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Quale differenza c’è tra questi due modi di educare a casa i propri figli?

Quando parliamo di homeschooling ci riferiamo a quelle famiglie che insegnano utilizzando un curriculum ben preciso (creato da loro o acquistato on-line). Essi in parte ricreano la scuola in casa proponendo determinati argomenti a seconda delle fasce d’età, utilizzando libri di testo simili a quelli scolastici (ma non è detto!) e dedicando un momento specifico della giornata allo studio. Per essere più esplicativa direi che in questo metodo la nave della conoscenza è pilotata dal genitore (o dal tutor) che indica al bambino la via da seguire. Inoltre a fare homeschooling può essere una famiglia sola o un gruppo di famiglie che segue l’istruzione di diversi bambini allo stesso tempo.
Unschooling è un termine coniato da John Holt nella sua newsletter “Growing without schooling” e allora significava genericamente imparare senza andare a scuola. Oggi con unschooling ci riferiamo a quelle famiglie che lasciano i propri figli liberi di decidere come, dove, quando e sopratutto cosa imparare. In questo caso la nave è pilotata in toto dal bambino, ma egli non è solo: i genitori sono parte attiva di questo apprendimento offrendo fonti di studio e sostenendolo nei suoi percorsi naturali. Le famiglie che fanno unschooling fanno un grosso cambiamento perché devono dimenticare tutto quello che è stato loro insegnato sull’apprendimento e imparare a fidarsi dei propri figlia 360°. I genitori offrono gli strumenti per trovare le informazioni rispettando le scelte e i tempi del bambino.
Va senza dire che queste due categorie non sono a tenuta stagna e che esistono tanti metodi di fare scuola familiare quante sono le famiglie che lo praticano.

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