S-COOL 2026: quattordici edizioni, una grande famiglia!

A cura di Erika Di Martino

VISITA S-COOL

Il più grande incontro italiano dedicato alle famiglie homeschooler torna dal 4 al 6 settembre 2026, sulle rive del Lago Trasimeno

C’è una domanda che, prima o poi, ogni famiglia homeschooler si sente rivolgere.

A volte arriva durante un pranzo di famiglia, tra il primo e il secondo. A volte viene pronunciata da un conoscente con aria sinceramente preoccupata. Altre volte compare nei commenti sui social, generalmente scritta da qualcuno che non conosce né la famiglia né i suoi figli.


La domanda è: «Ma così non rischiano di non socializzare?»


Dopo 14 edizioni di S-COOL, la risposta potrebbe essere molto semplice: provate a tenere fermi per tre giorni centinaia di bambini e adolescenti homeschooler nello stesso campeggio e poi ne riparliamo.


Dal 4 al 6 settembre 2026, il Camping Village La Badiaccia di Castiglione del Lago, in provincia di Perugia, tornerà infatti a ospitare S-COOL, l’incontro nazionale sull’educazione parentale. Il sito ufficiale presenta quella del 2026 come la quattordicesima edizione e come il più grande incontro di famiglie homeschooler in Italia: tre giornate dedicate a homeschooling, unschooling, confronto, amicizia, gioco, attività, domande e vita comunitaria.


S-COOL non è soltanto un evento al quale assistere.
È un luogo da attraversare. È un fine settimana nel quale una scelta educativa che, durante l’anno, può essere vissuta in piccoli nuclei familiari o in gruppi locali si trasforma improvvisamente in una comunità visibile, rumorosa, creativa e sorprendentemente numerosa.

  • Per tre giorni, il bambino che pensava di essere “l’unico homeschooler della zona” scopre che esistono moltissimi altri bambini come lui.
  • L’adolescente che era stanco di spiegare ai coetanei che no, non passa l’intera giornata in pigiama a fissare il soffitto, incontra ragazzi che comprendono perfettamente la sua esperienza.
  • Il genitore che da mesi apre diciassette schede del browser per capire come organizzare programmi, esami, socialità, ritmi e attività può finalmente chiuderle tutte e parlare con una persona vera.
  • E il partner ancora scettico, quello che è venuto soltanto “per dare un’occhiata”, rischia seriamente di tornare a casa con più entusiasmo di tutti
    (True story! Ne vediamo a decine ogni anno!!)

Da un incontro pionieristico a un appuntamento nazionale

Per comprendere davvero S-COOL bisogna tornare indietro nel tempo.


Oggi la parola homeschooling è molto più conosciuta rispetto a quattordici anni fa. Se ne parla sui giornali, nei programmi televisivi, nei podcast e sui social. Esistono gruppi territoriali, piattaforme didattiche, incontri online, consulenze, associazioni e comunità dedicate.


All’inizio del percorso di S-COOL, però, il panorama era molto diverso.
(Guarda il video “artigianale” del
primo evento QUI)


L’istruzione parentale era legale anche allora, ma era conosciuta da poche persone e circondata da una quantità considerevole di pregiudizi. Molte famiglie iniziavano il proprio cammino senza conoscere altri homeschooler nella loro città o, talvolta, nell’intera provincia. Le informazioni erano frammentarie. Le esperienze venivano condivise attraverso blog, forum, telefonate e primi gruppi nati spontaneamente. In quel contesto, riunire fisicamente le famiglie aveva un valore enorme. Non si trattava semplicemente di organizzare un evento. Significava rendere visibile una realtà educativa che molti credevano quasi inesistente.


Significava dire: «Siamo qui. Siamo famiglie normali. I nostri figli imparano, crescono, giocano, litigano, fanno pace, costruiscono progetti e stringono amicizie. E abbiamo bisogno di incontrarci.»


S-COOL è cresciuto insieme al movimento italiano dell’istruzione parentale.
(Guarda il video di  e Marinella che arrivano in scooter da PAVIA!!
QUI)

Edizione dopo edizione, ciò che inizialmente poteva apparire come l’incontro di una piccola comunità pionieristica è diventato un appuntamento nazionale capace di accogliere famiglie provenienti da percorsi differenti: homeschooler strutturati, unschooler, famiglie che utilizzano piattaforme online, ragazzi che seguono corsi individuali, gruppi che lavorano in forma cooperativa, viaggiatori e worldschooler.


L’associazione Homeschooling Europe descrive S-COOL come un incontro nazionale annuale co-organizzato da EDUpar e Fondazione Libera Schola, nato per riunire famiglie homeschooling e unschooling provenienti da diverse parti d’Italia. Tra gli elementi caratteristici vengono citati laboratori creativi, giochi, cacce al tesoro, attività di gruppo, cerchi di confronto e momenti di svago presso il campeggio.

Il filo storico dell’evento è molto chiaro e voi potete farne parte tra qualche settimana!

  • La prima fase è stata quella della scoperta: famiglie che si riconoscevano e comprendevano di non essere sole.
  • La seconda è stata quella della crescita: più partecipanti, più attività, più adolescenti e un numero crescente di genitori interessati all’istruzione parentale.
  • Negli anni più recenti, S-COOL è diventato qualcosa di ancora diverso: non soltanto un raduno per chi ha già scelto l’homeschooling, ma un luogo di orientamento per chi desidera osservarlo da vicino prima di decidere.


Parliamo di oltre 400 partecipanti, più di 15 attività e laboratori e centinaia di nuove amicizie. L’aspetto più interessante, tuttavia, non è semplicemente l’aumento dei numeri. È la trasformazione del significato dell’evento. S-COOL non è diventato più grande perdendo il proprio carattere familiare. È diventato più grande proprio perché ha conservato quel carattere.

๏ปฟ

Un evento nato e condotto da chi l’homeschooling lo vive davvero

Esistono molti eventi dedicati all’educazione nei quali si parla di bambini senza che i bambini siano presenti. Esistono convegni sulla famiglia organizzati in sale nelle quali una famiglia con tre figli verrebbe probabilmente guardata con allarme.
Esistono incontri sull’apprendimento alternativo strutturati in modo talmente rigido che persino alzarsi per andare in bagno può sembrare un atto rivoluzionario.


S-COOL appartiene a un’altra categoria.

L’evento è condotto da una famiglia homeschooler che ha vissuto l’istruzione parentale direttamente, con cinque figli, attraversando anni diversi, età diverse e passaggi differenti: dall’infanzia all’adolescenza, fino all’università.


Erika Di Martino è madre di cinque figli educati in famiglia, autrice di testi dedicati all’istruzione parentale e cofondatrice della rete italiana EDUpar. La sua esperienza nell’home education è iniziata nel 2010. Negli anni ha promosso il riconoscimento culturale dell’Homeschooling sia in Italia che all’estero, sostenuto le famiglie e contribuito alla creazione di progetti come EDUlearn e Fondazione Libera Schola. Questo particolare cambia completamente il tono dell’incontro.


A S-COOL non si parla dell’homeschooling come di un esperimento teorico osservato da lontano. Se ne parla a partire dalla vita vera. La vita vera comprende bambini che non hanno voglia di svolgere l’attività che i genitori avevano preparato con entusiasmo per tre ore. Comprende programmi che funzionano meravigliosamente con un figlio e falliscono in modo spettacolare con il fratello. Comprende giornate nelle quali si impara moltissimo senza aprire un libro e altre nelle quali aprire un libro sembra già un risultato notevole.


Comprende domande burocratiche, dubbi sugli esami, organizzazione familiare, adolescenza, lavoro dei genitori, relazioni sociali, autonomia e la delicata arte di non trasformare il soggiorno di casa in una scuola tradizionale con il divano al posto dei banchi. Una famiglia che ha attraversato personalmente questi passaggi non offre formule perfette. Offre qualcosa di più utile: esperienza, realismo e comprensione.


Il messaggio non è: “Fate tutti come noi”. Il messaggio è: “Esistono molti modi di educare in famiglia. Ascoltiamoli, confrontiamoli e troviamo quello che rispetta maggiormente i bisogni di ciascun bambino”.


Questo spirito emerge anche nella presentazione ufficiale di S-COOL 2026, che invita i partecipanti a confrontarsi con famiglie dai percorsi differenti, da quelle che stanno muovendo i primi passi a quelle con molti anni di esperienza. L’obiettivo dichiarato non è assistere passivamente a una conferenza, ma comprendere l’homeschooling attraverso conversazioni reali, domande e testimonianze dirette.

(Lo Strillone  e lo Strillino Alberto che ci mancheranno molto)

Il rischio più grande del non partecipare: continuare a immaginare l’homeschooling invece di vederlo.

Parliamo adesso dei rischi. Non dei rischi drammatici, naturalmente. Nessuno perderà il diritto all’istruzione parentale perché il primo weekend di settembre ha deciso di rimanere a casa a sistemare il garage.


I rischi del non partecipare sono soprattutto costi di opportunità.

Il primo è continuare a farsi un’idea dell’homeschooling basandosi esclusivamente su internet. Online si trova di tutto:

  • La famiglia che studia latino alle sette del mattino e prepara il pane con il lievito madre entro le nove.
  • La famiglia unschooler i cui figli sembrano avere inventato autonomamente un nuovo sistema filosofico prima di colazione.
  • La famiglia disperata perché il bambino non vuole scrivere.
  • Quella che ha trovato il metodo definitivo.
  • Quella che, due settimane dopo, pubblica un video intitolato: “Perché abbiamo abbandonato il metodo definitivo”.


Sui social vediamo frammenti… a S-COOL si vedono persone intere.

Si scopre che l’homeschooling non produce un unico tipo di bambino e non richiede un unico tipo di genitore. Ci sono persone estroverse e introverse, famiglie numerose e figli unici, amanti dei programmi e appassionati di apprendimento spontaneo, genitori preparatissimi e genitori che stanno ancora cercando di capire da quale lato si apra il registro elettronico. Non partecipare significa rinunciare alla possibilità di sostituire le rappresentazioni astratte con la realtà.

(Guarda il video del Mercatino dei bambini QUI)


Il rischio di credere di essere gli unici ad avere dubbi

Il secondo rischio è quello di pensare che tutti gli altri abbiano capito perfettamente come funziona.

È un’illusione molto comune.
Da lontano, ogni famiglia sembra organizzata meglio della propria.
- Gli altri hanno il programma.
- Gli altri hanno trovato la piattaforma giusta.
- Gli altri hanno figli che collaborano.
- Gli altri hanno già compreso come affrontare gli esami.

Poi si arriva a S-COOL, ci si siede accanto a qualcuno durante un cerchio di condivisione e si scopre che anche gli altri hanno cambiato idea almeno sette volte da lunedì. Il confronto tra famiglie non serve soltanto a raccogliere soluzioni.
Serve a normalizzare le domande. Capire che il dubbio non è la prova di essere incapaci, ma una componente naturale di una scelta educativa consapevole, può alleggerire enormemente il percorso.


L’edizione 2026 prevede momenti dedicati ai nuovi homeschooler, cerchi di condivisione sulle esperienze educative, un Cerchio della Voce delle Donne e il Club dei Papà.
Sono occasioni nelle quali le persone possono parlare non soltanto di programmi e adempimenti, ma anche di equilibrio

familiare, responsabilità, paure, entusiasmo e cambiamenti.


Il rischio che i figli pensino di essere un’eccezione solitaria

Per i bambini e soprattutto per gli adolescenti, partecipare a un incontro nazionale può avere un’importanza ancora più profonda. Un bambino piccolo accetta facilmente che ogni famiglia viva in modo differente.


Un adolescente, invece, comincia a osservare con maggiore attenzione il gruppo dei pari. Vuole sapere chi è, a quale comunità appartiene e se esistono altre persone capaci di comprendere la sua esperienza.


Per questo l’incontro con altri ragazzi homeschooler non è un elemento accessorio. Non è la ciliegina decorativa messa sopra il programma educativo. È una parte significativa della costruzione dell’identità. Non partecipare non significa necessariamente privare i figli di relazioni: molti homeschooler hanno già sport, amici, gruppi e attività locali. Significa però rinunciare a una forma particolare di riconoscimento. Quella che nasce quando un ragazzo può dire: “Pratico Istruzione

Parenatale”, senza dover aggiungere immediatamente una presentazione PowerPoint per spiegare che cosa significhi.


A S-COOL gli ๐Ÿ˜ adolescenti ๐Ÿ˜non sono una presenza marginale.

Nel programma 2026 sono previsti un rompighiaccio per ragazzi dai dodici anni, attività musicali, quiz, Talent Show e la Disco Teens. Le FAQ ufficiali precisano che all’incontro partecipano da anni anche adolescenti di diciassette e diciotto anni.

Qui bisogna fermarsi sulla Disco Teens: perché l’adolescente homeschooler può certamente studiare filosofia, viaggiare, creare progetti e conversare con adulti interessanti, ma ha anche il sacrosanto diritto di vestirsi elegante, incontrare gli amici, ballare e tornare in tenda o nel bungalow sostenendo che la musica era “così così”, anche se in realtà si è divertito moltissimo.

(Guarda il video dell’Evento 2023 QUI)


Il rischio di perdere amicizie che non sono ancora nate

Il sito dichiara oltre centinaia di nuove amicizie associate all’esperienza di S-COOL. Naturalmente l’amicizia non può essere calcolata come il numero di panini venduti al bar. Non tutte le conoscenze diventano relazioni profonde e non tutti i bambini stringeranno immediatamente legami destinati a durare. Ma gli incontri nazionali creano possibilità che difficilmente si producono altrove: una famiglia di Milano può conoscere una famiglia della Puglia.


Un adolescente dell’Emilia-Romagna può scoprire di condividere un interesse con un ragazzo che vive in Sicilia. Due genitori possono organizzare un incontro successivo, un viaggio, un progetto comune o semplicemente continuare a sentirsi.

Molti rapporti iniziano in modo apparentemente insignificante.

Una partita.
Un laboratorio.
Una conversazione davanti alle piscine.
Un bambino che chiede a un altro: “Vuoi venire al mercatino?”
Un genitore che offre un caffè.


S-COOL non garantisce l’amicizia, perché nessun evento potrebbe farlo. Crea però il terreno nel quale l’amicizia può accadere. Non partecipare significa perdere non qualcosa che già si possiede, ma la possibilità di conoscere persone che, in questo momento, non sappiamo ancora quanto potrebbero diventare importanti.


Un programma nel quale nessuno dovrebbe essere costretto a trascinare i piedi

Uno dei punti di forza dell’evento è la varietà. Non si tratta di un convegno nel quale i genitori entrano in una sala e i bambini vengono sistemati in un angolo con tre pennarelli quasi scarichi.


Il programma coinvolge l’intera famiglia.
(Guarda i commenti dei genitori edizione 2019
QUI)

Per il venerdì sono annunciati il meeting di apertura, una caccia al tesoro, un laboratorio artistico, un momento musicale aperto alle famiglie e un’attività rompighiaccio per adolescenti.

Il sabato prevede attività e giochi per bambini dai sei ai tredici anni, laboratori creativi, un torneo di ping-pong, Talent Show e Disco Teens. Per gli adulti sono previsti incontri dedicati ai nuovi homeschooler e momenti di confronto tra genitori.

La domenica mattina torna uno degli appuntamenti più caratteristici dell’evento: il Mercatino dei Bambini. I partecipanti possono allestire un piccolo banchetto con libri, giocattoli, oggetti usati o manufatti realizzati dai bambini, mantenendo prezzi accessibili e lasciando spazio anche al baratto.


Il mercatino è un piccolo laboratorio di vita reale. Bisogna decidere che cosa portare. Attribuire un valore agli oggetti. Preparare il banchetto. Parlare con le persone. Fare conti. Gestire il resto.


Scoprire che vendere ventisette braccialetti richiede più pazienza di quanto sembrasse nel tutorial.

Accettare che il fratello minore utilizzi parte del guadagno per ricomprare dal banco vicino un oggetto quasi identico a quello appena venduto.


Sempre domenica sono previsti un workshop creativo, un giro in trenino dedicato ai più piccoli, un torneo di calcio a cinque e molto altro. Cantare, ballare, recitare, presentare, suonare, giocare: a S-Cool il talento può assumere forme diverse. E anche osservare il proprio genitore esibirsi davanti a centinaia di persone può essere considerato un importante esercizio di crescita, resilienza e gestione dell’imbarazzo.

La Badiaccia: non una sala congressi, ma un piccolo mondo sul lago

La cornice scelta per S-COOL è parte integrante dell’esperienza. Il Camping Village La Badiaccia si trova direttamente sulle rive del Lago Trasimeno, in una posizione geografica particolare, tra Umbria e Toscana. Il campeggio dispone di un ampio fronte sul lago con spiaggia e prato, offrendo una visuale aperta sull’acqua.


Non è difficile capire perché un luogo del genere sia adatto a un incontro dedicato all’educazione parentale. L’homeschooling tende naturalmente a superare la separazione rigida tra apprendimento e vita.

Una conversazione può diventare un’occasione educativa.

Un gioco può trasformarsi in cooperazione.

Un mercatino può insegnare matematica, comunicazione e autonomia.

Una passeggiata vicino al lago può generare domande sulla natura, sul territorio e sull’ambiente.

La Badiaccia permette alle attività organizzate e agli incontri spontanei di convivere.
Ci sono spazi nei quali partecipare al programma e altri nei quali respirare, giocare, parlare o semplicemente riposarsi.


Il campeggio dispone di piscine moderne e accanto a queste, si trovano un’ampia spiaggia sabbiosa e un prato verde attrezzato con ombrelloni e lettini gratuiti.

Questo significa che, tra un laboratorio e un incontro, le famiglie possono trascorrere tempo all’aperto, osservare il lago, giocare sulla spiaggia o concedersi una pausa. E una pausa, in un evento per famiglie, non è mai un dettaglio secondario.

Qualunque genitore sa che il programma ideale non è quello che riempie ogni minuto. È quello che lascia spazio anche agli imprevisti, alle conversazioni e al bambino di sei anni che impiega quaranta minuti per attraversare cento metri perché lungo il percorso ha trovato tre insetti, una foglia interessante e un sasso “rarissimo”.


Sport, gioco e libertà di movimento

Per le famiglie che faticano a stare ferme, la struttura offre numerose attività sportive.

Sono disponibili campi e spazi per tennis, pallavolo, beach volley, calcio, basket, minigolf e bocce, oltre a un parco giochi e a una palestra.


La varietà permette a bambini di età differenti di trovare uno spazio adatto.

L’importanza di questi spazi non è puramente ricreativa. Il gioco libero e lo sport spontaneo creano relazioni in modo molto naturale. Non richiedono lunghe presentazioni. Non obbligano il bambino a entrare immediatamente in una conversazione.
È sufficiente una palla, un tavolo da ping-pong o una partita appena iniziata. “Posso giocare anch’io?” resta uno dei più efficaci strumenti di socializzazione mai inventati.


Pulizia e servizi: perché l’avventura educativa non deve necessariamente includere bagni improbabili

Quando si parla di campeggio, alcune persone immaginano immediatamente una tenda inclinata, una torcia scarica e un blocco di servizi igienici che richiede coraggio. La Badiaccia punta invece su strutture curate e moderne. La struttura dispone di tre blocchi di bagni, due dei quali nuovi, costruiti con criteri di ecocompatibilità e risparmio energetico.


Sono presenti bagni specifici per bambini, una nursery, lavatrici e asciugatrici professionali, bagni privati su richiesta, servizi accessibili alle persone con disabilità e acqua calda gratuita. Parlare della pulizia e della qualità dei servizi non è poco poetico. È realistico. Un evento frequentato da centinaia di famiglie funziona meglio quando i luoghi sono mantenuti con cura, gli spazi sono adeguati e i genitori non devono trasformare ogni doccia in una spedizione esplorativa.

Dalla tenda alla mobilhome: ogni famiglia può scegliere il proprio livello di eroismo

S-COOL è ospitato in un campeggio, ma ciò non significa che tutti debbano dormire in tenda. Le famiglie possono scegliere tra piazzole, chalet e diverse tipologie di case mobili. Le piazzole sono disponibili in varie dimensioni e possono ospitare tende, camper e caravan. Sono ombreggiate grazie alla presenza dei pioppi, dispongono di collegamento elettrico e, in molti casi, offrono una vista sul lago. Sono presenti anche soluzioni extralarge e piazzole con attacco acqua e scarico.


Questa è l’opzione per chi ama il campeggio vero. Quello in cui ci si addormenta ascoltando i suoni della natura e ci si sveglia chiedendosi quale componente della famiglia stia camminando sopra il telo esterno.

Chi desidera maggiore comodità può scegliere gli chalet, che possono ospitare fino a sei persone e sono quindi adatti anche alle famiglie numerose.


Chi preferisce soggiornare altrove può entrare nel campeggio con un biglietto giornaliero, accedere alle piscine e alla spiaggia e partecipare alle attività dell’evento. La partecipazione a S-COOL richiede comunque l’iscrizione ufficiale e il pagamento della quota famiglia.


In altre parole, S-COOL è accessibile sia alla famiglia che viaggia con un camper perfettamente organizzato sia a quella che ritiene già sufficientemente avventuroso condividere un bagno con i propri figli.


Mangiare, bere e sopravvivere al fabbisogno calorico degli adolescenti

All’interno della struttura sono disponibili bar, minimarket, ristorante e pizzeria. Il sito dell’evento segnala anche la disponibilità di proposte per vegetariani, vegani e persone celiache. La presenza di servizi di ristorazione è particolarmente utile in un evento familiare.


Preparare autonomamente tutti i pasti può essere piacevole per chi soggiorna in camper o mobilhome, ma poter acquistare qualcosa sul posto diventa essenziale quando si scopre che l’adolescente che ha fatto colazione da venti minuti è nuovamente “letteralmente affamato”. Il minimarket consente di recuperare ciò che è stato dimenticato e qualcosa viene sempre dimenticato. La cuffia per la piscina, il dentifricio, il repellente… Oppure l’unico alimento che il figlio di quattro anni aveva dichiarato di essere disposto a mangiare per l’intero fine settimana!


Il beneficio per chi è nuovo: tre giorni possono evitare mesi di confusione

Per una famiglia che sta valutando l’istruzione parentale, il vantaggio più immediato di S-COOL è la concentrazione di esperienze. Online è possibile raccogliere informazioni, ma spesso è difficile valutarne la rilevanza. Una persona descrive il proprio metodo come universale. Un’altra sostiene l’esatto contrario. Un video presenta l’homeschooling come una libertà assoluta. Un altro lo racconta come un’agenda piena dal mattino alla sera.


A S-COOL è possibile fare domande a famiglie che hanno scelto impostazioni differenti e osservare che possono esistere molte forme di istruzione parentale. L’evento è pensato anche per chi non ha mai fatto homeschooling e vuole chiarire dubbi, orientarsi e conoscere persone con maggiore esperienza. Tre giorni non risolveranno automaticamente ogni questione. Possono però aiutare a formulare domande migliori e trovare la domanda giusta è spesso il primo passo per evitare mesi di ricerche confuse.


Il beneficio per i veterani: ricordarsi perché si è iniziato

Le famiglie esperte potrebbero pensare: “Abbiamo già partecipato.”

“Conosciamo l’homeschooling.”
“Abbiamo il nostro gruppo.”
“Non abbiamo bisogno di un altro incontro.”


È comprensibile, ma i veterani non partecipano soltanto per ricevere informazioni.

Partecipano anche per rinnovare il senso di appartenenza, incontrare amici lontani e condividere la propria esperienza con chi sta iniziando. Dopo anni, ogni percorso educativo rischia di diventare una successione di incombenze.

Programmi. Attività.

Esami. Calendari.

Spese. Organizzazione.


S-COOL permette di fare un passo indietro e ricordare che l’istruzione parentale non è soltanto gestione. È anche relazione, libertà, creatività e costruzione di comunità. Per questo il sito definisce l’evento ideale sia per una prima esperienza sia per ritrovare amici homeschooler che non si vedono da tempo.


Il beneficio per la coppia: vedere la realtà al posto di discutere sulle ipotesi

Molte famiglie arrivano all’homeschooling con velocità differenti. Un genitore legge, studia, segue incontri e comincia a immaginare una nuova vita educativa.
L’altro ascolta e formula una domanda ragionevole: “Ma sei sicuro?”

Poi arrivano le domande successive: Come farà con gli amici? Come organizzeremo il lavoro? E gli esami? E le superiori? E se dopo due settimane ci pentiamo?

Continuare a discutere in astratto può creare tensione. Visitare un evento come S-COOL permette invece di osservare famiglie reali, parlare con genitori che hanno avuto gli stessi dubbi e incontrare bambini e ragazzi di età differenti.


๏ปฟAttenzione, però. Il partner scettico potrebbe divertirsi.

Potrebbe fare amicizia.

Potrebbe partecipare al Club dei Papà o a un cerchio di condivisione.

Potrebbe persino tornare a casa proponendo idee nuove.

È un rischio che bisogna essere pronti ad affrontare.

Il beneficio più profondo: sentirsi parte di una storia collettiva

Quattordici edizioni significano che bambini che partecipavano ai primi incontri sono cresciuti. Alcuni sono diventati adolescenti. Altri hanno concluso il proprio percorso di istruzione parentale. Nel frattempo sono arrivate nuove famiglie, nuovi fratelli, nuove domande e nuovi modi di vivere l’apprendimento. S-COOL conserva le tracce di questa evoluzione.


Ogni edizione appartiene al proprio tempo.
Le prime hanno contribuito a rendere visibile l’esistenza dell’homeschooling italiano.
Le successive hanno accompagnato la crescita delle reti tra famiglie.


Gli anni della pandemia hanno portato un’attenzione improvvisa e spesso confusa verso l’istruzione fuori dalla scuola tradizionale. Le edizioni più recenti hanno avuto il compito di distinguere la vera educazione parentale dalla didattica emergenziale sperimentata durante le chiusure scolastiche. La continuità della sede negli ultimi anni ha contribuito a costruire una sorta di casa dell’evento. I partecipanti sanno dove ritrovarsi. I ragazzi riconoscono gli spazi. Le famiglie possono tornare nello stesso luogo e misurare il passare del tempo attraverso i figli che crescono, i gruppi che cambiano e le amicizie che resistono.


Perché il momento migliore per partecipare potrebbe essere proprio adesso

Non esiste un momento perfetto per avvicinarsi all’homeschooling.
Chi è all’inizio pensa di non sapere abbastanza.
Chi ha esperienza pensa di essere troppo impegnato.
Chi ha bambini piccoli immagina che sarà più utile quando cresceranno.
Chi ha adolescenti rimpiange di non aver partecipato prima.

S-COOL 2026 offre tre giorni nei quali queste differenze possono convivere.
- Non è necessario avere già scelto l’istruzione parentale.
- Non è necessario appartenere a un metodo specifico.
- Non è necessario trasformarsi improvvisamente nella famiglia homeschooler perfetta, anche perché tale famiglia è stata avvistata soltanto su Instagram e non esistono prove scientifiche della sua presenza nel mondo reale.

È sufficiente arrivare con curiosità.

Il sito invita i partecipanti a portare energia positiva, voglia di condividere, abbigliamento comodo, una borsa per la piscina e, per chi li possiede, strumenti musicali da utilizzare nei momenti comuni.

In fondo, la promessa di S-COOL non è che tutti torneranno a casa con lo stesso modo di educare. È l’esatto contrario. Le famiglie torneranno a casa conoscendo più possibilità.
I bambini avranno visto che esistono molti modi di imparare. Gli adolescenti avranno incontrato persone che non chiedono loro di giustificare continuamente il proprio percorso. I genitori avranno ascoltato esperienze, trovato risposte e forse raccolto nuove domande.


Che cosa si rischia davvero restando a casa?

  • Si rischia di trascorrere il primo weekend di settembre facendo ciò che si fa normalmente.
  • Si rischia di non incontrare la famiglia che abita a due ore di distanza e che diventerà compagna di escursioni per tutto l’anno.
  • Si rischia di non ascoltare la risposta capace di sciogliere un dubbio che sembrava enorme.
  • Si rischia di non vedere il proprio figlio entrare da solo in una partita e uscirne con tre nuovi amici.
  • Si rischia di perdere il Talent Show, il mercatino, la musica, la spiaggia, le piscine e la faccia del proprio partner quando scopre che gli homeschooler sono molti più di quanto immaginasse.
  • Si rischia soprattutto di continuare a considerare l’homeschooling come una scelta privata e isolata, quando invece può essere parte di una comunità nazionale viva, plurale e in crescita.


Naturalmente si può fare istruzione parentale anche senza partecipare a S-COOL, ma partecipare può rendere il percorso più ricco, più umano e decisamente più divertente.


Tre giorni per capire, incontrarsi e appartenere

S-COOL 2026 si svolgerà il 4, 5 e 6 settembre presso il Camping Village La Badiaccia, a Castiglione del Lago.

La quota indicata sul sito ufficiale è di 30 euro per nucleo familiare e comprende le sessioni di gruppo sull’istruzione parentale, le attività per gli adulti, alcune attività del sabato mattina dedicate a bambini e ragazzi e l’accesso al gruppo Telegram privato dell’evento. Il soggiorno deve essere prenotato separatamente sul sito del campeggio con lo sconto dedicato al gruppo.


È possibile partecipare anche soltanto per una o due giornate oppure soggiornare in una struttura esterna, pagando l’ingresso giornaliero al campeggio oltre alla quota famiglia di S-COOL.

Le case mobili potrebbero esaurirsi più rapidamente, mentre il campeggio dispone anche di piazzole e il sito propone alcune sistemazioni alternative nelle vicinanze, ma al di là delle prenotazioni, dei codici sconto, delle piscine e del programma, la ragione più autentica per partecipare rimane una.


Incontrarsi.

Perché l’educazione parentale può svolgersi in casa, in viaggio, online, in biblioteca, in un museo, in un bosco o davanti al Lago Trasimeno, ma non dovrebbe mai significare essere soli. Dopo quattordici edizioni, S-COOL continua a ricordarlo.

  • Lo ricorda alle famiglie nuove, che arrivano con un quaderno pieno di domande.
  • Lo ricorda ai veterani, che tornano per riabbracciare amici incontrati negli anni precedenti.
  • Lo ricorda ai bambini, che scoprono una comunità attraverso il gioco.
  • Lo ricorda agli adolescenti, che trovano finalmente persone capaci di capire il loro percorso senza bisogno di lunghe spiegazioni.
  • Lo ricorda ai genitori, che per tre giorni possono osservare una realtà più ampia della propria quotidianità.


E forse è proprio questo il significato più importante di S-COOL. Non dimostrare che esiste un solo modo giusto di imparare. Dimostrare che esistono molti modi di crescere, molte forme di famiglia, molti percorsi educativi e moltissime persone con cui condividerli. Tra un laboratorio, una partita, una conversazione, un tuffo in piscina e una passeggiata sul lago, la quattordicesima edizione racconterà ancora una volta la stessa storia:

L’homeschooling parte dalle famiglie, ma diventa più forte quando le famiglie si incontrano.


https://www.s-cool.it/en English version

๐ŸŽ“ Vuoi fare Homeschooling senza perdere tempo?


Scopri EDUpar.it, la community italiana che ti guida passo dopo passo nel tuo percorso educativo.
Un punto di riferimento per migliaia di famiglie che scelgono l’istruzione parentale con consapevolezza, supporto e risorse concrete.


๐Ÿš€ EDUlearn: l’Academy per chi vuole davvero imparare

Unisciti a EDUlearn.it, un progetto didattico su misura per bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, pensato per accompagnare le famiglie nel percorso di istruzione parentale.
Percorsi interdisciplinari, docenti ispiranti e un metodo che mette al centro passione, autonomia e socializzazione.
Ideale anche per chi ha vissuto traumi scolastici, bullismo o è neurodivergente.