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Ecco la seconda intervista della raccolta dedicata agli homeschoolers più grandi, quest’oggi a raccontarci della sua vita c’è Carlo che ha 13 anni e vive a Puegnago sul Garda (BS). Carlo vive con i suoi genitori e il fratello minore Marco, che ha 11 anni, sulle colline immerse nel verde, nelle vicinanze del lago di Garda. Ho avuto modo di intervistarlo durante la festa di “non rientro a scuola”, che si è tenuta a Rimini il 13 e 14 settembre. Quello che mi ha colpito di Carlo è stata la sua calma e serenità, la sua naturalezza. Troppo spesso, guardando i ragazzi di 13 anni non vedo la loro vera persona, ma un mix di pose, maschere e look. Con Carlo vedevo una persona, un individuo sincero e reale e ciò è stato per me veramente speciale. Mentre cercavo di far partire l’applicazione registratore per l’intervista, litigando con il cellulare, gli ho chiesto quale telefonino avesse lui. Una domanda cool per un teen come lui, no? La sua risposta? Non ne ho nessuno, non uso il cellulare. Bella risposta seguita da un grande sorriso. Mi ha confidato di sentirsi meglio senza e mi ha trovato in totale accordo, io stessa ho il desiderio di disfarmi del mio!

Ciao Carlo, da quanto tempo fai homeschooling?
Ciao, io ho smesso di andare a scuola due anni fa, dopo aver completato il ciclo delle primarie di primo grado. Quest’anno studierò il programma di terza media.

Anche tuo fratello non va a scuola?
Si, anche lui ha scelto questa strada, per imitare me… Lui ha frequentato fino alla terza elementare e poi, mi ha seguito in questa decisione. In verità quello che aveva problemi a scuola ero io, lui si trovava con dei bravi insegnanti e una buona classe, ma ha deciso di studiare a casa ugualmente.

Come siete arrivati a prendere questa decisione?
Io non mi trovavo bene a scuola, i miei genitori ne erano consapevoli e stavano cercando una soluzione. Casualmente hanno scoperto che è legale non mandare i propri figli a scuola e decidere di educarli personalmente e in seguito hanno partecipato a un meeting informativo sull’educazione parentale. Lì hanno conosciuto altre famiglie che praticano l’homeschooling e si sono convinti a provare.

Hanno chiesto il tuo parere?
Prima ne hanno parlato fra loro e poi hanno chiesto anche a me se volevo provare a stare a casa. Io mi sono preso il tempo di rifletterci e infine ho accettato la proposta. Ma è stato quando ho sentito che ne parlavano con l’insegnante di Inglese che mi sono reso conto che la cosa era ufficiale, reale, concreta … mi è sembrato un sogno! Non potevo crederci!

Come ti sei sentito in quel momento?
All’inizio avevo paura di questo grande cambiamento. Non temevo di perdere amici o altro, ma mi spaventava il cambiamento di per se, e il fatto che fosse una cosa così poco nota. Certamente è stata una buona scelta e non tornerei mai indietro, del resto sono sempre stato considerato “diverso” in classe, quindi l’homeschooling confermava semplicemente questa mia caratteristica.

Come vivevi la scuola?
Male. La cosa che mi ricordo di più sono i gran mal di testa che avevo a causa del forte e costante rumore. Non riuscivo proprio ad abituarmi a quel costante mormorare e gridare, in mensa era anche peggio. Ho frequentato la mensa una volta o due perché oltre che per la pessima qualità del cibo che ci proponevano, non riuscivo a mangiare per via del rumore, che durante il pasto era ancora più elevato. Inoltre, la notte, soffrivo di sonnambulismo ed ero andato anche da diversi specialisti per capire come mai mi succedeva questo. Mi capitava sempre più spesso. Pensa però che appena ho saputo che non sarei più andato a scuola mi è passato tutto e ora, infatti, dormo sereno. Era lo stress, l’ansia, che mi portava a essere agitato la notte. Non ho nemmeno dovuto iniziare a studiare a casa per avere questo beneficio, mi è bastato saperlo e sono stato bene. Comunque ero uno studente nella media, non il primo della classe, ma andavo bene. Non erano i voti o lo studio il mio problema.

E la parte della “socializzazione” scolastica, come la vivevi?
La scuola non è un posto dove si socializza veramente, è un luogo dove sei obbligato a stare insieme e non credo che questo sia il fondamento dell’amicizia. Infatti, io non temevo di perdere le amicizie della scuola, perché non erano vere amicizie. I miei amici di sempre lo sono ancora anche se faccio homeschooling. Essi non sono compagni di scuola, ma persone che ho conosciuto a nuoto o che sono amici di famiglia da quando sono nato. Ci accomunano gli interessi comuni, il desiderio di stare insieme, di condividere esperienze. Non ho legato molto a scuola anche perché non seguivo le mode e non mi adattavo ai gusti del gruppo. Non ascoltavo la stessa musica e non mi fregava nulla di vestire come facevano loro. L’ho detto anche prima, io sono un tipo originale e non m’interessa se sono diverso dagli altri. Come sono cambiate le tue giornate da quando fai homeschooling? Sicuramente dormo di più e dormo meglio, se vado a letto tardi poi posso dormire anche fino a mezzogiorno . Poi mi sento molto più indipendente, sia nello studio che nella vita in generale. A scuola non hai alcuna autonomia perché ti dicono sempre cosa devi fare, io invece amo organizzarmi e gestire il mio tempo. Studio da solo con l’aiuto di mia mamma e mio papà e inoltre ho un insegnante di musica e un’altra signora inglese che imi seguono. Nella mia preparazione partecipa anche la nonna, che era molto scettica riguardo alla faccenda. Mio fratello segue le lezioni con me e fa il mio stesso programma pur essendo più piccolo. Beato lui! Arriverà all’esame di licenza media super preparato! Io lo affronterò quest’anno e devo studiare parecchio. Preferirei non fare gli esami, ma in famiglia abbiamo deciso di farli, anche quelli di idoneità anno per anno, quindi ci tocca seguire il programma della scuola. Una cosa bella è che sto molto all’aperto, amo studiare in terrazza o in giardino e gioco anche molto fuori casa. Andando a scuola avevo pochissimo tempo per correre e fare sport. Avevo due rientri pomeridiani e anche tanti compiti a casa e questo lasciava poco tempo allo svago. Avevo anche poco tempo da passare con la mia famiglia. Adesso facciamo insieme molte cose quotidiane: decidiamo il nostro menu, prepariamo insieme il cibo, apparecchiamo il tavolo insieme, facciamo l’orto, accudiamo gli animali della nostra fattoria, facciamo le pulizie in casa, accogliamo gli ospiti del Bed and Breakfast (io e Marco spesso in veste di “giovani interpreti” quando la mamma non c’è), raccogliamo le olive per fare l’olio e la frutta per fare le marmellate, giochiamo e … a volte ci piace semplicemente poltrire insieme.

Il rapporto con tuo fratello è cambiato? E con i tuoi genitori?
Almeno un’ora al giorno è dedicata a litigare con mio fratello (Carlo ride mentre me lo racconta), ma studiando insieme ci siamo avvicinati. Anche con i miei genitori abbiamo un buon rapporto e io sono disponibile ad aiutare in casa e con la nostra attività di Bed&Breakfast, diciamo che se c’è da fare qualcosa lo faccio. Mia mamma che è italiana, mi ha cresciuto bilingue tedesco-italiano perché sapere una seconda lingua bene è importante. Ho una grande fortuna e me ne rendo conto, le sono grato per averlo fatto. Anche adesso lei parla sempre in tedesco a me e mio fratello e noi pure, sicuramente a scuola non avremmo potuto raggiungere questi risultati nella lingua straniera. Quando abbiamo famiglie tedesche nella nostra struttura, io gioco e parlo con i loro bambini. Sono felice e grato anche del fatto che i miei abbiano scelto di tenermi a casa e di abbandonare il percorso scolastico tradizionale. Ti sei mai sentito giudicato negativamente per la tua scelta di fare homeschooling, la gente ha mostrato di avere pregiudizi nei tuoi confronti? Non mi sono mai sentito direttamente giudicato. Sicuramente alcuni familiari hanno criticato questa scelta, ma questo non mi preoccupa. I miei ex compagni di scuola erano colpiti quando ho lasciato la scuola perché non sapevano si potesse fare. Rimane il fatto che molti non capiscono e credono che io viva una replica della scuola in casa, ma non è così! L’homeschooling è molto altro, tramite esso ti svincoli dalle catene del tempo e puoi seguire il tuo ritmo personale di vita e studio. Anche mia nonna, (ex maestra elementare), che non era felice della decisione, ha ora accettato il mio percorso, ma non solo perché è convinta che sia pur sempre scuola, ma soprattutto perché vede che la nostra formazione è comunque di buon livello. Fare homeschooling porta a essere più liberi e la gente questo non lo vede.

Cosa consiglieresti alle persone che temono i giudizi degli altri e non sanno se iniziare l’homeschooling?
Di non ascoltare quello che dicono gli altri, di prendere le proprie decisioni in autonomia e di seguire la propria strada senza ripensamenti. E’ legale in Italia, quindi si può fare. Cosa importa ciò che pensano gli altri? Ognuno ha la propria vita e fa le proprie scelte. Io ti ripeto che a me non interessa cosa fanno o pensano gli altri, decido con la mia testa ciò che fa bene a me. Vedo che tanti ragazzi della mia età fumano, bevono alcolici e si ubriacano solo perché vogliono essere accettati dal gruppo. Fanno delle cose che io non m’immaginerei mai di fare, esclusivamente per essere considerati OK. Danneggiano la loro salute! Io lo trovo assurdo.

Una curiosità, Carlo, se avessi dei figli da grande, li manderesti a scuola?
No, assolutamente no! Sceglierei sicuramente l’homeschooling. Ti faccio un’ultima domanda riguardo al benessere mentale e fisico, hai visto delle differenze in come ti senti, da quando non vai a scuola? Come avevo detto prima io ero talmente nervoso e stressato da soffrire di sonnambulismo, questo non mi pare poco! Lo stress da scuola può causare dei danni anche gravi alla salute. C’è stato un periodo in cui io avevo la febbre ogni due o tre giorni, pareva non passare più! Inoltre nelle classi si è in tanti ed è più facile cadere vittima di malattie virali, ogni due per tre ci si ammala di raffreddore o influenza, in classe. Io per fortuna scampavo la mensa giornaliera, ma sono certo che il cibo scadente non aiuta a stare bene. Ogni particolare conta per assicurare la propria salute.

Carlo, grazie per aver condiviso un pezzetto della tua vita con me e… vuoi sapere una cosa?
Il mio telefonino intelligente ha fatto cilecca e ha cancellato l’audio della tua intervista prima che io arrivassi a casa.
Hai ragione tu, si vive molto meglio senza stupidphones. 

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