all’educazione libera.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/essere-liberi.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Educazione libera significa crescere senza barriere di spazio, di tempo e di età.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vi invitiamo a festeggiare questo evento con noi: organizzate ritrovi come pic-nic, gite, visite didattiche, danze di gruppo o semplicemente fate qualcosa di speciale a casa vostra con i vostri bambini. Nella nostra zona faremo una merenda in compagnia al parco (tempo permettendo!).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Inviateci un reportage di come avete vissuto la giornata: foto, video, disegni o racconti, coinvolgete in questo progetto anche i più piccoli. Raccoglieremo tutto il materiale in un album che pubblicheremo sul nostro sito e su altri siti europei di educazione parentale. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="mailto:info@controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cliccate qui per inviarci il materiale!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Educazione libera significa inoltre difendere i nostri diritti di genitori che decidono di prendersi in pieno la responsabilità di educare i propri figli e ampliare il concetto di istruzione che non si dovrebbe limitare alla fascia 6-18 anni, ma che dovrebbe inglobare ogni essere umano indipendentemente dalla sua età e condizione sociale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui sotto trovate due file scaricabili per diffondere l’educazione parentale. Vi autorizziamo a stamparli per creare volantini o poster da utlizzare durante gli eventi da voi organizzati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/wp-content/uploads/2011/09/volantini.zip"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Clicca qui per scaricare i due pdf (file in formato .zip)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/settembre-mese-delleducazione-libera/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Settembre Mese dell’Educazione Libera
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/essere-liberi.jpg" length="93300" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 06 Sep 2011 20:51:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/settembre-mese-delleducazione-libera</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/essere-liberi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>L’Unione fa la forza</title>
      <link>https://www.controscuola.it/lunione-eu-fa-la-forza</link>
      <description>Controscuola parteciperà al Meeting Europeo sulla Scuola Famliare che si terrà in Spagna alla fine di agosto. Qui sotto trovate la lettera di Daragh Mc Inerney presidente di Ale (associazione spagnola di homeschooling) che introduce gli argomenti che affronteremo durante i cinque giorni che passeremo insieme. Ci saranno rappresentanti dei seguenti paesi: Francia, UK, Svezia, […]
L'articolo L’Unione fa la forza sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incontro-spagna.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola parteciperà al Meeting Europeo sulla Scuola Famliare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che si terrà in Spagna alla fine di agosto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qui sotto trovate la lettera di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Daragh Mc Inerney
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     presidente di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (associazione spagnola di homeschooling) che introduce gli argomenti che affronteremo durante i cinque giorni che passeremo insieme. Ci saranno rappresentanti dei seguenti paesi: Francia, UK, Svezia, Irlanda, Germania, USA, Spagna, Catalonia e Paesi Bassi. Come dice Daragh: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      se ci sono coesione e unione saremo più forti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quello che accade in un Paese membro della Comunità Europea crea degli effetti (in positivo, ma anche in negativo) su tutti gli altri Paesi, quindi dobbiamo conoscerci per sostenerci a vicenda. La conoscenza è potere e se riusciamo a condividere i nostri “saperi”, se interagiamo in maniera organizzata dando supporto alle famiglie, potremo trarne giovamento tutti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://aleenred.blogspot.com/2011/07/international-home-education-conference.html" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      http://aleenred.blogspot.com/2011/07/international-home-education-conference.html
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/lunione-eu-fa-la-forza/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’Unione fa la forza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incontro-spagna.jpg" length="31495" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 27 Jul 2011 18:45:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/lunione-eu-fa-la-forza</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incontro-spagna.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Un incoraggiamento</title>
      <link>https://www.controscuola.it/incoraggiamento</link>
      <description>Da bambini condividiamo l’essenza di tutto ciò che ci circonda: sassi, farfalle, fiori , uccelli, animali… Viviamo in un mondo di bellezza e d’immaginazione. L’estasi è facile da sperimentare. Siamo un tutt’uno con la natura e il mondo dei sogni. Mentre cresciamo cominciamo a capire il potere che hanno i sogni, il potere delle fiabe […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da bambini condividiamo l’essenza di tutto ciò che ci circonda: sassi, farfalle, fiori , uccelli, animali… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Viviamo in un mondo di bellezza e d’immaginazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     L’estasi è facile da sperimentare. Siamo un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tutt’uno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con la natura e il mondo dei sogni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incoraggiamento.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mentre cresciamo cominciamo a capire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       il potere che hanno i sogni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il potere delle fiabe e dei miti; sappiamo che i sogni diventano realtà  che diversi mondi paralleli esistono simultaneamente. Il passato, il presente e il futuro: non diamo ad essi molta importanza poiché abbiamo la capacità di raccoglierli tutti in un solo istante. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Possiamo essere qualsiasi cosa desideriamo essere in qualsiasi momento lo vogliamo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Abbiamo la capacità di viaggiare da un mondo all’altro. Io da bambina potevo essere ciò che volevo: un albero, un drago, una ballerina. Tutto ciò che dovevo fare era immaginarmi in quel ruolo e crederci.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Poi ad un certo punto questa consapevolezza 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cambia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Gli adulti ci convincono che non siamo una cosa unica con il mondo e tutti gli esseri viventi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Essi ci insegnano come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      separarci
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      alienarci
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     da noi stessi, dagli altri e dal mondo che ci circonda. Per descrivere i nostri viaggi in altri mondi utilizzano termini dispregiativi quali: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “perdersi in fantasie”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “essere tra le nuvole” 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    o anche  
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “sognare ad occhi aperti”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Gli adulti ci avvertono che il solo atto di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “sognare” è poco pratico, immaturo ed inefficace.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Da audaci e sicure aquile diventiamo canarini in gabbia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ci viene detto di scomporre il tutto in particelle, di categorizzarlo ed etichettarlo. I nostri racconti e i nostri giochi preferiti vengono chiamati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “roba da bambini”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e in poco tempo realizziamo che essi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non hanno alcuna rilevanza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nel mondo degli adulti. Gli incubi terrificanti e i sensuali sogni dell’età prepuberale hanno grande importanza per i bambini, ma vengono minimizzati o ignorati dai grandi, e questi sono solo alcuni esempi di come vengono sminuite le loro sensazioni. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ tutta una questione di percezione…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La scuola gioca un ruolo fondamentale nell’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      omologazione dell’individuo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , nell’omologazione dei sogni. Chiunque abbia avuto dei figli nel sistema può raccontare di come li ha visti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cambiare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . A volte chiamiamo questo fenomeno “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      crescere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, ma io credo che sia un termine errato. La parola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “crescere”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     contiene in se un connotato positivo che in questo caso viene meno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Come possiamo chiedere a dei bambini che stanno chiusi in una classe con dei coetanei, per la maggior parte del loro tempo, di rispettare la natura e gli animali? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa sanno essi della natura e degli animali, quale esperienza hanno? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Come possiamo chiedere ai bambini di avere compassione e di prestare ascolto al prossimo, quando la società in cui vivono è la prima a non ascoltarli e a non accettarli? Vi starete chiedendo cosa centra tutto questo con la scuola familiare… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      basta una generazione per cambiare il mondo, basta una nuova generazione con sogni diversi da quelli odierni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Il mondo ha bisogno di aquile, non di una massa di bambini la cui vita dipende dall’astuccio pubblicizzato in TV, dai vestiti trendy o dalle amicizie più cool.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Noi genitori di homeschoolers in Italia abbiamo un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      duplice compito molto speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : da un lato dobbiamo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ergerci come giganti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per resistere agli scontri e alle pressioni che inevitabilmente troveremo lungo il nostro cammino al fine di assicurare ai nostri figli un’esistenza libera e ricca di esperienze eterogenee, dall’altro dobbiamo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      chinarci fino al suolo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per imparare nuovamente ad essere bambini, a vivere come se fossimo un tutt’uno con i nostri desideri, ad ascoltare con rispetto e a vivere con entusiasmo. Mentre scrivo il mio pensiero va a Sara, Marina, Elisa, Paola Francesca e a tutte le altre mamme che credono in questo sogno, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      a tutte quelle famiglie che incuranti degli ostacoli procedono seguendo i loro ideali,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     perché se lo sentono dentro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Uniamoci in un sogno unico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : una società aperta e libera, dove la scuola familiare non sia vista con sospetto, dove tutti i bambini vengano rispettati e dove imparare significhi vivere appieno la propria vita. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il mondo è come lo sogni, noi siamo sulla buona strada.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/incoraggiamento/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Un incoraggiamento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incoraggiamento.jpg" length="105135" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:21:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/incoraggiamento</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Torture di fine anno</title>
      <link>https://www.controscuola.it/esami-di-fine-anno</link>
      <description>Esami di controllo per chi fa scuola familiare. Parliamone. Fino a circa 3 anni fa non erano obbligatori, salvo quello della terza media. Quest’anno (come l’anno scorso) è uscita una circolare ministeriale che sottolinea che i bambini che fanno scuola familiare devono sostenere un esame annuale per verificare che i genitori stiano effettivamente provvedendo alla […]
L'articolo Torture di fine anno sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuola-esami.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Esami di controllo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per chi fa scuola familiare. Parliamone.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Fino a circa 3 anni fa non erano obbligatori, salvo quello della terza media. Quest’anno (come l’anno scorso) è uscita una circolare ministeriale che sottolinea che i bambini che fanno scuola familiare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      devono sostenere un esame annuale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per verificare che i genitori stiano effettivamente provvedendo alla loro educazione (trovate tutto sul sito, sezione documenti).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In teoria gli esami devono essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      richiesti dai genitori
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     entro marzo/aprile. La domanda di iscrizione agli esami di idoneità e di Stato, redatta in carta semplice, corredata dal programma dell’attività svolta (quindi il curriculum personalizzato) ed indirizzata al dirigente scolastico, deve essere presentata ad una scuola del comune di residenza della famiglia. Quindi l’esame deve essere fatto su ciò che il bambino istruito a casa ha fatto con i propri genitori, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non su ciò che ha fatto la scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con i propri alunni della stessa età. Inoltre l’esame è a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      porte aperte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , i genitori possono assistere. Infine l’esame si può tenere in una qualsiasi scuola statale o paritaria, fatto salvo che abbiate preso accordi con i vari dirigenti e presidi (nulla osta per spostamenti e simili).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Partendo da questo, vi porto degli esempi concreti di cui sono venuta a conoscenza in quest’ultimo mese.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -Durante la medesima mattina ricevo due telefonate da famiglie che abitano in luoghi diversi. Una famiglia non aveva richiesto gli esami e veniva obbligata dal dirigente a farli, mentre una famiglia voleva farli e veniva rifiutata dal dirigente perché non avevano mandato la richiesta nei tempi stabiliti. Assurdo, no?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -A una madre è stato rifiutato il diritto di assistere all’esame dei propri figli. Questo è accaduto a molte altre famiglie, ma alcune si sono fatte forza e hanno insistito molto, riuscendo poi ad entrare nelle classi. Altre famiglie si sono viste negare un diritto, in questo caso fondamentale, e hanno dovuto lasciare i propri figli soli davanti alla commissione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -A due famiglie con bambini dislessici che dovevano fare gli esami per la prima e la seconda primaria la scuola ha richiesto un esame dove essi avrebbero dovuto leggere, rispondere a delle domande e fare moltiplicazioni e divisioni. Nessuno ha tenuto conto delle loro difficoltà. Questo ha spinto i genitori a rivolgersi ai privati, ricevendo comunque altre delusioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -Una mamma piemontese, durante l’esame dei figli, è stata chiamata fuori dalla stanza dal preside per convincerla a mandare i figli a scuola e una delle insegnanti si è presa la libertà di parlare con i bambini accusandoli di non impegnarsi abbastanza (non li conosce nemmeno!). Il commento finale è stato “C’è molta pratica e poca scolarizzazione. Lei come mamma non può pretendere di riuscire a competere con la scuola.” Pensate che non avevano nemmeno letto il loro curriculum!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -Bambini delle medie agitati davanti a commissioni di 12 persone adulte tutti seduti uno vicino all’altro in semicerchio con loro al centro, commenti e atteggiamenti ostili verso di loro e i genitori. Una mamma desiderava vedere le prove d’esame della figlia per verificarne la valutazione, ma le è stato negato il permesso di averne una copia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -Una famiglia è stata contattata dalla scuola dieci giorni prima degli esami (non richiesti) e quando i genitori hanno informato il dirigente della delicata situazione psicologica in cui si trovava la figlia dodicenne e del desiderio di non sottoporla a questo forte stress che avrebbe aggravato la situazione, egli si è rifiutato di venir loro incontro. La famiglia ha insistito cercando un compromesso, ma il dirigente (tramite il comune) ha inviato a casa loro i carabinieri con la notifica degli esami.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    -A una famiglia che abita dalle nostre parti è stato chiesto di presentare il curriculum vitae e il diploma degli insegnanti che avrebbero seguito il figlio. Il dirigente voleva un insegnante per materia (il bambino era nel primo anno delle medie)!! Ma allora perché mai si chiamerebbe scuola familiare? I genitori hanno dovuto rivolgersi ai dirigenti di territorio per evitare angherie e soprusi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questi sono solo alcuni esempi che ho raccolto tramite controscuola.it – Ci sono altre famiglie che riescono ad evitare gli esami annuali perché sono in buoni rapporti con il dirigente, altri hanno avuto esperienze positive (se siete tra questi ultimi, scrivetemi). Con questo articolo non voglio spaventare le famiglie che desiderano istruire a casa i loro figli, ma credo che qualcuno debba affrontare la situazione e venire incontro ai genitori in difficoltà. Nessuno nel web parla di questo problema, noi si.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cosa possiamo fare?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ho passato questi ultimi mesi a dibattere con esponenti dell’homeschooling Italiano e con associazioni estere. Devo ancora concludere il mio giro di interviste. Molti qui in Italia non desiderano 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        agitare le acque
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e con questo intendo farsi avanti presso il Ministero. Alcuni temono ritorsioni e altri ancora già vedono la loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di educare a casa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      negata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (recente è il caso della Svezia, dove l’homeschooling è fuori legge). Voi cosa ne pensate? Avete dei consigli utili da proporre? Capisco che lo Stato debba vigilare sul lavoro dei genitori, ma non è possibile che questo si traduca in uno stress abominevole che coinvolge tutta la famiglia, bambini in primis. L’ignoranza e un atteggiamento sospettoso verso noi homeschoolers sono spesso alla radice di questi accadimenti. Aspetto speranzosa notizie, per favore divulgate questo appello.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/esami-di-fine-anno/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Torture di fine anno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuola-esami.jpg" length="30302" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 17 Jun 2011 18:27:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Rinnoviamoci</title>
      <link>https://www.controscuola.it/rinnoviamoci</link>
      <description>Quando si parla di scuola familiare si tende a riflettere molto sul ruolo del genitore che segue il bambino tutto il giorno, ogni giorno, e poco sul ruolo del bambino. Spesso sembra che l’adulto sia il protagonista di questa scelta e che il bambino sia un essere passivo che semplicemente subisce la situazione. Le persone […]
L'articolo Rinnoviamoci sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rasi1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando si parla di scuola familiare si tende a riflettere molto sul ruolo del genitore che segue il bambino tutto il giorno, ogni giorno, e poco sul ruolo del bambino. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Spesso sembra che l’adulto sia il protagonista di questa scelta e che il bambino sia un essere passivo che semplicemente subisce la situazione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le persone che si avvicinano a questa realtà per la prima volta si sentono spesso spiazzate dall’idea di accudire i propri figli totalmente e si domandano se avrebbero le forze di intraprendere un tale cammino. I 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dubbi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sull’essere così addentro alla vita dei figli si trasformano in muri quando ci s’immagina a lavorare, accudire, aiutare, insegnare, giocare, ascoltare 24 ore al giorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pare che sia un 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “dare”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       continuo…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     In effetti molti considerano noi genitori di homeschoolers devoti della famiglia, quasi dei martiri!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ora non desidero minimizzare il lavoro incredibile che fanno tutti i genitori che si occupano dell’istruzione dei propri figli, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i loro sforzi cambieranno la società e di conseguenza il mondo, ne sono certa e li lodo per questo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma vorrei puntare il riflettore sui bambini. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sui nostri splendidi bambini, il nostro futuro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da quando mi sono presa la piena 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      responsabilità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dell’educazione dei miei figli, da quando ho deciso di assicurare loro la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di conoscere il mondo seguendo i propri ritmi, da quando mi sono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fermata ad osservare invece di ignorare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , allora ho compreso quanta 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      energia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ricevo ogni giorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ l’energia della giovinezza, l’energia dell’entusiasmo, l’energia della purezza.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Tutto il tempo speso con i miei bambini torna indietro sotto forma di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      idee
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      forza interiore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Non ricordo alcun altro momento della mia vita in cui ho avuto così tanti spunti innovativi, amicizie creative, tempo per fare ciò che realmente desidero. E’ come se i miei orizzonti si fossero allargati all’infinito e la mia voglia di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fare concretamente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     si sia ingigantita raggiungendo le stelle e devo tutto a loro. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Certo, l’homeschooling non è per tutti, ma può aiutare tutti a rinnovarsi, anche chi non lo pratica.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In questi ultimi mesi abbiamo organizzato molte 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gite
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , esse sono state fonte di arricchimento sia per le nuove amicizie fatte che per le cose imparate. Basta poco per regalare ai vostri figli un pomeriggio diverso dal solito in compagnia di amici e regalare a voi stessi un momento di socializzazione con altre famiglie lontani dal caos della quotidianità. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Possiamo rivitalizzare la società partendo da noi stessi e i nostri cari.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel mese di aprile siamo stati al 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Biolab
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di Milano, interessante museo ricavato nello spazio delle serre di Palazzo Dugnani. Abbiamo imparato molte cose sugli animali utilizzando i loro allestimenti a misura di bambino. Durante il pic-nic abbiamo parlato di scuola familiare e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ci siamo scambiati dritte e consigli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Trovo sia molto importante 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      condividere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     le proprie esperienze e creare occasioni 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ad hoc
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per farlo è fondamentale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zattera.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zattera.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Verso fine mese abbiamo visitato la fattoria 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La zattera
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alle Cascine Bellero (www.asslazattera.org) dove 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Anna
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Marcello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ci hanno spiegato cos’è un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      orto sinergico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e la sua importanza per l’ecologia. Tutti insieme abbiamo messo a dimora delle piantine di fragole e in cucina i bambini si sono trasformati in artisti facendo dei biscotti super originali. L’accoglienza che abbiamo ricevuto è stata delle migliori, alcuni di noi si sono fermati anche a dormire. E’ stato bello vedere come le famiglie con background diversi si siano mescolate e abbiano condiviso il pranzo all’ombra degli alberi, mentre i bambini giocavano liberamente sull’aia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L’azienda agricola 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rob del Bosco Scuro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (www.robdelbosco.com) è stata la meta di maggio, anche qui abbiamo ricevuto un’accoglienza familiare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Andrea
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ha fatto del proprio lavoro un modo di vivere, basato sul rispetto della natura e la salvaguardia del territorio e ci ha raccontato cosa significa coltivare BIO mentre camminavamo attraverso i suoi soleggiati 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      meleti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Proprio quando il caldo stava per avere la meglio su noi abbiamo intravisto un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lavatoio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e lo abbiamo eletto luogo di ristoro. Va senza dire che i bambini lo  hanno eletto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “piscina in mezzo al verde”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    … Nel pomeriggio abbiamo osservato come Andrea produce il succo di mela e suo padre crea il prezioso aceto di mele.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Attraverso le gite ho approfondito argomenti conosciuti e ho portato a casa delle novità da dibattere nel salotto di casa. Tramite 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        controscuola.it
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ho conosciuto molte famiglie HS che vivono all’estero e ho avuto anche modo di incontrarli. Tutto ciò è stato molto importante per i miei figli  che hanno avuto modo di frequentare altri bambini che fanno scuola familiare, ma lo è stato ancora più per me. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Creare legami 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    con persone che condividono i miei stessi ideali, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      incoraggiare ed essere a mia volta incoraggiata 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    mentre percorriamo insieme questo cammino ha un valore incommensurabile. La mia vita si è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aperta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e questo lo devo sopratutto ai miei figli che sono uno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stimolo continuo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Anche i sogni più remoti, quelli chiusi in un cassetto, sono tornati a vivere.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Tempo fa ho parlato con un papà di una splendida famiglia di Rimini del suo desiderio di lasciare il lavoro per poter passare più tempo con i propri figli, per occuparsi della loro crescita non solo durante i week-end. Ciò potrebbe essere considerato da molti  impossibile, ma io credo fermamente che lui possa farcela perchè ho visto quella
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       scintilla di candido entusiasmo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nei suoi occhi. Una scintilla giovane e forte come lo spirito che anima i suoi bambini. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perché i bambini ci regalano la loro forza ogni giorno, sta a noi accettarla, utilizzarla.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Chiudo con il dialogo pre-nanna tra una mamma, Francesca, e suo figlio Leonardo:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/rinnoviamoci/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rinnoviamoci
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rasi1.jpg" length="8952" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 05 Jun 2011 21:03:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/rinnoviamoci</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rasi1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Intelligenze Multiple</title>
      <link>https://www.controscuola.it/intelligenze-multiple</link>
      <description>Ultimamente le mie letture vertono sul tema dell’apprendimento. Vorrei condividere con voi la teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardener, psicologo americano nato nel 1943. Nel corso dei suoi studi egli si è occupato dello sviluppo delle capacità artistiche nei bambini e dell’ideazione di strumenti per migliorare l’apprendimento e la creatività attraverso forme di insegnamento […]
L'articolo Intelligenze Multiple sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Ultimamente le mie letture vertono sul tema dell’apprendimento.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vorrei condividere con voi la teoria delle intelligenze multiple di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Howard Gardener
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , psicologo americano nato nel 1943.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/intelligenze-multiple.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel corso dei suoi studi egli si è occupato dello sviluppo delle capacità artistiche nei bambini e dell’ideazione di strumenti per migliorare l’apprendimento e la creatività attraverso forme di insegnamento e di valutazione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      personalizzati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Gardner afferma che la teoria classica dell’intelligenza (il quoziente intellettivo misurabile tramite dei test, per capirci) sia errata e che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       ciascun individuo manifesti un numero variabile di facoltà relativamente indipendenti tra loro.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ogni persona, secondo lui è intelligente in
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       otto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    modi diversi. Alcuni di noi, quindi, possiedono livelli alti in tutte o quasi tutte le intelligenze, mentre altri hanno sviluppato solo alcune di esse. E’ importante dire che Gardner sostiene che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tutti possiamo sviluppare le nostre diverse intelligenze se siamo messi nelle condizioni appropriate di incoraggiamento, arricchimento e istruzione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Eccole elencate:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    –
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza logico-matematica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , riguarda il confronto e la valutazione di oggetti concreti o astratti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza linguistica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , riguarda l’uso del linguaggio e delle parole.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza spaziale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , riguarda il percepire e rappresentare gli oggetti visivi, manipolandoli idealmente.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza musicale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , sarebbe l’orecchio musicale, la capacità di comporre e analizzare brani musicali, conoscenza di altezza dei suoni, timbri e ritmi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza cinestetica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il controllo e il coordinamento dei movimenti del corpo e nella manipolazione (per esempio bricolage e lavori artistici)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza interpersonale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , riguarda le persone che sanno come interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d’animo degli altri.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza intrapersonale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , capacità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
–
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenza naturalistica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , riguarda il riconoscimento e la classificazione di oggetti naturali.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se la maggior parte delle scuole enfatizza esclusivamente l’intelligenza linguistica e logico-matematica (leggere, scrivere, matematica e inglese) come verranno valutati gli studenti che hanno invece sviluppato altre intelligenze? Io spesso mi trovo a parlare con genitori che non sanno cosa pensare dei propri figli che continuano a prendere brutti voti a scuola.  Quando conosco i ragazzi in questione vedo spesso giovani in gamba, a volte abbattuti e annoiati, ma pur sempre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      giovani che vorrebbero trovare la loro strada
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accettati, non giudicati.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Chissà quali intelligenze hanno sviluppato? Chissà se qualcuno saprà valorizzare queste intelligenze non “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      standardizzate
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”? Li si giudica incompetenti e con il passare del tempo anch’essi si credono incapaci di qualsiasi cosa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Inoltre, osservando i miei figli noto che tra di loro differiscono per i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      metodi di apprendimento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che utilizzano. Essi esplorano la realtà tramite un contatto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      visivo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cinestetico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     o 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      uditivo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ciascuno di loro usa in maniera predominante 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      solo uno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    di questi mezzi. Il mio compito di madre homeschooler è di proporre gli argomenti in diversi modi cosi  che essi possano utilizzare il metodo di apprendimento più 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      naturale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e pensare che la maggior parte delle persone con cui parlo giudica la differenza d’età la difficoltà più grande!). Li aiuto anche a sperimentare le loro altre capacità, quelle meno utilizzate, ma in maniera dolce e non stressante. Per esempio i bambini cinestetici difficilemente potranno imparare al meglio in una scuola dove stanno seduti in una classe per otto ore al giorno, i bambini visivo-spaziali invece riescono a comprendere bene il tutto, ma si perdono i dettagli e prenderebbero brutti voti in un’interrogazione prettamente nozionistica.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Ogni individuo ha una diversa organizzazione del cervello, provate a capire da quale parte propende vostro figlio!

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/intelligenze-multiple/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intelligenze Multiple
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/intelligenze-multiple.jpg" length="51283" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 24 May 2011 23:30:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/intelligenze-multiple.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Ma impara?!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ma-impara</link>
      <description>“Come fate a sapere se vostro figlio sta imparando?” Questa è una domanda che mi viene posta numerose volte dalle persone che non capiscono come funzioni la scuola familiare. La risposta più immediata è: tramite l’osservazione diretta. Sopratutto nel caso in cui una famiglia scelga di fare unschooling e che quindi il genitore non si […]
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      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  “Come fate a sapere se vostro figlio sta imparando?”

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/impara-homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questa è una domanda che mi viene posta numerose volte dalle persone che non capiscono come funzioni la scuola familiare. La risposta più immediata è: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tramite l’osservazione diretta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sopratutto nel caso in cui una famiglia scelga di fare unschooling e che quindi il genitore non si ponga come un insegnante rispetto al figlio, le incomprensioni riguardo al metodo e al controllo dei risultati si fanno estreme. Io mi ritrovo spesso a spiegare ciò che non faccio: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non seguo un curriculum “preconfezionato”, non dedico ore specifiche della giornata all’insegnamento, non trasformo la mia cucina in una classe.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Mi piacerebbe ora raccontare cosa fanno i genitori homeschoolers:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qualcuno potrebbe ribattere che anche le famiglie che mandano i propri figli a scuola siano in grado di fare tutto questo, ma credo che sia estremamente difficile dato il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      poco tempo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    che i genitori e i figli passano insieme.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Il tempo pieno, i vari sport pomeridiani, i compiti a casa, la TV e i videogames assottigliano le ore dedicate allo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “stare insieme”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e fanno si che i bambini cerchino sempre più il conforto e il supporto del gruppo di amici piuttosto che del genitore, creando una barriera tra adulti e giovani che con il tempo diventa insormontabile.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alcuni genitori mi chiedono quali test io faccia… Io rispondo che l
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      e valutazioni non sono necessarie, anzi possono essere intrusive e controproducenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Un genitore che fa scuola familiare ha il proprio figlio sotto gli occhi tutto il giorno e non è sviato dal suo compito di osservatore come può esserlo invece un insegnante che, non solo ha una classe di venti o trenta bambini da seguire, ma che deve anche utilizzare molto del suo tempo per assolvere a compiti che non hanno nulla a che fare con l’educazione. Una neo mamma può facilmente descrivere i progressi del proprio bambino, il primo sorriso, i primi passi, una mamma homeschooler semplicemente continua a farlo!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Inoltre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i bambini non sono automi che imparano a un ritmo costante
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . I progressi spesso arrivano dopo un periodo di immobilità o addirittura dopo un’apparente regressione. Se si valutasse un bambino prima del salto verso un ampliamento delle proprie conoscenze si rischierebbe di ricavarne un giudizio ingiusto e fuorviante. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La crescita intellettuale di ciascuno di noi segue una strada personale e misteriosa, cercare di catturarla sarebbe un gesto immorale.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ma-impara/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ma impara?!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/impara-homeschooling.jpg" length="34608" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 09 May 2011 21:05:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/ma-impara</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La passeggiata</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-passeggiata</link>
      <description>d C’è bel tempo? Andiamo a far scuola fuori. Una passeggiata in una zona verde è un’ottima occasione per raccogliere, insieme a fiori o castagne, un’infinità di spunti per la nostra curiosità. Vedremo, anzitutto, piante e animali. Sforziamoci di eliminare dal nostro vocabolario i termini generici come “erba”, “alberi”, “uccelli”. Così come non chiamiamo i […]
L'articolo La passeggiata sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’è bel tempo? Andiamo a far scuola fuori.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una passeggiata in una zona verde è un’ottima occasione per raccogliere, insieme a fiori o castagne, un’infinità di spunti per la nostra curiosità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Vedremo, anzitutto, piante e animali. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sforziamoci di eliminare dal nostro vocabolario i termini generici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     come “erba”, “alberi”, “uccelli”. Così come non chiamiamo i nostri amici col generico termine di “uomini”, ma li identifichiamo mediante il loro nome, cerchiamo di distinguere una betulla da un castagno, un’ortica da una viola, un fringuello da un merlo. L’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accuratezza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che non deve mai scivolare nella pedanteria o nel nozionismo, è già di per sé uno strumento educativo, non per le informazioni che trasmette, ma per lo sguardo che propone. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Facciamoci aiutare da un libro o da un amico esperto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e un mondo che prima ci appariva uniforme diventerà complesso e variegato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Osserviamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con attenzione, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sfioriamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     foglie e cortecce, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      annusiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i fiori, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ascoltiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i canti. Forse alcune piante possiamo persino mangiarle. La passeggiata diventa una complessa e articolata 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esperienza sensoriale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e questa è la fonte primaria della conoscenza e della ricerca. Qualche volta potremo portare con noi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quaderno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e colori, per ritrarre dal vero i nostri nuovi amici.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sul greto di un torrente o su una spiaggia ci imbatteremo in
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       rocce e sassi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      chi li ha fatti?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Perché sono di tanti colori e forme diverse? Se abbiamo la possibilità di salire su un’altura, dove lo sguardo può spaziare, ci incuriosiranno gli elementi del paesaggio, come le montagne, la pianura, il mare, i laghi: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quando e come sono nati?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      geografia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è prima di tutto esperienza diretta del territorio in cui si vive. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Nessuna definizione di fiume vale dieci minuti con i piedi a mollo nella fresca corrente di un corso d’acqua.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Non si può capire che cos’è una montagna se non si è sperimentata la fatica di salirci. Forse questo intendono le cartine geografiche quando parlano di Italia “fisica”?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Anche qui evitiamo il furore classificatorio e nozionistico. Ciò che davvero conta non è dare risposte, ma porre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      domande
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , sapersi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stupire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sviluppare l’attenzione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Quando i bambini ci fanno domande come queste, spesso hanno già formulato una loro ipotesi. Ascoltiamola e cerchiamo di cogliere che cosa davvero li interessa. Se proprio vogliamo rispondere, sforziamoci di farlo sullo stesso piano, che spesso è filosofico, quasi religioso. Come negli antichi filosofi, anche nei bambini scienza, filosofia, poesia e spiritualità convivono felicemente in una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pienezza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che per noi adulti è forse dimenticata. Facciamo il possibile per entrare nel loro linguaggio e nella loro sensibilità, cerchiamo un’immagine, che sia scientificamente corretta e, allo stesso tempo, poetica e narrativa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Potremo cercare ispirazione negli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      antichi miti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e nelle leggende popolari, che ben riflettono una sensibilità che ancora non scinde la conoscenza scientifica del mondo né dalla filosofia né dall’esperienza sensoriale. Oppure sceglieremo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       poesie e racconti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che abbiano precisione scientifica e potenza evocativa. In questo modo gli elementi naturali acquisteranno voce e la letteratura diventerà una “lettera viva”, un modo per partecipare al mondo con maggiore intensità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    E ricordiamoci, soprattutto, che non è necessario trovare risposte definitive a tutte le domande. Quel che conta è l’attitudine alla ricerca; sarà proprio quella che i bambini cercheranno di imitare. Come nella nostra passeggiata, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quel che conta non sarà la meta, ma il percorso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-passeggiata/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La passeggiata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/passeggiata2-d1d68d43.jpg" length="73357" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 18 Apr 2011 18:57:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-passeggiata</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/passeggiata2-d1d68d43.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Pastelli e matite</title>
      <link>https://www.controscuola.it/pastelli-matite</link>
      <description>Nel sentire comune, il disegno è percepito come una disciplina accessoria, riservata a chi ha doti naturali. Spesso il ruolo dei disegni, a scuola , è quello di mero ornamento del testo, superfluo e trascurabile, quasi fosse un livello inferiore di espressione rispetto alla scrittura. A ben pensarci, invece, il disegno è una importantissima competenza […]
L'articolo Pastelli e matite sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/didattica-disegno.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel sentire comune, il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      disegno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è percepito come una disciplina accessoria, riservata a chi ha doti naturali. Spesso il ruolo dei disegni, a scuola , è quello di mero ornamento del testo, superfluo e trascurabile, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quasi fosse un livello inferiore di espressione rispetto alla scrittura.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     A ben pensarci, invece,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       il disegno è una importantissima competenza di base
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che sviluppa, oltre al senso artistico, le capacità di osservazione e di sintesi, essenziali per un approccio scientifico e pragmatico. Per l’ingegnere come per il naturalista, per il meccanico come per il geometra, il disegno è strumento di studio della realtà e di intervento su di essa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I bambini, di solito, amano disegnare. Ci basterà 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lasciare a loro disposizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i materiali adatti per permettere loro di acquisire un’alfabetizzazione grafica di base, che consenta di sperimentare le potenzialità espressive del colore e della linea e di affinare le capacità di percezione e di osservazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per imparare a scegliere i materiali adeguati riflettiamo sull’esperienza infantile del disegno, che presenta più dimensioni: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      corporea, sensoriale ed emotiva
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Anzitutto il disegno è la traccia visibile del movimento: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il bambino disegna con tutto il corpo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Questo ci porterà ad 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      escludere, da principio, penne biro e pennarelli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Questi strumenti sono pensati, infatti, per dare un tratto omogeneo, indipendentemente dalla pressione esercitata dalla mano e dalla sua posizione. Non sono adatti, quindi, se vogliamo educare l’occhio a percepire le sfumature e la mano a padroneggiare lo strumento, sfruttandone le diverse potenzialità espressive. Anche la classica matita di grafite non è la scelta migliore, dato che sporca facilmente il foglio e abitua all’uso della gomma quando si sbaglia. Può andare bene per scrivere, ma nel disegno è meglio cercare il modo di trasformare creativamente l’errore in una parte del disegno. Pure le classiche matite colorate possono attendere. Il loro tratto preciso richiede una manualità già allenata e rischia di indurre a disegnare a partire dal contorno, determinando difficoltà e frustrazioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In secondo luogo, il disegno infantile è prima di tutto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esperienza cromatica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Abituare i bambini a disegnare partendo dal contorno o, peggio, riempiendo disegni prestampati, significa produrre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      inutili frustrazioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e impedire l’esperienza del colore, riducendolo ad un accessorio secondario. I bambini vivono intensamente il colore nelle sue valenze espressive, emotive, energetiche. Lo strumento più adatto potranno allora essere i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pastelli a cera,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     anche in forma di mattoncini, che, col loro tratto grosso e ricco di colore, fanno comparire subito delle superfici. Nel disegno con i pastelli a cera, il colore prevale sulla forma, con grande soddisfazione dei piccoli artisti, che vedono emergere, quasi per magia, i loro disegni. Sono utili anche i matitoni, di buona qualità, dai bei colori. Serviranno anche all’adulto per scrivere il commento al disegno e per le prime esperienze di scrittura dei bambini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Infine ricordiamoci di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non risparmiare sui materiali grafici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e scegliamo sempre colori di qualità, come quelli in uso nei licei artistici o nelle scuole Waldorf. Il costo maggiore sarà compensato da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un’ottima resa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e da una più lunga durata e soprattutto, elemento da non sottovalutare mai, dalla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gratificazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dei bambini. Sarebbe bene poter tenere i pastelli e i matitoni in ordine, come nei vecchi astucci che avevano un posto per ogni matita. Un dettaglio come riporre i colori nell’ordine dell’arcobaleno è già di per sé uno strumento educativo, in quanto esperienza di una sequenza armonica, estetica e scientifica insieme. Può bastare una scatola o un astuccio tipo portaposate, con tante taschine. Possiamo realizzare qualcosa di adatto con del materiale di recupero e un po’ di fantasia. Ricordiamo anche che i pastelli a cera, quando sono sporchi, si puliscono facilmente con un batuffolo di ovatta imbevuto con un po’ d’olio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Si tende spesso ad assimilare il disegno ad un’attività cognitiva, come fosse una scrittura incompiuta e infantile, che poi sarà progressivamente abbandonata. Sarebbe invece opportuno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non dimenticare mai la dimensione prima di tutto fisica del disegno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e anche della scrittura, che da questo deriva) 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per porre attenzione alla qualità dell’esperienza che prepariamo per i nostri bambini.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Grazie ancora a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Greta e Giuliano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     autori di questo articolo sulla didattica.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/pastelli-matite/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pastelli e matite
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/didattica-disegno.jpg" length="56741" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 11 Apr 2011 20:41:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/pastelli-matite</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/didattica-disegno.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il nostro unschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-nostro-unschooling</link>
      <description>L’istruzione non è lo scopo dell’unschooling. Lo scopo della nostra famiglia è quello di vivere insieme armoniosamente, lasciando che ognuno di noi segua le proprie inclinazioni. L’istruzione che ne deriva è concreta, permamente e ricca e ciò è dovuto al fatto che insieme viviamo un’esistenza intensa ed attiva. La nostra casa offre cose divertenti e […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’istruzione non è lo scopo dell’unschooling.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Lo scopo della nostra famiglia è quello di
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           vivere insieme armoniosamente
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , lasciando che ognuno di noi segua le proprie inclinazioni.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’istruzione che ne deriva è concreta, permamente e ricca
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e ciò è dovuto al fatto che insieme viviamo un’esistenza intensa ed attiva. La nostra casa offre cose divertenti e interessanti da fare: la cucina è un laboratorio, il salotto ospita una biblioteca, il giardino offre animali e piante da osservare in abbondanza. C’è spazio per tutto: per danzare, per cantare, per disegnare, per correre, per creare e per esplorare.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Il nostro scopo è di permettere ai nostri figli di scoprire quali sono le loro passioni e di perseguirle nella propria vita.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Troppo spesso la scuola e l’istruzione vengono prima della famiglia, della felicità e dei propri interessi.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           I bambini oggi vivono una vita che non hanno scelto.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          La società li vuole preparare per il futuro, ma essi stanno vivendo ora! E’ come se noi adulti vivessimo la nostra vita preparandoci alla pensione!!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         L’istruzione è fondamentale, ma è secondaria all’avere solide e forti radici e fiducia nella propria famiglia
    .
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  &lt;div&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
      
           Qui sotto vi elenco cinque elementi che trovo fondamentali per chi decide di fare
           &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
            unschooling
           &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
    &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;/div&gt;&#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
           Qui sotto vi elenco cinque elementi che trovo fondamentali per chi decide di fare
           &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
            unschooling
           &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
           .
          &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Opportunità
    :
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          creare un ambiente pieno di opportunità per apprendere cose nuove. A casa e nella nostra città offriamo ai bambini stimoli di ogni genere: libri (da leggere e letti a voce alta), giochi che abbiano finalità concrete (misurare, pesare, confrontare, sperimentare…), uscite all’aria aperta, visite a musei e biblioteche, materiale lasciato a disposizione (colori, forbici, colla, plastilina, utensili da artigiano, scope, brocche…
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           e sopratutto un clima familiare che valorizzi la cultura e il dialogo.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Attenzione
    :
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          prestare attenzione ai bisogni (richieste dirette e indirette) dei propri figli così come saper
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           riconoscere i segnali
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          (più o meno evidenti) di stanchezza e/o infelicità. Non ci poniamo come insegnanti che propongono attività preconfezionate, abbiamo un compito assai più difficile:
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           osservare e comprendere
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Come ballerini che si muovono al suono della musica, noi ci mettiamo in sintonia con le loro necessità, offrendo ciò che chiedono (stimoli, calma, approfondimenti, silenzio, conforto…). Il ritmo di apprendimento e la sintonia familiare vanno di pari passo, a volte è semplicissimo farli funzionare, altre un po’ meno.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Interesse
    :
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          questo è
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           il motore della ricerca
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e dell’apprendimento. Se non si è interessati ad un argomento, ad un gioco o ad un libro difficilmente esso ci trasmetterà delle emozioni e ancor meno permarrà nella nostra mente e nel nostro cuore. Spesso i bambini forzati ad apprendere associano sentimenti negativi all’esperienza e questo ha ripercussioni anche gravi sulla loro vita.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Noi seguiamo le passioni dei nostri figli e così tracciamo un percorso incredibilmente ricco di conoscenza vera, desiderata.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Libertà
    :
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          i bambini devono avere la possibilità di scegliere
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           come, dove e quando imparare
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          . Ognuno di noi segue il proprio ritmo senza imposizioni, senza curriculum da seguire. Io non impongo loro un’agenda da seguire con orari e verifiche, non lo ritengo necessario. Attenzione a non confondere questo con la mancanza di regole.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
         Sostegno
    :
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la nostra presenza fisica e mentale.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          Noi siamo presenti e diamo supporto ai bambini quando essi ce lo chiedono. Offriamo materiale didattico, spiegazioni, ci congratuliamo con loro per i successi ottenuti, li confortiamo nei momenti di sconforto.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Siamo al loro fianco come testimoni di un lungo percorso di crescita.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nostro-unschooling.jpg" length="64931" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 07 Apr 2011 20:47:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/il-nostro-unschooling</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nostro-unschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/nostro-unschooling.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il quaderno</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-quaderno</link>
      <description>Il classico quaderno è uno strumento didattico di fondamentale importanza anche nella scuola familiare. Permette di dare un ordine logico e grafico al materiale raccolto, consente di strutturare un percorso articolato eppure unitario, costituisce, al termine del lavoro, un vero e proprio libro di testo personale, con materiali elaborati e selezionati. Dalla scuola materna all’università, […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/quaderno-homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il classico quaderno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è uno strumento didattico di fondamentale importanza anche nella scuola familiare. Permette di dare un ordine logico e grafico al materiale raccolto, consente di strutturare un percorso articolato eppure unitario, costituisce, al termine del lavoro, un vero e proprio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      libro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di testo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      personale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , con materiali elaborati e selezionati. Dalla scuola materna all’università, un quaderno di studio è l’elemento principale intorno a cui ruota la riorganizzazione di testi, disegni, citazioni, relativi all’argomento che si sta affrontando.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da principio, e per gran parte della scuola elementare, sarà una sorta di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      diario
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , in cui i bambini annoteranno, dapprima mediante disegni, gli eventi per loro significativi, le loro storie preferite, le persone, i luoghi, gli oggetti, che hanno attirato la loro attenzione. Al disegno andranno via via affiancandosi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       i testi, prodotti dal bambino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     o scelti e trascritti, come piccole poesie, filastrocche, brani tratti da fiabe e racconti. Più avanti sarà utile strutturare dei quaderni tematici, in cui approfondire singoli argomenti, sempre attraverso disegni, testi personali, riassunti, schemi, mappe concettuali.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
In ogni caso, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      alla fine, si avranno dei veri e propri libri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che andranno a comporre una personalissima biblioteca. Risulterà molto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gratificante
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per i bambini ottenere, alla fine di un percorso interessante, anche un prodotto finito di qualità, da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      condividere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con gli altri.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Uno strumento di lavoro tanto prezioso merita di essere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       impostato con cura
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     fino da principio. La cura dei dettagli è uno strumento educativo tanto fondamentale quanto sottovalutato. Perciò, fin dai tre anni, invece dei fogli sparsi, diamo ai bambini 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un bel quadernone a fogli bianchi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , senza righe né quadretti, su cui disegnare quando ne hanno voglia. Sul retro di copertina scriveremo la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      data
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in cui il quaderno è stato cominciato e quella in cui è stato terminato, mentre nella prima pagina, in bella calligrafia, con caratteri grandi, scriveremo il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nome
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     del piccolo autore. Sarà la prima cosa che vorrà scrivere da solo, magari ripassando il nostro tratto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sempre in bella calligrafia, con una matita colorata intonata al disegno, scriveremo quel che il bambino ci dice di aver rappresentato. Pian piano scriverà da solo le frasi che accompagneranno il suo disegno. Controlliamo che la nostra scritta 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non disturbi la composizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma anzi che la pagina abbia un buon equilibrio grafico complessivo. Per farci un’idea, andremo a vedere come viene posizionato il testo nei libri illustrati. Un piccolo sforzo per incominciare bene sulla strada dell’ordine e dell’accuratezza, essenziali in ogni ordine e grado di studi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Preferiremo un quaderno bianco perché, per anni, il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      disegno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     occuperà il posto centrale nel diario e nei quaderni tematici del bambino. E anche perché, nella maggior parte dei casi, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la scrittura si svilupperà dal disegno gradualmente e con continuità
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La prima scrittura, inoltre, è piuttosto ampia, e righe e quadretti, anziché costituire un aiuto, finiscono per richiedere uno sforzo eccessivo, che può scoraggiare il bambino nei suoi primi tentativi. Torneranno utilissimi più avanti, per perfezionare la calligrafia o per gli esercizi di aritmetica, quando la mano sarà in grado di padroneggiare la scrittura anche nella piccola dimensione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Optiamo per un quaderno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      grande
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     perché, da principio, i bambini piccoli disegnano ancora con un movimento di tutto il corpo e il formato grande risulta più adatto a contenere i loro lavori, altrimenti destinati a rimanere per metà sul tavolo. In seguito vedremo che il quadernone consentirà di impaginare meglio testi e disegni e di organizzare il materiale senza frammentarlo troppo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dopo averlo proposto ai bambini e averne mostrato l’uso, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lasceremo il quaderno a libera disposizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , su un ripiano o in una cartella personale, a cui possano accedere quando vogliono, anche 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      senza il nostro aiuto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/il-quaderno/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il quaderno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/quaderno-homeschooling.jpg" length="21512" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 04 Apr 2011 19:56:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/il-quaderno</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/quaderno-homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La bussola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-bussola</link>
      <description>Da oggi e per tutto il mese di Aprile pubblicheremo ogni settimana, nella nuova sezione di didattica,  un’esperienza tratta dal diario di bordo di due genitori, Greta e Giuliano, homeschoolers professionisti. I loro testi sono preziosi per chi inizia a pensare alla scuola familiare (ma non solo!) e arricchiranno il nostro sito e i tutti […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bussola-homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da oggi e per tutto il mese di Aprile pubblicheremo ogni settimana, nella nuova sezione di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      didattica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ,  un’esperienza tratta dal 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      diario di bordo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di due genitori, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Greta e Giuliano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , homeschoolers professionisti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I loro testi sono preziosi per chi inizia a pensare alla scuola familiare (ma non solo!) e arricchiranno il nostro sito e i tutti i nostri lettori. Avrete probabilmente già avuto modo di leggere la loro prefazione, pubblicata qualche settimana fa (la trovate qui). Non finirò mai di ringraziarli per il tempo che hanno dedicato alla composizione di questi scritti, se altri genitori sentissero di voler condividere le loro esperienze per favore scrivetemi alla pagina contatti. Iniziamo con la loro introduzione:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-bussola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La bussola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bussola-homeschooling.jpg" length="40779" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 29 Mar 2011 18:25:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-bussola</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bussola-homeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Educarsi da sé</title>
      <link>https://www.controscuola.it/educarsi</link>
      <description>Pubblichiamo una bellissima lettera di una famiglia che abita in provincia di Varese. Buona lettura! La scelta della scuola familiare è nata dall'incontro tra il nostro percorso professionale di ricerca pedagogica e le esigenze educative dei nostri figli. Per i nostri bambini di 6 e 8 anni desideravamo un percorso in cui l'apprendimento avesse la […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pubblichiamo una bellissima lettera di una famiglia che abita in provincia di Varese. Buona lettura!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/educarsi/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educarsi da sé
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 10 Mar 2011 20:30:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/educarsi</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Faccio scuola a casa!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/faccio-scuola-casa</link>
      <description>Pubblichiamo la lettera di una giovane homeschooler: Sarah. Sono parole sincere e piene di energia. Lei vive presso la Comunità "La Sorgente di Luce e Amore". Grazie, Sarah, che ci hai permesso di sbirciare nella tua vita di ragazza, con i tuoi desideri, i tuoi sentimenti e le tue opinioni. Io mi chiamo Sarah e […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Pubblichiamo la lettera di una giovane homeschooler: Sarah. Sono parole sincere e piene di energia. Lei vive presso la Comunità "
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.lasorgentediluceamore.com/index.php" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        La Sorgente di Luce e Amore
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ".
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Grazie, Sarah, che ci hai permesso di sbirciare nella tua vita di ragazza, con i tuoi desideri, i tuoi sentimenti e le tue opinioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/faccio-scuola-casa/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Faccio scuola a casa!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/biblioteca-1b3d9b69.jpg" length="33803" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 14 Feb 2011 21:23:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/faccio-scuola-casa</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/biblioteca-1b3d9b69.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling e alimentazione</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-lalimentazione</link>
      <description>Stiamo lavorando per semplificare il nostro sito e per rendere le informazioni più immediate. La lunga pausa che ci stiamo prendendo tra un post ed un altro è dovuta a questo imminente cambiamento di facciata e anche al grande cambiamento di alimentazione che io e miei familiari abbiamo intrapreso. Proprio seguendo un percorso iniziato da […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/CIBO-HOMESCHOOLING.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Stiamo lavorando per semplificare il nostro sito e per rendere le informazioni più immediate. La lunga pausa che ci stiamo prendendo tra un post ed un altro è dovuta a questo imminente cambiamento di facciata e anche al grande cambiamento di alimentazione che io e miei familiari abbiamo intrapreso.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Proprio seguendo un percorso iniziato da mio figlio maggiore di sei anni abbiamo affrontato il tema della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nutrizione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , andando però oltre la piramide alimentare per capire esattamente come fa il cibo ad arrivare sulle nostre tavole. La nostra famiglia fa parte di un Gruppo d’Acquisto Solidale quindi siamo già abbastanza consapevoli del tragitto che devono fare le nostre verdure e la nostra frutta che acquistiamo direttamente da chi la terra la lavora, inoltre nel nostro piccolo giardino, in estate, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      coltiviamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     qualche verdura, un’esperienza altamente educativa e divertente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un discorso a parte è stato fatto per il consumo della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      carne
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La loro curiosità e il loro serio interesse sull’argomento ci ha condotti su un sentiero tortuoso e a volte triste. All’età di tre anni mio figlio, svizzera di manzo nel piatto, mi chiedeva: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mamma, ma come si fa a togliere un pezzo di carne alla mucca senza ucciderla?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”. Lo stesso bambino tre anni dopo, con al seguito sorellina e fratellino, ormai consapevole del ruolo degli allevamenti nell’alimentazione moderna, ha voluto saperne di più. Il percorso lo abbiamo iniziato circa due mesi fa, grazie a internet abbiamo visto dei video che parlavano degli allevamenti e che illustravano il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pietoso strazio degli animali
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     avviati al macello, grazie al GAS abbiamo parlato con un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      allevatore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di bovini che mantiene per i suoi capi degli standard più elevati della media, grazie ad un’amica abbiamo visitato di persona un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      allevamento di vacche da latte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e grazie ai nostri amici vegetariani, vegani e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      carnivori
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     abbiamo raccolto molti punti di vista.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non abbiamo seguito schemi, non ci siamo prefissi date di inizio e fine, non abbiamo programmato letture e visite. E’ tutto capitato 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      naturalmente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , tra dicembre e gennaio abbiamo più o meno casualmente avuto occasione di aggiungere un pezzo al nostro puzzle di conoscenze ogni giorno. Io seguivo (e seguo) il percorso riscoprendo informazioni che avevo perso negli anni e studiando cose nuove grazie a libri di alimentazione, l’esperienza è stata una vera gioia ed una grande fonte di crescita anche per me.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non partivamo da una situazione disperata, nel senso che raramente ci cibiamo di alimenti raffinati, ma la nostra ricerca ci ha portato ad andare oltre. Abbiamo scelto di intraprendere una nuova via: ora seguiamo una dieta 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vegana
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e cerchiamo di alimentarci con cibi crudi all’80%. Per fare questo dobbiamo sapere cosa contiene ciascun alimento al fine di ottenere il corretto apporto nutritivo e quindi ci documentiamo. Abbiamo scoperto i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      germogli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , grazie a dei nostri cari amici, e abbiamo iniziato a germogliare e mangiare semi e noci di svariati tipi. Le nostre colazioni sono un tripudio di centrifugati di succhi e ogni pasto dura almeno un’ora, perché insieme contribuiamo alla preparazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sinceramente mi domando come avrei potuto realizzare questo cambiamento se i miei figli fossero andati a scuola e se io fossi stata rapita dalla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      routine del 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        corri corri
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       mattutino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , con i pasti consumati alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mensa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scolastica e le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      merendine
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nello zainetto. Io non ci sarei riuscita e non so se i miei figli si sarebbero posti questi quesiti in un contesto così caotico. Il cambiamento è stato come uno dei nostri germogli, curato con tempo e dedizione dal primo momento e ora sta sprigionando il suo potenziale.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-lalimentazione/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling e alimentazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/CIBO-HOMESCHOOLING.jpg" length="64210" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 23 Jan 2011 21:51:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-lalimentazione</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/CIBO-HOMESCHOOLING.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Facciamo la differenza</title>
      <link>https://www.controscuola.it/facciamo-la-differenza</link>
      <description>Auguro buon anno a tutti con qualche riga estrapolata da Genitori con il cuore. di Jan Hunt ed. Il leone verde. Siamo stati tutti bambini, sarebbe giusto e bello che ci ricordassimo di quel tempo in cui eravamo piccoli in un mondo di grandi e che memori di questo ci rivolgessimo ai nostri bambini con […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Auguro buon anno a tutti con qualche riga estrapolata da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.amazon.it/gp/product/8895177398?ie=UTF8&amp;amp;tag=lericdelbim-21&amp;amp;linkCode=as2&amp;amp;camp=3370&amp;amp;creative=23322&amp;amp;creativeASIN=8895177398"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Genitori con il cuore.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Jan Hunt
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed. Il leone verde. Siamo stati tutti bambini, sarebbe giusto e bello che ci ricordassimo di quel tempo in cui eravamo piccoli in un mondo di grandi e che memori di questo ci rivolgessimo ai nostri bambini con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fiducia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rispetto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gentilezza e che trovassimo tanto tempo da dedicare loro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Facciamo la differenza con i nostri figli e quelli degli altri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Diamo il buon esempio
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cambiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il corso degli eventi da oggi. Non abbiate paura di essere tacciati come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      impiccioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     se intervenite in favore di un bambino incompreso, ignorato o maltrattato dagli adulti. Non importa se lo conoscete oppure no, rimanere in silenzio sarebbe peggio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/jessicagarro/4252998328/#/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Jessica Garro
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/facciamo-la-differenza/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Facciamo la differenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 03 Jan 2011 21:02:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/facciamo-la-differenza</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Rivoluzionare il sistema</title>
      <link>https://www.controscuola.it/rivoluzione</link>
      <description>Ho ricevuto una e-mail da una lettrice di Controscuola, Caterina, che ha due bambini ed abita in Canada. Ho trovato le sue parole energetiche e il tema da lei affrontato ricco di spunti su cui riflettere (magari in vista del nuovo anno!), ho deciso di condividerne una parte con voi. Mi auguro che questa lettura […]
L'articolo Rivoluzionare il sistema sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/MADRE.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ho ricevuto una e-mail da una lettrice di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Controscuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Caterina
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che ha due bambini ed abita in Canada. Ho trovato le sue parole energetiche e il tema da lei affrontato ricco di spunti su cui riflettere (magari in vista del nuovo anno!), ho deciso di condividerne una parte con voi. Mi auguro che questa lettura provochi un dibattito su ciò che stiamo vivendo e su come possiamo migliorare la situazione per i nostri figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/freeparking/2186710994/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      freeparking
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/rivoluzione/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rivoluzionare il sistema
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/MADRE.jpg" length="51700" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 28 Dec 2010 19:35:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/rivoluzione</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/MADRE.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I contro del sistema</title>
      <link>https://www.controscuola.it/contro-sistema</link>
      <description>Guardate i giovani che la nostra società ha prodotto: sono indifferenti rispetto al mondo degli adulti e al proprio futuro, rimangono impassibili davanti a quasi tutto tranne che ai giocattoli e alla violenza. Gli scolari del XXI secolo non riescono a concentrarsi a lungo su di nulla, hanno una vaga idea di cosa sia il […]
L'articolo I contro del sistema sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/contro-sistema-homeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Guardate i giovani che la nostra società ha prodotto: sono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      indifferenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     rispetto al mondo degli adulti e al proprio futuro, rimangono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      impassibili
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     davanti a quasi tutto tranne che ai giocattoli e alla violenza. Gli scolari del XXI secolo non riescono a concentrarsi a lungo su di nulla, hanno una vaga idea di cosa sia il passare del tempo. Essi diffidano e temono l’intimità dato che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       le famiglie hanno delegato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     la loro cura ad altri fin dalla più tenera età. Non conoscono le loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      radici
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Odiano la solitudine, si 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      annoiano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     facilmente e devono avere degli intrattenimenti sempre nuovi. Sono spesso crudeli, materialistici, passivi e timidi quando sono fuori dal loro ambiente. Le famiglie si lamentano di questa situazione e incolpano la scuola e gli insegnanti accusandoli di non saper fare il loro mestiere, i docenti a loro volta si sentono declassati e puntano il dito contro i genitori assenti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Tramite l’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     io penso che si possa cambiare questa situazione. L’homeschooling permette ai genitori di creare un
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       legame solido
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e duraturo con i propri figli e permette ai figli di essere più 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sicuri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      equilibrati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ed 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      autonomi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nelle loro scelte. Inoltre ad una migliore formazione del carattere va aggiunta un’ottima formazione scolastica e pratica.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il sistema scolastico che vivono i nostri figli ha delle grandi pecche che mettono in difficoltà gli studenti, ma anche gli insegnanti. Proviamo a riflettere su di alcune caratteristiche della scuola che vengono accettate come normali, ma che hanno un effetto deleterio sui bambini.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La scuola significa principalmente 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      confusione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Provate ad immergervi in una giornata da scolaro: al suono di una campanella si passa da algebra a biologia, da inglese a civica e così via, senza che ci sia alcuna relazione tra le parti, nessuna coesione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       La vita è armonia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : prima l’alba e poi il tramonto, l’idea, la preparazione e la creazione, imparare a camminare e poi parlare… cosa c’è di logico nel saltare da un argomento all’altro senza approfondire in realtà nulla? A lungo andare questo approccio porta all’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      indifferenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : se tutto è fugace e transitorio allora
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       nulla ha valore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e importanza. Perché mai uno studente dovrebbe considerarsi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      parte attiva
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     di un processo di apprendimento in cui egli non decide nulla? Se io avessi un marcato interesse per un argomento di studio lo approfondirei fino a sentirmi soddisfatta. Ai ragazzi viene invece chiesto di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accendersi e spegnersi come un interruttore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ad ogni cambio d’ora.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il sistema scolastico porta ad essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dipendenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sia emotivamente che intellettualmente da qualcosa che è esterno all’individuo. Tramite i voti, i premi, le note sul registro, le pagelle e molto altro, la scuola diventa lo specchio del bambino che viene giudicato e si giudica attraverso questi mezzi. Peccato che questi mezzi siano ingiusti! Un insegnante con trenta bambini non può conoscere il background familiare, culturale ed emotivo di ogni suo alunno, eppure questi sono elementi da tenere in considerazione quando si giudica. Nelle nostre 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      medie matematiche
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     tutto ciò non ha posto, non si tiene nemmeno conto delle diverse abilità di un individuo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Chi sono i bravi alunni? Quelli che seguono l’insegnante facendo esattamente quello che gli viene chiesto, quelli che nello studio non sono né avanti, né indietro. Essi aspettano che sia l’insegnante a dare gli ordini prima di muoversi, se ci pensate la nostra economia dipende da questa regola. Una massa di persone che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non sa prendere decisioni in maniera autonoma
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e che sente il bisogno di appoggiarsi ad un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      parere esterno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per qualsiasi necessità è il risultato di questo ciclo. Oggigiorno per ogni minimo problema ci si rivolge ad un esperto, per essere accettati dobbiamo appropriarci di determinati 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      status symbol
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , per divertirci dipendiamo dalla televisione, per sentirci bene abusiamo di farmaci o di altre sostanze. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dove è finito il pensiero autonomo?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Il genitore dice al figlio 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Adesso aspettiamo la pagella e poi vediamo se…”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , cosa significa? Che è la pagella a determinare se il ragazzo sia bravo o meno. Il bambino risulta bravo se ha dei bei voti e i voti li decide un estraneo. L’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      autogiudicarsi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il fatto che sia il soggetto a valutare se stesso (cosa che accade nelle maggiori filosofie) non è preso minimamente in considerazione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Infine parliamo del 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      controllo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . A scuola il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      grande fratello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è ovunque, oltre al bagno non vi è alcun luogo dove i ragazzi rimangano soli. Cosa imparano da questo continuo controllo? Che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nessuno è degno di fiducia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che la riservatezza non è permessa. Il controllo continuo permette un potere continuo sulle azioni e i pensieri dei ragazzi, questo controllo si protrae anche dopo il termine delle lezioni tramite i compiti da svolgere a casa. Questi ultimi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      avvelenano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i week-end e le vacanze di molte famiglie. Le ore passate a scuola e a fare i compiti a casa sono moltissime. Ai giovani non è permesso di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vivere seguendo le proprie passioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , di scoprire quale sia la loro reale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vocazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Non è permesso loro di vivere in contesti diversi che li mettano in relazione con persone diverse. Essi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non hanno tempo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per farlo perché passano la maggior parte del giorno a ingurgitare nozioni che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non utilizzeranno mai
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nella loro vita. Otto ore passate sui banchi, tra intervalli per lo più spesi in classe e mense caotiche, sono troppe e portano a poco.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La scuola va 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      riformata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ma non come pensano i nostri governanti. Il mio sogno è una scuola aperta, dove la frequenza non sia un obbligo, dove il sapere e le strutture siano a disposizione di tutti, dove non esistano i voti e dove i giovani possano crescere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      liberi nella mente e nel corpo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photocredit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/victoriabernal/2289482819/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      victoriabernal
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/contro-sistema/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I contro del sistema
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/contro-sistema-homeschooling.jpg" length="25530" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 14 Dec 2010 22:35:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/contro-sistema</guid>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling e Unschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-unschooling</link>
      <description>Quale differenza c’è tra questi due modi di educare a casa i propri figli? Quando parliamo di homeschooling ci riferiamo a quelle famiglie che insegnano utilizzando un curriculum ben preciso (creato da loro o acquistato on-line). Essi in parte ricreano la scuola in casa proponendo determinati argomenti a seconda delle fasce d’età, utilizzando libri di […]
L'articolo Homeschooling e Unschooling sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libri.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libri.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quale differenza c’è tra questi due modi di educare a casa i propri figli?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando parliamo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ci riferiamo a quelle famiglie che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       insegnano utilizzando un curriculum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ben preciso (creato da loro o acquistato on-line). Essi in parte ricreano la scuola in casa proponendo determinati argomenti a seconda delle fasce d’età, utilizzando libri di testo simili a quelli scolastici (ma non è detto!) e dedicando un momento specifico della giornata allo studio. Per essere più esplicativa direi che in questo metodo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la nave della conoscenza è pilotata dal genitore
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (o dal tutor) che indica al bambino la via da seguire. Inoltre a fare homeschooling può essere una famiglia sola o un gruppo di famiglie che segue l’istruzione di diversi bambini allo stesso tempo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Unschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è un termine coniato da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      John Holt
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nella sua newsletter 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Growing without schooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” e allora significava genericamente imparare senza andare a scuola. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Oggi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con unschooling ci riferiamo a quelle famiglie che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove, quando e sopratutto cosa imparare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In questo caso 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la nave è pilotata in toto dal bambino
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ma egli non è solo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : i genitori sono parte attiva di questo apprendimento offrendo fonti di studio e sostenendolo nei suoi percorsi naturali. Le famiglie che fanno unschooling fanno un grosso cambiamento perché devono dimenticare tutto quello che è stato loro insegnato sull’apprendimento e imparare a fidarsi dei propri figlia 360°. I genitori offrono gli strumenti per trovare le informazioni rispettando le scelte e i tempi del bambino.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Va senza dire che queste due categorie non sono a tenuta stagna e che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      esistono tanti metodi di fare scuola familiare quante sono le famiglie che lo praticano. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-unschooling/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling e Unschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libri.jpg" length="25409" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Fri, 10 Dec 2010 21:51:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-unschooling</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/libri.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Socializzati a morte (ultima parte)</title>
      <link>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-ultima</link>
      <description>Per concludere questa trilogia mi faccio due domande: “Questa tanto decantata socializzazione è così importante?”. A mio avviso è importante saper rispettare le persone, utilizzare registri diversi in situazioni diverse, stare a tavola in maniera corretta, essere al corrente che parlare è tanto importante quanto ascoltare, ed è importante saper creare dei legami interpersonali basati […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bambini_socializzazione.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per concludere questa trilogia mi faccio due domande:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  “
    
      Questa tanto decantata socializzazione è così importante?
    
    ”.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A mio avviso è importante saper rispettare le persone, utilizzare registri diversi in situazioni diverse, stare a tavola in maniera corretta, essere al corrente che parlare è tanto importante quanto ascoltare, ed è importante saper creare dei legami interpersonali basati sull’amicizia sincera e l’uguaglianza. Non è importante imparare a stare fermi e zitti sei ore al giorno, indossare un capo alla moda, essere compiacenti o dover seguire il branco scendendo a compromessi con se stessi e con gli altri per essere accettati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io, i miei familiari e le persone che gravitano attorno alla nostra casa siamo decisamente in grado di assolvere questo compito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se altri siano in grado di farlo io non lo posso sapere, ma non credo che dipenda dall’andare o meno a scuola. Dipende dalla famiglia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     E’ la famiglia che può creare i momenti di socializzazione valorizzando le capacità di ognuno. Sono i genitori che possono guidare i loro figli ad aprirsi al mondo esterno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dando un buon esempio e poi osservando semplicemente, senza intervenire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Sono il padre e la madre che, donando il loro tempo, educano i figli alla socializzazione. Essi però non possono farlo solo tra il corso di judo e il saggio di danza, non possono farlo alle sette di sera quando, stanchi, si apprestano a preparare la cena o mentre aiutano a ripassare la lezione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non possono farlo solo nei ritagli di tempo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La vita scandita al suono della campanella, non solo per gli studenti, ma anche per gli adulti, non si concilia con la sana crescita di un individuo. Il ritmo martellante delle giornate lascia solo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      briciole di libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     che non sono sufficienti per sfamare bambini avidi di esperienze sempre nuove.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h3&gt;&#xD;
  
                  
  “Cosa possiamo fare noi homeschoolers per aiutare i nostri figli a socializzare?”.

                &#xD;
&lt;/h3&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Innanzitutto dobbiamo permettere ai nostri figli di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      partecipare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alla nostra vita in tutte le sue sfaccettature, essi imparano attraverso i nostri gesti, le nostre parole. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Interpelliamoli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , chiediamo loro cosa ne pensano rispetto a ciò che accade in famiglia, nel vicinato, nel mondo. Creiamo un rapporto basato sul dialogo e la riflessione che valorizzi il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pensiero critico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Apriamo le nostre vite e le nostre case agli altri: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accogliamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     familiari, amici, vicini di casa, organizziamo pomeriggi di gioco, di lettura, atelier di pittura, cucina, occasioni di spiritualità, seguiamo le nostre inclinazioni per offrire qualcosa di speciale. Creiamo dei momenti di condivisione anche 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      al di fuori dell’ambiente conosciuto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : assieme ad altri genitori portiamo i bambini alla biblioteca, a nuotare, al museo o semplicemente al parco per fare una partita di pallone. Le attività post-scuola offrono una grande varietà di spunti. Sporchiamoci le mani, corriamo, scopriamo nuove cose affiancandoli nelle loro esplorazioni 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      senza però interferire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Per esperienza vi dico che una famiglia attiva ne attira a se molte altre. Nel caso dei ragazzi più grandi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sosteniamoli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     nelle loro passioni che siano esse sportive, ludiche o intellettuali. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Accompagniamoli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     agli incontri, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aiutiamoli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     a formare un gruppo, diamogli la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per iniziare a volare con le loro ali. Mettiamoci in contatto con altri che hanno fatto questa scelta educativa, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      siamo come dei pionieri che stanno costruendo una nuova realtà,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     aiutiamoci a vicenda per crescere serenamente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FINE
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/socializzati-morte-ultima/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Socializzati a morte (ultima parte)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bambini_socializzazione.jpg" length="72361" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 01 Dec 2010 23:03:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-ultima</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/bambini_socializzazione.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Impariamo ad essere grati</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ringraziamento</link>
      <description>Giovedì sarà Thanksgiving Day, il Giorno del Ringraziamento Americano. Lo so che non è una tradizione italiana, ma credo che si possa utilizzare questa festa americana per veicolare dei concetti molto importanti. Oltre a dare ai bambini qualche cenno di storia: “I Padri pellegrini, a bordo della Mayflower, erano arrivati sulle coste americane nel 1620, […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Giovedì sarà 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Thanksgiving Day
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , il Giorno del Ringraziamento Americano. Lo so che non è una tradizione italiana, ma credo che si possa utilizzare questa festa americana per veicolare dei concetti molto importanti. Oltre a dare ai bambini qualche cenno di storia:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “I Padri pellegrini, a bordo della Mayflower, erano arrivati sulle coste americane nel 1620, dopo un duro viaggio attraverso l'Atlantico, in cui erano periti molti dei pionieri imbarcati. Con l'inverno ormai vicino, il cibo scarseggiava anche perché il territorio era selvatico e inospitale. Il primo anno fu molto duro e molti morirono. Con l'arrivo della primavera del 1621 la situazione migliorò anche grazie all'aiuto dei nativi americani. Il governatore William Bradford indisse un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta e per celebrare il primo raccolto positivo. Alla festa i coloni invitarono anche gli indiani. Nel menù di quel primo Ringraziamento americano ci furono il tacchino e la zucca, ancora oggi queste sono le pietanze che si trovano sulle tavole imbandite a festa delle famiglie USA.”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    ho pensato di parlare con loro della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gratitudine
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	A mio avviso quello che rende speciale questa celebrazione è riflettere su cosa 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ci riempie il cuore di gratitudine
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , un concetto non sempre preso in considerazione da grandi e piccini. Noi abbiamo creato un
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       cartellone
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sull'argomento e abbiamo chiesto a tutti quelli che ci hanno visitato in questa settimana 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per che cosa fossero grati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . I bambini hanno intervistato anche alcune persone incontrate per strada, il panettiere, il cartolaio e il vicino di casa. In molti hanno sgranato gli occhi a questa domanda. Le risposte colorate di ciascuno sono appese sul muro della nostra cucina. Abbiamo osservato che al primo posto compare la
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       buona salute
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e che il secondo pensiero più gettonato è rivolto alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      famiglia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Per i bambini pare quasi un gioco, un gioco che fa riflettere e crescere.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ringraziamento/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Impariamo ad essere grati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 23 Nov 2010 21:34:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/ringraziamento</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Socializzati a morte (seconda parte)</title>
      <link>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-seconda-parte</link>
      <description>La scuola non è luogo di socializzazione. Lo confermano le note sul registro di chi chiacchiera, i continui richiami verso chi si rivolge al vicino di banco e le punizioni che assottigliano i minuti della ricreazione o che la eliminano definitivamente. Come avevamo letto sul dizionario la scuola è un luogo dove si insegna in […]
L'articolo Socializzati a morte (seconda parte) sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SOCIALIZZARE21.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola non è luogo di socializzazione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Lo confermano le note sul registro di chi chiacchiera, i continui richiami verso chi si rivolge al vicino di banco e le punizioni che assottigliano i minuti della ricreazione o che la eliminano definitivamente. Come avevamo letto sul dizionario la scuola è un luogo dove si insegna in modo metodico e collettivo, non un luogo dove si scambiano opinioni o dove si conoscono nuove persone.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Facciamoci delle domande. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La socializzazione è esclusivamente una cosa positiva o può essere anche una cosa negativa? Esiste il rischio di socializzare troppo? Quali sono i canoni per definire se una persona ha socializzato bene e sufficientemente?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella socializzazione scolastica risiedono anche il bullismo, le violenze sessuali, il razzismo, il vandalismo, il teppismo, il sessismo e le cattive abitudini quali fumare e usare un linguaggio volgare. Questi sono anche alcuni dei motivi per i quali non manderei i miei figli a scuola. La 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      pressione psicologica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     esercitata dalla massa può avere effetti devastanti sia sullo studente che sulla sua famiglia. Chi non ricorda lo sfigato, il ciccione, il secchione, il gruppo di quelli “in” e quelli “out” della classe? Per far parte del gruppo cool più gettonato della scuola quali sono le qualità necessarie? L’educazione? L’intelligenza? Avere sani principi morali? Non mi risulta. E 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fino a dove si può spingere un giovane per farsi notare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dai suoi coetanei?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Personalmente, in seconda elementare, durante la ricreazione, venivo insultata e chiusa a chiave nel gabinetto dai miei compagni e, sempre in bagno, lontano dagli occhi della maestra, alcuni bambini mi hanno mostrato cosa fosse un atto sessuale imitando lamenti e gesti. Avevo sette anni, era il 1987 e frequentavo una scuola considerata buona. Ora grazie a internet, telefonini e social network le ragazzate sono diventate più audaci, il numero di studenti per classe è in aumento e il personale che dovrebbe controllare questi momenti di socializzazione è in diminuzione.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      [scuola = 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    (cattiva) 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      socializzazione]
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     quindi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      [troppe ore passate a scuola = troppa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (cattiva) 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      socializzazione]
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Immaginiamo un bambino di 8 anni che venga lasciato otto ore a scuola a socializzare e che una volta tornato a casa svolga i compiti e guardi la televisione o giochi ai videogame per un’oretta e mezza. Ipotizzando che egli spenda un’altra ora tra la cena e l’igiene personale e che vada a letto alle nove e trenta, egli avrà per se tre ore al giorno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tre ore al giorno di libertà 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    dove si relazionerà con la propria famiglia e la società circostante. Quali saranno i 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      valori acquisiti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dal bambino? I valori della famiglia o quelli della massa degli amici a scuola? Ovviamente quelli della massa, la lotta è impari. Poi ci si chiede come mai nel week-end i genitori non sappiano cosa fare con i bambini, o perché il senso di alienazione che questo distacco crea porti genitori e figli a non riconoscersi più. Egli saprà comportarsi in modo socialmente appropriato in situazioni pubbliche? La risposta sta nei cartelli con la dicitura “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_16/dagli-aerei-ai-ristoranti-avanza-il-fronte-no-kids-elvira-serra_99575ab6-f153-11df-8c4b-00144f02aabc.shtml" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      NO KIDS
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” (vietato l’ingresso ai bambini) che compaiono presso negozi, ristoranti, alberghi e compagnie aeree.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quindi torniamo a noi: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Ma non ti preoccupi della socializzazione di tuo figlio?
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Faccio scuola familiare proprio perché m’interessa che mio figlio abbia la possibilità di relazionarsi 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        attivamente
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       con 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        persone
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        diverse ogni giorno
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Credo che la sua vita si arricchisca ogni qualvolta egli venga in contatto con situazioni nuove in veste di protagonista. Quindi, si, mi preoccupo molto della socializzazione di mio figlio e tu?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Si certo, infatti credo che invece di imparare a socializzare da altri bambini di otto anni come lui sia meglio che sia io, un adulto, ad insegnarglielo. Sono 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        presente, attento ai suo bisogni e disponibile a rispondere alle sue domande in qualsiasi momento
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e in situazioni differenti.”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Me ne preoccupo molto infatti desidero che egli diventi un adulto gentile, educato, rispettoso, lavoratore, sicuro di sé e capace di affrontare qualsiasi problema la vita gli porterà e non credo che 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        passare tutto il giorno con altri 30 ragazzi e un solo adulto
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       sia il modo migliore per raggiungere questo scopo. Grazie per l’interessamento.”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FINE SECONDA PARTE
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      (because civilized is better than socialized)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/socializzati-morte-seconda-parte/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Socializzati a morte (seconda parte)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SOCIALIZZARE21.jpg" length="50421" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 18 Nov 2010 21:51:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-seconda-parte</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/SOCIALIZZARE21.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Socializzati a morte (prima parte)</title>
      <link>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-prima-parte</link>
      <description>Se siete homeschoolers o se intendete diventarlo avrete sicuramente a che fare con questo argomento: la socializzazione. Uno dei primi e più preoccupanti dubbi che le persone hanno circa la scuola a casa è: “Come faranno a socializzare i vostri figli”. Facciamo un passo indietro e parliamo della differenza che esiste tra socializzare, cioè sviluppare […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/socializzarehomeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se siete homeschoolers o se intendete diventarlo avrete sicuramente a che fare con questo argomento: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la socializzazione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Uno dei primi e più preoccupanti dubbi che le persone hanno circa la scuola a casa è:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Come faranno a socializzare i vostri figl
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    i
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Facciamo un passo indietro e parliamo della
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       differenza che esiste tra socializzare, cioè sviluppare rapporti interpersonali adeguandosi alle regole della vita in società, e avere una vita sociale, cioè incontrarsi con degli amici, uscire, ecc.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Ogni famiglia insegna ai propri figli come comportarsi in determinate situazioni, i genitori sono l’esempio che i bambini seguono per imparare per esempio che in chiesa non si urla, che è educazione salutare o che correre nudi in mezzo alla strada non va bene. Un bambino come un adulto può essere “socializzato”, ma non avere amici. La vita sociale è un’altra cosa, qui si parla di avere rapporti interpersonali con il fine di condividere esperienze, emozioni, stendere le basi di un’amicizia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Come faranno i tuoi figli ad inserirsi nella società, senza aver preso parte alla socializzazione scolastica?
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
In effetti la socializzazione dei ragazzi che fanno scuola a casa è molto diversa da quella di coloro che passano la maggior parte del loro tempo a scuola o a fare i compiti. Gli homeschoolers passano le loro giornate aiutando in casa, sbrigando delle commissioni, facendo gite d’istruzione, andando a trovare altri familiari o amici, aiutando le persone del vicinato, facendo volontariato, facendo sport di gruppo, ecc… Mentre i loro compagni scolari socializzano in 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      un ambiente controllato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , chiusi in un edificio con altri della loro stessa età, i bambini educati a casa vengono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      in contatto con la società, con il mondo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      interagiscono
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     con essa in prima persona. Un homeschooler interagisce con persone di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tutte le età
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , tipico è vedere bambini di età completamente diverse giocare insieme. Mentre i compagni scolari maschi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      imitano i Power Ranger
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e le femmine 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ammiccano come le Winx
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , gli homeschoolers non seguono ruoli prestabiliti e giocano liberamente senza il timore di essere 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      derisi o giudicati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per ciò che fanno. Essi sperimentano, coltivando la fiducia e la stima in loro stessi e nelle loro capacità senza essere continuamente valutati ed etichettati. Questo significa che non sapranno inserirsi nella società? Ma come? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Essi sono già parte della società
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , non si stanno preparando per essere inseriti (manco fossero bulloni), essi sono una parte assolutamente attiva della vita della loro comunità.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se prendete un dizionario e cercate la parola scuola, ecco cosa troverete: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “istituzione finalizzata, attraverso un insegnamento metodico e collettivo, all’apprendimento dei fondamenti dell’istruzione e dell’educazione relativi alla cultura di appartenenza”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Si parla di socializzazione? No.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Eppure pare che la scuola si l’unico mezzo che abbiano i bambini per socializzare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Sento le mamme di bambini di un anno che, preoccupate della socializzazione dei loro bébé, credono di doverli mandare al nido per renderli più aperti! Conosco ragazzi che vanno a scuola regolarmente, ma che hanno una vita sociale pari a zero. Vanno a scuola perché obbligati e nel pomeriggio stanno a casa senza vedere nessuno davanti alla TV, voi come li definireste?Vedo bambini che non hanno la più pallida idea di cosa sia l’educazione e di come ci si comporti in situazioni pubbliche, eppure sono andati prima all’asilo nido, poi alla scuola d’infanzia ed infine alla primaria. Dovrebbero saper stare in società, no? No, non lo sanno, proprio perché la scuola non sempre è un luogo di socializzazione o quantomeno non è “il luogo di socializzazione per eccellenza”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FINE PRIMA PARTE
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/socializzati-morte-prima-parte/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Socializzati a morte (prima parte)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/socializzarehomeschooling.jpg" length="36737" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 14 Nov 2010 20:33:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/socializzati-morte-prima-parte</guid>
      <g-custom:tags type="string">Important</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/socializzarehomeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>20 Buone Ragioni per fare Homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/20-buone-ragioni-fare-homeschooling</link>
      <description>Questo fumetto l’ho stampato e l’ho appeso in casa. Magari può interessare anche a voi, io e la mia famiglia l’abbiamo trovato divertente. E’ possibile scaricarlo in formato .pdf cliccando qui.
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Questo fumetto l'ho stampato e appeso in casa perché mi ha fatto davvero ridere. Penso che possa interessare anche a voi, quindi ho deciso di condividerlo. Io e la mia famiglia lo abbiamo trovato così divertente che non potevamo fare a meno di condividerlo con gli altri. Se volete scaricarlo e condividerlo con i vostri amici potete cliccare qui. Non ve ne pentirete, vi assicuro!
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/locandina1.jpg" length="266326" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 02 Nov 2010 22:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/20-buone-ragioni-fare-homeschooling</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/locandina1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/locandina1.jpg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La zucca di Halloween</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-zucca-di-halloween</link>
      <description>Giornate piovose? Festa di Halloween che incalza? Noi ci stiamo togliendo ogni sfizio e quest’anno abbiamo intagliato la zucca (in realtà tra oggi e sabato dovremo intagliarne 4!). Se volete occupare i bambini con un’attività divertente fate con noi il pumpking carving e realizzate un jack o’lantern, decorazione perfetta per la serata del 31 Ottobre. […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Giornate piovose? Festa di Halloween che incalza? Noi ci stiamo togliendo ogni sfizio e quest’anno abbiamo intagliato la zucca (in realtà tra oggi e sabato dovremo intagliarne 4!).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Se volete occupare i bambini con un’attività divertente fate con noi il pumpking carving e realizzate un jack o’lantern, decorazione perfetta per la serata del 31 Ottobre.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Innanzitutto prendete una bella zucca arancione, le trovate presso i garden center o dai contadini locali. Noi, la nostra, l’abbiamo fatta crescere in giardino.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca1.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Avrete bisogno di un cucchiaio dentellato, di un coltello, di un punteruolo e di un seghetto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca2.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca2.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per prima cosa tagliate la cima (il cappello) inclinando il coltello verso il centro della zucca in modo da creare un’apertura concava. Togliete la cima della zucca.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca3.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca3.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Svuotate la zucca con le mani o con il cucchiaio dentellato. I bambini all’inizio erano titubanti, ma in seguito ci hanno preso gusto. Raschiate bene i lati. Mettete da parte qualche seme.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca4.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca4.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Disegnate l’immagine che volete riprodurre su di un foglio, noi ne abbiamo disegnate parecchie: facce spaventose, buffe, gatti neri e simboli pirateschi. Scegliete quella che preferite e attaccatela con lo scotch alla zucca.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca5.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca5.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Con il punteruolo seguite le linee del disegno che avete scelto in modo da riprodurlo sulla buccia della zucca.Con il seghetto intagliate la zucca seguendo il contorno che avete delineato con il punteruolo. Delicatamente spingete la parte intagliata verso l’interno per farla uscire. Per la bocca dividete la sezione in parti più piccole.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca6.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca6.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Asciugate bene la zucca al suo interno con della carta assorbente. Posizionate all’interno della zucca una candela. E’ preferibile utilizzare una candela contenuta in un bicchiere di vetro. Per una variante a prova di bambino si può utilizzare una torcia a batteria.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca7.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca7.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Chiudete con il coperchio e il gioco è fatto!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Per conservare la zucca più a lungo tenetela al fresco oppure rivestite il suo interno di vaselina in crema.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca8.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca8.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per finire in bellezza potete tostare i semi e spolverarli di sale per una merenda diversa dal solito. La polpa della zucca si può utilizzare poi per fare una torta o del buon pane.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca9.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca9.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-zucca-di-halloween/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La zucca di Halloween
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca1.jpg" length="34148" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 25 Oct 2010 21:17:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-zucca-di-halloween</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/zucca1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Educare alla libertà</title>
      <link>https://www.controscuola.it/educare-alla-libert</link>
      <description>Nel week-end ho approfondito il tema della libertà che ho affrontato nel post precedente. Proviamo a pensare a quanta vera libertà viene concessa ai bambini: proviamo ad immaginarli tra i banchi di scuola, a casa davanti alla televisione o persino al parco giochi di fronte ad una pozzanghera. Ho tra le mani un bellissimo libro […]
L'articolo Educare alla libertà sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/educare-alla-libert/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Educare alla libertà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/educare_liberta.jpg" length="259653" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 21:17:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/educare-alla-libert</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/educare_liberta.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perché i bambini sono aggressivi? Una riflessione sulla libertà e sull’educazione repressiva</title>
      <link>https://www.controscuola.it/perche-bambini-aggressivi-riflessione-liberta-educazione-repressiva</link>
      <description>Sempre più bambini mostrano comportamenti aggressivi. Ma è davvero “normale”? Una riflessione profonda sull’educazione, la libertà e la responsabilità degli adulti.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            &amp;#55356;&amp;#57137; Una giornata come tante, tra gioco e osservazione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Oggi è stato un giorno come molti altri: ho passato la mattina a lavorare/giocare in giardino con i miei figli (oggi abbiamo chiuso il capitolo “bulbi” piantandoli tutti), ho letto fiabe, ho invitato un amichetto a casa nostra e ho portato tutti al parco. Ho anche passato il mio tempo ad osservare le persone che incontravo, piccole e grandi, e a pormi delle domande sul loro comportamento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ❗ “Sono solo bambini!” …o forse no
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Una cosa che vedo sempre più spesso sono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           i bambini prepotenti e aggressivi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Una cosa che sento sempre più spesso dire è: “I ragazzi di oggi sono
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           difficili da gestire
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ”, oppure “ I bambini sono belli
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           agitati
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            oggi!”. Sgambetti fatti senza motivo, pallonate mirate al volto, ricatti di diversa specie, esclusioni di alcuni bambini dal gioco, litigi, urla e prese in giro.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Qualcuno dirà: “
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Cosa ti aspetti? Sono dei bambini!
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ”, oppure “Anche noi facevamo così, non ti ricordi?”.
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
             Spesso i genitori
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non notano nemmeno i comportamenti dei loro figli
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            e se per caso vedono quella spintonata gratuita minimizzano oppure sgridano facendo minacce fasulle.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56623; Alienazione educativa e assuefazione sociale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La società si è talmente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           assuefatta
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a questo genere di comportamenti che non ne percepisce più la gravità? Oppure i genitori sono talmente
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           alienati
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            dai loro figli e vice versa che non sanno più mettersi in relazione tra di loro?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56538; A.S. Neill e la libertà come antidoto alla violenza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ﻿
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Uno spunto interessante viene da
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           A.S. Neill e dal suo libro “I ragazzi felici di Summerhill”
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            .
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
        
            Lui sostiene che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           questa aggressività arrivi dalla carenza di libertà.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Un bambino costantemente osservato, spaventato, manipolato e delegato esprime la sua rabbia e frustrazione tramite un comportamento negativo. Anche
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           la politica educativa delle scuole tradizionali è una politica di costrizione.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            I bambini ed i ragazzi vengono costretti ad imparare nozioni che molte volte non coincidono con i loro interessi personali e per fare questo si utilizza la
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           paura
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Paura del brutto voto, della nota, di deludere i genitori, di non trovare un lavoro, di essere derisi dai compagni. Come fa questo sistema
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           repressivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            che utilizza
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           il bastone e la carota
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            a essere felicemente accettato dalla maggior parte delle famiglie?
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56481; Un messaggio da portare a casa
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
           Vi lascio alle parole di Neill:
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
            “ Dare la libertà vuol dire permettere al bambino di vivere la sua vita. Espressa in questo modo sembra una cosa semplice. E’ solo il nostro modo disastroso si insegnare, di formare, di costringere che ci rende incapaci di concepire quanto la vera libertà sia semplice. Come reagisce il bambino alla libertà? I bambini intelligenti, e anche quelli un po’ meno intelligenti, acquistano qualcosa di indefinibile che non avevano mai avuto prima. La manifestazione più evidente di questo cambiamento è un aumento della sincerità, della gentilezza e una diminuzione degli impulsi aggressivi. Quando i bambini non sono assoggettati alla paura della disciplina non manifestano alcuna forma di aperta aggressività. (…) E’ proprio l’essenza della società a essere nemica della libertà . La società, la massa, è conservatrice e ostile al nuovo. La moda è un tipico esempio della paura della massa della libertà. La massa vuole l’uniformità. In città vengo considerato un individuo bizzarro perché porto i sandali; nel mio villaggio sarei considerato bizzarro se portassi un cappello a bombetta. Sono pochi gli uomini che hanno il coraggio di vestire in modo non corretto .”
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Wed, 20 Oct 2010 20:11:00 GMT</pubDate>
      <guid>https://www.controscuola.it/perche-bambini-aggressivi-riflessione-liberta-educazione-repressiva</guid>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>No, ma stai scherzando?!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/ma-stai-scherzando</link>
      <description>Parlate di homeschooling ai vostri parenti? Al fruttivendolo? Alla vicina di casa che si domanda perché i vostri figli siano a casa ogni mattina? Io si. Ne parlo tutti i giorni, se non mi capita l’occasione la creo, perché credo che se tutte le persone fossero a conoscenza della possibilità di fare scuola a casa […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/parlarehomeschooling.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Parlate di homeschooling ai vostri parenti? Al fruttivendolo? Alla vicina di casa che si domanda perché i vostri figli siano a casa ogni mattina?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io si. Ne parlo tutti i giorni, se non mi capita l’occasione la creo, perché credo che se tutte le persone fossero a conoscenza della possibilità di fare scuola a casa allora la smetterebbero di trattarci da marziani. Oppure lo farebbero ancora, ma almeno non cadrebbero dalle nuvole ogni volta. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola nasce anche per divulgare l’idea dell’homeschooling tra quelli che non ne sanno nulla. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per ora sono venuta in contatto con 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      quattro categorie di persone:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     quelle che sembrano ascoltarti, ma che in realtà non lo fanno, quelle che ti ascoltano e credono tu stia scherzando e poi rimangono perplesse una volta che hanno capito che fai sul serio, quelli che ti guardano con disgusto e infine quelli che si stupiscono, ma tentano di comprendere le tue ragioni.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      1.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quelli che
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       fingono di capire
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ti ascoltano dall’inizio alla fine sorridendo e poi, inginocchiandosi amichevolmente davanti al bambino, gli chiedono: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Allora, l’anno prossimo farai la prima elementare?”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      2.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quelli che rimangono perplessi ti chiedono tre volte la stessa cosa per assicurarsi di aver capito bene e poi partono con delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      domande standard
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (ormai li anticipo prima che aprano bocca) tipo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “Ma i bambini come fanno a socializzare?” 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    oppure
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “Ma tu sei in grado di insegnare tutto quello che serve?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     o ancora
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       “Ma vale solo per le elementari, giusto?”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      3.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quelli che sono 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      assolutamente contrari
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     alla faccenda dicono cose del tipo: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “L’idea di segregare un figlio in casa e non lasciargli le occasioni di crescita che il contatto con altre figure adulte e di coetanei gli darebbe, mi dà i brividi, mi sa di paranoia, mi provoca una nausea verso un tipo di genitorialità ossessiva e bla, bla, bla”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (non l’ho inventato, mi è stato scritto veramente!).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      4.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quelli che hanno voglia di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ascoltare con attenzione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sono spesso quelli che accettano e capiscono da dove arriva questa scelta, a volte si augurano di poterlo fare nel futuro o ammettono che non fa per loro, quantomeno sono per il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “vivi e lascia vivere”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel mezzo ci sono tutta una serie di sfumature, ma nella maggior parte dei casi mi sembra quasi di dovermi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      giustificare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come se fosse una cosa negativa prendersi la piena responsabilità della crescita dei propri figli! 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per aiutarvi (e aiutarmi) in questa pionieristica avventura 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;a href="http://www.controscuola.it/wp-content/uploads/volantino_edpare_2014.pdf"&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        abbiamo creato un volantino di spiegazioni che potete scaricare e stampare cliccando qui
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La prossima volta che sarete al supermercato di mattina con i vostri figli e la cassiera vi chiederà: “Ma c’è sciopero alle scuole?” voi potrete prontamente estrarre il volantino dalla borsetta e porgerglielo cordialmente.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/ma-stai-scherzando/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      No, ma stai scherzando?!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/parlarehomeschooling.jpg" length="47207" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 13 Oct 2010 21:09:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/ma-stai-scherzando</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/parlarehomeschooling.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Gli Incredibili e la truffa a scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/gli-incredibili-la-truffa-scuola</link>
      <description>Qualche giorno fa stavo leggendo un magazine a mio figlio, un giornalino sul cartone animato de “Gli Incredibili” della Disney preso in edicola tempo fa. A lui interessavano solo le storie a fumetti, ma a me è cascato l'occhio su di un articolo dedicato alla scuola. Il target di questa pubblicazione sono i bambini dai […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qualche giorno fa stavo leggendo un magazine a mio figlio, un giornalino sul cartone animato de 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Gli Incredibili” della Disney 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    preso in edicola tempo fa. A lui interessavano solo le storie a fumetti, ma a me è cascato l'occhio su di un articolo dedicato alla scuola. Il target di questa pubblicazione sono i bambini dai 6 ai 12 anni circa, il linguaggio è molto semplice e diretto e la grafica accattivante. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Peccato per i contenuti…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lezione n.1 – Come fregare il tuo insegnante. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="../wp-content/uploads/2010/10/incredibile.png" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incredibile.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ovvero 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      inganna la maestra
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (e se ci fosse un maestro?) fingendo di essere interessato a quello che dice e intanto passa il tuo tempo a disegnare o scrivere su di un quaderno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      In altre parole la scuola non serve a nulla, quindi voi fate ciò che vi pare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Inoltre il consiglio finale è di fare una domanda fasulla per fare bella figura alla fine della lezione! Io sono rimasta incredula: capisco che la realtà delle classi è questa, ma non mi sarei mai e poi mai sognata di vederlo scritto palesemente su di una rivista per bambini!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lezione n.2 – Come fregare il tuo insegnante bis.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="../wp-content/uploads/2010/10/incredibile2.png" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incredibile2.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Studenti tutti somari, insegnanti predatori che cercano una vittima? Non sono proprio le parole che avrei scelto per comunicare con dei bambini delle scuole primarie… Qui addirittura consigliano ai bambini di usare un certo tipo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      body language
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per allontanare la maestra: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “fai finta di essere preparato guardando dritto negli occhi l'avversario”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questo è un manuale per insegnare a mentire sfacciatamente, non una rivista con i simpatici personaggi Disney!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono intransigente? Dovrei prendere l'articolo alla leggera e riderci sopra? Purtroppo non ci riesco. Gli insegnanti pensano che il loro ruolo di educatori sia stato reso nullo dalla società odierna, io trovo che in situazioni come queste essi vengano addirittura ridicolizzati e ciò 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non è giusto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/gli-incredibili-la-truffa-scuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Gli Incredibili e la truffa a scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incredibile.png" length="101830" type="image/png" />
      <pubDate>Wed, 06 Oct 2010 20:47:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/gli-incredibili-la-truffa-scuola</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/incredibile.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Una domenica a costo zero</title>
      <link>https://www.controscuola.it/una-domenica-costo</link>
      <description>Diamo valore al tempo che passiamo con i nostri figli, ricordiamoci che non servono gite strabilianti o attività complicate per renderli felici, tutto quello che serve è attenzione e amore. Attenzione e amore per se stessi, per gli altri e per le cose che ci circondano. Abbiamo iniziato la mattinata con una bella colazione, con […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Diamo valore al tempo che passiamo con i nostri figli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ricordiamoci che non servono gite strabilianti o attività complicate per renderli felici, tutto quello che serve è attenzione e amore. Attenzione e amore per se stessi, per gli altri e per le cose che ci circondano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Abbiamo iniziato la mattinata con una bella colazione, con il papà a casa dal lavoro è tutto più divertente e stare a tavola davanti a un piatto di pancakes con sciroppo d'acero e della frutta.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una volta lavati e vestiti (ma con molta MOLTA calma!) siamo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      usciti in bicicletta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Eravamo diretti verso i campi, dove da poco i trattori avevano composto delle bellissime 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      balle di fieno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Spesso, passando per i campi in auto, i bambini avevano commentato sulla bellezza di quel paesaggio visto dal finestrino. Ora eravamo tutti e cinque catapultati dentro al paesaggio, non più legati dalle cinture di sicurezza, ma in groppa a quelle ruote d'erba. Abbiamo parlato del lavoro dei contadini, dell'utilizzo del fieno, degli strumenti della raccolta e abbiamo corso, saltato e giocato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Rientrando siamo passati davanti al 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cimitero
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e mia figlia (quasi 4 anni) ha espresso il desiderio di entrare. Così ci siamo ritrovati a leggere le iscrizioni sulle tombe e a guardare i volti delle persone defunte. Al più grande interessavano le date, le età: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      si è sorpreso nel vedere una lapide di una bambina di appena 13 mesi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Colei che ci ha condotto in quel posto camminava tranquilla tra le tombe facendoci domande più tecniche del tipo “Dove si mettono i corpi?” oppure “Perché ci sono queste statue?”. Una volta soddisfatta la loro curiosità siamo rientrati a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dopo pranzo (e nanna del piccolino) siamo stati in giardino. Grande protagonista del pomeriggio è stata… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      una corda
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Una corda bella grande e bella lunga. Una corda presa al Brico per tre euro. Mamma da un lato e papà dall'altra pronti a farla girare e loro pronti a saltare. Abbiamo fatto il gioco del limbo e il tiro alla fune e altri giochetti buffi inventati al momento. Poi ognuno ha fatto quello che voleva: io e mio marito abbiamo pulito in casa, i più piccoli sono stati all'aperto e il grande ha “letto” dei libri sul divano.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questo si chiama unschooling? Si chiama scuola familiare? Non importa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : quello che conta è che abbiamo passato un giorno veramente insieme, abbiamo parlato di quello che abbiamo visto, di quello che abbiamo sentito, abbiamo toccato argomenti come la morte e abbiamo respirato il profumo del fieno. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E' stato armonioso, naturale e semplice.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     E' stata una domenica a costo zero.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/una-domenica-costo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una domenica a costo zero
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 03 Oct 2010 20:58:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/una-domenica-costo</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Informazioni per tutti i nuovi utenti di Controscuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/informazioni-tutti-nuovi-utenti-di-controscuola</link>
      <description>_________________ Attenzione le pagine Network, Forum e Documenti sono state sostituite dal nuovo Social Network: educazione parentale ______________ Controscuola è un network per i genitori che istruiscono i loro figli a casa e per tutti quelli che desiderano sapere cosa sia la “scuola familiare”. La scuola familiare o homeschooling significa istruire i propri figli a casa […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      _________________
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Attenzione le pagine Network, Forum e Documenti sono state sostituite dal nuovo Social Network: 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;a href="http://www.educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
        &lt;span&gt;&#xD;
          
                          
        
        
          educazione parentale
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;/span&gt;&#xD;
      &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ______________
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è un network per i genitori che istruiscono i loro figli a casa e per tutti quelli che desiderano sapere cosa sia la “scuola familiare”. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola familiare o homeschooling significa istruire i propri figli a casa senza mandarli a scuola, è una legale e valida alternativa al sistema scolastico tradizionale.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Si può fare scuola a casa con i propri figli solamente o associandosi ad altre famiglie.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella sezione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/faq/" target="_self"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      FAQ
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     troverete 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      domande e risposte
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sull'argomento.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella sezione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://educazioneparentale.org" target="_self"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      document
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    i troverete alcune circolari ministeriali riguardo agli esami che gli studenti a casa dovranno passare a fine anno e l'autocertificazione da presentare al vs direttore didattico in cui dichiarate di occuparvi dell'istruzione dei vs figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella sezione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://educazioneparentale.org" target="_self"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      network
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     trovate una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mappa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     su cui sono segnalate (con una e-mail) alcune delle famiglie che fanno scuola a casa in Italia. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se mi contattate, inviandomi la vostra zona di residenza, potrò inserire anche voi nel circuito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     In questo modo sarà facile scoprire se nelle vs zone ci sono altri che hanno scelto l'homeschooling o che stanno organizzandosi per farlo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella sezione
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://educazioneparentale.org"&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.controscuola.it/forum-4/" target="_self"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Forum
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     troverete una pagina con discussioni aperte su diversi argomenti, per utilizzare il forum dovete registrarvi (è semplice e indolore). 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il forum è un grande strumento per confrontarsi e discutere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , è stato diviso in 3 sezioni: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      genitori, studenti e insegnanti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola utilizza anche Facebook e Twitter per tenervi aggiornati 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    sulle news che riguardano la scuola (ma non solo) e per avere un confronto diretto e immediato con tutti gli utenti. Anche in questo caso basta iscriversi al social network e cercare il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      gruppo Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Controscuola/120665484628210" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Clicca qui
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Per rimanere sempre aggiornati iscrivetevi alla newsletter
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , in questo modo riceverete via e-mail gli articoli pubblicati sul sito. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://feedburner.google.com/fb/a/mailverify?uri=controscuola&amp;amp;loc=en_US" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Clicca qui
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	 
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Pur non essendo una novità la scuola familiare è poco conosciuta in Italia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Spesso le persone che la praticano si sentono isole sperdute senza alcuno a cui appoggiarsi per un incoraggiamento, un consiglio, un'idea.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Controscuola si propone di dare un aiuto concreto utilizzando gli strumenti che l'informatica ci mette a disposizione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola è il primo network sull'homeschooling in Italia, aiutateci a crescere! 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Mamme, papà, zii e nonni uniamoci per sostenerci a vicenda. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tutti devono sapere che c'è una legale e valida alternativa alla scuola quando questa non funziona, perché l'istruzione è un obbligo, ma la scuola no.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/informazioni-tutti-nuovi-utenti-di-controscuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Informazioni per tutti i nuovi utenti di Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Thu, 30 Sep 2010 20:31:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/informazioni-tutti-nuovi-utenti-di-controscuola</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>A Vision for Education</title>
      <link>https://www.controscuola.it/vision-education</link>
      <description>One of our readers sent me this encouraging letter on the future of education. We envision a world where all children everywhere have access to the education that best serves, enhances and nourishes their individual highest good; that aligns them with their highest potential and gifts, inspiring them forward to create according to their wishes […]
L'articolo A Vision for Education sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           One of our readers sent me this encouraging letter on the future of education.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          We envision a world where all
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           children everywhere have access to the education that best serves,
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          enhances and nourishes their individual highest good;
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           that aligns them with their highest potential and gifts
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , inspiring them forward to create according to their wishes and dreams every wondrous thing their heart desires. We see a world where each child sees, honors and acknowledges the genius within their true Self and others; where every parent, guide and teacher also sees, honors and acknowledges the unique genius within their own true Self, as well as each child on their path.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           We see a variety of different types of schools that each offer a unique, positive, supportive, caring, and innovative educational environment;
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          where all teachers and children envision, embrace, discover and manifest new, brilliant ideas and pathways that encompass a brighter future for ALL. We see
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           enthusiastic children
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , parents and teachers embracing an awareness of what is needed for the Highest Good, using their individual and unique gifts and talents to easily and effortlessly bring about simple, yet extraordinary solutions to challenges within their community, country and our world – thus creating a sustainable, flourishing living environment that abundantly honors all Life.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          We envision all learning as fun, engaging, and connecting – a celebration on a path of
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           joy and involvement
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , that honors each person's remarkable Spirit within – ultimately honoring everyone.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Infinite Blessings to You,
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Tara Majeska
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pexels-photo-2781814-cb45b343.jpeg" length="61070" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 29 Sep 2010 08:40:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/vision-education</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pexels-photo-2781814-cb45b343.jpeg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pexels-photo-2781814-cb45b343.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>O mangi questa minestra o ti butti dalla finestra</title>
      <link>https://www.controscuola.it/mangi-questa-minestra-ti-butti-dalla-finestra</link>
      <description>Questo proverbio conosciuto da tutti suggerisce di accontentarsi di quello che si ha, altrimenti si rischia di finire male. Giusto? Quante persone credono fermamente in quello che dice questo proverbio? Molti. In Italia moltissimi. In altre parole accontentatevi: accontentatevi del vostro lavoro, della vostra situazione sentimentale, della vostra casa, del vostro conto in banca, accontentatevi […]
L'articolo O mangi questa minestra o ti butti dalla finestra sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo proverbio conosciuto da tutti suggerisce di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accontentarsi di quello che si ha, altrimenti si rischia di finire male
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giusto?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Quante persone credono fermamente in quello che dice questo proverbio? Molti. In Italia moltissimi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In altre parole 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      accontentatevi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : accontentatevi del vostro lavoro, della vostra situazione sentimentale, della vostra casa, del vostro conto in banca, accontentatevi di fare il minimo per sopravvivere decentemente. Del resto lo dice anche un proverbio e i proverbi sono massime che contengono norme, giudizi o consigli che sono stati desunti dall’esperienza comune. Si dice che i proverbi sono frutto della saggezza popolare o della cosiddetta “filosofia popolare”. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Giusto?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Dipende dal proverbio… io direi che sono la versione codificata di luoghi comuni. Luoghi comuni da sfatare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A cosa porta tutto questo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       accontentarsi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ? Porta ad accettare situazioni apparentemente convenienti, ma sbagliate, porta alla pigrizia mentale (come quando si va avanti senza riflettere sulle conseguenze a lungo termine), porta a rimanere nella massa perché se la massa si accontenta 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “perché non dovrei anch’io
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ?”.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Pensate al classico gesto di
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       fare spallucce
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Secondo Alexander Lowen, l’inventore della bioenergetica,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       i movimenti delle spalle rispecchiano le funzioni dell’Io. Curvare le spalle è una palese dichiarazione di mesta sconfitta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , o di rassegnata sopportazione, perché manifestano un peso, tanto che ad una persona triste si esorta a stare “su”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="../wp-content/uploads/2010/09/minestra2.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/minestra2.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questo messaggio viene trasmesso ai nostri figli in molti modi. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Parlando delle otto ore a scuola che ritengo troppo lunghe e spesso inutili con altri genitori spesso mi sento rispondere: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ vero che la giornata scolastica è troppo lunga, ma la vita è così quindi devono abituarsi da subito. Un domani saranno costretti a sopportare un lavoro d’ufficio otto ore seduti quindi è meglio che imparino ora
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una mamma mi ha telefonato sconvolta dopo la prima settimana di inserimento alla scuola materna di suo figlio. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Mi ha raccontato che le hanno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      strappato
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il piccino dalle braccia e che lo hanno tenuto in classe urlante (con altri 10 che urlavano disperati a loro volta). Non una parola di accoglienza, non era stato organizzato alcun momento collettivo di benvenuto. Del resto si chiama 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      inserimento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , no? Inseriamo un elemento in un gruppo, peccato che si tratta di bambini di 3 anni. Alcuni usano la parola 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ambientamento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , suona dolce, ma il gesto è il medesimo. Lei e altre mamme erano in preda ad una crisi da separazione. Ci credo bene! Ovviamente il piccolo non voleva più tornare e ha risposto all’avvenimento con incapacità di dormire, ritorno al pannolino, ansia e aggressività. Dopo una decina di giorni ho rivisto questa mamma e le ho chiesto se avesse smesso di portarlo. Sottolineo quanto fosse consapevole del fatto che il figlio stava soffrendo. Con un viso triste mi ha risposto che ha dovuto continuare con l’inserimento straziante. Mi ha detto che ha dovuto accontentarsi di quella scuola e del servizio perché era quella più vicina, perché il marito l’ha obbligata e lei non sapeva cosa fare. Ha
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       fatto spallucce
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ha detto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Speriamo che si abitui in fretta…”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Spesso sento genitori di ragazzi delle medie e delle superiori che si lamentano del sistema scolastico davanti ai loro figli. Criticano questo o quel professore, criticano l’andamento della classe, il preside. Fanno qualcosa di concreto per migliorare la situazione? No. E i ragazzi cosa pensano? Che bisogna accontentarsi, trovare un modo per andare avanti comunque. I genitori sono le loro guide: se essi non fanno nulla allora non c’è nulla da fare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Con questo non voglio dire che agire per cambiare sia facile, ma se non ci pensiamo resterà impossibile. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      E’ anche per la difficoltà di interagire con il sistema che faccio homeschooling.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quali sono le vostre esperienze? 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Mangiate la minestra mentre desiderate un arrosto con patate? 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/34396501@N00/39337188/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rebecca Pollard
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/pinksherbet/235146611/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      D Sharon Pruitt
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/mangi-questa-minestra-ti-butti-dalla-finestra/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      O mangi questa minestra o ti butti dalla finestra
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/minestra2.jpg" length="29319" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 26 Sep 2010 21:55:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/mangi-questa-minestra-ti-butti-dalla-finestra</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/minestra2.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Saggezza infantile</title>
      <link>https://www.controscuola.it/saggezza-infantile</link>
      <description>Un piccolo episodio che fa sorridere: Sabato scorso pioveva ed eravamo tutti nel lettone a guardare Pinocchio della Disney. Il cartone animato era da poco iniziato: il buon papà Geppetto festeggiava con il suo pupazzo di legno “vivo” grazie alla fata turchina. Tutti ballavano e cantavano fino a quando non crollarono dalla stanchezza. I bambini […]
L'articolo Saggezza infantile sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un piccolo episodio che fa sorridere:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Sabato scorso pioveva ed eravamo tutti nel lettone a guardare Pinocchio della Disney.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pinocchio-scuola.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il cartone animato era da poco iniziato: il buon papà Geppetto festeggiava con il suo pupazzo di legno “vivo” grazie alla fata turchina. Tutti ballavano e cantavano fino a quando non crollarono dalla stanchezza. I bambini erano intenti nella visione perché era da almeno un anno che non guardavamo Pinocchio.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Segue la scena della mattina quando papà Geppetto prepara il burattino per la scuola e lui ingenuamente si fa distrarre dal gatto e la volpe.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Proprio a questo punto mio figlio (5 anni) commenta:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Perché il papà lo ha mandato a scuola subito dopo averlo ricevuto? Secondo me non doveva mandarlo a scuola, potevano fare homeschooling e stare a casa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .” allora io gli ho detto che forse Geppetto non aveva i mezzi per insegnare a Pinocchio e lui mi ha risposto “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Certo che poteva: il papà poteva insegnargli a costruire quegli orologi stupendi e i giocattoli di legno che ha in casa, così Pinocchio avrebbe imparato un lavoro e si sarebbe guadagnato da vivere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    !”
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Saggezza infantile?

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/saggezza-infantile/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Saggezza infantile
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pinocchio-scuola.jpg" length="54631" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 21 Sep 2010 20:11:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/saggezza-infantile</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/pinocchio-scuola.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sculacciare per punizione?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/sculacciare-punizione</link>
      <description>Un recente studio dell’Università di Montreal, pubblicato sul Journal of Adolescence, ha fatto emergere che i genitori italiani sono fra i più severi, più di canadesi e francesi, e tra quelli che sanno esercitare un controllo maggiore sui loro ragazzi. Inoltre si scopre «che le madri italiane non sono affatto le più affettuose e disposte […]
L'articolo Sculacciare per punizione? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un recente studio dell’Università di Montreal, pubblicato sul 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Journal of Adolescence
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ha fatto emergere che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i genitori italiani sono fra i più severi,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     più di canadesi e francesi, e tra quelli che sanno esercitare un controllo maggiore sui loro ragazzi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Inoltre si scopre «che le madri italiane non sono affatto le più affettuose e disposte sempre a perdonare i loro pargoli». Le madri italiane, anzi, menano più dei padri.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Washington Post
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dei giorni scorsi riportava un articolo sulle “punizioni tecnologiche”, nuova frontiera dell’educazione digitale americana. Il 62% dei genitori davanti ai brutti voti, confiscano i cellulari, chiudono le pagine di Facebook, tolgono i cavi della Playstation, perché per le generazioni digitali la priorità non è sempre uscire con gli amici, ma soprattutto essere insieme virtualmente. Essi tolgono ciò che i ragazzi più vogliono, sembrerebbe una specie di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      educazione indiretta
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    I ceffoni sono sicuramente diminuiti, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      le urla e il tono rancoroso sono in aumento
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Spesso i ragazzi urlano tra di loro e hanno scoppi d'ira sfogati poi in strilli proprio come i genitori. Non a caso il New York Times titolava in prima pagina “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      For Some Parents, Shouting Is the New Spanking”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Per alcuni genitori gli strilli sono la nuova sculacciata”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Peccato che si parte urlando, si passa allo scappellotto e alla fine “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      vince
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” (si fa per dire) sempre il bambino. Il problema è che il rapporto tra genitori e figli è sempre più appesantito dai 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sensi di colpa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Infatti sempre più spesso i genitori sono fuori per tutto il giorno e i figli lasciati, nella migliore delle ipotesi, ai nonni. Poi, una volta rientrati alla fine della giornata, i membri della famiglia non si ritrovano: il padre è davanti alla tv, la sorella maggiore manda messaggi, il fratello gioca con la Playstation e la cena è un optional.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io devo ammettere che il mio modo di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      far rigar dritto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     i miei figli è molto cambiato nel corso degli anni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Sono cresciuta in un ambiente rigido e severo, di ceffoni ne ho ricevuti solamente un paio, ma i ricatti psicologici e il “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ti tolgo questo o quello
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” la facevano da padroni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Quindi all'inizio della mia carriera di mamma usavo spesso il “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      time out
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, ovvero “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      fuori gioco
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, facendo fermare mio figlio a pensare a quello che aveva fatto per qualche minuto. Qualche pacca sul pannolino l'ho data (e mi costa ammetterlo) nei momenti di grande stanchezza, mentre urlare non è da me. Il “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ti tolgo questo se continui
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    …” con un bambino di 2 anni funzionava poco…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Poi grazie al cielo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ho smesso di ripetere le azioni che avevo un tempo subito
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , ho smesso di fare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      così come fan tutti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ho iniziato a osservare mio figlio, a capire cosa si celava dietro a quei comportamenti difficili. Non so esattamente spiegare cosa sia accaduto, ma ora che di figli ne ho tre mi capita raramente di dover fare 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      la voce grossa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Sicuramente ho intrapreso un vivace e costante dialogo con i miei figli fin da piccolissimi. Parliamo di quello che ci accade in prima persona e commentiamo avvenimenti a cui siamo stati testimoni fuori dalle mura domestiche. Per esempio se assistiamo ad un litigio tra bambini o ad una punizione, poi a casa ne riparliamo facendo ipotesi su quale sia stato il vero motivo del litigio, ci chiediamo se fosse giusto comportarsi in quel modo oppure riflettiamo sullo stato d'animo del genitore che ha inflitto la punizione e del bambino che l'ha subita. Facendo così ho imparato molto dai miei figli. I loro commenti mi hanno aiutato a vedere il mondo attraverso i loro occhi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Così mi sono trovata a fare discorsi tipo questo, con mio figlio più grande quando aveva tre anni e mezzo:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Quando mi sgridi mi spavento molto e penso che non mi ami più.”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“Scusami se ti sgrido, lo faccio perché tu non mi ascolti e io non so più cosa fare per avere la tua attenzione.”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“Scusami se non ti ascolto, ma a volte è più forte di me.”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“Lo sai che ti voglio sempre bene, anche quando ti sgrido. Dirti cosa è sbagliato fa parte del volerti bene. Se ti ignorassi non sarebbe giusto, non trovi?”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“Si, lo so. Tu non urlare e io non faccio più le cose brutte.”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“E' un patto? Va bene!”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
	“Va bene, buona notte.”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Abbiamo poche regole, ma le osserviamo tutti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Sono sempre più convinta che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      le punizioni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , di qualsiasi genere esse siano, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non servano a nulla
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Sono cosciente del fatto che questa sia un'affermazione forte, ma io sto imparando dall'esperienza e ho constatato che ceffoni e urla non aiutano ad educare. A volte punire dà risultati positivi nell'immediato, ma sono solo superficiali, comunque il rancore di essere stati puniti riaffiorerà e causerà ulteriori problemi in futuro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Mi farebbe piacere conoscere le vostre idee al riguardo. Voi come ve la cavate con i vostri figli?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/hadesigns/2238624743/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Flickr
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/sculacciare-punizione/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sculacciare per punizione?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 19 Sep 2010 21:27:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/sculacciare-punizione</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling senza saperlo</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-senza-saperlo</link>
      <description>Questa è l'esperienza di Paola una mamma che ha scritto a Controscuola per incoraggiare ed essere a sua volta sostenuta nel suo progetto di homeschooling. Mi chiamo Paola, ho 38 anni e sono originaria di Milano, trasferita in Friuli per tornare ad occupare la casa di mia nonna materna, via dalla grande città che non […]
L'articolo Homeschooling senza saperlo sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Questa è l'esperienza di Paola una mamma che ha scritto a 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Controscuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       per incoraggiare ed essere a sua volta sostenuta nel suo progetto di homeschooling. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-senza-saperlo/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling senza saperlo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 15 Sep 2010 19:50:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-senza-saperlo</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Racconti di un supplente UK</title>
      <link>https://www.controscuola.it/racconti-di-supplente-uk</link>
      <description>Come va la scuola in Inghilterra? l seguente rapporto è opera di un giovane fisico italiano insegnante supplente all’interno del sistema scolastico inglese di nome Davide Maimonide. Prima di lasciarvi leggere qualche passo del suo scritto vi ricordo che le riforme scolastiche italiane degli ultimi decenni sono state ispirate al modello anglosassone. La nostra scuola […]
L'articolo Racconti di un supplente UK sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Come va la scuola in Inghilterra?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      l seguente rapporto è opera di un giovane fisico italiano insegnante supplente all’interno del sistema scolastico inglese di nome 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;b&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        Davide Maimonide
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
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  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Prima di lasciarvi leggere qualche passo del suo scritto vi ricordo che le riforme scolastiche italiane degli ultimi decenni sono state ispirate al modello anglosassone. La nostra scuola non è molto lontana dai risultati sotto descritti: date tempo al tempo, si sa che in Italia le crisi arrivano sempre un poco dopo… Una scuola satura di burocrazia non può produrre maestri ma soltanto burocrati, chiamati ad esporre lezioni preconfezionate e a valutare gli alunni con test standardizzati.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Buona lettura.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    “Quelle che seguono sono le vicissitudini di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sei mesi di insegnamento nel West Yorkshire 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    da parte di un insegnante italiano, spaziando da esperienze di 2 mesi fino a singole giornate saltuarie in più di 20 scuole secondarie diverse. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il compito del supplente (in questo caso detto 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      cover supervisor
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ) è solo di vigilare, raccogliere l’eventuale lavoro alla fine (i worksheet) e accertarsi dell’incolumità dei ragazzi. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nella stragrande maggioranza dei casi, gli alunni usano i worksheet per fare aereoplanini, ti chiedono carta e penne o altro materiale, che la scuola fornisce in grandi quantità, per poi distruggerle o lanciarsele contro. Se ti metti in mezzo al lancio delle matite, oltre a colpirti ti insultano. Sanno benissimo che nessuno controllerà il loro eventuale lavoro e dunque perché farlo? I più tranquilli scrivono sms o vanno su facebook. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per riprendere qualcuno devi scriverne il nome sulla lavagna: ma attenzione, devi conoscerlo il suo nome e scriverlo correttamente anche quando tu sia in una scuola nuova (e in genere non rivedi mai due volte la stessa classe).
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Poi devi scandire bene le parole 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      verbal warning numero uno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e così via fino a quattro. Altrimenti non è valido: quasi sicuramente il suddetto non subirà alcune punizione. Se poi riesci a seguire tutta la procedura e alla fine lo inviti ad andare in una altra aula, ma per disgrazia gli tocchi la spalla mentre gli apri la porta, allora ha vinto lui. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un collega inglese con 20 anni di esperienza mi ha raccontato il seguente episodio illuminante in merito: un ragazzo era molto aggressivo, l’insegnante si avvicina e il ragazzo replica: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        toccami, così potrò querelarti e portarti via tutti i soldi che hai guadagnato nella tua vita
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    “. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quanto alle note sul diario, chi mai le leggerà? 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      I genitori qui sono entità leggendarie, inesistenti, non si vedono fuori da scuola, non vengono ai colloqui, se vengono non sono alleati degli insegnanti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Spesso non ci sono nemmeno poi tanti genitori a casa: questo è il paese dei genitori singoli. In un libro di testo di francese, capitatomi per le mani, c’era scritto: “per i francesi la famiglia è molto importante, tanto è che mangiano spesso insieme. Che cosa ne pensi? piacerebbe anche a te?” Qualcosa vorrà dire. (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il bullismo qui è all’ordine del giorno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    e molto spesso emerge dalla cronaca locale o nazionale. Pochi giorni prima di scrivere questo articolo un ragazzino è stato ucciso a calci e pugni davanti ad una scuola nel sud di Londra. Un anno prima, nella scuola in cui ho insegnato negli ultimi due mesi, uno studente è stato ferito con un coltello da un altro. Il colpevole era stanco di essere vittima ripetuta di bullismo e gli insegnanti lo sapevano. Si vedono continuamente i ragazzi menarsi nei corridoi ma gli insegnanti non sembrano curarsene, d’altronde non possono toccarli: è compito dei guardiani nerboruti separarli, altrimenti perché sceglierli così grossi? (…)
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le scuole inglesi rispetto alle italiane sono come l’
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Enterprise
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     rispetto alla 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Zattera della Medusa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . In ogni aula ci sono lavagne multimediali con proiettori e connessioni internet, portatili per gli studenti, libri di testo e banchi di laboratorio ben attrezzati. Manca il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Signor Spock
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ma la fantascienza c’è tutta. In Italia, invece, andiamo lentamente alla deriva e finiremo per divorarci tra di noi. Nelle materie scientifiche si fanno moltissime dimostrazioni pratiche. Ogni singolo concetto è ancorato a esempi e applicazioni tecnologiche. Chi ne ha voglia può imparare molte cose.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Con tutti i suoi difetti, il bagaglio culturale della 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      zattera
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     italiana mi sembra di maggior spessore. Poi magari si imbarca acqua e si affonda nei test internazionali, dove l’Italia è 37esima e la Gran Bretagna 14esima. Forse anche perché queste prove somigliano più ai quiz con cui si allenano gli studenti britannici, chi lo sa? L’insegnamento, infatti, mi sembra molto standardizzato: ogni scuola ha un pacco di presentazioni powerpoint già pronte da proiettare e fogli di lavoro da stampare e distribuire. Le lezioni più che essere preparate possono essere semplicemente “scelte”.(…)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Lo stipendio degli insegnanti è quasi il doppio che in Italia
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     eppure il numero di ore di lavoro è lo stesso e il costo della vita forse anche più basso. Il problema dei precari non esiste: se una scuola ti assume, sei permanente. D’altra parte esiste un controllo qualità: commissioni di ispettori che ogni tot anni vengono per un giorno o una settimana e possono anche farla chiudere se non va bene.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Hey Teacher, leave those kids alone: La scuola inglese vista da un insegnante italiano”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Davide Maimonide
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/33042199@N02/4362440015/" target="_blank"&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        siribl
        
      
      
                        &#xD;
        &lt;strong&gt;&#xD;
        &lt;/strong&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/racconti-di-supplente-uk/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Racconti di un supplente UK
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Tue, 14 Sep 2010 20:36:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/racconti-di-supplente-uk</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Primo giorno di scuola</title>
      <link>https://www.controscuola.it/primo-giorno-di-scuola</link>
      <description>Oggi per molti ricomincia la scuola. Alcune materie sono state abolite, altre modificate, le ore sono effettivamente di 60 minuti (auguri a chi deve prendere i mezzi pubblici i cui orari invece NON sono cambiati…), le classi sono sempre più numerose, gli insegnanti saranno pronti a ricominciare? Non lo so. Gli alunni? Quelli con cui […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Oggi per molti ricomincia la scuola.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alcune materie sono state abolite, altre modificate, le ore sono effettivamente di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      60 minuti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    (auguri a chi deve prendere i mezzi pubblici i cui orari invece NON sono cambiati…), le classi sono sempre più numerose, gli insegnanti saranno pronti a ricominciare?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Non lo so.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Gli alunni?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Quelli con cui ho parlato avevano la voce triste e rassegnata, stufi ancor prima di riprendere…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Persino quelli che hanno passato i temuti esami di recupero non sanno bene per quale motivo hanno studiato durante tutta l'estate. Tanto le nozioni appiccicate in testa con lo sputo per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “quel giorno fatidico
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” si sono già perse nel vento…
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Una mamma un poco preoccupata mi ha detto del figlio:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	“
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Caspita, non c'è nulla che lo entusiasmi del nuovo anno scolastico! Pensa: non è nemmeno interessato all'acquisto dello zaino nuovo o del diario… Non gliene può fregare di meno
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Volto lo sguardo all'estate che sta per finire e vi racconto un episodio di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che forse è più 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      unschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che ho vissuto con la mia famiglia al mare durante i primi di agosto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Si, al mare, perché la cosa bella della scuola familiare è che 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      non si ferma mai.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Imparare è vivere e vivere è imparare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     La vita non si ferma per le vacanze: ogni luogo, ogni occasione è fonte di nuove scoperte. L'educazione non deve essere per forza inculcata sui banchi di scuola, l'educazione è vita vissuta in prima persona con domande autentiche e risposte desiderate.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sul lungomare ligure c'è una grande statua di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cristoforo Colombo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . La statua è talmente imponente (sopratutto per un bambino) e bella che non può non essere notata. Il primo ad individuarla è stato Thomas (quasi 6 anni) che ha immediatamente domandato spiegazioni su chi fosse quell'uomo con il dito puntato verso l'orizzonte. Poi è arrivata Olivia che ha chiesto chi fossero tutti gli altri personaggi ai piedi dell'esploratore, persino Nicholas (22 mesi) era fortemente incuriosito dal monumento.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Ogni qualvolta ci siamo trovati nei pressi della statua l'abbiamo ammirata, prima da un lato e poi dall'altra e ad ogni passeggiata abbiamo raccontato la storia del coraggioso esploratore italiano arricchendola di nuovi particolari. I bambini conoscevano già le vicende storiche dell'
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      America del West
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , della lotta tra nativi americani e colonizzatori e per loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      incontrare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Cristoforo Colombo è stato come 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aggiungere un pezzo mancante a quel grande puzzle che è la storia dell'uomo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Le domande dei bambini erano sensate ed interessanti e hanno stimolato molti approfondimenti. Una volta a casa, dato che la loro curiosità per l'argomento era ancora accesa, abbiamo letto alcuni libri su Colombo e tramite internet abbiamo guardato un mini cartone fatto proprio su di lui.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ieri sera a cena il piccolo di casa parlottava a modo suo e tra le parole incomprensibili Thomas ha capito casualmente “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Niña
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”. Ovviamente Nicholas non ha detto quello, ma lui ha insistito: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Mamma, ti ricordi al mare? La Niña, la Pinta e la Santa Maria, le tre caravelle di Colombo! A Colombo piaceva di più la Niña perché era più piccola e veloce! Leggiamo il suo libro?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/primo-giorno-di-scuola/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Primo giorno di scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 13 Sep 2010 06:00:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/primo-giorno-di-scuola</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Rapporto Ocse e la Scuola Italiana</title>
      <link>https://www.controscuola.it/rapporto-ocse-la-scuola-italiana</link>
      <description>Rapporto annuale dell'Ocse sulla scuola, eccovi alcuni dati. L'Italia spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche (un dato rimasto costante dal 1995 al 2007), contro una media Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) del 5,7%. Solo la Repubblica Slovacca spende meno di noi tra i Paesi industrializzati. Nel suo insieme, la spesa […]
L'articolo Rapporto Ocse e la Scuola Italiana sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rapporto annuale dell'Ocse
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sulla scuola, eccovi alcuni dati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'Italia spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche (un dato rimasto costante dal 1995 al 2007), contro una media Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo) del 5,7%. Solo la Repubblica Slovacca spende meno di noi tra i Paesi industrializzati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Nel suo insieme, la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      spesa pubblica nella scuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) è pari al 9% della spesa pubblica totale, il livello 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      più basso tra i Paesi industrializzati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (13,3% la media Ocse).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In Italia il top del salario per i docenti arriva dopo oltre 30 anni di lavoro. E l'incremento dall'inizio della carriera alla pensione è piuttosto basso. Ad esempio, un docente delle superiori comincia con poco più di 28mila euro all'anno di salario e arriva a 44mila solo alla fine della propria carriera. La media Ocse è la seguente: si comincia con più di 35mila euro e si approda a oltre 54mila, ma dopo 24 anni e non 35 come in Italia. Anche la media europea è ben superiore a quella italiana.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In Italia le ore di istruzione previste sono ben 8.200 tra i 7 e i 14 anni. Solo in Israele i ragazzi stanno più a lungo sui banchi e la media Ocse si ferma a 6.777. Le dimensioni delle classi inoltre sono maggiori rispetto alla media Ocse e il r
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      apporto studenti/insegnante è tra i più bassi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (10,6 alla scuola primaria contro media 16,4).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Scarsa l'attrattiva della scuola italiana per gli studenti stranieri, principalmente perché ci sono
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       pochi corsi offerti in inglese
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    : nel 2008, 3,3 milioni di studenti universitari hanno scelto di andare all'estero per i loro studi, ma solo il 2% ha scelto l'Italia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/free-stock/4791385617/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Flickr
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/rapporto-ocse-la-scuola-italiana/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rapporto Ocse e la Scuola Italiana
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 08 Sep 2010 12:48:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/rapporto-ocse-la-scuola-italiana</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Inchiesta tra gli studenti</title>
      <link>https://www.controscuola.it/inchiesta-tra-gli-studenti</link>
      <description>Grazie ad uno studio promosso da 'Comunicazione Perbene', associazione no profit fondata dal Sociologo Saro Trovato, condotto su 1.600 studenti e realizzato attraverso un monitoraggio su blog, forum, community specializzate sulla scuola e sui piu' importanti social network, è emerso che a due studenti su tre il sistema scolastico attuale non piace. A me pare […]
L'articolo Inchiesta tra gli studenti sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Grazie ad uno studio promosso da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      'Comunicazione Perbene
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ', associazione no profit fondata dal Sociologo Saro Trovato, condotto su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      1.600 studenti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    e realizzato attraverso un monitoraggio su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      blog, forum, community
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     specializzate sulla scuola e sui piu' importanti 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      social network
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , è emerso che a due studenti su tre il sistema scolastico attuale non piace.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A me pare che abbiano scoperto l'acqua calda, ma nonostante ciò vi riporto qualche riga delle loro statistiche riguardanti i ragazzi delle scuole medie e superiori:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'inchiesta ha anche chiesto agli alunni cosa ne pensano degli edifici scolastici:
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Infine per migliorare la scuola chiedono professori più giovani, di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      studiare materie più attuali utilizzando maggiormente internet e le nuove tecnologie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e magari di poterlo fare in strutture più solari e con di dimensioni adatte alle diverse attività da loro svolte.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/vancouverfilmschool/3613743657/#/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      flickr
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/inchiesta-tra-gli-studenti/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Inchiesta tra gli studenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Mon, 06 Sep 2010 21:18:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/inchiesta-tra-gli-studenti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Homeschooling fuorilegge</title>
      <link>https://www.controscuola.it/homeschooling-fuorilegge</link>
      <description>La Svezia tramite l’attuale riforma scolastica proibisce l’homeschooling e obbliga tutte le scuole ad insegnare seguendo un curriculum unico creato dal governo. La regolamentazione della scuola familiare in Svezia era già decisamente restrittiva, ma ora sarà impossibile fare la scuola a casa. Gli homeschoolers svedesi stanno lottando contro questa nuova legge, uniti nel ROHUS (Associazione […]
L'articolo Homeschooling fuorilegge sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/sweden-flag-1332905_640.png" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La Svezia tramite l’attuale 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      riforma scolastica proibisce l’homeschooling
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e obbliga tutte le scuole ad insegnare seguendo un curriculum unico creato dal governo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La regolamentazione della scuola familiare in Svezia era già decisamente restrittiva, ma ora sarà impossibile fare la scuola a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Gli homeschoolers svedesi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stanno lottando
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     contro questa nuova legge, uniti nel 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.rohus.nu/en/?English_information" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ROHUS
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (Associazione dei genitori HS) hanno scritto un report di 228 pagine a favore della scuola familiare e lo hanno inviato al Ministro dell’Educazione, hanno interpellato i media, hanno scritto a tutti i membri del parlamento e hanno tenuto diverse conferenze, ma purtroppo non hanno potuto fare nulla e il nuovo decreto è passato nel mese di giugno.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Malgrado tutto questo gli homeschoolers della Svezia continueranno a tenere i loro figli a casa e andranno contro le decisioni dello Stato.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una famiglia residente nella città di Uppsala è stata 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      multata
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e dovrà pagare circa 10,000 corone svedesi (più di mille euro) per aver istruito il figlio a casa.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Anche un’altra coppia, che istruisce a casa la propria figlia diversamente abile, è stata multata nella medesima cittadina. Essi sono stati e saranno multati di 2,000 corone ogni qualvolta la bambina non frequenta una giornata di scuola che risulta obbligatoria per il loro circolo didattico. Ad oggi le lezioni perse sono tre e la multa è di 6,000 corone (600 euro). Questi casi sono ora stati portati in 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      tribunale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e i genitori sono in attesa di giudizio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un giornale svedese ha riportato questa situazione nella sua edizione di agosto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Se volete aiutare queste famiglie sostenendo la loro causa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , visitate la pagina online del giornale e poi postate un commento (anche in italiano).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola è dalla parte della libertà di scelta, ora tocca a voi dare loro una mano.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/homeschooling-fuorilegge/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Homeschooling fuorilegge
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/sweden-flag-1332905_640.png" length="77989" type="image/png" />
      <pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:41:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/homeschooling-fuorilegge</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/sweden-flag-1332905_640.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Regalate un timer</title>
      <link>https://www.controscuola.it/regalate-timer</link>
      <description>Per i bambini di età prescolare (ma in realtà anche per quelli più grandicelli) il tempo è un'entità misteriosa, un potere in mano agli adulti. Noi grandi sappiamo a che ora bisogna alzarsi, a che ora si mangia, quando bisogna uscire, a che ora arrivano i nonni e quando è ora di andare a letto. […]
L'articolo Regalate un timer sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per i bambini di età prescolare (ma in realtà anche per quelli più grandicelli) 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      il tempo è un'entità misteriosa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , un potere in mano agli adulti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Noi grandi sappiamo a che ora bisogna alzarsi, a che ora si mangia, quando bisogna uscire, a che ora arrivano i nonni e quando è ora di andare a letto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Spesso parlando diciamo “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Caspita, è molto tardi. Dobbiamo andare!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, ma poi ci fermiamo venti minuti sul pianerottolo a parlare con la vicina di casa mentre il piccolo che prima era stato vestito in tutta fretta ci guarda pensieroso. Oppure commentiamo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Hai visto come è cresciuta la tua sorellina ora che è passato un anno da quando è nata, è proprio grande! Ma non prenderla in braccio perché è ancora piccolina e potresti farle male”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e ancora il bambino ci guarda perplesso.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Posso solo immaginare come ci si sente a essere in balia di questo tempo che passa inesorabile, ma che non si lascia decifrare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	 
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Recentemente i miei figli più grandi hanno trovato un modo per agguantare le ore e i minuti. La risposta a molte delle loro domande era su di una mensola in cucina: il timer per cucinare.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Mi hanno visto usarlo parecchie volte, per le torte, i biscotti, il pesce al cartoccio… quindi se ne sono appropriati e ne hanno fatto un uso più costruttivo ancora!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Per giorni hanno testato la durata del tempo: cosa volesse dire cinque minuti, trenta minuti, un'ora, ecc a volte lo guardavano pazientemente aspettando che suonasse, altre volte 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      lo caricavano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     per poi andare a giocare e stupirsi in seguito di sentirlo suonare. Da soli hanno riflettuto sul fatto che il tempo non ha lo stesso valore a seconda di quello che stanno facendo mentre esso passa. Cinque minuti di danza non valgono come cinque minuti passati a lavarsi i denti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Da parte mia ora non posso più dire “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Tra due minuti andiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ” quando in realtà intendo dieci minuti o più, perché subito mi rispondono che due minuti non sono abbastanza per prepararsi. Se dico che gli amici arriveranno tra mezz'ora e per caso essi sono in ritardo, immediatamente i miei due controllori se ne accorgono e lo fanno notare agli invitati.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Con grande felicità hanno da soli trovato un modo per comprendere, almeno in parte, questo mistero che si chiama tempo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    Thomas (5 anni) ora ha lasciato il timer per passare il tempo a decifrare l'orologio sul muro.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	Consiglio a tutti di lasciare accidentalmente un timer nella camera dei bambini, o di regalarlo a Natale o per il compleanno. Poi magari fatevene regalare uno nuovo anche voi!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Photo Credit: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/thenandagain/26288869/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Darrell Hamilton
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
	 
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/regalate-timer/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Regalate un timer
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Wed, 01 Sep 2010 21:34:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/regalate-timer</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Scuola dipendenti</title>
      <link>https://www.controscuola.it/scuola-dipendenti</link>
      <description>Dalla bocca di un giovane ragazzo di 15 anni (età scolastica: seconda superiore) sono uscite le parole chiave che spiegano perché il metodo scolastico attuale è sbagliato. Ero al suo fianco mentre mi ripeteva la lezione di scienze. Lui come molti altri ha avuto le vacanze avvelenate dal pensiero del recupero di alcune materie. Questa […]
L'articolo Scuola dipendenti sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuoladipendenti-1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Dalla bocca di un giovane ragazzo di 15 anni (età scolastica: seconda superiore) sono uscite le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      parole chiave che spiegano perché il metodo scolastico attuale è sbagliato.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ero al suo fianco mentre mi ripeteva la lezione di scienze.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Lui come molti altri ha avuto le vacanze avvelenate dal pensiero del recupero di alcune materie.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Questa settimana sarà decisiva, la tensione sale… dopo un’ora di ripasso gli chiedo:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
“
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Allora, ti senti preparato per mercoledì? Sarai sicuro di te all’esame?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    ”, lui abbassa lo sguardo, abbozza un mezzo sorriso pieno di amarezza e mi risponde:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “Ma io che ne so! Siete voi a dovermi dire se la so o meno!”.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo ragazzo ha studiato per gran parte dell’estate sia con me che da solo, è un ragazzo maturo e intelligente, ma non sa giudicare il suo operato.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Non ha fiducia nelle sue capacità.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Questo ragazzo è 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dipendente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Dipende dal giudizio altrui, dipende dal sistema, dal voto, dall’insegnante, dell’approvazione. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Magari sa se è preparato ad affrontare l’esame o meno, ma non si fida di rispondere, perché se poi avesse torto cosa farebbe?
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Prendiamo dei bambini, dei bambini che hanno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      da soli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     imparato a camminare, a parlare, a mangiare, a vivere in quella piccola società che è la famiglia in tutte le sue sfaccettature e inseriamolo in un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sistema
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dove ogni cosa è decisa per loro, un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      luogo chiuso
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     dove vengono osservati e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      giudicati
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Fin da subito facciamo loro capire che le scelte individuali valgono poco e che per vivere bene bisogna stare nel gruppo, amalgamarsi al gruppo, senza stare al primo posto, ma nemmeno all’ultimo.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Diamo loro stelle adesive e caramelle quando fanno delle cose che ci piacciono e puniamoli nel caso contrario. Stare nel sistema è faticoso perché annulla i propri desideri e il proprio estro, l’individualità che rende ognuno unico e speciale, allora diamo loro ricompense, diamo loro premi per 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      giustificare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     questa fatica.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Confidiamo loro che l’educazione è un processo lungo e difficile, che solo noi possiamo portarli alla conoscenza e che per questo abbiamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       il potere di valutare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     il loro operato. Creiamo una 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      dipendenza
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , insegniamo loro a cercarci per qualsiasi dubbio, problema, quesito.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Controlliamoli in tutto ciò che fanno, persino l’andare in bagno.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Facciamo questo per nove mesi all’anno e lasciamoli liberi per gli altri tre mesi, senza però dimenticare di affibbiare loro un compito, un impegno da svolgere (potrebbe essere un lungo esercizio o la minaccia di un esame) in modo da impedirgli di sentirsi troppo liberi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Allentiamo la corda, ma non troppo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questo processo trasformerà quei bambini capaci di tutto in giovani insicuri e timorosi, aggressivi ed infelici, menefreghisti e manipolatori. Di certo non otterremo una generazione di individui di successo, membri attivi e interessati della propria comunità che si sentono bene nella propria pelle e che sono fieri del ruolo sociale svolto.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quante volte sento i ragazzi dire 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        “…che importa tanto non dipende da me!”
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Soffro ogni volta al suono di queste parole perché penso che siamo stati noi a togliere loro la fiducia, la sicurezza.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Vagano per vie incerte, come nella nebbia, spesso lamentandosi, a volte in sottomessa accettazione, come spinti da un vento. Questi sono i giovani! Quelli che dovrebbero avere nelle loro mani il mondo!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Io non so se la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scuola familiare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sia la soluzione più adatta per evitare di entrare in questo sistema, ma sicuramente mi auguro che sempre più persone si svincolino da esso se si sentono infelici o se vedono che i loro figli non reggono il ritmo. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Cambiare può essere meno faticoso di adeguarsi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Proviamo una nuova strada, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      smettiamo di delegare
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     e occupiamoci in prima persona del nostro futuro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/scuola-dipendenti/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Scuola dipendenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuoladipendenti-1.jpg" length="207700" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 30 Aug 2010 21:12:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/scuola-dipendenti</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuoladipendenti-1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Scuola precaria 2010/2011</title>
      <link>https://www.controscuola.it/scuola-precaria-20102011</link>
      <description>Centinaia di precari si uniscono per attendere le nomine dei supplenti. Non avendo un contratto a tempo indeterminato professori e maestri si accalcano per ottenere una nomina, nomina sempre più difficile da ottenere a causa dei tagli dello stato. Lo spettacolo è da “mercato del bestiame”, gli stessi insegnanti commentano "Il dato umano che emerge […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Centinaia di precari si uniscono per attendere le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nomine dei supplenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Non avendo un contratto a tempo indeterminato professori e maestri si accalcano per ottenere una nomina, nomina sempre più difficile da ottenere a causa dei tagli dello stato. Lo spettacolo è da 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “mercato del bestiame”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , gli stessi insegnanti commentano 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      "Il dato umano che emerge è l'umiliazione, il senso di abbandono da parte dello Stato, in Italia non c'è cura né attenzione per la scuola, che dovrebbe essere la palestra dei nuovi cittadini". 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una mia amica è andata alla riunione organizzata per i genitori dei bambini che iniziavano la prima elementare, scenario classico: il dirigente presentava il preside e i docenti e mostrava la scuola parlando dei programmi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Era giugno, se non erro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La mia amica era tornata a casa felice perché aveva conosciuto le maestre del figlio, le erano proprio piaciute e si sentiva più tranquilla per il grande passo che avrebbe fatto il bimbo iniziando la scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    A settembre di tutti i volti che aveva visto era rimasto solo quello del preside: ad aspettare il suo pargoletto c'erano supplenti, a medio o lungo termine, le maestre che aveva incontrato erano misteriosamente scomparse…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/scuola-precaria-20102011/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Scuola precaria 2010/2011
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sat, 28 Aug 2010 20:57:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/scuola-precaria-20102011</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
    </item>
    <item>
      <title>Libri alla riscossa!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/libri-alla-riscossa</link>
      <description>Spendiamo qualche parola sulla spesa dei libri scolastici. Proprio in questi giorni i genitori stanno mettendo mano al portafoglio per acquistare i testi ai propri figli, quindi si riaccende la polemica sul rincaro del costo dei libri. La spesa dei libri di testo è soggetta ad un blocco da parte del ministero: per esempio il […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rincaro-libri-scolastici.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  Spendiamo qualche parola sulla 
    
      spesa
    
     dei libri scolastici.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Proprio in questi giorni i genitori stanno mettendo mano al portafoglio per acquistare i testi ai propri figli, quindi si riaccende la polemica sul 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      rincaro del costo dei libri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La spesa dei libri di testo è soggetta ad un blocco da parte del ministero: per esempio il tetto massimo per l’acquisto dei libri al liceo è di 305€, ma il Codacons ha denunciato un 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      aumento dei costi del 6%
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     rispetto all’anno scorso. L’indagine riguarda al momento le scuole del Lazio e proprio il 65% di queste farebbe spendere alle famiglie 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      più di 400€ a studente
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    . Una ricerca Adiconsum svolta lo scorso anno evidenziava che il 50% delle scuole secondarie di I grado aveva superato il tetto di spesa con uno 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sforamento dal 10 al 30%
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Come mai? Perché oltre ai libri di testo inseriti nei tetti di spesa vanno aggiunti anche i costi per i libri 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “consigliati”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , che in realtà sono invece indispensabili (come ad es. gli eserciziari) e i costi degli eventuali dizionari necessari. L’aumento è anche dovuto alla riforma del Ministro Gelmini che introduce nuove materie scolastiche fin dal primo anno, come l’insegnamento della fisica nei licei scientifici.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Alternative?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
l’ITIS Majorana di Brindisi si è inventata il 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Book in progress”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     ovvero dei libri di testo scritti da 300 docenti della rete nazionale e stampati all’interno delle scuole. Sul sito 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="http://www.bookinprogress.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      www.bookinprogress.it
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     affermano che tale iniziativa consente alle famiglie di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      risparmiare circa € 300 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    rispetto ai tetti di spesa previsti dal Ministero. Ovviamente tutta la scuola deve aderire, non i singoli alunni…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il Ministro Gelmini ci ricorda che ha attuato dei provvedimenti che faranno risparmiare fino al 30% sull’acquisto dei libri di testo: 1- 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      i tetti di spesa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (mica tanto!), 2- 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      stesso libro per 5 anni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (ma è sempre un terno all’otto e non vale per tutte le materie), 3-
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       gli e-book
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     scaricabili da internet (se li avete mai usati battete un colpo vi prego).
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Negli USA
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     (ma non solo lì) 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sono le scuole ad acquistare i libri e a darli gratuitamente agli studenti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , i quali a fine anno li restituiscono per gli studenti dell’anno successivo. Penserete: così non sarebbero soltanto gli editori a stabilire i prezzi dall’alto, ma anche i distretti scolastici, che avrebbero un maggiore potere d’acquisto rispetto al singolo studente. Peccato che non sono pochi i casi scandalo dove le scuole hanno fatto gli interessi degli editori acquistando i testi a prezzi più alti rispetto a quelli dei negozi, sprecando così il denaro pubblico. Mi domando cosa accadrebbe se si facesse così anche in Italia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ma non preoccupatevi: andrete tutti ad acquistare i libri usati spendendo la metà!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Accidenti però, il Ministro ha richiesto maggior rigore nelle valutazioni e di conseguenza sono in moltissimi gli studenti che si ritrovano con uno o più recuperi da risolvere prima di essere ammessi all’anno successivo. Gli esami di recupero si concludono una settimana prima dell’inizio della scuola, quindi i genitori non sanno ancora di quali libri avrà bisogno il loro 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “non ancora promosso”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     figliolo. Nuovi per l’anno successivo o vecchi per ripetere l’anno (sempre che non ci sia una nuova edizione!), chissà? Purtroppo i libri usati non si trovano facilmente e questa categoria avrà ancora meno possibilità di accaparrarsene uno arrivando in ritardo sulle bancarelle.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sarebbe il caso di ricordare l’articolo 34 della Costituzione Italiana:
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Per fortuna ho deciso di 
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;em&gt;&#xD;
        
                        
      
      
        fare la scuola a casa
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;/em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , altrimenti con 3 figli immaginate che salasso ogni anno?!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/libri-alla-riscossa/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Libri alla riscossa!
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rincaro-libri-scolastici.jpg" length="51350" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 26 Aug 2010 20:40:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/libri-alla-riscossa</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rincaro-libri-scolastici.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le verifiche standardizzate</title>
      <link>https://www.controscuola.it/le-verifiche-standardizzate</link>
      <description>L'articolo Le verifiche standardizzate sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/le-verifiche-standardizzate/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le verifiche standardizzate
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/verifica_invalsi.jpg" length="40483" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 21 Jul 2010 20:33:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/le-verifiche-standardizzate</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/verifica_invalsi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>“L’adolescenza” non esiste</title>
      <link>https://www.controscuola.it/adolescenza-non-esiste</link>
      <description>“Gli anni dell’adolescenza saranno anni difficili, forse terribili. Avremo a che fare con dei giovani irrequieti, in balia dei loro ormoni, ragazzi incapaci di controllarsi…” quanti genitori di bambini ora piccoli guardano al loro futuro con incertezza, preoccupati del fatto che i loro cuccioli si trasformeranno in maleducati e irruenti teenagers? Cari genitori: l’adolescenza non […]
L'articolo “L’adolescenza” non esiste sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/adolescenza.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/adolescenza.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Gli anni dell’adolescenza saranno anni difficili, forse terribili. Avremo a che fare con dei giovani irrequieti, in balia dei loro ormoni, ragazzi incapaci di controllarsi…” quanti genitori di bambini ora piccoli guardano al loro futuro con incertezza, preoccupati del fatto che i loro cuccioli si trasformeranno in maleducati e irruenti teenagers?
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Cari genitori: l’adolescenza non esiste.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Mi spiego meglio: l’adolescenza è un’invenzione. Esiste solo nel momento in cui ci credete.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Non sto parlando dei mutamenti fisici, ovviamente quelli sono un dato di fatto, ma delle vagonate di problemi, colpi di testa e rischi che sembrerebbero essere associati alla fascia di età compresa tra i 13 e i 19 anni.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Nel 1904
          &#xD;
    &lt;a href="http://web.archive.org/web/20100731080138/http://en.wikipedia.org/wiki/G._Stanley_Hall"&gt;&#xD;
      
           G. Stanley Hall
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          pubblicò uno studio in due volumi intitolato “Adolescenza”. Era il primo scritto su questo argomento. Nelle sue pagine egli definisce questo stadio della vita umana
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           pericolosamente irrazionale
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e afferma che i giovani adolescenti necessitano di un
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           controllo psicologico continuo
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          da effettuarsi tramite l’obbligo scolastico.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Fu lui a dare il via a questa menzogna.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          G. Stanely Hall credeva che gli esseri umani fossero esseri per natura irrazionali e istintivi e affermava che dovessero essere guidati da un leader carismatico che sapesse manipolare i loro istinti per il bene della nazione. Inoltre affermava che i figli unici sarebbero destinati a essere dei reietti e che i bambini in età preadolescenziale fossero dei selvaggi con cui non si potesse ragionare, addirittura da tenere sotto uno stretto controllo disciplinare (incluse punizioni corporali). Infine credeva fermamente nella selezione naturale, giudicava negativamente i poveri, i disabili e i diversi in genere ed era a favore della sterilizzazione forzata.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Questo professore americano, formatosi in Prussia e assistente di
          &#xD;
    &lt;a href="http://web.archive.org/web/20100731080138/http://it.wikipedia.org/wiki/Wilhelm_Wundt"&gt;&#xD;
      
           Wilhelm Wundt
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          psicologo comportamentale, ha inventato una malattia chiamata adolescenza e poi ha deciso (insieme ad una stretta cerchia manageriale) di curarla con la scuola.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          In questo modo
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la fetta della popolazione più attiva e produttiva veniva estromessa dalla società
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          e confinata a passare gran parte della propria giornata lontana dalla famiglia, in mano a perfetti sconosciuti.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Vi state chiedendo il perché di tutto questo? Perché individui fantasiosi e ben integrati nella società sono difficili da gestire, sono difficili da controllare poiché irrefrenabilmente pieni d’inventiva.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Essi sono scomodi alla produzione di massa che necessita di consumatori di massa, fin da piccolissimi vengono istruiti al consumo proprio nelle scuole.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           L’adolescenza è un allungamento dell’infanzia, porta i nostri figli a non crescere mai.
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Guardiamo indietro di 100 anni o poco più: un individuo di 12 anni era un giovane adulto, aveva delle responsabilità, dei doveri e quindi veniva integrato più facilmente nella società come pari rispetto agli adulti. Quelli che oggi chiamiamo bambini erano dei produttori, davano valore alle loro comunità. Purtroppo oggigiorno
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           la società ci mostra un volto di eterna giovinezza
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , non solo nel corpo, ma anche nelle azioni. I comportamenti bambineschi sono usuali in ragazzini ben oltre la soglia della maggior età e sfociano in una generale perdita dei valori e deresponsabilizzazione da parte degli adulti.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Gli individui infantili sono obbedienti e rappresentano la fetta dei consumatori più facili da gestire
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          poiché offrono poca resistenza alle proposte di marketing. In quest’era dove le capacità dialettiche e critiche sono temute, i bambini sono spinti a seguire la massa e a farlo il più a lungo possibile.
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           Tredici anni seduti
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          in classe (ma se aggiungiamo gli anni di nido e scuola materna sono almeno 17), senza alcun ruolo attivo nella società, producono una massa di individui pronti a muoversi al suono di una campanella che pensano in maniera omogena essendo stati abituati ad ascoltare e ad ubbidire.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          I nostri giovani purtroppo sono consumatori, non produttori, la società li ha formati ed etichettati per essere passivi e le scuole sono inevitabilmente diventate il miglior luogo dove questa trasformazione possa prendere atto. La scuola è diventata così un’importante pedina all’interno della corporate economy in tutto il mondo.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Facciamo la differenza: i nostri figli saranno dei
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           giovani adulti
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , non degli adolescenti da tenere al guinzaglio. Diamo loro la possibilità di mostrare quanto valgono, quanto possono realizzare, in breve
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           diamo loro fiducia
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Non trattiamoli come piccoli incompetenti, anzi dedichiamo loro del tempo per fare in modo che
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           acquisiscano delle competenze
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            . Non è mai troppo presto per cominciare a responsabilizzare i bambini e così l’adolescenza porterà frutti maturi anzichè problemi da risolvere
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/md/pexels/dms3rep/multi/pexels-photo-4762744.jpeg" length="401830" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Wed, 14 Jul 2010 20:32:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/adolescenza.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/md/pexels/dms3rep/multi/pexels-photo-4762744.jpeg">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le tagliatelle di nonna Pina</title>
      <link>https://www.controscuola.it/le-tagliatelle-di-nonna-pina</link>
      <description>  Siamo da poco tornati da una breve vacanza in famiglia. Il viaggio in auto è stato lungo e per intrattenere i bambini abbiamo ascoltato delle canzoni, una in particolare è diventata la colonna sonora della vacanza per il suo ritmo allegro e coinvolgente: “Le tagliatelle di nonna Pina”. Sono sicura che molti di voi […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                     
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tagliatellenonnapina.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tagliatellenonnapina.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Siamo da poco tornati da una breve vacanza in famiglia. Il viaggio in auto è stato lungo e per intrattenere i bambini abbiamo ascoltato delle 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      canzoni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , una in particolare è diventata la colonna sonora della vacanza per il suo ritmo allegro e coinvolgente: 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Le tagliatelle di nonna Pina”
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sono sicura che molti di voi possono ricordare o addirittura canticchiare il ritornello di questa canzone che vinse lo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Zecchino d’Oro nel 2003
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
La piccola Ottavia Dorucci, voce sicura e squillante, racconta di come i manicaretti della nonna le diano la forza per affrontare la vita quotidiana.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Ma vi siete mai soffermati ad ascoltare con attenzione il testo di quest’allegra canzone? Fino alla settimana scorsa io non l’avevo mai fatto…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La sveglia sta suonando
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Ma fatela tacere
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Perché di andare a scuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Proprio voglia non ne ho.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Alzarsi così presto
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Non è poi salutare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Ragazzi prima o poi mi ammalerò.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Invece oltre la scuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Cento cose devo far
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Inglese, pallavolo e perfino latin-dance
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
E a fine settimana
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Non ne posso proprio più (…)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La situazione è grave
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Ed anche i miei amici
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Son tutti un po’ stressati
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Per il troppo lavorar.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Il tempo pieno a scuola
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Non lo vogliamo fare
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Vogliamo star con mamma e papà
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ma intanto mi hanno iscritto
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Anche a un corso di kung-fu
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Sfruttando l’ora buca fra chitarra e ciclo-cross
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
È veramente troppo
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Io non ce la faccio più
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Mi serve una ricarica per tirarmi su (…)
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Meno male che Ottavia ha le sue amate tagliatelle fresche, purtroppo la maggior parte dei bambini si ritrova però con i ravioli confezionati di Giovanni Rana nel piatto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      A loro lo stress chi lo toglie?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     Devono andare a scuola controvoglia, rischiare di ammalarsi per il ritmo frenetico degli appuntamenti, seguire il tempo pieno benché vogliano stare con i genitori… 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Quale inferno dipinge questa non più tanto allegra canzonetta?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Qualche riga pare esagerata, ma il reso del testo non racconta nulla di nuovo. Peccato che il messaggio non sia stato raccolto e la situazione non sia stata affrontata, infatti tutti i riflettori erano puntati sulla nonna Pina e le sue gustose tagliatelle, non sulla povera bambina.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/le-tagliatelle-di-nonna-pina/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Le tagliatelle di nonna Pina
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tagliatellenonnapina.jpg" length="35127" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Sun, 11 Jul 2010 20:29:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/le-tagliatelle-di-nonna-pina</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/tagliatellenonnapina.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La scuola che vorrei</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-scuola-che-vorrei</link>
      <description>La scuola dei desideri è realmente esistita a Rozzano in via dell’Orchidea durante gli anni che seguivano la contestazione del ’68. Non vi parlo di una scuola privata sperimentale o di una realtà isolata  di qualche villaggio tra i monti, la scuola dei desideri era la scuola elementare statale di Rozzano, una cittadina alle porte […]
L'articolo La scuola che vorrei sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;a href="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/lascuolachevorrei.jpg" target="_top"&gt;&#xD;
    &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/lascuolachevorrei.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;/a&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      scuola dei desideri
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     è realmente esistita a 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Rozzano
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     in via dell’Orchidea durante gli anni che seguivano la contestazione del ’68.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Non vi parlo di una scuola privata sperimentale o di una realtà isolata  di qualche villaggio tra i monti, la scuola dei desideri era la scuola elementare statale di Rozzano, una cittadina alle porte di Milano.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    
Cosa rendeva questa scuola talmente speciale da farla rivivere ancora oggi nei racconti degli ex studenti ora quarantenni? Pedagogisti famosi, studenti con un quoziente intellettivo più alto del normale, infrastrutture futuristiche, materiali ricercati e costosi? No, nulla di tutto questo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una serie di fortunate coincidenze e la grande voglia di ricominciare, reinventare e collaborare di un gruppo d’insegnati alle prime armi ha dato vita a questa scuola diversa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ascoltiamo il racconto di 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Angelo Vigo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    , maestro di scuola elementare, docente universitario presso la facoltà di Scienze della Formazione Primaria, scrittore e molto altro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola di Rozzano non era assolutamente una scuola “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ” o diversa dalle altre. Era “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      speciale
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ” solo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      per noi
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      unica
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       solo perché era la 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nostra
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . C’era un gruppo di insegnanti giovani e motivati, casualmente diventati amici e con una visione simile su come poteva essere la scuola, l’insegnamento e il rapporto con gli alunni. Tutto qui. C’erano però gli ingredienti indispensabili per fare della scuola un ambiente positivo di crescita per tutti: per gli 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      alunni
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , per noi giovani 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      insegnanti
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e (perché no?) anche per le 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      famiglie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       stesse. Insomma, per dirla in modo semplice: “
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      credevamo
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      ” in quello che facevamo e lo facevamo con un certo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      piacere
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      .
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’erano energie
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Non solo perché eravamo giovani ma anche perché eravamo convinti che si potesse fare una scuola più interessante e che a scuola si doveva sì faticare, ma per cose interessanti e utili.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’era cultura
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Non solo perchè eravamo tutti ancora freschi di studi, ma perché eravamo convinti che un buon insegnante dovesse leggere libri, andare a teatro e al cinema, ascoltare musica, ecc.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’era passione.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Non solo perché eravamo giovani ed era facile farsi prendere dall’entusiasmo, ma perché portavamo a scuola le nostre passioni e le condividevamo con i nostri alunni.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’era creatività e fantasia.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’era divertimento.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
C’era impegno.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
C’era il piacere di fare le cose bene.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
C’era rispetto e reciproco riconoscimento di ruoli, funzioni e competenze.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
C’era disponibilità ad aiutarsi.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non sto mitizzando un periodo. Sto solo descrivendo quello che c’era o che si cercava di fare. E che per diversi anni abbiamo fatto.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Intorno c’era tutto quello che c’è ancora oggi: burocrazia, diffidenza, ambiente sociale difficile, colleghi con una concezione della scuola completamente differente, scarsità di mezzi e di risorse.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
A quei tempi 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      mancavano addirittura le aule
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       e c’erano i doppi turni: a rotazione si andava a scuola al mattino oppure al pomeriggio e si doveva condividere l’aula con altri insegnanti e con altri alunni.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Forse è tutto questo insieme di cose che rende così vividi i ricordi degli ex alunni di allora e i nostri. In realtà credo che molto semplicemente in quegli anni fu possibile 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      sperimentare una scuola nella quale si credeva
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      , una scuola diversa da quella tradizionale che era senza tutte quelle cose che sono state elencate prima.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      C’era, e c’è ancora, una scuola senza energie, senza cultura, senza passione, senza creatività, senza fantasia, senza divertimento, senza piacere, senza rispetto, senza riconoscimento di ruoli e funzioni e senza disponibilità ad aiutarsi. Ma, ovviamente, 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      c’era e c’è ancora una scuola completamente diversa
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      . Ma è nascosta. Non è la scuola ufficiale. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ci sono maestri eccezionali, motivati, appassionati, creativi, competenti.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Ma lavorano quasi di nascosto, umilmente, senza mettersi in mostra. Sono i maestri che tra circa quarant’anni potrebbero incontrarsi con i loro ex alunni e ricordare piacevolmente l’esperienza di scuola. Sono i maestri e le maestre che ogni giorno combattono non tanto contro questo o quel ministro, contro questa o quella circolare, ma 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      contro l’idea che la scuola debba per forza essere un luogo dove si imparano cose banali, dove si sta fermi e seduti al banco per la maggior parte del tempo, dove tutto quello che è l’esperienza quotidiana della vita debba essere lasciata fuori.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una scuola senza cultura, senza passione, senza rispetto. Una scuola senz’anima, zeppa di verifiche, di controlli, di disposizioni, di regole, di abitudini difficili da cambiare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una scuola dove si “deve” andare, non dove “vale la pena” andare. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una scuola dalla quale fuggire ogni giorno con un grido liberatorio, appena suona la campanella. Il grido di liberazione che i bambini fanno spesso all’uscita da scuola (e ancora di più ogni anno, all’uscita dell’ultimo giorno di scuola) è per me come un pugno nello stomaco. Da che cosa si stanno liberando questi bambini? Li abbiamo tenuti prigionieri? Abbiamo loro rubato 4, 6, 8 ore della loro vita ogni giorno? Li abbiamo fatti soffrire?
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
Possibile che la scuola debba essere un’esperienza di questo genere?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Ecco cos’era l’esperienza dei miei primi anni di insegnamento che ora un’ex alunna ricorda con piacere: una scuola dalla quale non solo non si voleva fuggire, ma nella quale valeva la pena andare, sia come alunni sia come insegnanti. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Una scuola piacevole, non facile. Una scuola faticosa, non opprimente. Una scuola dove il mondo entrava, con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
       Una scuola dove si poteva riflettere su tutto. Dove “insieme” ai genitori si poteva davvero decidere cosa fare. Fare teatro? Fare pittura? Vedere un film? Organizzare un’uscita? Se ne parlava insieme e nessuno diceva sì o no senza motivazioni appropriate. Nessuno si nascondeva dietro disposizioni, regolamenti o mancanza di fondi. Non vinceva la “situazione problematica” esistente. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Vinceva la determinazione 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      nel voler fare ciò che tutti ritenevamo utile e necessario.
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Oggi è persino facile parlar male della scuola e forse c’è chi fa di tutto perché si parli male della scuola e degli insegnanti. Ma davvero si può fare a meno della scuola? Forse possiamo cambiarle un po’ la forma e l’organizzazione, ma la possibilità che per qualche ora al giorno dei bambini si ritrovino insieme e, nel rispetto di regole condivise, sotto la guida di un adulto attento e competente facciano esperienza del mondo e degli strumenti necessari per meglio indagarlo e rappresentarlo, non mi sembra una cosa facilmente eliminabile. E non è poi così facile essere un adulto capace di guidare i bambini nella conoscenza del mondo e degli strumenti necessari per capirlo. Può sembrare facile, ma solo se non si riflette a fondo su cosa, come e quando un bambino può imparare.
      
    
    
                      &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      “Non si crea la conoscenza; si possono solo creare le condizioni perché essa avvenga”,
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    &lt;em&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      
diceva Von Humbolt. Ma non è neppure facile creare queste condizioni e la formula che consenta l’organizzazione ideale di quel momento di formazione e istruzione dei bambini che abbiamo chiamato “scuola”, forse non esiste. 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/em&gt;&#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Non penso che valga la pena essere contro la scuola. Penso che valga la pena essere contro la scuola inutile. Si può creare un vasto movimento d’opinione perché la scuola torni ad essere utile, ma naturalmente bisognerà precisare: utile a chi?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-scuola-che-vorrei/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola che vorrei
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/lascuolachevorrei.jpg" length="35193" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Mon, 21 Jun 2010 20:21:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Sicurezza in auto</title>
      <link>https://www.controscuola.it/sicurezza-in-auto</link>
      <description>L'articolo Sicurezza in auto sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/sicurezza-in-auto/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Sicurezza in auto
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:11:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/sicurezza-in-auto</guid>
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    </item>
    <item>
      <title>Piovono Piselli</title>
      <link>https://www.controscuola.it/piovono-piselli</link>
      <description>Quest’estate è amica delle piante. Ha deciso di non soffocarle con un caldo torrido, ma le delizia con un alternarsi di sole e lunghe giornate di pioggia. Anche questa domenica infatti siamo indoors a inventarci nuovi giochi in attesa che la pioggia si calmi. Tramite il GAS abbiamo acquistato tre Kg di piselli da sbaccellare […]
L'articolo Piovono Piselli sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/piselli1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quest’estate è amica delle piante. Ha deciso di non soffocarle con un caldo torrido, ma le delizia con un alternarsi di sole e lunghe giornate di pioggia. Anche questa domenica infatti siamo indoors a inventarci nuovi giochi in attesa che la pioggia si calmi. Tramite il GAS abbiamo acquistato tre Kg di piselli da sbaccellare e ci siamo tutti messi all’opera.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Sbaccellare ha subito interessato Nicholas (18mesi), quale sorpresa per lui trovare tutte quelle palline nascoste. Thomas (5 anni) ha imparato ad usare il coltellino svizzero assieme a suo papà e Olivia (3 anni) ci ha stupito mentre utilizzava il coltello da tavola con grande dimestichezza per incidere i baccelli delicatamente prima di aprirli. Dopo una mezz’oretta il gioco è cambiato, i bambini hanno preso i loro righelli e hanno iniziato a misurare prima i baccelli e poi i piselli. Abbiamo cercato di indovinare quanti piselli  avessimo ricavato.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Un baccello ci ha regalato un’altra emozione quando al suo interno abbiamo trovato  due bruchi, abbiamo pensato al libro  The Very Hungry Caterpillar di Eric Carle (uno dei nostri preferiti) e abbiamo deciso di tenerli con noi per qualche tempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Tutto è avvenuto in maniera naturale, il mio lavoro in cucina li ha incuriositi, da soli hanno manipolato, contato, misurato, discusso di alimentazione, studiato un piccolo bruco e aiutato la loro mamma a preparare quella che sarà la cena.  Anche questo è homeschooling.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/piovono-piselli/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Piovono Piselli
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
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    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/piselli1.jpg" length="18375" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 17 Jun 2010 20:38:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/piovono-piselli</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/piselli1.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>La scuola a casa è roba da ricchi?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/la-scuola-a-casa-e-roba-da-ricchi</link>
      <description>No. Posso portare il nostro esempio. Siamo una famiglia di 5 persone:  mio marito ha uno stipendio da impiegato, io non lavoro, abbiamo 3 figli, diversi animali domestici, un mutuo molto lungo sulla casa, un’auto e una moto (mio marito percorre 60 Km ogni giorno per andare a lavoro), paghiamo le tasse e tutte le […]
L'articolo La scuola a casa è roba da ricchi? sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Posso portare il nostro esempio.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Siamo una famiglia di 5 persone:  mio marito ha uno stipendio da impiegato, io non lavoro, abbiamo 3 figli, diversi animali domestici, un mutuo molto lungo sulla casa, un’auto e una moto (mio marito percorre 60 Km ogni giorno per andare a lavoro), paghiamo le tasse e tutte le bollette come sicuramente fate voi. Non ci manca nulla. Certo è vero, non andiamo al ristorante, non andiamo spesso dal parrucchiere e non facciamo week end fuori porta di routine, ma siamo felici lo stesso. Abbiamo deciso di fare homeschooling e a dire la verità questo non farà variare il nostro budget, anzi non avremo spese di benzina per portare i bambini a scuola e nemmeno rette per la mensa da pagare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Trovo che l’investimento più oneroso  in questo tipo di progetto sia di tipo emotivo,  di tempo, di fiducia.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Innanzitutto bisogna che i genitori trovino un modo di far conciliare il loro lavoro con il tempo da dedicare ai propri figli. L’ideale sarebbe che uno dei genitori stesse a casa, oppure entrambi potrebbero lavorare seguendo dei turni alternati se l’impiego lo permettesse.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Lavorare da casa sarebbe un’altra ipotesi, molti lavori d’ufficio si possono svolgere a casa con  il supporto del proprio computer.  Importante è sensibilizzare i propri datori di lavoro spiegando le motivazioni che spingono a chiedere un part time o il telelavoro.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Inoltre si potrebbe pensare di coinvolgere nel progetto di scuola a casa altre famiglie che abitano nella vostra zona. Ci sono già alcune realtà in cui genitori con bambini di età simile (ma si potrebbe fare anche con età differenti) si sono riunite per creare una loro scuola.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Genitori con lavori e orari diversi possono coprire più ore di presenza alternandosi nella cura dei piccoli (o dei grandi!) e questa realtà eterogenea  sarebbe sicuramente uno stimolo per il gruppo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Non bisogna poi dimenticarsi delle persone che gravitano attorno alla famiglia, i nonni in primis, ma anche zii, fratelli maggiori e amici che possono veicolare nozioni importanti e quindi partecipare attivamente all’educazione a casa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Spesso sento di mamme costrette a rinunciare a tutto il loro stipendio per pagare una baby-sitter o le rette per gli asili nido o le scuole private. Mi domando se quella sia la scelta giusta, perché invece di far girare i soldi un genitore non decide di stare a casa ad occuparsi dei propri figli? Anche in una scuola pubblica i costi non sono pari a zero, pensate ai libri di testo, alle gite, alla mensa, al materiale personale…
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Ho letto anche molti racconti di mamme single che hanno scelto di istruire a casa i propri figli.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Le barriere insormontabili sono quelle che ci poniamo noi stessi.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il denaro può essere un ostacolo, ma non può da solo farvi rinunciare al progetto homeschooling.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;a href="/la-scuola-a-casa-e-roba-da-ricchi/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      La scuola a casa è roba da ricchi?
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
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    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
                    &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
    .
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuolaricchi.jpg" length="6600" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 08 Jun 2010 20:47:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/la-scuola-a-casa-e-roba-da-ricchi</guid>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/scuolaricchi.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Come ho convinto mio figlio a mangiare l’arrosto (senza trucchetti da mamma)</title>
      <link>https://www.controscuola.it/come-convincere-bambino-a-mangiare-carne</link>
      <description>Una storia vera di cena in famiglia: un arrosto profumato, un figlio che dice “no” alla carne, e una mamma che impara a fidarsi. Scopri com’è andata a finire.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56778; Cosa cucino stasera? Il dilemma da frigorifero vuoto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E’ quasi ora di cena, apro il frigorifero sperando di trovarci la risposta alla domanda: “Cosa preparerò da mangiare?”. Quattro cipolle, una forma di grana, un cespo d’insalata e del sedano mi guardano, ma non proferiscono parola. Il latte e due uova non sono d’aiuto alcuno. Non compriamo quei piatti surgelati “pronti in un attimo” che costano un sacco e hanno la lista degli ingredienti più lunga dell’elenco telefonico, quindi non avevo alcuna arma segreta da usare.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57174; L’arrosto: semplice, profumato, irresistibile
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Urrà, mi ricordo che la sera prima avevo scongelato un bel pezzo di carne da fare arrosto. In un oretta o poco più è pronto e il profumino invade la casa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Attirata dagli aromi Olivia chiede “Mommy, what are you cooking?” lei che da sempre è incuriosita dal mio lavoro ai fornelli si alza sulle punte per vedere meglio cosa c’è in pentola. “Roast” rispondo io e lei torna a giocare con un fare pensieroso.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56901;‍♂️ “Io la carne non la mangio” – La sfida di Thomas
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Dopo poco arriva Thomas e guardandomi dritto negli occhi mi dice che lui la carne non la mangia. All’improvviso ritorna Olivia che mi dice “Mommy, I love meat, io invece lo mangerò tutto” (dovete sapere che per quella punta di rivalità che c’è tra fratelli ogni qualvolta Thomas si rifiuta di fare qualcosa Olivia si offre volontaria entusiasta).
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Solitamente non dò alternative ai pasti, quello che c’è di pronto si mangia e se proprio i bambini si rifiutano (cosa che succede raramente) non li obbligo, ma cerco di convincerli.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quella sera però c’era
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           solo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’arrosto e decido che per Thomas l’avrei
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           nascosto
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            in due fette di pane, in breve un panino. Tutti a tavola iniziamo a mangiare tranne Thomas che ispeziona il panino sospettoso. Lo apre. Argh! Avevo dimenticato di togliere TUTTI gli aghetti del rosmarino che ora navigavano felici nella maionese.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Mommy, what are these green things?! Io non lo mangio.” Io e il papà ci spazientiamo, insistiamo che la carne va mangiata almeno ogni tanto, che per crescere forti bisogna mangiare bene, che la mamma ha cucinato la carne con cura e amore per tutti, ecc… A volte penso che in queste situazioni noi genitori usiamo un repertorio di retorica obsoleto, al quale spesso non crediamo nemmeno noi, ma che per qualche motivo si trova indelebilmente impresso nel nostro cervello che ci spinge, puntuale, a recitarlo. Papà Matteo stava per interpellare i bambini poveri che non hanno da mangiare quando, grazie al cielo, sono tornata in me.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56800; La retorica da genitore… e un cambio di rotta
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Chi stavo cercando di fregare? Invece di trattare mio figlio come un ingenuo da gabbare ho deciso in quel momento di non fare alcuna differenza tra lui e noi e di rispettarlo nelle sue scelte senza intervenire con opere di convincimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “You are right! Questa carne non deve stare nel panino, tirala fuori perché ora ti dò un coltello e, se vuoi, la tagli e la mangi come facciamo noi”. Ho sempre pensato che i bambini possano (appena fossero abbastanza responsabili) imparare ad usare un coltello a tavola, ora era il momento giusto.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56618; Il coltello, l’autonomia e una piccola conquista
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Thomas, cinque anni compiuti da poco, ha così estratto la fetta di roast dal panino che cercava di nasconderla, fiero ha impugnato il coltello e in un battibaleno ha mangiato tutto. “Can I have more, please?” la seconda fetta lo ha aiutato a perfezionare la tecnica (a volte adopera le mani invece della forchetta per tenere ferma la preda, ma noi non glielo facciamo pesare) e fiero e felice ha chiesto di alzarsi dal tavolo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ❤️ Una lezione da ricordare… e il roast beef più buono mai cucinato
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Penso che quello sia stato il roast beef più buono che io abbia mai cucinato!
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/arrosto-per-cena.png" length="4009463" type="image/png" />
      <pubDate>Tue, 01 Jun 2010 20:54:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
      <guid>https://www.controscuola.it/come-convincere-bambino-a-mangiare-carne</guid>
      <g-custom:tags type="string" />
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/arrosto-per-cena.png">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/arrosto-per-cena.png">
        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Splash!</title>
      <link>https://www.controscuola.it/splash</link>
      <description>Molti genitori pensano che non si possa socializzare al di fuori della scuola. Non sono assolutamente d’accordo. Innanzitutto la socializzazione vera non è quella che vede il bambino relegato in una classe dove non è libero né di parlare né di muoversi a suo piacimento e dove trova solo coetanei. La vita è fatta di […]
L'articolo Splash! sembra essere il primo su Controscuola.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Innanzitutto la socializzazione vera non è quella che vede il bambino relegato in una classe dove non è libero né di parlare né di muoversi a suo piacimento e dove trova solo coetanei.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    La vita è fatta di relazioni con persone di tutti i tipi e di tutte le età.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Qualsiasi uscita può diventare un momento di socializzazione, un’esperienza vera e non artificiale come quella proposta dalle scuole.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Se desiderate che vostro figlio si relazioni con dei bambini vi sono comunque molte attività pomeridiane a cui potete partecipare.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Una delle nostre attività preferite è il nuoto. Tutti e tre i miei figli hanno trovato grazie a questo sport amici con cui condividere il pomeriggio  dopo la lezione e negli anni hanno instaurato dei legami che perdurano al di fuori dell’ambiente sportivo. Thomas ha un bellissimo rapporto con il suo insegnate Stefano che lo segue da quando aveva un anno e che trasforma ogni lezione in una divertente avventura fatta di sfide, risate e salti in acqua.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Questa è la socializzazione libera da schemi e forzature, queste sono le esperienze che ci ricorderemo tra dieci anni con un sorriso, ne sono certa.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
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    &lt;a href="/splash/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Splash!
    
  
  
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    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
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    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
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      <pubDate>Thu, 27 May 2010 20:57:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Il Cancelletto</title>
      <link>https://www.controscuola.it/il-cancelletto</link>
      <description>C’è un gioco che tutti e tre i miei figli amano fare. In cima alle scale interne di casa nostra abbiamo messo un cancelletto di protezione, Thomas (5) lo sa aprire e chiudere, Olivia (3) sta imparando e Nicholas (18 mesi) è il vero motivo per cui quel cancelletto sia ancora li.  Tutti sono molto […]
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      <content:encoded>&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/cancelletto1.jpg" alt="" title=""/&gt;&#xD;
  &lt;span&gt;&#xD;
  &lt;/span&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;h2&gt;&#xD;
  
                  
  C’è un gioco che tutti e tre i miei figli amano fare.

                &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    In cima alle scale interne di casa nostra abbiamo messo un cancelletto di protezione, Thomas (5) lo sa aprire e chiudere, Olivia (3) sta imparando e Nicholas (18 mesi) è il vero motivo per cui quel cancelletto sia ancora li.  Tutti sono molto attenti al più piccolo e sono consapevoli del fatto che egli non abbia ancora imparato a scendere le scale da solo, quindi sanno che il cancelletto deve essere chiuso bene quando lui è al piano di sopra.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Quando in gruppo saliamo per le scale il primo di loro che arriva in cima e passa il cancello, lo chiude, bloccando tutti gli altri sulle scale. Ognuno di noi deve quindi dire una frase scelta dal fortunato o dalla fortunata che ha il potere di concedere o negare l’apertura del cancelletto e il passaggio al piano superiore. Di solito dobbiamo dire frasi tipo “Por favor, abre!”  oppure “ Please open the gate sir/madame”. L’apertura non viene mai negata dopo aver detto la frase magica e il tutto si risolve in poco tempo.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Olivia è quella che ama maggiormente fare questo gioco e anche quello simile dove lei è il leader che decide quando salire e traina tutti gli altri alle sue spalle  senza che essi possano sorpassarla.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Il fatto è che quando si è di corsa o quando bisogna andare su per fare qualcosa d’importante, questo giochetto stufa noi adulti che “perdiamo minuti preziosi” aspettando che ognuno dica la sua parte e si possa finalmente salire.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Anche a me è capitato di spazientirmi, poi ho pensato all’importanza di questo rituale. I bambini sono sempre in balia di noi giganti, noi decidiamo quasi tutto, abbiamo super poteri che loro si sognano (possiamo guidare un’auto, cucinare, prendere oggetti pesanti, aprire le porte con le chiavi…)  e  farebbero qualsiasi cosa per ottenere.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Grazie al gioco del cancelletto anche il più piccolo può avere un super potere e fermare, sebbene per poco, lo scorrere del tempo, il procedere della giornata. Tutti si fermano sulle scale e tutti sanno cosa fare per far tornare la normalità. Si rispetta il volere di chi è in cima che diventa così padrone delle sue azioni e di quelle degli altri, amici o membri della famiglia, proprio come uno dei giganti.
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    Che sicurezza e felicità vedo negli occhi di Olivia quando ci chiede di proferire la frase scelta e come si arrabbia se qualcuno per scherzo non l’ascolta. Rispettiamo i giochi dei nostri bambini, a volte non ce ne accorgiamo, ma per loro hanno molto più valore di quello che noi pensiamo, pur essendo giganti a volte non ci vediamo molto bene!
                  &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
                    L'articolo 
    
  
  
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    &lt;a href="/il-cancelletto/"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Il Cancelletto
    
  
  
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    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
     sembra essere il primo su 
    
  
  
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    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
                      
    
    
      Controscuola
    
  
  
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    &lt;/a&gt;&#xD;
    
                    
  
  
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  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Tue, 25 May 2010 20:59:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Le rotelle della Bici</title>
      <link>https://www.controscuola.it/le-rotelle-della-bici</link>
      <description>“Papà, voglio togliere le rotelline alla mia bici.” Thomas ha 5 anni compiuti da poco e con due veloci mosse toglie le rotelline guida alla sua bici blu. Ormai è grande e presto sfreccerà anche lui come gli altri grandi su due ruote al parchetto. La sua sicurezza svanisce quando prova ad andarci sul serio: […]
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      <content:encoded>&lt;h2&gt;&#xD;
  
         “Papà, voglio togliere le rotelline alla mia bici.”
        &#xD;
&lt;/h2&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Thomas ha 5 anni compiuti da poco e con due veloci mosse toglie le rotelline guida alla sua bici blu. Ormai è grande e presto sfreccerà anche lui come gli altri grandi su due ruote al parchetto. La sua sicurezza svanisce quando prova ad andarci sul serio: si sbilancia verso sinistra, destra, perde l’equilibrio, un piede s’infila sotto la ruota e cade.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Una, due, tre volte. “Mamma, io rimetto le ruote piccole”. Delusione, dispiacere, sconfitta. Lo incoraggio: “Dai, non ti preoccupare, presto ce la farai. Serve solo esercizio, domani riproveremo.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Durante i due mesi successivi papà Matteo corre dietro a Thomas su e giù per la pista ciclabile, una mano sul sellino, l’altra pronta a prenderlo in caso di caduta. Prima togliamo la rotellina destra lasciando quella sinistra e poi facciamo l’opposto come ci hanno consigliato degli amici esperti. Nulla, dopo parecchie settimane, decine e decine di capitomboli e la schiena di Matteo ricurva a pezzi non sappiamo più cosa fare. Eppure Thomas ha cinque anni, l’età giusta per togliere le rotelline, ha avuto tutto l’aiuto possibile, glielo abbiamo mostrato, spiegato, insegnato…
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Entrambi ci chiedevamo “Perchè non riesce?!” e poi un pomeriggio di Aprile è stato invitato a giocare a casa di due amichetti che abitano poco lontano. Pieno d’incertezza ha raggiunto la loro casa sulle sue due ruote traballanti per scoprire che loro invece sfrecciavano come i grandi, piuttosto bene. Nel tardo pomeriggio sono andata a riprenderlo e non ho trovato più il mio piccolo squilibrato, ma una scheggia impazzita e piena di entusiasmo su due ruote. Rosso in volto mi ha sorriso: “Mamma, guardami ho una sorpresa per te!” e poi ha fatto tre giri velocissimo e sicuro sulle sue due ruote frenando a tre millimetri dal mio piede. Da quel giorno non si è più fermato, se potesse mangerebbe e dormirebbe in bici, si sente grande e indipendente. Che conquista!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Conquista che ha ottenuto da solo con la sua perseveranza e costanza, perché lui voleva farcela.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Sono bastate due orette scarse con degli amici da imitare, ha scelto loro come insegnanti, e la forza del gruppo ha fatto il resto, tutto qui.
          &#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
    
          Ho subito pensato alla schiena di Matteo che poteva essere risparmiata, ma ahimè era troppo tardi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ricordiamoci che i bambini imparano molto di più da altri bambini che da noi adulti, ma sopratutto ricordiamoci che non ci sono scadenze e metodi standard da seguire nell’apprendimento. Non credete ai manuali che vi dicono come, dove e quando vostro figlio dovrà fare una certa cosa, rare volte questi libri hanno ragione e purtroppo molto spesso creano ansie e dubbi ai genitori. I bambini imparano a camminare, parlare, leggere, contare e andare su due ruote in bicicletta senza che nessuno glielo s’insegni in modo canonico, noi adulti invece dobbiamo imparare a metterci da parte e a fidarci delle innate abilità di ciascun bambino.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          L'articolo
          &#xD;
    &lt;a href="/le-rotelle-della-bici/"&gt;&#xD;
      
           Le rotelle della Bici
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          sembra essere il primo su
          &#xD;
    &lt;a href="https://www.controscuola.it"&gt;&#xD;
      
           Controscuola
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    
          .
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rotelle-bicicletta.jpg" length="42545" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 20 May 2010 21:01:00 GMT</pubDate>
      <author>matteocurto@gmail.com (Matteo Curto)</author>
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      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/rotelle-bicicletta.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perchè scrivere controcorrente o meglio... Controscuola?</title>
      <link>https://www.controscuola.it/perche-ho-deciso-di-fare-controscuola</link>
      <description>Sono sempre stata una brava studentessa. Alle elementari ero “la cocca” della maestra subendo al contempo le angherie dei compagni di classe gelosi, alle medie ho passato il mio tempo a studiare il comportamento dei professori e dei miei coetanei e nel giro di tre anni ho capito cosa dovevo fare per essere una ragazza […]
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      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Sono sempre stata una brava studentessa. Alle elementari ero “la cocca” della maestra subendo al contempo le angherie dei compagni di classe gelosi, alle medie ho passato il mio tempo a studiare il comportamento dei professori e dei miei coetanei e nel giro di tre anni ho capito cosa dovevo fare per essere una ragazza popolare e andare bene a scuola con il minimo sforzo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Alcune materie mi piacevano più di altre, ma non posso dire che mi piacesse studiare, lo facevo perché andava fatto.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Alle superiori ho affinato le mie tecniche di studio e d’osservazione e mi sono piuttosto divertita cercando di rendere l’esperienza nell’istituto che frequentavo il più socievole e ricca possibile facendo molte attività che esulavano dal curriculum tradizionale.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A diciannove anni, mentre frequentavo l’università, ho cominciato ad insegnare: essendo madrelingua inglese ho facilmente trovato lavoro in alcune scuole milanesi. Ho insegnato ad adulti e bambini di diverse età e di diversi ceti sociali. Spesso mi trovavo a dover seguire per filo e per segno un curriculum che  non avevo scelto e per adattare l’insegnamento alle diverse persone che avevo davanti reinventavo il programma e facevo di testa mia attirando le ire delle direttrici. A detta degli studenti ero una brava insegnate, ma dopo qualche anno di grande impegno lasciavo gli incarichi perché non mi trovavo in accordo con la rigida linea di apprendimento dettata dalle scuole per cui ho lavorato.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Essendo una persona che finisce sempre ciò che ha iniziato ho dato tutti gli esami nei tempi richiesti anche se ero consapevole che le materie che stavo studiando non mi sarebbero mai -o quasi mai- servite nella vita. Volevo allontanarmi da casa ed essere indipendente, ero una brava studentessa e mi sentivo in obbligo di andare all’università… sapete una laurea serve sempre!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          A ventiquattro anni ho terminato gli studi, sposandomi la medesima settimana in cui ho discusso la tesi.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Come vedete la mia vita privata e professionale viaggiava di pari passo con lo studio che non è mai stato il centro della mia vita, ma piuttosto un contorno obbligatorio. Un contorno che però ha occupato parecchi momenti, che è costato denaro a me e alla mia famiglia e che ha lasciato meno di quanto ha preso.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ora sono mamma di tre bambini e impartisco lezioni private principalmente ai giovani in età scolare. Ho avuto l’opportunità di assaggiare la scuola come genitore.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Devo ammettere che non ho ancora sentito una mamma felice della scuola frequentata dal figlio, non ho ancora conosciuto un bambino entusiasta del fatto di andare a scuola.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Al contrario ho visto bambini perdere la gioia di svegliarsi alla mattina e li ho visti diventare adolescenti disorganizzati e menefreghisti incapaci di crescere e prendersi le proprie responsabilità.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ho trovato due colpevoli per questo: il sistema scolastico e la televisione. Noi l’abbiamo eliminata dal soggiorno e messa nella camera da letto mia e di mio marito, semi nascosta. I nostri figli guardano dvd selezionati, ma non ogni giorno.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          La scuola elementare da scegliere per il primogenito era il mio cruccio. Non trovo giusto che la giornata scolastica di un bambino sia di otto ore, penso che sia un modo per fare babysitting di cattiva qualità ai genitori che non possono o non vogliono occuparsi dei loro figli. E’ un modo per far lavorare le ditte di catering e le mense.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Otto ore sono troppe: proprio alle elementari quando il bisogno di muoversi e conoscere tramite l’esperienza concreta è più forte, i bambini sono rinchiusi per quasi tutta la giornata e obbligati a stare seduti.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ho chiamato le scuole del mio circolo e gli uffici della pubblica istruzione della mia città, ma nessuno poteva indicarmi una scuola che facesse mezza giornata. A momenti mi prendevano per pazza!
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Ripensando alla mia infanzia, mettendo sulla bilancia i pro e i contro dello scegliere la scuola familiare, riflettendo sul fatto che in molti altri paesi (sopratutto negli Stati Uniti) l’homeschooling è ampiamente diffuso e che i dati che si hanno dimostrano che i bambini cresciuti così sono anche cinque anni più avanti dei loro coetanei educati nelle scuole, io e mio marito, che abbiamo fiducia nelle capacità dei nostri figli e nelle nostre, abbiamo deciso di provarci.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          Con questo blog voglio spronare altre famiglie a fare lo stesso, a rimboccarsi le maniche per migliorare la società partendo dai propri figli,  desidero aiutare chi vuole unirsi a noi, ma ha paura di non farcela ad andare contro il sistema scolastico vigente che così com’è non offre nulla di utile al futuro del Paese.
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 15 May 2010 21:03:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Perché i bambini odiano la scuola? Una riflessione sull’istruzione tradizionale e l’homeschooling</title>
      <link>https://www.controscuola.it/perche-bambini-odiano-scuola-riflessione-istruzione-tradizionale-homeschooling</link>
      <description>Studiare è noioso? Forse è il sistema ad esserlo. Erika Di Martino spiega perché tanti bambini rifiutano la scuola e come l’istruzione parentale può essere una soluzione concreta.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55356;&amp;#57235; Imparare è naturale: allora perché a scuola diventa noioso?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           “Uffa, che pizza studiare!”, “La scuola è una noia, a me non piace imparare”: chi di noi non ha mai sentito (o detto) queste frasi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Eppure, se osserviamo un bambino piccolo, vediamo l'opposto:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni giorno è una scoperta,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni oggetto è un esperimento,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Ogni domanda è un ponte verso la conoscenza.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Nei primi anni di vita, i bambini imparano tantissimo: camminare, parlare, comunicare. E tutto questo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           senza compiti, voti, interrogazioni o obblighi
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Solo per curiosità naturale, osservazione e voglia di esplorare il mondo.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ⚠️ E se esistessero esami a 18 mesi?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Immaginate se un bimbo di 18 mesi dovesse essere esaminato su:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quante parole conosce
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se ha una buona coordinazione
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se sa sedersi composto per 30 minuti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           E se una commissione gli desse un voto? Sarebbe assurdo. Eppure è esattamente ciò che succede ai nostri figli a partire dai sei anni.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56517; Quando arriva la scuola, cosa cambia?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Il bambino curioso, che faceva mille domande, diventa timido, silenzioso, teme di sbagliare. Il genitore, da guida e compagno di giochi, diventa un controllore:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Verifica i compiti
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Si assicura che la cartella sia pronta
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Corre contro il tempo tra scuola e attività
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Le giornate si riempiono di obblighi e il tempo libero si riduce a poche ore serali, quando tutti sono stanchi.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ❓ I bambini odiano studiare o odiano come viene insegnato?
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “I bambini giocherebbero e basta!” si sente dire spesso. Ma è falso:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           i bambini vogliono imparare
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Ciò che rifiutano è:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            l’obbligo,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il giudizio,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            la standardizzazione,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            le lunghe ore seduti,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            il poco ascolto delle loro esigenze.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La scuola non istruisce:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           addestra
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Premia, punisce, valuta, omologa.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Nessun adulto accetterebbe un trattamento simile nel proprio lavoro.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h3&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55358;&amp;#56605; Una strada alternativa: Educazione Parentale
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h3&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Noi abbiamo scelto un percorso diverso:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           l'istruzione parentale
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Crediamo che imparare debba essere un processo:
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;ul&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vivo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            autonomo
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
    &lt;li&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            rispettoso dei tempi del bambino
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/li&gt;&#xD;
  &lt;/ul&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Fare homeschooling non è un'utopia: è una possibilità concreta, reale, accessibile.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            E soprattutto:
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           non sei solo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           . Esistono famiglie, gruppi, comunità che stanno facendo questo percorso o sono pronte a cominciarlo con te.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           ✨ Conclusione
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Non sono i bambini ad essere sbagliati. È il sistema che li allontana dalla gioia dell'apprendimento.
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Se anche tu senti che c'è un altro modo per crescere e imparare,
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           inizia da qui
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           .
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ✉️ Scopri
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;a href="https://www.edupar.it/" target="_blank"&gt;&#xD;
      
           EDUpar.it
          &#xD;
    &lt;/a&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           , incontra altre famiglie e trova la tua strada verso un apprendimento libero e felice.
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/02c74a74/dms3rep/multi/noia-scuola.png" length="3759331" type="image/png" />
      <pubDate>Sun, 09 May 2010 20:28:00 GMT</pubDate>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>I NO che non servono: come evitare divieti inutili e crescere bambini autonomi</title>
      <link>https://www.controscuola.it/i-no-che-non-servono-come</link>
      <description>Quanti NO diciamo ai bambini senza pensarci? Scopri quando dire NO ha davvero senso e come costruire fiducia, autonomia e ascolto nella relazione educativa.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ❌ Troppi "no": un'abitudine che limita
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Quante volte un adulto dice di
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ad un bambino senza nemmeno chiedersi il
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           perché
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            ? Senza nemmeno aver riflettuto o nei casi peggiori ascoltato la domanda che cortesemente il bambino gli ha posto. Quante volte l’adulto dice
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           al volo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , semplicemente perché lui non farebbe quella scelta o non compierebbe quell’azione? Oppure perché non gli conviene, perché non vuole
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           *perdere tempo*
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            stando dietro al bambino?
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            &amp;#55357;&amp;#57003; Esempi di NO inutili nella vita quotidiana
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            “Posso versarlo da solo?” “
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            , poi rovesci e sporchi.”
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            
           &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso andare sul lettone?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , perché ormai sei grande.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso avere un bicchiere di latte, un pezzo di pane, un frutto? “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , è quasi ora di cena poi non mangi.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso finire di giocare?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , ora è ora di andare, muoviti!”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso stare ancora a letto sono stanca!” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , devi andare a scuola e siamo in ritardo!”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso aiutarti?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , poi ti fai male e piangi.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso mettermi quella maglietta?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , non sta bene coi pantaloni.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso salire li sopra?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , perché poi ti fai male.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    
          “Posso togliermi il maglione, sudo?” “
          &#xD;
    &lt;b&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/b&gt;&#xD;
    
          , fa freddo.”
         &#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
            ⚠️ Il NO va usato con consapevolezza
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            La prossima volta che quel
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           senza motivo
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            vi sta per uscir di bocca ricacciatelo dentro e fatelo star zitto. 
             &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Il
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           NO
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           è importante e non deve andare a spasso inutilmente.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            Egli deve esserci, pronto e lesto nei momenti di pericolo, nei momenti di educazione, nelle richieste veramente controproducenti. E’ un utile alleato quando è seguito da spiegazioni sensate e amorevoli. 
            &#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;h2&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           &amp;#55357;&amp;#56492; Educare con il SÌ e con l’ascolto
          &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/h2&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
           Altrimenti i vostri piccoli non lo riconosceranno più e smetteranno di chiedervi il permesso di fare certe cose. 
            &#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Ascoltate
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
            i bambini, non pensate sempre al peggio e con i SI costruite la fiducia che avranno in loro stessi e delle ali per volare indipendenti.
           &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           Sperimentare significa
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
           crescere.
          &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        &lt;br/&gt;&#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Sat, 01 May 2010 20:25:00 GMT</pubDate>
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