Homeschooler adolescenti: università sì o no?


Trascrizione di un discorso tenuto da Patrick Farenga alla Washington Homeschool Organization il 2 giugno 1995. Ristampato con il permesso della HoltGWS LLC, 2017. Traduzione a cura di Marzia Bosoni

Questo discorso è stato tenuto davanti ad un pubblico americano, quindi riferimenti all’età, ai costi universitari, ecc. sono da intendersi per la realtà statunitense del 1995. Negli Stati Uniti il college è un istituto d’istruzione superiore e college ed università sono usati in modo interscambiabile perché entrambe le istituzioni offrono percorsi di laurea. Per evitare confusioni, quindi, ho scelto di rendere ‘college’ con ‘università’ per utilizzare un termine più vicino all’esperienza italiana.

 

Gli homeschooler accedono all’università senza particolari difficoltà. Non dobbiamo preoccuparci che l’homeschooling costituisca uno svantaggio per l’ammissione all’università; al contrario, un curriculum educativo ben documentato può rappresentare un valido aiuto all’ammissione. Ma prima di discutere di come gli homeschooler devono redigere il proprio curriculum, penso che dovremmo porci una domanda fondamentale: perché volete andare all’università?

Pensiamoci un attimo. Non avete bisogno dell’università per avere successo nella vita. Walt Disney, Andrew Carnegie, Thomas Edison, il fumettista Charles Schultz, la scrittrice Pearl Buck, le attrici Whoopi Goldberg e Liza Minnelli – tanto per citare qualche nome – non sono andati all’università. Nella maggior parte delle biblioteche potete trovare due libri – uno s’intitola The People’s Almanac presents The Book of Lists, pubblicato da David Wallechinsky, mentre l’altro è una pubblicazione annuale dal titolo Current Biography Yearbook, curato da H. W. Wilson & Co. – ed entrambi contengono i nomi di tantissime persone che hanno avuto successo nella vita – sotto diversi punti di vista, non solo economicamente parlando – senza avere una laurea. Questi esempi provano ciò che l’insegnante e autore Herbert Kohl nota nel suo lavoro: il successo è più una questione di motivazione e talento che non di anni passati a scuola.

Ci sono poi motivi validi e non validi per voler andare all’università. Un motivo valido può essere che la laurea vi serve come biglietto d’ingresso per un determinato settore, come ad esempio la medicina. Altri buoni motivi possono essere che volete imparare argomenti specifici insegnati esclusivamente in una data università; che volete far parte di una particolare comunità, come un ordine religioso; che desiderate studiare con una determinata persona o con un team che è possibile avvicinare solo come studente universitario. Queste possono essere valide ragioni per pensare di andare all’università.

Ragioni non valide possono essere: ho quasi 18 anni e la maggior parte dei diciottenni che conosco va all’università; non ho nient’altro da fare che girare gli hamburger da McDonalds; voglio una laurea nel caso mi serva in futuro. In particolare, andare all’università solo perché si ha l’età per andarci è davvero una pessima ragione, soprattutto adesso che i costi stanno passando da onerosi a pazzeschi – le tasse universitarie stanno aumentando così rapidamente che il Massachusetts, come molti altri stati, sta attualmente emettendo buoni di risparmio per l’università che andranno a coprire le tasse per l’accesso alle università convenzionate quando i vostri figli avranno 18 anni – e che il costo per lo studente è anche in termini emotivi, spirituali e sociali. Potete seguire molti percorsi educativi validi ed interessanti, invece di andare all’università; e se un domani doveste scoprire che vi serve una laurea per qualcosa, potreste sempre conseguirla. Il numero di adulti che frequentano l’università è aumentato negli anni e non mostra segni di diminuzione, soprattutto perché le università cercano nuove entrate man mano che il numero di diciottenni cala.

Un buon modo per rispondere alla domanda “Dovrei andare all’università?” è riflettere sul vostro scopo finale, sulla vostra motivazione e poi chiedervi “Voglio davvero essere _________?” Sta a voi riempire lo spazio. Una volta che lo avete stabilito – e prima di iscrivervi a qualsiasi università – vi esorto a verificare come sia realmente quel lavoro.

Una volta che avete stabilito quello che volete essere, aprite le Pagine Gialle e trovate delle aziende del vostro settore d’interesse. Contattatele, presentatevi come un giovane interessato a quel lavoro e chiedete se potete incontrare qualcuno, osservare il lavoro, farvi un’idea dell’ambiente. What Color Is Your Parachute? è un ottimo libro, che viene stampato da anni, sulla ricerca del lavoro; Richard Bolles, l’autore, consiglia a chi sta cercando un lavoro di fare proprio quello che vi ho detto e chiama questo sistema ‘colloquio informativo’. La sola differenza tra quello che sto dicendo io e quello che Bolles consiglia a chi è in cerca di occupazione è che io vi suggerisco di fare questo colloquio informativo sul lavoro addirittura prima di iscrivervi all’università e, qualora decidiate di frequentarla, di portare avanti tali colloqui negli anni di università, così da mantenere aggiornata la vostra rubrica di contatti lavorativi.

Lasciatemi dire che questa è una delle tante aree in cui gli homeschooler di oggi hanno un vantaggio sui laureati tradizionali e per cui possono essere grati per il sostegno dei loro genitori e per la saggia scelta di averli educati a casa. Attraverso l’homeschooling i bambini hanno l’opportunità di osservare i propri genitori alle prese con determinate situazioni tipiche dell’istruzione parentale: i rapporti con le scuole, la ricerca o la creazione di occasioni d’apprendimento, la contrattazione per particolari lezioni, la partecipazione ad eventi, la collaborazione e la capacità di fare rete attraverso gruppi di supporto, contatti, pubblicazioni, internet, organizzazioni, chiese, ecc. Contrariamente alla credenza popolare, ritengo che gli homeschooler abbiano un’idea molto più chiara di come si lavora con altre persone, di come si tratta e di come si ottiene dal mondo esterno ciò di cui hanno bisogno rispetto agli scolarizzati, in quanto gli studenti della scuola spesso si aspettano di poter avanzare nel mondo solo in virtù dei loro buoni voti. Gli homeschooler possono toccare con mano come funziona l’interdisciplinarità: usano tale conoscenza e la trasformano in esperienza. Gli homeschooler che si sentono intimiditi all’idea di parlare al telefono con degli sconosciuti possono chiedere ai genitori di farlo, un po’ come il tutor scolastico può fare telefonate per conto dei suoi studenti.

Perché avere informazioni su un lavoro è così importante prima ancora di andare all’università? Perché non otterrete rimborsi dall’università! Ad esempio, prendere una laurea in scienze dell’educazione solo per scoprire che lavorare ogni giorno con trenta bambini di seconda elementare vi fa venire il mal di testa è davvero uno spreco del vostro tempo e denaro, per non parlare del tempo e del denaro degli scolari di seconda. Se invece aveste fatto volontariato in una classe per un semestre prima di andare all’università, avreste avuto le idee più chiare su cosa significa davvero insegnare in una seconda elementare.

Inoltre l’investimento consistente fatto in una laurea può agire da freno per tutte le vostre scelte successive. Nel 1984 l’American Bar Association condusse un’indagine sui suoi membri e scoprì che il 41% di loro avrebbe scelto un altro mestiere se avesse potuto ricominciare da capo, ma l’investimento fatto per la loro qualifica, le ipoteche ed altre obbligazioni accumulate impedivano loro di perseguire professioni più appaganti dal punto di vista personale. Perciò riflettete attentamente sul perché volete andare all’università prima di andarci.

Quindi, come fanno gli homeschooler ad accedere all’università? La risposta breve è: come tutti gli altri, si iscrivono. La risposta lunga è un po’ più complicata…

Prima di tutto indagate quale università fa per voi. Potete trovare vari libri e risorse in tal senso. La biblioteca è un buon posto per cominciare; inoltre potete visitare le università vicine a voi per vedere com’è la vita nel campus. Ma soprattutto non abbiate paura di PENSARE IN GRANDE. L’esperienza e vari studi hanno dimostrato che, in linea generale, le università private hanno politiche d’accesso per gli homeschooler più liberali di quelle pubbliche. Inoltre è più facile che le università più grandi abbiano borse di studio e finanziamenti per gli homeschooler che studiano e lavorano rispetto a quelle più piccole; perciò se l’aspetto economico è un problema, impegnatevi per accedere ad un’università importante. Nel mio Stato, il Massachusetts, personale della Boston University e dell’Harvard University ha partecipato a conferenze sull’homeschooling per rispondere alle domande e per raccogliere iscrizioni. Tuttavia se preferite rivolgervi ad un’università più piccola – e posso pensare a mille ragioni per farlo – non preoccupatevi. Forse dovrete impegnarvi maggiormente per sostenere colloqui più dettagliati e passare esami più tradizionali, ma probabilmente ce la farete. A dire il vero, alcune buone università minori hanno messo pubblicità sulle riviste di homeschooling per raccogliere iscrizioni.

Una volta decisa l’università, dovrete preparare il curriculum scolastico dei vostri anni ‘alle superiori’ per dimostrare che siete in grado di affrontare il mondo accademico dell’università. Potete chiedere all’università i requisiti per le matricole e poi associare le loro richieste – ad esempio due anni di lingua straniera – alla vostra esperienza – come due anni a conversare e leggere in tedesco con vostra nonna. È bene sapere queste cose prima possibile, così da colmare eventuali lacune – come un anno di studio di algebra – prima di realizzare il curriculum scolastico. Ci sono molti modi di presentarvi per iscritto, e non scordate mai di menzionare qualunque tipo di volontariato o lavoro abbiate svolto. Dovreste dimostrare alle università a cui vi rivolgete che avete partecipato e ricoperto ruoli direzionali in attività ancora in corso perché usano tale informazione per determinare le vostre qualità personali ai fini dell’ammissione. Il famoso homeschooler Grant Colfax suscitò l’interesse di Harvard per via della sua esperienza nell’allevamento delle capre e non malgrado tale esperienza.

Scoprite se la facoltà richiede dei S.A.T. o altri esami standard. Non presumete che lo facciano tutti. Sono sempre più le università che non usano o che attribuiscono meno valore a questi esami come criterio d’ammissione e potreste risparmiarvi tempo e denaro. Se poi dovete sostenerli, fate pratica! Si tratta di un esame nazionale che metterà i vostri risultati a confronto con quelli di ragazzi che hanno potuto esercitarsi con questo tipo di test per anni, a scuola. Chiedete all’ufficio studenti della facoltà di fornirvi Ten S.A.T.’s ed esercitatevi con le vere prove degli anni precedenti. In molte città tengono corsi a pagamento, come Kaplan, che garantiscono di poter alzare il vostro risultato S.A.T. di 50 punti, soddisfatti o rimborsati! Prendete anche in considerazione la possibilità di leggere libri, come Cracking The New SAT & P.S.A.T. che mostrano come sono creati questi esami standard e spiegano il modo per ragionare come i loro creatori per avere successo.

Dopo il curriculum scolastico e il punteggio degli esami, valutate se sostenere un colloquio con l’università. Alcune lo richiedono, altre no. Come per gli esami, scoprite in anticipo se il colloquio è necessario. In caso affermativo, esercitatevi con parenti e amici nelle tecniche per sostenere buoni colloqui. Esercitarsi con i test e i colloqui è esattamente quello che gli studenti fanno in costose scuole private, quindi non pensate che questi siano inviti a barare o a imbrogliare.

Le referenze dovrebbero provenire da persone che sapete parleranno bene di voi e, in linea generale, non dovrebbero essere dei vostri genitori. Possono essere di persone provenienti dalla vostra stessa congregazione religiosa, dalle vostre esperienze di lavoro o di volontariato, il vostro allenatore di baseball, il vostro rabbino, ecc. Probabilmente vi sarà anche chiesto di scrivere un testo che spieghi perché volete frequentare quella data facoltà.

Mettetevi d’impegno perché è anche una buona occasione per sottolineare il valore della vostra esperienza di homeschooling che avete brevemente delineato nel curriculum ufficiale. In un articolo apparso sulla PA Homeschoolers Newsletter, un funzionario dell’ufficio ammissioni di un’università ha riassunto in questi termini come gli homeschooler dovrebbero presentarsi alle università:
[Gli homeschooler] devono dimostrare una vera passione per l’apprendimento, una forte predisposizione per lo studio, una notevole capacità di scrittura, un ottimo carattere e solide referenze. Non ho mai notato pregiudizi contro gli homeschooler: penso vengano ben considerati.

Infine – e l’ho lasciato per ultimo perché davvero non è così importante come tutti pensano – c’è la necessità di un diploma. La maggior parte delle facoltà che accettano studenti con percorsi educativi non tradizionali capisce la mancanza del diploma e dà maggior peso alle quattro aree che ho illustrato prima. Tuttavia, se avete bisogno di un diploma, potete sempre sostenere l’esame di diploma equivalente a quello della scuola superiore per il vostro stato, il G.E.D., ed ottenerne uno. Un’altra strada, forse meno costosa, per ottenere un diploma è trovare un accordo con la scuola superiore. È difficile ma non impossibile e può valer la pena fare un tentativo se vi rendete conto che per accedere all’università avete veramente bisogno di un pezzo di carta istituzionale invece di uno fai- da-te. Se, per un qualunque motivo, non dovesse bastare, ho tanti altri consigli per voi.

Quello che ho descritto finora è il vero e proprio iter fai-da-te dall’homeschooling all’università. Potete anche affrontare tutte queste faccende – curriculum scolastico, esame, prove, referenze e diploma – in altri modi. Potete iscrivervi a programmi scolastici online o per corrispondenza che offrono diplomi accreditati. Ad esempio, Clonlara è stata pioniera in questo settore con un diploma che ora si può conseguire interamente online su un network chiamato CompuHigh. Queste scuole potranno fornirvi il curriculum scolastico e praticamente tutto quello che vi serve per la documentazione cartacea necessaria per iscrivervi all’università.

Naturalmente questi suggerimenti sono validi per homeschooler che abbiano ancora qualche anno davanti prima di iscriversi a una facoltà. Se siete all’ultimo anno delle superiori ho altri consigli per voi; tuttavia quello che sto per dirvi può anche essere utilizzato dai più giovani per creare una documentazione che dimostri la vostra capacità di affrontare il lavoro a livello universitario.

Se l’università che avete scelto respinge la vostra iscrizione perché non sono convinti che il vostro curriculum scolastico e la vostra esperienza dimostrino che sarete in grado di frequentare i corsi, potete iscrivervi in una qualunque facoltà ad accesso libero. Fate del vostro meglio per un semestre o due, poi fate richiesta di trasferimento all’università che davvero desiderate frequentare. La documentazione universitaria conta più di quella delle superiori, quindi il vostro buon rendimento ai corsi farà di voi dei buoni candidati quando chiederete il trasferimento.

Potete anche dimostrare la vostra capacità di svolgere lavoro a livello universitario seguendo i primi corsi da casa. Potete seguire corsi universitari in vari modi:

– Per corrispondenza. La Bear’s Guide To Non-Traditional College Degrees di John Bear e la Peterson’s Guide To Independent Study di Peterson’s Guide Co. sono un buon modo per iniziare.

– Online. Come per il diploma di scuola superiore c’è CompuHigh, la Nova University in Florida e il Thomas Edison State College nel New Jersey – giusto per fare un paio di nomi – vi concederanno la laurea per i corsi seguiti online. Ci sono tantissime opportunità di apprendimento a distanza adesso che si stanno diffondendo le TV via cavo e i computer multimediali.

– Potete ottenere alcuni crediti universitari sostenendo esami in determinate materie come Inglese o Fisica. John Bear descrive così la situazione: “Oltre duemila college e università americane e canadesi assegnano crediti validi per la laurea (e in alcuni casi anche per il Master e il Dottorato) esclusivamente sulla base di esami, ma solo alcuni concedono la maggior parte o tutti i crediti necessari per la laurea solo in base ai risultati di esami”. Due dei maggiori enti in questo campo sono il College Level Examination Program (CLEP) del College Board e il Proficiency Examination Program (PEP) dell’American College Testing Program.

– Infine potete cercare di ottenere crediti universitari sulla base della vostra esperienza di vita. Alcune facoltà, come l’Università Statale di New York, prendono in esame la documentazione del vostro lavoro e, dietro compenso, vi assegnano un certo numero di crediti che potete poi utilizzare quando vi iscrivete ad un’università. Non potrete ottenere una laurea solo in base alla vostra esperienza – a meno che abbiate condotto una vita davvero notevole e vi venga conferita una laurea onoraria – tuttavia avere crediti universitari per il lavoro svolto può essere molto utile.

Dietro vostra richiesta all’atto dell’iscrizione, alcune università possono prendere in considerazione di equiparare la vostra esperienza di vita a determinati corsi e quindi potreste anche non aver bisogno di intermediari come l’Università Statale di New York.

 


Erika Di Martino racconta una sua giornata tipo da madre Homeschooler con cinque figli.


 

Spero che questi esempi vi aiutino a comprendere che la mancanza di una scolarizzazione tradizionale non significa mancanza di istruzione e che la maggior parte delle istituzioni di istruzione superiore lo sanno.

Per quelli di voi che non sono sicuri del perché dovrebbero andare all’università, prendersi del tempo per cercare di capire che lavoro volete fare può essere tempo ben speso. C’è un libro intitolato The Question Is College di Herbert Kohl: ormai è fuori edizione, ma potreste ancora trovarlo nelle librerie che vendono libri usati o in biblioteca. È un testo utile e valido sia per i genitori che per gli adolescenti al fine di capire se l’università è o meno il posto giusto da frequentare alla loro età. È importante non solo perché fornisce utili tabelle ed esercizi per arrivare a una decisione riguardo all’università, ma anche perché aiuta a prendere coscienza di come la questione dell’università possa talvolta rovinare i rapporti famigliari. Kohl racconta la storia di un ragazzo i cui genitori erano entrambi professionisti di alto livello che volevano ad ogni costo mandarlo all’università. Il figlio voleva invece lavorare in una radio. La faccenda dell’università ha finito col guastare i loro rapporti e hanno smesso di parlarsi. Il ragazzo adesso è sposato, ha figli ed è un impresario radiofonico di successo. I suoi genitori non hanno più visto né lui né i nipoti.

La laurea non è la condizione sine qua non per trovare, mantenere ed avere successo nel lavoro. Milioni di laureati lavorano in campi che hanno poco o nulla a che vedere con il loro corso di laurea. L’americano medio cambia lavoro dalle 3 alle 5 volte nella sua carriera; le statistiche fanno completamente a pezzi la credenza secondo cui ciò che studiate da giovani all’università sarà ciò che farete da grandi per guadagnare da vivere. Pur essendo un obiettivo valido, l’università non deve essere necessariamente l’obiettivo di tutti i ragazzi.

Quindi cosa potrete fare senza laurea? Esattamente quello che avete fatto da homeschooler, in un modo o nell’altro: seguire i vostri interessi. Se vi piace lavorare con le macchine, andate dritti filati dove svolgono quel lavoro. Osservate, chiedete, offritevi per aiutare gratis. Scoprirete così cosa vi serve per lavorare in quell’area e, se la laurea dovesse essere un prerequisito, allora dovrete conseguirla. Ho descritto vari modi per raggiungere quello scopo, ma per lavorare in molti settori la laurea non è richiesta, o almeno non subito.

Non dimenticate che alcune ditte pagano i corsi di laurea dei loro impiegati, quindi tenetelo a mente quando cercate lavoro. Al posto della laurea alcuni settori – come meccanica, idraulica, elettronica, pasticceria, rilegatoria e carpenteria – richiedono apprendistati. Gli apprendistati sono spesso accordi formali e non vi lasceranno molto tempo libero per altro, soprattutto se vi appoggiate al Bureau of Apprenticeships, un’agenzia governativa che supervisiona gli apprendistati in decine di settori. Grace Llewellyn, nel suo preziosissimo libro The Teenage Liberation Handbook, dà un consiglio davvero importante per quel che riguarda l’apprendistato, il praticantato e il volontariato:

Potreste non apprezzare particolarmente il modo in cui venite istruiti: il mio amico Rick voleva fare il carpentiere, ma non il tipo di “lavoratore edile” che pianta i chiodi per futuri grattacieli. Era più interessato a lavori su piccola scala, come restaurare case, perciò ha imparato andando a lavorare per una piccola impresa edile piuttosto che attraverso apprendistati del Bureau of Apprenticeships. Se volete informazioni sugli apprendistati del Bureau of Apprenticeships, contattate il Ministero del Lavoro del vostro stato.

Apprendistato e internato sono diversi. Un apprendistato formale solitamente porta ad apprendere direttamente competenze specifiche in un mestiere o in un’arte manuale; un internato è meno formale e generalmente riguarda lavoro d’ufficio o amministrativo al fine di conseguire esperienza e conoscenza. Potete progettare i vostri internati, così come i vostri apprendistati, su base personale con qualunque imprenditore locale sia aperto all’esperienza.

Assicuratevi però di chiarire i vostri obiettivi e i vostri tempi con l’azienda, in modo da avere aspettative simili. E cercate di mettere per iscritto quanto più possibile dell’accordo stipulato.

Se cercate qualcosa di più formale, andate in biblioteca e chiedete il libro The National Directory of Internships: troverete anche molte altre guide specializzate in internati.

Se l’approccio fai-da-te non vi piace, potete pagare qualcuno – come il Center for Interim Programs a Cambridge nel Massachusetts – perché prenda accordi al posto vostro. Una cosa che dovreste fare – e penso che valga per gli homeschooler di qualsiasi età che vorranno un domani svolgere un lavoro – è redigere un curriculum vitae. Prima i bambini imparano a vedere il legame tra ciò che fanno ed eventuali lavori futuri e meglio è per loro. D’altra parte i curriculum elencano principalmente le esperienze lavorative ed accennano solo brevemente ai titoli di studio, perciò è una buona pratica per gli homeschooler di tutte le età scrivere curriculum, raccogliere referenze e raccomandazioni e tenerli periodicamente aggiornati.

Ci sono novità in via di sviluppo riguardo laurea e lavoro che vorrei accennare qui Innanzitutto, non limitate la vostra ricerca di lavoro alle Pagine Gialle e alle aziende tradizionali. Le opportunità di lavoro, soprattutto nei campi dell’informatica e della finanza, possono essere trovate in Internet. C’è un sito chiamato CareerMosaic in cui le aziende postano la loro storia e la loro mission, così come le opportunità di lavoro, gli internati ed altre informazioni. Tuttavia so che molti di questi lavori richiedono persone con molti anni di esperienza e non giovani laureati. Ma questo non dovrebbe essere un problema insormontabile per gli homeschooler poiché l’istruzione parentale può consentirvi di accumulare vari anni di esperienza in un campo prima ancora che raggiungiate l’età per l’università.

Un altro consiglio che posso darvi sul lavoro e la sua relazione con la vostra scolarizzazione è questo: non fatevi scoraggiare da tutta la propaganda sul fatto che la laurea garantisce redditi migliori. Una laurea non farà automaticamente di voi un buon impiegato o un buon imprenditore. Certo, una laurea può significare un reddito più alto, esattamente come andare in rosso con la carta di credito vi farà arrivare un maggior numero di lettere per carte di credito pre-approvate da parte di altre banche; ma non esiste un nesso causale tra lavoro e laurea. Lo ha chiarito all’inizio degli anni Settanta Ivar Berg nel suo libro Education and Jobs: The Great Training Robbery. Se desiderate o avete bisogno di una laurea per guadagnare più soldi, vi ho descritto almeno mezza dozzina di modi per ottenerla.

Tuttavia è sempre più evidente che i datori di lavoro vogliono persone che sanno effettivamente svolgere l’attività richiesta e, a tal fine, vi esorto a non imparare solo come fare le cose, ma come farle bene e a preoccuparvi della laurea solo se rappresenta un vero ostacolo. Per esempio, anche se non avete una laurea in matematica, ma possedete buone competenze matematiche e soprattutto sapete applicarle al mondo del lavoro – e intendo semplicemente frazioni, percentuali e aritmetica di base, non geometria o algebra avanzata – allora, secondo un recente studio statistico, avete buone possibilità di guadagnare 57 centesimi in più all’ora rispetto a chi non ha tali competenze. Questo se siete un uomo. Per le donne la differenza è di 74 centesimi. Secondo lo studio, questo bonus per competenze matematiche non è immediato. Ci vogliono molti anni perché i datori di lavoro riconoscano il talento di chi ha saputo padroneggiare frazioni, percentuali e decimali, perciò non pensate di andare a guadagnare di più appena finita l’università solo perché avete una laurea in matematica. Non per nulla questo studio metteva in relazione i voti in matematica dei diplomati di scuola superiore con il reddito successivamente guadagnato e non i laureati!

Potreste anche scoprire che i cosiddetti hobby, le passioni e le attività extracurricolari che amate svolgere saranno i vostri biglietti d’accesso per un lavoro appagante.

Conosco un homeschooler dello Utah che da ragazzino amava talmente Star Trek da essersi costruito non solo un modellino della U.S.S. Enterprise, ma da aver realizzato con cavi in fibra ottica lo stesso schema di illuminazione che l’astronave ha in televisione. Adesso, poco più che ventenne, si è messo a vendere un kit per costruire quello stesso modello da lui progettato anni prima, ha un socio in affari e se la sta cavando egregiamente.

Giocare è il lavoro dei bambini e più imparate a giocare con le cose – siano palle da baseball, computer o colori – più sarete in grado di usarle bene. In una recente edizione della nostra rivista, Growing Without Schooling n.104, sono apparse le storie di tre homeschooler ormai adulti che hanno descritto la correlazione tra ciò che facevano da bambini – disegnare, correre e giocare a fare il bibliotecario – e ciò che sono diventati: artista, ginnasta e bibliotecario. Non tutto ciò che fate per gioco è irrilevante ai fini della vostra ricerca di lavoro: in realtà, il gioco può contenere la chiave per il vostro futuro lavorativo.

Viaggiare, soprattutto quando siete giovani e single, è un ottimo modo per conoscere il mondo, per imparare quali lavori esistono là fuori e per crescere. Esorto i genitori a permettere ai propri figli adolescenti di viaggiare prima che l’università o il lavoro consumino il bene più prezioso che hanno i bambini: il tempo. Cercate inoltre di viaggiare con uno scopo. Ad esempio due homeschooler adolescenti che conosco hanno organizzato un viaggio da St. Louis al Maine con fermate lungo la strada così che una di loro potesse partecipare ad una conferenza sulla cucina vegetariana e l’altra potesse incontrare un autore che le piaceva. Lo scopo di alcuni viaggi può naturalmente essere solo quello di godersi il panorama e rilassarsi, ma potete anche combinare il riposo con tappe mirate.

Potreste scoprire che avete bisogno di guadagnarvi da vivere mentre sviluppate le competenze e le abilità necessarie per la vostra vera vita lavorativa. Ma indipendentemente dall’attività che vi adatterete a svolgere, cercate di fare in modo di lavorare sempre per i vostri obiettivi, per i vostri sogni. Molti settori, in particolare quello dello spettacolo, richiedono di mantenervi con un lavoro – tipicamente il cameriere – al fine di poter perseguire la vostra vera vocazione. Fintanto che non perdete di vista il vostro obiettivo – essere uno scrittore, un attore, un musicista, un programmatore – qualunque strada ha senso. Con gli oltre 500 canali TV, mezzi di comunicazione interattivi e tutti gli altri mezzi multimediali in continuo sviluppo, l’industria dell’intrattenimento sarà certo il settore che offrirà le maggiori possibilità negli anni a venire.

A prescindere dal fatto che decidiate di andare all’università subito o di saltare direttamente nel mondo del lavoro, avete bisogno di capire cosa siete bravi a fare e cosa volete fare. E le due cose possono non coincidere, quindi vorrei approfondire un po’ la questione. John Holt faceva spesso una distinzione tra occupazione, carriera e attività. Un’occupazione, secondo la definizione di Holt, è “qualcosa che fai per denaro, qualcosa che qualcun altro ti dice di fare e ti paga per fare. Forse non qualcosa che avresti fatto altrimenti, ma avevi bisogno di soldi e perciò l’hai fatto.”

“Una carriera [è] una sorta di scala di occupazioni. Se hai svolto la tua prima occupazione per un po’, hai fatto ciò che ti veniva detto e non hai causato problemi, il tuo datore di lavoro potrebbe dartene un’altra. Questa occupazione potrebbe essere leggermente più interessante o quanto meno non così pesante, sporca o pericolosa. Forse non prenderai ordini da tanta gente e potresti addirittura poter dare ordini a qualcuno. Potresti aver modo di prendere alcune decisioni e forse guadagnerai un po’ di più. Poi, se svolgi bene questa occupazione per un po’, il tuo capo potrebbe assegnarti un’occupazione ancora migliore, fino a salire tutti i gradini occupazionali possibili. Questa è una carriera.” “Con ‘attività’ intendo qualcosa di completamente diverso, quello che veniva chiamato ‘vocazione’, qualcosa che valeva talmente la pena fare che l’avresti scelto anche se non avessi avuto bisogno di soldi o se non ti avessero pagato. …trovare la nostra attività, in questo senso, è uno dei compiti più importanti e difficili della vita; a meno che non siamo molto fortunati, non possiamo aspettarci di scoprirla rapidamente e in effetti non potremo mai definirla una volta per tutte perché l’attività giusta per noi in un dato momento della nostra vita potrebbe non essere giusta in un altro periodo… …la domanda fondamentale ‘Cosa voglio davvero fare? Cosa ritengo valga davvero la pena fare?’ non è una di quelle che solitamente la scuola ci esorta o ci aiuta a porci: in linea generale, pensano che il loro compito sia solo quello di prepararci per il mondo del lavoro – occupazioni o carriere, di alto o di basso livello. Perciò dovremo scoprire da noi di quali attività c’è bisogno nel mondo e a quale di queste attività vogliamo prendere parte”.

Trovare il lavoro che valga la pena fare e decidere quale lavoro volete davvero svolgere è un compito per il quale l’homeschooling vi ha ben preparato, poiché siete abituati a scovare opportunità di apprendimento nelle vostre comunità e sapete che a fare di voi una persona migliore e più istruita è il processo di apprendimento, non il voto o il giudizio finale. Una serie di occupazioni possono condurre ad una carriera, ma, come fa notare Holt, è una carriera tutto quello che volete? Nello stesso articolo da me citato, Holt prosegue sottolineando come “nell’antica Grecia gli schiavi potevano guadagnare denaro, avere proprietà, perfino diventare ricchi (alcuni ci riuscirono). Ciò che non potevano fare era svolgere attività per loro stessi: in altre parole, non potevano combattere, votare, ricoprire cariche pubbliche. Potevano solo essere ciò che ai giorni nostri la maggior parte delle persone sceglie di essere – quello che gli economisti chiamano Uomo Economico – cioè persone che lavorano solo per guadagno”.

La mia speranza per gli homeschooler è che non vogliano diventare unicamente Uomini e Donne Economici. Personalmente non credo che il nostro scopo principale sulla Terra sia fare soldi. Spero invece che i genitori incoraggino i figli ad utilizzare i loro talenti per battersi per quei valori che hanno cari, per votare e magari per ricoprire cariche pubbliche, per essere parte della comunità, cittadini attivi e non meri consumatori.

Altri homeschooler hanno aperto la strada per entrare nel mondo dell’università o del lavoro. Ora tendono la mano ai nuovi homeschooler e si offrono di incontrarli e di parlare di come hanno avuto accesso all’università o hanno trovato un lavoro che valesse la pena svolgere. Ci sono ormai così tanti homeschooler adulti che possiamo redigerne un elenco. È solo un elenco di gente che non si è sentita intimidita all’idea di scrivere alla nostra rivista, Growing Without Schooling, perciò è lungi dall’essere completo. Probabilmente ci sono ben più homeschooler che svolgono tanti altri tipi di occupazione e attività. Penso comunque che la grande varietà di lavori trovati, le università frequentate e le cose che hanno fatto o che stanno facendo siano un ottimo modo per dimostrarvi ciò che gli homeschooler possono ottenere nei loro anni adolescenziali e oltre.

Proverò a sintetizzare tutto quello che ho detto in un’unica frase: per voi stessi non cercate soltanto una laurea, un’occupazione o una carriera per vostro guadagno personale, ma un’attività che valga le pena svolgere, costruitevi una vita che valga la pena vivere e rendete così questo mondo un posto migliore di come era prima che voi trovaste la vostra strada.


Copyright © 1995 della Holt Associates Inc. Tutti i diritti riservati. Nessuna parte di questo testo può essere riprodotta in qualsiasi forma – fatta eccezione per brevi citazioni (che non superino le 1000 parole) per recensioni o lavori professionali – senza il permesso scritto dell’editore.

 

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