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Da bambini condividiamo l’essenza di tutto ciò che ci circonda: sassi, farfalle, fiori , uccelli, animali… Viviamo in un mondo di bellezza e d’immaginazione. L’estasi è facile da sperimentare. Siamo un tutt’uno con la natura e il mondo dei sogni.

incoraggiamento sogni

Mentre cresciamo cominciamo a capire il potere che hanno i sogni, il potere delle fiabe e dei miti; sappiamo che i sogni diventano realtà  che diversi mondi paralleli esistono simultaneamente. Il passato, il presente e il futuro: non diamo ad essi molta importanza poiché abbiamo la capacità di raccoglierli tutti in un solo istante. Possiamo essere qualsiasi cosa desideriamo essere in qualsiasi momento lo vogliamo. Abbiamo la capacità di viaggiare da un mondo all’altro. Io da bambina potevo essere ciò che volevo: un albero, un drago, una ballerina. Tutto ciò che dovevo fare era immaginarmi in quel ruolo e crederci.

Poi ad un certo punto questa consapevolezza cambia. Gli adulti ci convincono che non siamo una cosa unica con il mondo e tutti gli esseri viventi. Essi ci insegnano come separarci e alienarci da noi stessi, dagli altri e dal mondo che ci circonda. Per descrivere i nostri viaggi in altri mondi utilizzano termini dispregiativi quali: “perdersi in fantasie”, “essere tra le nuvole” o anche  “sognare ad occhi aperti”. Gli adulti ci avvertono che il solo atto di “sognare” è poco pratico, immaturo ed inefficace.
Da audaci e sicure aquile diventiamo canarini in gabbia. Ci viene detto di scomporre il tutto in particelle, di categorizzarlo ed etichettarlo. I nostri racconti e i nostri giochi preferiti vengono chiamati “roba da bambini” e in poco tempo realizziamo che essi non hanno alcuna rilevanza nel mondo degli adulti. Gli incubi terrificanti e i sensuali sogni dell’età prepuberale hanno grande importanza per i bambini, ma vengono minimizzati o ignorati dai grandi, e questi sono solo alcuni esempi di come vengono sminuite le loro sensazioni. E’ tutta una questione di percezione…

La scuola gioca un ruolo fondamentale nell’omologazione dell’individuo, nell’omologazione dei sogni. Chiunque abbia avuto dei figli nel sistema può raccontare di come li ha visti cambiare. A volte chiamiamo questo fenomeno “crescere”, ma io credo che sia un termine errato. La parola “crescere” contiene in se un connotato positivo che in questo caso viene meno.

Come possiamo chiedere a dei bambini che stanno chiusi in una classe con dei coetanei, per la maggior parte del loro tempo, di rispettare la natura e gli animali? Cosa sanno essi della natura e degli animali, quale esperienza hanno? Come possiamo chiedere ai bambini di avere compassione e di prestare ascolto al prossimo, quando la società in cui vivono è la prima a non ascoltarli e a non accettarli? Vi starete chiedendo cosa centra tutto questo con la scuola familiare… basta una generazione per cambiare il mondo, basta una nuova generazione con sogni diversi da quelli odierni. Il mondo ha bisogno di aquile, non di una massa di bambini la cui vita dipende dall’astuccio pubblicizzato in TV, dai vestiti trendy o dalle amicizie più cool.

Noi genitori di homeschoolers in Italia abbiamo un duplice compito molto speciale: da un lato dobbiamo ergerci come giganti per resistere agli scontri e alle pressioni che inevitabilmente troveremo lungo il nostro cammino al fine di assicurare ai nostri figli un’esistenza libera e ricca di esperienze eterogenee, dall’altro dobbiamo chinarci fino al suolo per imparare nuovamente ad essere bambini, a vivere come se fossimo un tutt’uno con i nostri desideri, ad ascoltare con rispetto e a vivere con entusiasmo. Mentre scrivo il mio pensiero va a Sara, Marina, Elisa, Paola Francesca e a tutte le altre mamme che credono in questo sogno, a tutte quelle famiglie che incuranti degli ostacoli procedono seguendo i loro ideali, perché se lo sentono dentro. Uniamoci in un sogno unico: una società aperta e libera, dove la scuola familiare non sia vista con sospetto, dove tutti i bambini vengano rispettati e dove imparare significhi vivere appieno la propria vita. Il mondo è come lo sogni, noi siamo sulla buona strada.

 

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