F.A.Q.

  1. Cos’è la scuola familiare o paterna (homeschooling)?
  2. E’ legale non mandare i miei figli a scuola?
  3. Come fare scuola familiare?
  4. Cosa devo fare se voglio tenere mio figlio/a a casa ed educarli senza l’ausilio dell’Istituzione Scolastica?
  5. Come fa la scuola ad assicurarsi che i bambini stiano ricevendo una giusta istruzione?
  6. Perchè le famiglie non vogliono mandare i propri figli a scuola?
  7. Ci sono altre famiglie che hanno scelto la scuola familiare in Italia?
  8. Come farà mio figlio a socializzare senza andare a scuola?
  9. Come faccio a sapere se sarò un bravo insegnante per mio figlio/a? Devo avere una qualifica specifica?

 

1. Cos’è l’educazione parentale (homeschooling)?
L’educazione parentale è l’istruzione tra le mure domestiche (e non solo) impartita dai genitori o da altre persone scelte dalla famiglia.

2. E’ legale non mandare i miei figli a scuola?
Si, è legale non mandare i propri figli a scuola. L’articolo 34 della  Costituzione Italiana recita: .. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita”. Quindi è l’istruzione ad essere obbligatoria, ma non la scuola. Inoltre l’articolo 30 recita: … E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio” ponendo la responsabilità dell’istruzione nelle mani dei genitori e non dello Stato.

3. Come fare scuola familiare
Spiegare come si fa Homeschooling è impossibile perché esistono tanti metodi quante sono le famiglie che lo praticano. Ci sono quelli che preferiscono seguire degli orari prestabiliti e utilizzano i testi scolastici, ci sono altri che propongono una materia alla volta e passano a quella successiva solo quando quella precedente è stata assimilata completamente (magari anche dopo mesi), altri ancora che integrano con programmi esteri avendo bambini bilingue. Alcune famiglie praticano l’unschooling che significa lasciare al bambino la scelta degli argomenti da approfondire, seguendolo nei suoi percorsi in modo assolutamente naturale.
In certi casi è un genitore solo che insegna, in altri casi sono gruppi di famiglie che si aggregano e si dividono i compiti, oppure altri delegano l’insegnamento prettamente scolastico ad un tutor. Quello che ci tengo a precisare è che in qualsiasi di queste tipologie l’apprendimento in generale dell’individuo si svolge nella società. Questo significa che i ragazzi sono parte attiva della società, vivendola in prima persona e in tutte le sue sfaccettature e non rilegati in una classe per otto ore al giorno. Infine, fare educazione parentale non significa creare una scuola, con questo intendo costituire una struttura/edificio con classi, routine e orari. Per fare questo dovete essere in regola su svariati fronti (assicurazione, ASL, comune, ecc) e comunque non sarebbe considerato homeschooling.

Volete fare il primo passo nella vostra comunità? Cercate altre famiglie con cui condividere il vostro progetto di educazione parentale? Noi di Controscuola possiamo aiutarvi ad organizzare un evento informativo sull’homeschooling nella vostra città. Possiamo sostenervi con materiale divulgativo e, nel caso in cui organizzate un incontro, possiamo partecipare in veste di relatori. Abbiamo aiutato svariate famiglie in diverse parti d’Italia!

4. Cosa devo fare se voglio tenere mio figlio/a a casa ed educarli senza l’ausilio dell’Istituzione Scolastica?
Dovete presentare una lettera d’intento al dirigente scolastico del vostro circolo dove dichiarate che vi occuperete dell’istruzione di vostro figlio/a. A volte bisognerà dare testimonianza delle proprie capacità tecniche o economiche (dipende dal dirigente). Se e solo se desiderate sottoporre vostro figlio/a all’esame di idoneità alla classe successiva dovrete preparare un curriculum scolastico entro marzo/aprile ed esso dovrà essere approvato dal circolo didattico al quale appartenete. Questo curriculum non dovrà obbligatoriamente seguire il programma scolastico tradizionale, gli argomenti di studio possono essere scelti dai genitori, perlomeno per quello che concerne l’istruzione primaria (solitamente i programmi vanno presentati entro Aprile). Chi fa homeschooling non ha niente da nascondere perciò, sorridenti e collaborativi e senza lasciarsi trascinare in discussioni ideologiche, presentatevi a dirigenti e presidi sicuri della vostra scelta. Non è necessario fare un esame ogni anno, la scelta rimane della famiglia. Su www.educazioneparentale.org abbiamo contattato un avvocato che ha confermato che gli esami di fine anno non sono obbligatori.

5. Come fa la scuola ad assicurarsi che i bambini stiano ricevendo una giusta istruzione?

Al termine di ogni anno scolastico (verso giugno) una commissione scolastica esaminerà il bambino e deciderà se dargli l’idoneità alla classe successiva o meno. Ciascuna famiglia dovrebbe prendere accordi personali con il proprio dirigente di circolo e/o preside al fine di capire come sarà l’esame.

6. Perchè le famiglie non vogliono mandare i propri figli a scuola?
Le motivazioni sono molteplici: possono essere di natura religiosa, linguistica, perchè i bambini sono portatori di handicap, perchè la scuola non riesce a soddisfare le necessità del singolo, perchè gli episodi di bullismo e violenza sono sempre più frequenti o semplicemente perchè i genitori non vogliono delegare ad altri il compito fondamentale di educare i propri figli.

7. Ci sono altre famiglie che hanno scelto la scuola familiare in Italia?
Le famiglie italiane che hanno scelto la  scuola paterna sono in aumento ogni anno. Risalgono agli anni settanta i primi casi di homeschooling all’italiana e vi sono anche molte famiglie straniere in Italia che decidono di istruire personalmente i propri figli. Questo sito nasce per promuovere la scuola familiare, per conoscere e creare un legame con coloro che hanno già intrapreso questa strada o lo desiderano.

8. Come farà mio figlio a socializzare senza andare a scuola?
Innanzitutto bisogna chiedersi che tipo di socializzazione sia quella che vivono i bambini a scuola. Essere chiusi in un edificio, confinati in una classe di bambini che hanno tutti o quasi la stessa età, dove bisogna stare seduti per la maggior parte del tempo e dove si deve persino chiedere il permesso per andare in bagno non mi pare sia la situazione ideale che favorisca la socializzazione. Per non parlare dei casi di bullismo più o meno gravi, della competitività esasperata, della ricerca di status futili e dannosi (giocattoli, vestiti firmati, videogames, tabagismo, ecc), tutti esempi di una socializzazione “malata”. Socializzare significa avere a che fare con persone di tutte le età e mettersi in relazione con esse in luoghi e situazioni differenti. Per i più piccoli basterebbe andare al parco o invitare a casa gli amici del quartiere, per i più grandi ci sono sport, corsi di musica, arte, il teatro, le vacanze estive in gruppo e quant’altro venga organizzato dai vostri comuni di appartenenza.

9. Come faccio a sapere se sarò un bravo insegnante per mio figlio/a?
Da milioni di anni gli esseri umani tramandano le loro conoscenza dai genitori ai figli, in passato coloro che erano definiti insegnanti e che quindi facevano questo mestiere erano pochi. Il concetto di “insegnate qualificato” è cosa recente, ora si pensa che per poter insegnare bisogna passare molti anni della propria vita preparandosi a farlo, passando innumerevoli test che spesso non sono in grado di valutare la reale abilità del candidato. Coloro che sanno veramente insegnare sono consapevoli che per farlo bisogna innanzitutto conoscere a fondo la persona alla quale si sta parlando, che mostrare come si fa qualche cosa è meglio di raccontarlo e che lasciarlo fare all’interessato è ancora più utile, che bisogna seguire il ritmo della persona che vuole apprendere, che bisogna ascoltare e rispondere alle domande invece di farle e infine che non bisogna spazientirsi o addirittura spaventare chi si ha davanti. E’ chiaro che queste cose non si imparano ai corsi per diventare docenti, ma nella vita di tutti i giorni, e che spesso gli insegnati nelle nostre scuole non hanno questo tipo di approccio. Nessuna istituzione scolastica può competere con dei genitori amorevoli, organizzati e pieni di buona volontà.

Vi consigliamo di unirvi a www.educazioneparentale.org un network completamente dedicato alle famiglie che fanno Educazione Parentale in Italia.